
La Serbia, Nazionale enigmatica: nelle recenti amichevoli pre-mondiali sconfitta incredibile contro la Nuova Zelanda, poi pareggio a reti bianche avversaria la Polonia, quindi un rocambolesco 4-3 ai danni del Camerun. Questa squadra, ufficialmente al debutto in un Mondiale ma di fatto all’undicesima apparizione (prima si chiamava Yugoslavia e, in Germania, Serbia e Montenegro), ha una rosa talentuosa, un tecnico preparato e ha effettuato brillanti qualificazioni: tutte le carte in regola dunque per essere la sorpresa del torneo, eppure in questi serbi c’è sempre qualcosa che non va. Come quattro anni fa, nei Mondiali tedeschi: tre sconfitte e a casa, con due gol fatti e dieci subiti (storico lo 0-6 rifilatogli dall’Argentina).
Quest’anno il ct si chiama Radomir Antic, per i più attenti calciofili un nome non nuovo: serbo di 62 anni, da calciatore faceva lo stopper e divenne bandiera di Partizan, Saragozza e Luton Town; ma è da allenatore che è divenuto davvero famoso: ha allenato il Real Madrid all’inizio degli anni ‘90, l’Atletico Madrid quando i colchoneros di Gil fecero il double (scudetto e Coppa del Re), il Barcellona nel 2003 (per dire, era il tecnico sulla panchina dei blaugrana quando la Juve espugnò il Camp Nou con Zalayeta) e altre squadre come l’Oviedo e il Celta di Vigo. E’ un selezionatore di una certa esperienza, serbo purosangue che sa farsi amare e rispettare; ha in mano un nugolo di ottimi giocatori e sicuramente saprà cavarne qualcosa di buono.
Il portiere non è conosciutissimo, parliamo di Stojkovic che quest’anno si è diviso tra Sporting Lisbona e Wigan; ma in difesa campioni del calibro di Vidic e Ivanovic, senza dimenticare Kolarov o anche l’udinese Lukovic. A centrocampo, ancora qualità con Stankovic o il quasi juventino Krasic, e poi l’ex Fiorentina Kuzmanovic, Kacar dell’Hertha di Berlino e Tomic del Manchester United. In attacco forte fiducia al gigante Zigic, in passato spesso accostato alla Juve e l’anno scorso in Premier tra le fila del Birmingham; ma noto è anche Pantelic, puntero dell’Ajax che in coppia con Suarez ha fatto più che bene in Eredivisie. Insomma, gente, tantissimo materiale: ma riusciranno a non perdere la testa questi focosi serbi? Gli auguriamo di sì.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Allo Stadio Mestalla si sono affrontate Valencia e Genoa per la seconda partita del girone di Europa League. Entrambe le squadre stanno vivendo un momento non esaltante e avevano l’obbligo di scacciare la crisi. Il Valencia è appena settimo nella Liga Spagnola ed ha pareggiato con il Lille la prima partita del girone europeo. I grifoni dal canto loro non vincono proprio dalla partita di Europa League in casa contro lo Slavia Praga. I genoani hanno lottato in un campo difficile come quello di Valencia, chiudendo all’intervello in vantaggio per 0-1, ma hanno dovuto cedere ai più esperti e quotati spagnoli. (Le Foto della partita - Video)
La prima grande occasione è capitata dopo appena 4 minuti sui piedi di Mata che, solo davanti ad Amelia, non è riuscito ad inquadrare la porta. Al 15′ minuto ancora una grande occasione per i padroni di casa grazie a Silva che sfiora il palo alla sinistra di Amelia con una conclusione da fuori area. A metà del primo tempo si vede il Genoa in avanti prima con Bocchetti, che dal limite calcia sopra la traversa, e poi con Floccari che dopo aver anticipato il portiere Cesar Sanchez in uscita bassa, si è visto respingere il pallone sulla linea da Dealbert. Allo scadere del primo tempo si è portato in vantaggio il Genoa a sorpresa. I Grifoni stavano soffrendo il pressing del Valencia, ma Floccari in acrobazia è riuscito a superare il portiere avversario in uscita firmando l’1-0.
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