
Zdenek Zeman, praghese di nascita ma siciliano di adozione, avrà da qui all’eternità sempre un nugolo di estimatori convinti che siano tifosi (chiedere a foggiani e leccesi), calciatori (da Rambaudi fino a Bojinov) o allenatori (vero Delio Rossi?). Zemanlandia è ormai una parola che fa parte del vocabolario calcistico e sulla sua pagina di wikipedia c’è un’immagine che raffigura il 4-3-3, suo marchio di fabbrica degno del copyright. Tra passato più o meno glorioso, pseudo-battaglie anti-doping e panchine di mezza Italia, c’è poi il presente, amaro presente, di uno Zeman che non solo non può più fumare in panchina, ma che deve pure assistere a puntuali debacle delle squadre che allena.
Detiene infatti il record per essere stato cacciato da tutte le squadre in cui ha allenato negli ultimi 15 anni, e spesso l’esonero è avvenuto a stagione in corso: anche il Lecce lo esonerò mentre lui se ne stava bel bello in vacanza a Praga, stessa sorte gli capitò con la Lazio (giusto per chi non lo ricordasse). E quest’anno rischia grosso a Belgrado, dove la “sua” Stella Rossa ha iniziato in maniera a dir poco disastrosa. Sceltosi come vice la meteora del calcio italiano per eccellenza, Aleksandar Kristic (cliccare per saperne di più), e voluto l’ex torinista Nikola Lazetic, aveva da superare innanzitutto li preliminare per accedere in UEFA, contro i ciprioti dell’Apoel Nicosia.
Continua a leggere: Flop-Zeman: è disastro anche alla Stella Rossa

Minuto 15 del secondo tempo: un Rocchi appannato si avvicina lentamente alla panchina di Delio Rossi per battere il cinque al nuovo numero nove arrivato direttamente da Manchester. E’ l’esordio di Rolando Bianchi, il colpo di mercato più urlato dalla stampa. La tensione si taglia a fette, i tifosi granata sono già inviperiti con l’arbitro Rizzoli, protagonista nel primo tempo della cacciata di Barone per doppio giallo. Piovono fischi e insulti sull’ex giocatore della Premier League reo di aver tradito una società gloriosa come il Torino, di non aver mantenuto la parola data al Presidente Cairo.
Minuto 17 del secondo tempo: Lazetic si avvia indisturbato sulla fascia verso il centrocampo rincorso come un pazzo da Bianchi; quest’ultimo non ci pensa su due volte e lo stende con una inspiegabile scivolata killer. Rizzoli non se la sente di espellere il giocatore appena entrato ed estrae dal taschino un sacrosanto cartellino giallo. Minuto 20 del secondo tempo: palla a campanile a centrocampo, Zanetti salta ma Bianchi, in vena di follie, allarga il braccio e lo sfiora al volto. Non sembra un intervento cattivissimo e il centrocampista del Toro simula una gomitata, l’arbitro ci casca e di certo non perdona l’entrataccia di qualche minuto prima.
E’ rosso, game over dopo cinque minuti in cui il giocatore tocca due palloni. E’ il Rolando furioso e nervoso per le aspettative che si sono venute a creare su di lui dopo spasmodici giorni di mercato, ha perso la testa per l’ambiente ostile di tutto lo stadio, oppure è solo tanta carica agonistica e troppa voglia di dimostrare il proprio valore? Per Bianchi ci sarà subito l’occasione di rifarsi in settimana, in coppa Italia, contro la Fiorentina.
Continua a leggere: Torino-Lazio 0-0. Esordio shock per Rolando Bianchi