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Tutti gli articoli con tag paolo rossi

"La Juve di Antonio Conte" di Adriano Bacconi e Paolo Rossi

pubblicato da Gabriele Capasso


Che siano 28 o 30 poco importa: quello che conta è che la Juventus 2011/12 ha vinto lo Scudetto. Il dibattito sul conteggio totale dei titoli vinti dai bianconeri sta oscurando (ed è un paradosso a parere di chi scrive) i meriti della squadra costruita e guidata da Antonio Conte. La Juventus ha rappresentato la “novità” della stagione, non soltanto perché i bianconeri sono arrivati a vincere contro ogni pronostico, ma soprattutto perché hanno proposto un calcio completamente diverso e non soltanto rispetto a quelli offerti delle più recenti (e perdenti) Juventus.

Certo, i bianconeri hanno conquistato il titolo, ma lo spettacolo a cui i tifosi (e gli appassionati) hanno potuto assistere va al di là della vittoria finale che sarebbe anche potuta mancare. Per comprendere meglio i segreti dei bianconeri può essere utile leggere in libro uscito in questi giorni è uscito per Felici Editore “La Juve di Antonio Conte - Fare la partita” scritto dall’esperto di tattica Adriano Bacconi insieme a Paolo Rossi, giornalista/tifoso e volto storico di Juventus Channel. Il libro ha un merito, fra gli altri: essere stato concepito (e realizzato) prima che la Juventus conquistasse effettivamente lo Scudetto sulla spinta proprio di quella “novità” e di quella “diversità” mostrata dal punto di vista tattico, dell’atteggiamento e delle motivazioni messe in campo.

La squadra di Conte è tutt’altro che perfetta, ma certamente è diversa rispetto a quanto visto nel recente passato dalle parti di Torino e non solo. Le analisi di Bacconi mostrano chiaramente le peculiarità dei bianconeri: un’organizzazione di gioco metodica, un’intensità unica. La Juventus non perde mai, ma anche quando pareggia raramente delude, risultato a parte. Qualche esempio? I pareggi contro il Bologna in casa e con il Genoa a Marassi. Dimostrazioni di come i tre punti possano anche non arrivare, ma la squadra di Conte può uscire dal campo soltanto con questo rammarico, mai con il rimorso di non aver fatto abbastanza.

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Christian Panucci e Paolo Rossi a Ballando con le stelle 2011

pubblicato da Gabriele Capasso


Su TvBlog sono comparsi nomi del cast ufficiale di Ballando con le Stelle, il programma di RaiUno condotto da Milly Carlucci. La sorpresa per i calciofili è inevitabile leggendo la lista dei nomi. Fra un tronista e qualche attrice di fiction spuntano ben due protagonisti, o meglio ex protagonista del nostro calcio. Dal 26 Febbraio a ballare con le loro partner professioniste ci saranno Christian Panucci, appena ritiratosi dall’attività agonistica, e Paolo Rossi, il Pablito del Mondiale ‘82. Per la cronaca si tratta di Agnese Junkure e Vicky Martin.

I due, con storie diverse, sono entrambi commentatori per Sky. Panucci sul campionato di Serie A, Rossi ormai da parecchi anni nel ruolo di “esperto” per la Champions League. Panucci, fra l’altro, è stata una vera scoperta televisiva. Molto professionale, originale nei commenti, assolutamente imparziale nonostante sia ex di Milan, Roma e Parma, fra le altre. Nel talent show “per vip” potrà dare ulteriore sfogo al suo talento in tv.

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Video e Foto - Il nostro saluto ad Enzo Bearzot, il "vecio" che ha unito l'Italia

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Le cose positive sono come un’arietta che ti accarezza il volto. Le cose negative sono le ferite“. Come le piacerebbe essere ricordato, fra un po’ d’anni? “Come una persona perbene“.

Se n’è andato via in punta di piedi, in silenzio, Enzo Bearzot, con quella riservatezza che lo ha accompagnato per tutti questi ultimi 20 anni. Pasta dura di friulano, testardo come un mulo, ma anche dolce, sensibile e protettivo all’occorrenza. Furono le doti vincenti di Bearzot alla guida di quel gruppo azzurro indimenticabile che fece piangere di gioia intere generazioni di italiani.

Il “vecio” è il soprannome che si dà a tutti i friulani meritevoli di tale appellativo. Vecio, saggio, ma anche giovane nel suo sorriso affabile e nella vitalità che trasmetteva a parole. Bearzot univa queste caratteristiche nei rapporti umani e fece da scudo alla nazionale italiana sommersa dalle critiche, all’inizio del mondiale nell’82, prima del trionfo inaspettato.

Fu memorabile la partita a scopone, sull’aereo di ritorno dalla Spagna, con Sandro Pertini. “Siamo due fumatori di pipa“, commentò bonariamente l’ex presidente della Repubblica, altro personaggio di un’Italia che forse non c’è più. Enzo Bearzot si dimise da allenatore dopo il mondiale del 1986, in Messico. “Sentivo di non appartenere più a quel mondo“, dichiarò nel 2000 ad una precisa domanda sul perché della sua assenza dal circuito calcistico. Tornò nel mondo del calcio solamente nel 2002, diventando presidente del settore tecnico della Figc.

Foto - Il nostro saluto ad Enzo Bearzot, il vecio che ha unito l’Italia

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Italia-Brasile si giocherà il 10 febbraio 2009

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Italia-Brasile è molto più di un’amichevole: saranno nove i titoli mondiali in campo, cinque per i sudamericani e quattro per l’Italia, detentrice dell’ultimo trofeo. L’amichevole si terrà all’Emirates di Londra, alle 20,45 italiane (corrispondenti alle 19,45 locali). Una partita cui si parlava da qualche settimana e sta già mobilitando l’interesse di tifosi e appassionati da tutto il mondo, come si può leggere oggi sul sito ufficiale della Federazione Italiana.

I rapporti di cordialità e amicizia tra i presidenti Teixeira e Abete,la FIGC e la Federazione brasiliana, hanno consentito l’accordo per questa amichevole di lusso. Il match segnerà per gli azzurri di Marcello Lippi l’esordio nel nuovo anno, prima degli impegni ufficiali per le qualificazioni ai Mondiali del 2010.

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Amarcord: Torino-Juventus 3-2 (27 Marzo 1983)

pubblicato da Gabriele Capasso

La girata di Fortunato Torrisi in Torino-Juventus 3-2 (1983)Domenica alle 20.30, dopo 4 anni e 5 mesi, torna il Derby della Mole, uno dei derby più sentiti e più equilibrati del nostro calcio, quello fra Juventus e Torino.

L’ultima volta, era il 5 aprile 2003, fu un 2-0 per la Juventus (autorete di Comotto e gol di Tacchinardi) contro un Torino destinato alla retrocessione, ma nel frattempo i granata hanno avuto la soddisfazione di non giocare il derby per la prima volta mentre disputavano il campionato di Serie A grazie alle sventure degli odiati rivali bianconeri in seguito alla vicende di Calciopoli.
Per una squadra storicamente inferiore come il Torino il Derby è spesso stata la “partita che vale una stagione“, quel match nel quale non contano i nomi in campo, non conta il blasone o i fuoriclasse, conta il cuore e la grinta. Al Torino sono due cose che difficilmente mancano.

Oggi vogliamo ricordare una partita che fu memorabile per i tifosi granata, il derby di ritorno del Campionato 1982/83, Torino-Juventus 3-2. Era l’anno dello scudetto della Roma di Bruno Conti, ma la Juventus di Platini, Boniek e Bettega era lì ad inseguire. Il 27 Marzo 1983 la Juve gioca il derby e vuole vincere in attesa del passo falso dei giallorossi, un passo falso che non arriverà mai di lì alla fine del torneo. Quello dell’83 fu il Derby dei 124 secondi, 2 minuti di gioco effettivo nei quali i granata rimontarono dallo 0-2 al 3-2 con tre reti in rapida successione. Una giornata memorabile per il Torino di Eugenio Bersellini, ancora oggi il più grande dispiacere sportivo di Dino Zoff, lo storico portiere della Juventus e della Nazionale.

Dal 75esimo i gol di Bonesso, Dossena e la fantastica girata al volo di Fortunato Torrisi raggiunsero e superarono le reti di Paolo Rossi e Michel Platini su rigore.

Quell’incredibile partita è ricordata dal video disponibile dopo il salto tratto dal programma Rai “Sfide“…

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Gli 80 anni di Enzo Bearzot

pubblicato da Gabriele Capasso

Enzo Bearzot, allenatore campione nell'82, compie 80 anniIl 26 Settembre del 1927 nasceva ad Aiello del Friuli Enzo Bearzot, l’indimenticato CT della Nazionale Italiana Campione del Mondo nel 1982. Il “Vecio” compie oggi 80 anni, ma quel soprannome se l’è guadagnato quasi 30 anni fa. (Clicca qui per la gallery fotografica)

Dopo una carriera non esaltante da calciatore fra Torino e Inter comincia l’apprendistato da allenatore alle dipendenze di una leggenda del calcio italiano, Nereo Rocco. Ben presto entra nei quadri federali e dopo un’esperienza come selezionatore della nazionale Under 23 (all’epoca non esisteva l’Under 21) approda nel 1977 sulla panchina della nazionale maggiore.

Vi resterà per 9 anni, allenando gli azzurri in tre mondiali e in un europeo, e accumulando il numero record di presenza sulle panchina azzurra, ben 105 davanti alle 95 del pluricampione del mondo Vittorio Pozzo. Simbolo di un calcio di altri tempi, quando gli allenatori della Nazionale erano “cresciuti” all’interno della federazione e non bastavano nemmeno una qualificazione ad un europeo fallita (nel ‘76) e due quarti posti all’Europeo Italiano dell’80 e ai Mondiali Argentini del ‘78 per essere bocciati.

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