
Sfiorato il dramma in casa Tabarez, la moglie dell’ex allenatore del Milan ora sulla panchina dell’Uruguay è rimasta vittima ieri di un’aggressione, o forse sarebbe meglio dire di un attentato, che ha rischiato di ucciderla. La signora Silvia Martinez, nel primo pomeriggio di sabato, stava uscendo di casa per andare a fare delle compere quando è stata avvicinata da due uomini in motocicletta con il viso coperto da caschi integrali. Uno dei due ha lanciato sulla donna del liquido infiammabile e poi le ha dato fuoco con un accendino, poi la coppia ha fatto perdere le tracce di sé. Le urla della vittima hanno attratto il marito, Oscar Tabarez, che si è precipitato fuori dalla sua villa, prestato i primi soccorsi alla moglie in attesa dell’arrivo di un’ambulanza.
La donna è stata trasportata presso un ospedale della capitale uruguayana Montevideo, dove i medici hanno potuto curare le ustioni e fornirgli tutta l’assistenza sanitaria del caso. Un portavoce della struttura sanitaria ha fatto sapere che la signora Tabarez ha riportato ustioni di primo e secondo grado sul 25% del corpo, principalmente sul volto e sulle braccia. La convalescenza sarà lunga anche se i medici hanno fatto sapere che comunque non si trova in pericolo di vita. Ora comincia la fase delle indagini, la Polizia è alla ricerca di tracce utili per risalire ai colpevoli, per il momento però pare non ci siano testimoni, né immagini di telecamere a circuito chiuso utili a rintracciare i colpevoli di questo gesto vigliacco. Non è stata utile neanche la testimonianza della vittima che ha parlato solo di due persone a volto coperto su una moto.
Le attenzioni degli investigatori sono concentrate su una una donna, un ex domestica della famiglia Tabarez licenziata oltre un anno fa dopo essere stata denunciata per aver rubato in casa una cifra pari a circa 500 mila dollari. La ragazza ventinovenne si era difesa sostenendo che i soldi le erano stati dati dallo stesso Oscar Tabarez per coprire una loro relazione, il giudice non le aveva creduto e l’aveva condannata a 11 mesi di carcere. La donna ha finito di scontare la propria condanna appena quattro giorni fa, una coincidenza che non può non far scattare un campanello d’allarme. Il suo legale ha fatto sapere che la ragazza era a casa con il figlio e la sorella al momento dell’incidente e che in nessun modo è coinvolta in questa storia.
Saranno gli inquirenti ad accertare un suo coinvolgimento, per il momento non c’è nessun indagato ma hanno invitato l’ex domestica a restare a disposizione per un eventuale interrogatorio. La Polizia sta tenendo in considerazione anche un’altro episodio occorso un paio di mesi fa: la signora Silvia Martinez aveva trovato sotto il davanzale della finestra della cenere, come un residuo di un piccolo incendio. In quell’occasione il fatto era stato fatto presente alle autorità, anche se non fu depositata nessuna denuncia. Chiaramente ora anche un episodio apparentemente insignificante come quello verrà passato sotto la lente d’ingrandimento. Nel frattempo tutto il paese sudamericano si è stretto intorno al ct della nazionale e a sua moglie, una manifestazione d’affetto che sicuramente sarà d0aiuto in questo momento difficile.
via | el.pays.com.uy

Ricardo Kakà tornerà a indossare la maglia della Seleção. L’ultima apparizione in verdeoro risale al mondiale del 2010, quando sulla panchina del Brasile sedeva ancora Carlos Dunga. Il calciatore del Real Madrid è nella lista dei convocati di Menezes per le amichevoli con il Gabon, il 10 novembre a Libreville, e con l’Egitto del 14 dello stesso mese a Doha, in Qatar. Tra i giocatori che militano nel nostro campionato Julio Cesar non farà parte della comitiva: il portiere, infortunato, viene lasciato a riposo e al suo posto è stato convocato Neto della Fiorentina.
Convocati anche il milanista Thiago Silva ed il laziale Hernanes. Restano in ritiro con i propri club i giocatori del Brasileirão (il campionato non si ferma), tra cui Ronaldinho del Flamengo e Neymar del Santose. La lista dei convocati:
Portieri: Neto (Fiorentina), Diego Alves (Valencia);.
Difensori: Daniel Alves (Barcellona), Fabio da Silva (Manchester United),Thiago Silva (Milan), David Luiz (Chelsea), Luisão (Benfica), Marcelo (Real Madrid), Adriano (Barcelona), Alex Sandro (Porto).
Centrocampisti: Lucas Leiva (Liverpool), Sandro (Tottenham), Fernandinho (Shakhtar Donetsk), Elias (Sporting Lisbona), Hernanes (Lazio), Luiz Gustavo (Bayern), Kaká (Real Madrid), Dudu (Dínamo Kiev), Bruno César (Benfica), Willian (Shahtar Donetsk).
Attaccanti: Hulk (Porto), Jonas (Valencia), Kléber (Porto).
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Perù - Uruguay 0-2 - Video gol Suarez
20 Luglio 2011 - Dopo le partite dei quarti finale nelle quali hanno vinto sempre le squadre sfavorite sulla carta, non c’è stata nessuna sorpresa nella prima semifinale della Coppa America 2011. L’Uruguay ha battuto 2-0 il Perù grazie a due gol segnati da Luis Suarez ad inizio ripresa. Anche senza il bomber del Napoli Edinson Cavani, ancora a riposo dopo la distorsione al ginocchio subita nella gara contro il Cile, gli uomini della Celeste non hanno avuto difficoltà ad imporsi sui peruviani. Al 69′ l’arbitro boliviano Orosco ha anche espulso il fiorentino Vargas reo di aver colpito con una gomitata al volto l’uruguayano Coates. Continua dunque la favola dell’Uruguay di Oscar Tabarez che lo scorso anno in Sudafrica arrivò a giocarsi la semifinale del Mondiale ed ora sogna di vincere la 15esima Coppa America della propria storia che la renderebbe anche la nazionale più titolata nella competizione sudamericana.

Arrivati a questo punto, è normale che si voglia continuare a sognare: Uruguay e Olanda sanno benissimo che sono a 90 minuti dalla storia, a una sola partita dal riscriverla la storia, per far vivere giorni magici ai propri tifosi, per regalare anche ai più giovani emozioni che ormai sembrava non potessero essere più vissute. La Celeste fa parte di quell’elitario gruppo di sette che hanno vinto un titolo Mondiale: il primo in assoluto nel ‘30 e poi quello pazzesco venti anni dopo battendo il Brasile al Maracanà. Poi nulla più, neanche tanto strano per una Nazione che in fondo ha solo 3 milioni di abitanti: “Ci sono nazioni che hanno più gente che gioca a pallone di quante persone ci sono in assoluto da noi” ha fatto notare Tabarez.
Strana storia quella dell’allenatore uruguagio che in Italia abbiamo conosciuto per aver allenato Cagliari e Milan: coi rossoneri andò però male, con i titoli di coda già al primo di dicembre con la cartolina del gol di Luiso quando il Piacenza piegò il Diavolo per 3-2. Si parla di una vita fa. Ma non è che poi abbia allenato tanto da allora in poi, con l’ultima squadra di club il Boca Juniors all’inizio del Nuovo Millennio, salvo poi riprendersi la Nazionale dopo l’esperienza di quindici anni prima, quando guidò la Celeste anche nei Mondiali italiani del ‘90. Per strappare il ticket per il Sudafrica ha dovuto battere, non senza fatica, la Costarica negli spareggi, poi l’inserimento nel Gruppo A con Francia, Messico e i padroni di casa.
“È stato un Mondiale pieno di sorprese, non vedo perché non dovrebbero essercene altre. Noi continuiamo a segnare. Quando è stato sorteggiato il nostro gruppo eliminatorio, tutti ci facevano le condoglianze. E invece… Pochi pensavano anche che l’Olanda potesse battere il Brasile, ma questo è il calcio. Il Mondiale non incorona la squadra più forte in assoluto, ma chi è più forte in questo determinato momento, e in questo torneo” ha asserito con saggezza il tecnico 63enne che ha messo su una bella squadra, formata da giovani e più anziani reduci, chi più chi meno, da ottime annate. E poi la fortuna ha fatto il resto, non tanto con la Corea quanto contro il Ghana e lo sciagurato rigore di Gyan.
L’Uruguay si conferma squadra di grande solidità e chiude la terza partita consecutiva senza incassare reti, piegando per 1-0 l’insidioso Messico con un gol della Scarpa d’Oro Suarez. Questo risultato che consente agli uomini di Tabarez di qualificarsi come prima del raggruppamento, evitando con tutta probabilità la temutissima Argentina. Discreta però anche la prova dei messicani, nel primo tempo pericolosi con una traversa di Guardado e anch’essi riusciti a centrare il passaggio del turno, visto l’inutile successo per 2-1 del Sudafrica contro una Francia in caduta libera. Ora per la Celeste una tra Corea Del Sud, Grecia e Nigeria, tutte squadre che non dovrebbero essere in grado di creare grossi problemi a Forlan e compagni.
La prima doppietta del Mondiale arriva nella sfida di Pretoria tra i padroni di casa del Sudafrica e l’Uruguay; a siglarla è l’attaccante dell’Atletico Madrid Diego Forlan, che con il suo exploit spiana la strada alla Celeste, vittoriosa con un secco 3-0 sugli africani, apparsi molto più in difficoltà rispetto alla buona prova disputata con il Messico. Gli uomini di Tabarez al contrario confermano l’ottima impressione già destata nella prima sfida contro la Francia e mettono una seria ipoteca sul passaggio del turno. Per i ragazzi di Parreira sarà invece necessario un vero e proprio miracolo, visto che per sperare ancora nella qualificazione saranno costretti a battere i transalpini, facendo anche a meno di uno dei loro uomini migliori, l’estremo difensore Khune, espulso per aver provocato il calcio di rigore che ha permesso agli uruguayani di raddoppiare.

Pareggio a reti bianche dei vicecampioni del mondo. E’ stata una partita scialba sin dai primi minuti con pochissime azioni degne di nota: la manovra dei francesi è apparsa lenta e disarticolata, l’Uruguay ha contenuto bene i flebili attacchi transalpini giocando prevalentemente di rimessa. E’ un pareggio che rende ancora più incerto il cammino del girone A dopo l’1-1 fatto registrare quest’oggi da Sudafrica e Messico. Difficile raccontare una partita bloccatissima, piena di errori di impostazione da entrambe le parti e addirittura lenta dal punto di vista del ritmo di gioco. Il primo tempo riserva pochissime emozioni. Molti falli, gioco spezzettato in continuazione dal buon arbitro giapponese Nishimura e confusione tattica soprattutto in casa Francia.
Dai transalpini, se non altro per un evidente maggior tasso tecnico, ci si aspetta almeno una parvenza di calcio degno di questo nome. Male Ribery, malissimo Govou sull’altra fascia. L’Uruguay ha fatto la sua onesta partita e si conferma squadra un po’ “brutta” da vedere ma difficilissima da affrontare. Da rivedere l’intesa tra Forlan e Suarez nell’attacco uruguaiano. Forse Cavani, in un partita di questo tipo, avrebbe meritato almeno una chance degli ultimi 20 minuti. L’unica parata Muslera la copie smanacciando una punizione calciata da posizione decentrata. Ma il primo tempo scorre via senza sussulti, piatto come il suono inarrestabile delle fastidiose vuvuzelas. Anelka prova in un paio di occasioni a girare di testa palloni improbabili. Tutto qui.




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Oscar Tabarez, selezionatore dell’Uruguay, ha diramato le convocazioni per l’amichevole del 19 novembre prossimo che si terrà a Parigi alle ore 21. Allo Stade de France di Saint Denis si incontreranno per la quinta volta nella storia Francia e Uruguay e per l’occasione Tabarez ha convocato anche cinque giocatori che militano nel campionato italiano: Carlos Valdez (Reggina), Mathias Cardacio (Milan), Walter Gargano (Napoli), Jorge Martinez (Catania) e Edison Cavani (Palermo). Dopo il “salto” la lista completa dei convocati e i precedenti tra le due formazioni.
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