
Eric Cantona non finisce di sorprendere. Il francese, ex attaccante di Olympique Marsiglia, Bordeaux, Leeds e Manchester United, ha intrapreso da anni una carriera da attore che lo ha portato alla partecipazione in diversi film, ultimo dei quali ‘Il mio amico Eric’ diretto da Ken Loach che conquistò una Palma d’Oro a Cannes, nel 2009. Attualmente ricopre il ruolo di direttore tecnico dei New York Cosmos e poco più di un anno fa, nel ruolo di capopopolo, consigliò a tutti di togliere i risparmi dalle banche (nonostante il clamore mediatico suscitato dalla proposta il risultato si rivelò un flop e pochissimi francesi seguirono l’iniziativa. Lo stesso Cantona effettuò solamente un piccolo prelievo simbolico).
Ma non si sente solo un ex calciatore diventato attore e poi dirigente di una squadra di calcio. L’eclettico Cantona ha scritto ai sindaci di Francia per ottenere le 500 firme necessarie alla candidatura presidenziale, lanciando la sfida all’attuale presidente Nicolas Sarkozy e al socialista Francois Hollande, favorito nei sondaggi per la corsa all’Eliseo.
“Come sapete - scrive il 46enne nella missiva - al di là delle attività professionali che mi hanno condotto da una carriera sportiva di alto livello ad attività artistiche, sono un cittadino attento alla nostra epoca, alle chance che offre ai più giovani: troppo limitate. Alle ingiustizie che genera: troppo numerose, troppo violente, troppo sistematiche“. Cantona dice di voler portare un “messaggio semplice ma chiaro, un messaggio di verità, ma di rispetto, un messaggio solidale e potente“. Riuscirà a vincere quest’altra partita?

La Fifa sembra essere molto preoccupata a proposito della situazione in cui versa la Francia e la sua federazione. Il mondiale sudafricano ha scatenato una vera e propria bufera a Parigi, al punto che lo stesso Eliseo ha promesso di fare chiarezza sui fatti che hanno portato al clamoroso fallimento. L’intromissione della politica nel mondo del calcio non piace però al massimo organismo calcistico mondiale che nei giorni scorsi, tramite il segretario generale Jerome Valcke, ha fatto sapere di essere vigile e pronta a intervenire in caso di violazione delle regola che espressamente vieta le intrusioni dei governi nella gestioni delle federazioni.
Dopo gli ammonimenti del francese Valcke arrivano anche le parole di Joseph Blatter a mettere in guardia i francesi, facendo capire che per loro potrebbe anche scattare una sospensione dalle manifestazioni sportive. In particolare ha rimproverato al paese transalpino l’aver trattato un insuccesso calcistico come un “affare di stato”, quando invece questo sarebbe dovuto restare nelle mani della federazione che aveva e ha il compito di analizzare la situazione e eventualmente trovare le soluzioni giuste a risolvere il problema.
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Sarà la Francia il paese ospitante di Euro 2016 la proposta, sponsorizzata da Sarkozy, ha battuto per un solo voto la concorrenza della Turchia all’ultima votazione. I campionati europei saranno una nuova vetrina per i transalpini a distanza di 32 anni dall’ultima edizione ospitata nel lontano 1984, ancora una volta non viene considerata credibile la candidatura dell’Italia, già bocciata quando era stata stabilita la sede di Euro 2012. In quel caso erano state Polonia e Ucraina a strappare la possibilità di rivedere una grande competizione calcistica nel nostro paese, in questo caso l’Italia è uscita al primo turno di votazione raccogliendo soltanto 23 preferenze: un disastro.
La Francia ha ospitato anche il mondiale del ‘98, mentre l’Italia rimane a secco dal mondiale del 1990 per quello che riguarda le competizioni FIFA e dal 1980 per le competizioni UEFA. Una sconfitta per il nostro paese e per il nostro movimento calcistico, l’ennesima, che non trova la forza per portare avanti una candidatura capace di raccogliere i voti necessari da troppo tempo.
I francesi hanno puntato molto su questo evento, basti dire che a Ginevra durante la votazione era presente anche il Presidente Nicolas Sarkozy. Il piano presentato dall’Italia, per quanto ben confezionato, prevedeva l’adeguamento di troppi stadi (l’unico pronto al 100% sarà quello che la Juventus sta costruendo sostanzialmente in proprio) e l’incertezza sul denaro pubblico e privato da investire in questa impresa. Non resta che puntare al Mondiale 2018 e all’Europeo 2020 quando saranno passati rispettivamente 28 anni e 40 anni dall’ultima competizione che ha portato il nome dell’Italia.