
L’introduzione della Tessera del Tifoso, lo strumento di identificazione obbligatorio per entrare negli stadi italiani (almeno in trasferta per quello che riguarda i settori ospiti) dal prossimo Gennaio, sta scatenando una serie infinita di polemiche e continue proteste da parte del mondo Ultras. Inutile dire che personalmente, e più in generale su CalcioBlog.it, non proviamo particolare simpatia per il tifo organizzato. I suoi eccessi, la sua speciale morale, quell’etica con troppi punti di contatto con la violenza e la giustificazione di questa sono un contraltare troppo ingombrante rispetto ai valori (impossibili da non apprezzare) della passione per la propria squadra del cuore e per il calcio in generale.
Eppure su questa questione della Tessera del Tifoso non si possono negare le ragioni che stanno alla base della protesta. In sostanza dal 1 Gennaio 2010 chiunque vorrà seguire la propria squadra in trasferta dovrà esibire questa tessera, molto somigliante ad una carta di credito prepagata, con i dati e la fotografia dell’intestatario che deve essere richiesta e viene rilasciata dalla propria squadra del cuore.
Il problema è che la Tessera non verrà rilasciata a quanti abbiano subito una condanna “anche in via non definitiva” per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive negli ultimi 5 anni. Vale a dire che un soggetto, colpito ad esempio da un DASPO, anche se lo stesso è stato completamente scontato, non potrà richiedere la tessera e quindi non avrà accesso al settore ospiti. Per assurdo lo stesso soggetto potrà recarsi in qualsiasi altro settore dello stadio, ma non fra i “suoi” tifosi.
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Nell’intervista concessa a Klaus Davi Marcello Lippi aveva definito la Tessera del Tifoso una forma di schedatura, dichiarando la sua avversione al progetto (ormai in dirittura d’arrivo). Nella stessa giornata arrivano due dichiarazioni in senso opposto, una del Presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, l’altra dal Ministro degli Interni Roberto Maroni, grandi sostenitori della Tessera. Entrambi diventano una replica indiretta al CT che in un sol colpo, magari inconsapevolmente, è diventato il miglior alleato dei tanti che in Italia contestano la vituperata Tessera del Tifoso.
Oltre all’accusa di schedatura questo strumento è stato definito “liberticida” dai gruppi Ultras perché di fatto impedirebbe l’ingresso negli stadi anche ad individui che hanno scontato il periodo di interdizione dagli stadi previsto dal Daspo. Le parole di Abete, che ha confermato il lancio della Tessera del Tifoso anche per seguire le partite dell’Italia l’8 settembre prossimo a Torino, vanno naturalmente nella direzione opposta:
Avremmo preferito che le società arrivassero a una simile misura autonomamente, non per obbligo e qualche club si era già attrezzato. Non è una schedatura, altrimenti sarebbe così anche per gli abbonati. Per la Federcalcio, la tessera è uno strumento di fidelizzazione.
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Il CT della nazionale Marcello Lippi si sottopone al fuoco di fila delle domande di Klaus Davi nel corso di una puntata di KlausCondicio, la trasmissione sul web del celebre massmediologo, e ne vengono fuori risposte decisamente sorprendenti. Lippi, dopo essere entrato in rotta di collisione con José Mourinho per il suo pronostico sull’esito del campionato, ha evidentemente sempre meno timore a schierarsi su temi piuttosto controversi. Così scopriamo in un colpo solo due cose, la prima è che il CT è un elettore del Partito Democratico, la seconda è che non approva la Tessera del Tifoso del Ministro Maroni.
Le primarie sono un momento importante e fondamentale. Il Pd sta attraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importante partecipare attivamente con il mio voto. Mi compiaccio nel vedere il partito impegnatissimo a cercare di trovare un’unità d’intenti, una compattezza, e a incrementare la propria forza. Ignazio Marino l’ho conosciuto e mi sembra una persona seria. Dario Franceschini non lo conosco. Nel Pd, poi, conosco anche Veltroni, che rimane una grande risorsa.
Quindi non solo Lippi dichiara la sua affezione al PD, ma indirettamente fa capire per quale candidato esprimerà la sua preferenza. Il selezionatore della Nazionale Italiana censura anche la Tessera del Tifoso, dal 1 gennaio prossimo obbligatoria per poter andare a seguire la propria squadra in trasferta. Secondo Lippi questo strumento “sembra una schedatura“.