
Nel primo anticipo della Sesta Giornata di Serie A, in campo all’Olimpico di Roma, la Lazio, sorprendente capolista e il Lecce del sapiente Beretta. Deblace del Meazza a parte, quando i capitolini furono travolti dalla voglia di rivalsa del Milan, i biancocelesti hanno dato prova di meritare il primato in classifica fino ad oggi, e niente lasciava presagire che il Lecce avrebbe rappresentato un ostacolo quasi insormontabile. (Video)
Copione prevedibile, con i padroni di casa a condurre il gioco, facendo però una fatica incredibile a trovare spazi nella muraglia eretta dal tecnico ospite. Un catenaccio costruttivo quello dei giallorossi pugliesi che, oltre sopprimere sul nascere ogni iniziativa avversaria, non disdegnano di punzecchiare la non certo impenetrabile difesa laziale.
La svolta al minuto 27: Tiribocchi, lasciato inspiegabilmente solo, raccoglie un cross di Polenghi e, di testa, schiaccia la palla a terra e segna il primo goal in trasferta del Lecce in questo campionato: 0-1 a sorpresa e stadio ammutolito. Per la capolista è il primo goal subito in casa in queste prime sei giornate.
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Ogni tanto leggere fa bene. Se poi la lettura riguarda una della più importanti passioni degli italiani lo si fa ancora più volentieri. E non si sta parlando di quotidiani o settimanali sportivi che dedicano la metà delle pagine al calcio, che fanno per iscritto le moviole al lunedì e danno i voti ai giocatori come vorrebbe il ministro Gelmini. Il riferimento di questo breve post è a un’opera, uno libro frutto della passione per la propria squadra del cuore.
Dopo anni di onorata carriera su internet, il titolare del blog Settore4cFila72Posto35, conosciuto ai più con il nickname di Settore esce allo scoperto e firma a proprio nome, cioè Roberto Torti, un libro che proprio dal sito prende il titolo. Il blog è nato in seguito al disastroso 5 Maggio, quello è il posto che il Sig. Torti occupava in quel maledetto pomeriggio all’Olimpico, quando il vero Ronie piangeva in panca e un difensore slovacco portava una croce troppo più pesante del suo nome. Si capisce bene come un evento sportivo di quelle dimensioni possa muovere un tifoso alle più differenti forme di disperazione, sconforto e tristezza.
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L’Inter conquista tre punti e la vetta della classifica su un campo, quello del Torino, per niente facile. La squadra di De Biasi quest’anno è partita finalmente in maniera convincente ma la forza dei nerazzurri, soprattutto all’inizio, è stata impressionante. Forza, compattezza e fantasia, queste le doti messe in mostra dagli uomini di José Mourinho, i granata però non hanno sfigurato e con un po’ di fortuna in più avrebbero anche potuto riacciuffare una partita che poteva sembrare conclusa (Fotogallery).
Il tecnico portoghese ha optato per una formazione molto offensiva schierando dal primo minuto in attacco Ibrahimovic, Adriano e Mancini. D’altra parte dietro di loro c’erano tre mastini come Vieira, Cambiasso e Javier Zanetti. De Biasi non ha comunque pensato a difendersi e ha optato anche lui per un tris di uomini nel reparto avanzato composto da Rosina e Amoruso a dare sostegno a Rolando Bianchi.
Il CFR 1907 Cluj o, più semplicemente Cluj è la società più antica della Romania. Un passato calcistico anonimo in cui, come massimo traguardo, prima della scorsa stagione, c’è stato un quinto posto nel 1976 e nel 2006 nel massimo campionato romeno. Nell’ultima stagione invece, ecco l’exploit: slam nazionale con conquista del Campionato e della Coppa di Romania.
Lo storico approdo in Champions League avrà vita breve, dal momento che i romeni sono stati sorteggiati nel girone con Chelsea, Bordeaux e appunto, la Roma, prima avversaria, questa sera all’Olimpico, sullo stesso campo in cui verrà disputata la finalissima della competizione.
C’è anche un po’ di Italia nel club romeno, in cui non figurano stelle, nonostante in rosa ci siano ben cinque giocatori argentini: Maurizio Trombetta, in passato vice di Guidolin, è infatti l’allenatore.
Continua a leggere: Champions League, esordio anche per la Roma: c'è il Cluj

La Juventus, attraverso le pagine del suo sito ufficiale, presenta la sua nuova iniziativa dedicata ai tifosi abbonati. Da oggi chi è in possesso di un abbonamento per qualsiasi settore dello stadio può usufruire della possibilità di rinunciare al suo posto nel caso dovesse essere impossibilitato a recarsi allo stadio. In caso di rinuncia la società potrà così rivendere il posto vacante ai normali botteghini.
Il tifoso che rinuncia al posto, per una o anche più partite avrà diritto, ad un bonus sotto forma di credito incedibile e cumulabile nel corso della stagione. Tale bonus potrà poi essere speso per l’acquisto di un abbonamento per la stagione successiva. I rimborsi vanno dai 4 euro per gli abbonamenti “Tribuna Family Under 18 - Donne” fino ai 51 euro della tribuna centrale, insomma non male dal momento che può capitare a tutti di dover saltare un incontro, qui trovate la tabella completa dei bonus.
Continua a leggere: Nuova iniziativa della Juventus per gli abbonati

L’Argentina è riuscita a confermare l’oro di quattro anni fa ad Atene ed è ancora sul gradino più alto del podio dopo aver battuto in finale la Nigeria grazie ad un gol del promettente esterno del Benfica Di Maria, nella precedente edizione era stato invece di Tevez il gol partita. La vittoria serve anche da rivincita per la sconfitta subita alle olimpiadi di Atlanta sempre contro gli africani che in quella occasione si imposero per 3-2.
Lo stadio di Pechino per l’occasione è una fornace, si segnalano 32 gradi con il 35% di umidità, ma all’interno dell’impianto probabilmente la temperatura è ancora più elevata. Forse è per questo che la partita fin dall’inizio non ha offerto ritmi indiavolati. La Nigeria sembra sopportare meglio il calore è attacca con più continuità ma i sudamericani riescono ad opporsi bene grazie ad un’attenta tattica del fuorigioco.
Continua a leggere: L'Argentina è di nuovo d'oro: è lei la regina delle olimpiadi

Finalmente sono arrivate le convocazioni di Pierluigi Casiraghi per i XXIX Giochi Olimpici che si disputeranno dall’8 al 24 agosto a Pechino. La medaglia d’oro manca da 72 anni, dalla magica olimpiade di Berlino del ‘36, dove Jesse Owens fu protagonista assoluto sotto gli occhi increduli di Adolf Hitler proprio nello stadio che ci ha consacrati campioni del mondo due anni or sono. Rispettando le notizie degli ultimi giorni, Tommaso Rocchi è l’unico fuori quota della spedizione anche se lo zoccolo duro della squadra è rappresentato in buona parte dai ragazzi classe ‘85, Montolivo su tutti.
Sono 22 i nomi consegnati, 18 più 4 riserve, alcune sorprese rispetto al torneo di Tolone ma il gruppo, bene o male, è sempre stato ampio ma coeso. In realtà i nomi sono 37, praticamente vengono inserite le riserve delle riserve, dove figurano: Osvaldo, Marzoratti, Canini, Lanzafame, Galloppa e Bassi su tutti. Gli azzurrini si ritroveranno a Roma domenica 6 luglio e lunedì 7 inizieranno le consuete visite mediche presso il Centro di Medicina dello Sport, poi nel pomeriggio, alle ore 18, tutta la spedizione verrà ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Le visite mediche saranno terminate martedì mattina e nel pomeriggio tutti si trasferiranno a Coverciano dove inizierà la preparazione fino a martedì 22 luglio, giorno in cui la squadra sosterrà l’ultimo test contro la Romania allo stadio di Pistoia.
Continua a leggere: I 22 di Casiraghi a caccia dell'oro olimpico

Alcuni giorni fa, Adriano Galliani, aveva scoperto le carte della strategia di mercato rossonera. Drogba e Eto’o sono sogni quasi impossibili e quindi via Turati si è sempre mossa con destinazione Londra, sponda Arsenal. Questa la breve dichiarazione dell’a.d. rossonero:
“Noi abbiamo in corso una sola trattativa, che è quella per Adebayor: non c’è nessuna trattativa né per Drogba e neppure per Eto’o. Il Milan è assolutamente fermo a questa ipotesi: o arriva Adebayor o stiamo come siamo”
Forse non solo il costo dell’operazione e dell’ingaggio, si parla rispettivamente di 37 e 4 milioni, ma anche l’età del giocatore, soli 24 anni contro i 27 del camerunense e i 30 dell’ivoriano. Finito il campionato però la lista dei papabili annoveravano anche i nomi di Berbatov, operazione mai iniziata, e di Mario Gomes ma il tedesco anche per le prestazioni fornite durante l’europeo non sembra il giocatore giusto per il Milan.
Adebayor, rinnegando alcune recenti dichiarazioni, ora vuole vestire la maglia rossonera e in questi giorni sta cercando di parlare con il suo boss, Arsene Wenger, non riuscendolo a rintracciare ha scritto questa lettera:
Continua a leggere: Milan, Adebayor ora vuole lasciare l'Arsenal

E’ arrivata qualche minuto la notizia che la finale di Coppa Italia, Roma-Inter in programma Sabato 23, si disputerà regolarmente allo stadio Olimpico di Roma, alle ore 21 e ci sarà libero accesso ad entrambe le tifoserie. Sfatate quindi tutte le voci che si rincorrevano negli ultimi giorni: dalla richiesta di spostare la sede in campo “neutrale” alla possibilità che fosse impedita la trasferta ai tifosi nerazzurri, alla scandalosa proposta di giocare a porte chiuse.
Certo, visto il clima che si respira, è lecita un po’ di apprensione al pensiero che si incontrino le due tifoserie, tant’è vero che, Osservatorio del Viminale, che ha preso la decisione, ha attribuito all’incontro il massimo livello di rischio. I recenti precedenti (numerosissimi per altro) fanno ben sperare in una festa chiassosa e colorata che faccia da cornice allo spettacolo del campo. Spettacolo che, in questi anni, Inter e Roma hanno sempre assicurato.

E’ una tradizione tutta spagnola che nella partita successiva alla matematica vittoria della Liga, la squadra avversaria tributi il “pasillo” alla squadra campione di Spagna. Quest’anno il calendario è stato crudele, la sorte ha voluto che il match successivo alla proclamazione del Real Madrid fosse proprio contro i rivali storici del Barcellona per giunta umiliati per 4-1 in novanta minuti.
Era il 23 dicembre del 2007 quando tutta la squadra dell’Inter, prima del fischio di inizio del derby, si schierò a formare questo “corridoio di gloria” per salutare i neo-campioni del mondo del Milan. Un gesto che i maligni possono decodificare come “presa in giro” ma che ai più è sembrato un modo per stemperare gli animi e scendere in campo con il più alto e assoluto rispetto reciproco. E così, visto che si avvicina la finale di Coppa Italia all’Olimpico e che da domenica scorsa è nata un’aspra polemica tra giocatori, società e tifosi, è nata una iniziativa particolare dalla community di Simone Nicoletti, iostoconmancini.com.
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