Dopo i tentativi di Bari e Parma, per il giovane talento della Juventus, Sebastian Giovinco, arriva anche l’interessamento degli spagnoli dell’Atletico Madrid. Il club iberico, guidato in panchina da Quique Sanchez Flores, con il quale i bianconeri hanno ancora in sospeso la questione Tiago e stanno trattando per il bomber uruguayano Pallone D’Oro dell’ultimo Mondiale, Diego Forlan, avrebbe infatti iniziato a sondare il terreno per il fantastista di Beinasco. Restano però sulle tracce del giocatore anche i due club italiani già citati, in particolare i ducali che nei giorni scorsi avrebbero avanzato un’offerta di tre milioni di euro per il 50% del cartellino del centrocampista, oltre ai greci dell’Olympiacos Pireo, al momento però più defilati.
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Le strade di Ronaldinho e del Milan potrebbero dividersi presto, dopo due anni il brasiliano è molto vicino alla partenza. A breve sbarcherà in Italia il fratello, che è anche il suo procuratore, Roberto De Assis per discutere con la società rossonera del futuro del giocatore. È ormai chiaro che il club italiano ha capito di poter fare a meno del fuoriclasse, il guadagno che deriverebbe da una sua cessione pesa molto di più del vantaggio tecnico che ricava la squadra dalle sue prestazioni, l’ostacolo però è rappresentato dalla difficoltà nel reperire una sistemazione accettabile per l’attaccante e da Silvio Berlusconi che, innamorato del brasiliano, preferirebbe tenerlo.
Nel futuro di Ronaldinho ci sono tre ipotesi, il problema è individuare quella che possa accontentare entrambe le parti. Una prima soluzione sarebbe quella di trovare un club europeo disposto ad accoglierlo, una squadra che possa dargli la possibilità di giocare in Europa: si è fatto il nome dell’Olympiacos, i greci sono già vicini all’ingaggio di Camoranesi e non disdegnerebbero uno come Ronnie, in questo caso il Milan riuscirebbe a incassare anche una decina di milioni di euro, la destinazione non sembra però in cima alla lista dei desideri del giocatore. Un’altra possibilità sarebbe rappresentata dagli Stati Uniti, i Los Angeles Galaxy sarebbero interessati a lui, a Ronaldinho converrebbe da un punto di vista economico e d’immagine, al Milan un po’ meno visto che in America hanno un sistema di tesseramento differente che consentirebbe ai californiani di spendere poco per il cartellino.
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Nessun problema per i campioni in carica del Barcellona, che si confermano la squadra da battere in questa Champions League, strapazzando al Camp Nou i tedeschi dello Stoccarda: 4-0 il risultato finale per Messi e compagni, in un incontro già chiuso dopo poco più di venti minuti grazie alle reti dello stesso fuoriclasse argentino e di Pedro. Gli altri due gol nella ripresa ancora con il Pallone d’Oro e con Krcic; solo venticinque minuti per Ibrahimovic, partito dalla panchina. Nell’altro incontro della serata, sofferta vittoria per il Bordeaux, nel quale ha brillato come sempre l’ex milanista Gourcuff. I francesi non entusiasmano, ma riescono comunque ad avere la meglio dell’Olympiacos Pireo con un gol di Chamakh a due minuti dal termine.

Nell’ottavo di finale disputato questa sera sul terreno dello Stoccarda, i campioni in carica del Barcellona non brillano, raccongliendo solo un pari contro i tedeschi, apparsi più insidiosi di quanto lasciassero immaginare i pronostici della vigilia. Decisiva per evitare la sconfitta ai catalani, una rete di Zlatan Ibrahimovic, che sembra aver superato il periodo poco brillante iniziato con il nuovo anno, nel corso del quale era rimasto praticamente a secco, scatenando anche qualche malumore tra i supporters blaugrana.
Buona prova invece per i biancorossi di casa, che lasciano agli avversari l’iniziativa ma chiudono bene tutti gli spazi, chiudendo la prima frazione in vantaggio con la rete di Cacau, a segno con una grande colpo di testa. Il pari degli uomini di Guardiola in avvio di ripresa, quando l’attaccante svedese ribadisce in rete una respinta dell’estremo difensore avversario Lehmann. Ibra, autore di una buona prova, sfiora poi anche il raddoppio, ma i tedeschi riescono a resistere, conservando qualche flebile speranza di qualificazione in vista del match di ritorno.
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E’ sicuramente un esercizio difficile stilare una graduatoria dei derby più sentiti al mondo. Non esistono parametri matematici, se si escludono i dati sugli spettatori: lo “studio” verte quasi esclusivamente su fenomeni sociali, culturali, religiosi o politici di una rivalità. Per impelagarsi in questo tipo di classifica bisognerebbe quantomeno aver visto dal vivo i derby più popolari del pianeta e accesi del pianeta (non sono pochi) dopo aver conosciuto, tastato e analizzato l’atmosfera delle tifoserie e della città nei giorni che precedono la stracittadina. Una full immersion di almeno una settimana consentirebbe di captare al meglio il clima che avvolge ogni derby. (Top Ten)
Dubitiamo che la CNN lo abbia fatto, anche se la top ten stilata, a parte qualche stranezza come il derby egiziano, è abbastanza condivisibile. Al primo posto figura l’Old Firm, il derby di Glasgow tra Celtic e Rangers: una partita che racchiude una miriade di significati religiosi e politici. Al secondo posto troviamo il derby di Roma, l’unico match italiano presente nella top ten. Meritava, per pathos e tifo, una menzione nella classifica anche il derby di Genova. Al terzo posto c’è il derby di Buenos Aires, al quarto un derby egiziano. Seguono quelli di Istanbul, Atene, Belgrado, Casablanca, San Paolo e Montevideo.
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Missione compiuta anche per la Fiorentina, che impatta 0-0 a Praga contro lo Slavia e porta a quattro il numero di squadre italiane che parteciperanno alla fase a gironi della Champions League. Rischia grosso il Liverpool, salvato solo a tre minuti dal termine dei tempi supplementari da una zampata di Dirk Kuyt, contro i belgi dello Standard Liegi.
Tutto facile invece per gli spagnoli dell’Atletico Madrid, che al Vicente Calderón travolgono lo Schalke 04, ribaltando la sconfitta di misura dell’andata e permettendo alla Juventus di presentarsi al sorteggio di domani nella seconda fascia, cosa che permetterà ai bianconeri di evitare nell’urna di Nyon avversarie insidiose come il Bayern Monaco di Luca Toni.
Tutto facile per l’Arsenal, vittorioso con un largo 4-0 sugli olandesi del Twente, guidati in panchina dall’ex c.t. della nazionale britannica McClaren. Storica prima qualificazione per i ciprioti dell’Anorthosis, bravi a difendere il netto successo dell’andata nella bolgia del Pireo, e per i bielorussi del BATE Borisov.

Non ci è dato sapere i termini dell’operazione, ma visti i quasi 40 milioni di ingaggio annuale che il Kuruvchi aveva offerto Samuel Eto’o si può ipotizzare un contratto faraonico per l’ex pallone d’oro brasiliano: Rivaldo sarà un giocatore del Bunyodkor, per qualche ragione oscura alla nostra mente occidentale lo stesso team che cercò il camerunense ma che ora si chiama con un nome diverso. Rivaldo nei prossimi giorni atterrerà a Taškent, capitale uzbeka, e poi si immergerà in questa nuova e singolare avventura.
Eppure solo pochi giorni fa lo vedemmo abbastanza in forma giocare con la maglia giallonera dell’AEK Atene, in un amichevole contro il Bologna: nella capitale ellenica il brasiliano ha disputato la sua ultima stagione, siglando 11 reti in 33 gare, dopo le tre annate all’Olympiakos Pireo (70 presenze e 36 gol, non male). Contro il Bologna era andato anche in gol, pareggiando il vantaggio felsineo di Adailton con un bel fendente sotto la traversa dopo il passaggio delizioso di Juan Fran. Ora è tempo di fare le valige e così spiega la sua scelta ai tifosi ateniesi:
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