
Nell’ultimo turno di campionato Catania e Udinese hanno raccolto i 3 punti: vittorie importantissime per queste compagini geograficamente agli antipodi, lo scatto decisivo per tirarsi (quasi definitivamente) fuori dalla zona retrocessione. Tre le squadre che a maggio saluteranno la massima serie, 4 le formazioni coinvolte in questa aspra lotta in cui la vita di una, significa automaticamente la morte delle alte tre (Sondaggio: chi si salverà?). Il Siena è ultimo, ma in netta ripresa: ha nella difesa il tallone d’Achille (peggior retroguardia con 51 gol incassati), ma avanti un Maccarone che fa ben sperare. Imbattuti da più di un mese, i toscani bianconeri hanno raccolto 9 punti in 5 giornate: Bologna in casa e Lazio all’Olimpico il banco di prova decisivo. Almeno quattro punti sono quasi un diktat.
E le altre tre? Insieme al Siena, ecco l’Atalanta. Vigilia di campionato tesa per la campagna acquisti (i tifosi inviperiti per l’arrivo di Gregucci, non considerato all’altezza e subito esonerato), quindi un avvio balbettante. Ecco Conte, le sue dimissioni e il regno brevissimo di Bonacina; con Mutti si sperava in meglio ma così non è stato: a parte il gol di Valdes, inutile, a San Siro contro il Milan, gli orobici non segnano da 5 gare e in generale hanno segnato 2 gol nelle ultime 8 partite. Senza gol, il passo verso la B è veloce: ecco perché la Dea è da oggi in ritiro a Zingonia, bocce cucite e concentrazione per la sfida delicatissima di domenica. All’Atleti Azzurri d’Italia arriva il Livorno, una sfida che vale la Serie A.
E a proposito del Livorno, ecco l’unica neo-promossa che non ha strabiliato: qualche risultato prestigioso e sprazzi di buon calcio, ma in seno alla società labronica non c’è mai stata tanta chiarezza quest’anno. Cosmi che alza i tacchi e poi ritorna, la cessione di Candreva a gennaio e un attacco sterilissimo, un mix non certo corroborante per non ripiombare nel campionato che la scorsa stagione vide il Livorno arrivare terzo. La vittoria manca da due mesi, e ora ci sono due trasferte nerazzurre: prima Bergamo, poi Inter. Due punti sopra Atalanta e Siena, due sotto la Lazio, l’ultima a contendersi l’unica piazza disponibile per rimanere tra i “grandi“.
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La sconfitta subita a Siena dalla Lazio, la terza consecutiva dopo Chievo e Catania, ha fatto saltare definitivamente i nervi al presidente Claudio Lotito. Uno scarno comunicato ufficiale della società recita che “La S.S. Lazio comunica che la squadra partirà oggi pomeriggio per raggiungere il ritiro di Norcia”, mentre Lotito si spinge oltre minacciando il non pagamento degli stipendi ai calciatori: “Non si può perdere così, si può perdere ma devi lottare. Loro non mi conoscono, adesso cambio. A Siena non prendono stipendi da quattro mesi? Io sono stato sempre puntuale come la morte, ma adesso cambio, così non si può andare avanti”.
Lo sfogo di Lotito arriva a sei giorni dalla stracittadina romana, una partita che mai come quest’anno, a livello di classifica (e soprattutto per la Lazio), non assume l’importanza che merita. Lotito, dai microfoni di Sky, si è poi focalizzato sul calendario pregno di sfide cruciali di aprile:
“La nostra stagione è arrivata ad una svolta perché abbiamo Roma, Genoa e la semifinale Coppa Italia: voglio vedere la squadra determinata e convinta. Si tratta di ritrovare la concentrazione e la voglia di trovare il risultato. Bisogna dimostrare di essere attaccati alla maglia come hanno fatto vedere i giocatori del Siena. Rossi? Non bisogna strumentalizzare questa situazione, perché bisogna fare un’attenta valutazione di chi deve portare avanti un progetto, in campo non vanno né l’allenatore né la società ma vanno i giocatori”.