Catania - Chievo 1-2 | Video Gol e Highlights Serie A
20 Novembre 2011 - Vittoria a sorpresa del Chievo sul campo del Catania che è uno dei più difficili di tutta la Serie A; basti pensare che solo in questo inizio di stagione ci hanno perso Napoli ed Inter e ci ha pareggiato la Juventus. Il Catania è partito subito determinato cercando di imporre, come sempre accade al Massimino, il proprio ritmo alla gara mentre il Chievo è stato bravissimo a ripartire ed a mettere in evidenza tutti gli errori difensivi della retroguardia etnea.
Al 45′ minuto Pellissier è stato rapido e furbo a rubar palla a Spolli sulla trequarti catanese e a scappare verso l’area di rigore dove è stato spintonato a terra dallo stesso difensore argentino che stava cercando di rimediare all’errore commesso. Sul dischetto c’è andato lo stesso Pellissier che ha battuto Andujar e portato in vantaggio la propria squadra. Al 57′ minuto Lodi ha avuto la possibilità di pareggiare i conti sempre su calcio di rigore ma si è lasciato ipnotizzare da Sorrentino molto bravo ad indovinare il lato ed ad allungarsi per respingere in angolo.
Al 73′ minuto è arrivato il gol del raddoppio del Chievo con Paolo Sammarco che è stato servito in area di rigore da Moscardelli che si era aperto sull’esterno per crossare al centro. Sul gol pesa però la papera difensiva del duo Biagianti-Bellusci, scontratisi, lasciando che il pallone arrivasse nella disponibilità di Moscardelli. Al 78′ il Catania ha accorciato le distanze con un tiro da fuori area di Almiron deviato proprio da Sammarco, ma i padroni di casa non sono riusciti negli ultimi minuti a trovare il gol del pari.




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E’ un mercato invernale molto più scoppiettante di quello che ci si poteva aspettare con molte squadre che sin da subito hanno effettuato preziose operazioni; ovvio che per mole di inchiostro che hanno fatto stillare dalle biro, le transazioni milanesi (Cassano al Milan, Ronaldinho al Gremio, Leonardo e Ranocchia all’Inter) sono quelle maggiormente roboanti, eppure anche in provincia i vari direttori sportivi lavorano a spron battuto per puntellare rose magari deficitarie in qualche settore, tutti protesi verso l’obiettivo del 50% dei club di massima serie: la salvezza. Il Cesena del direttore dell’area tecnica Lorenzo Minotti, ecco una squadra che sta sondando il mercato con molta diligenza: salutato il portiere Cavalieri, accarezzato il sogno Mutu, ufficializzato Paolo Sammarco dalla Samp.
Così il mediano nella conferenza stampa di presentazione:
“Sono contento di essere arrivato qua a Cesena. A livello fisico sto bene, sono due mesi e mezzo che mi alleno regolarmente e quindi sono a disposizione da subito. Alla Sampdoria ero chiuso nel mio ruolo e avevo voglia di rimettermi subito in gioco. Appena ho saputo dell’interessamento del Cesena tramite Minotti e poi del Presidente Campedelli non ci ho pensato due volte e ho colto subito l’occasione. Ho tanta voglia di mettermi in gioco, a maggior ragione in una squadra che lotta per la salvezza come il Cesena. Sono un centrocampista e riesco a esprimermi al meglio da mezzala nel centrocampo a tre. Del Cesena conosco Bogdani dai tempi del Chievo che mi ha spiegato che questa è una piazza tranquilla che ti permette di lavorare e quindi non ho mai avuto dubbi sulla scelta. Ho visto uno stadio sempre pieno e questo penso sia importante. Mi sento pronto a giocare fin da subito, ovviamente mettendomi a disposizione del mister. Mi auguro di poter tornare sui miei livelli abituali e contribuire alla salvezza di questa squadra. Ho scelto il 24 perché seguo il basket NBA e sono un fan di Kobe Bryant, spero che mi porti fortuna”.
Quest’oggi grande derby pugliese tra Lecce e Bari, due squadre che per ottenere la salvezza dovranno sfruttare questa finestra di mercato al meglio delle proprie possibilità. Intanto nel Salento è arrivato Nenad Tomovic, difensore serbo proveniente dal Genoa che per la sua nuova avventura in giallorosso ha scelto il numero 40:
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Partita discreta andata in scena questo pomeriggio al Friuli di Udine dove i bianconeri di casa ospitavano la lanciatissima Roma di Claudio Ranieri per cercare di ribaltare lo 0-2 patito più di due mesi fa nella capitale. Tanti i pensieri in seno ai giallorossi, che sono a 360 minuti dallo scudetto ma che non avevano nessuna intenzione di denigrare la trasferta friulana; per i ragazzi di Marino, invece, l’opportunità di riscattare una stagione con più ombre che luci: in un sol colpo finale di Coppa con possibilità di vincerla e accesso all’Europa League. Tanta la generosità di Di Natale e soci, ma alla fine il fortino romanista regge, nonostante gli ospiti abbiano finito in 10 per il doppio giallo inflitto a Cassetti.
Segna Sanchez a dieci minuti dal termine irrompendo dalla destra e infilando Julio Sergio sul primo palo, dopo il gol dell’illusione dei padroni di casa l’incredibile forcing finale, aiutato anche dal rosso a Cassetti pochi attimi dopo l’1-0 per una trattenuta meritevole del secondo cartellino giallo. E così legno di Inler nel recupero, e ancora due tentativi di Corradi (fuori di poco, parata di Julio Sergio), oltre a innumerevoli cross e presenza pressoché costante dei bianconeri nella metà campo avversaria. Forse troppo tardivo l’assalto all’arma bianca dell’undici udinese, con un primo tempo ordinato ma poco graffiante e una ripresa più vivace con diverse occasioni ma solo una clamorosa (errore di Di Natale che cicca a tu per tu col portiere).
I tifosi juventini attendono ogni partita come quella della svolta, ogni volta per un motivo diverso durante la settimana si ha l’impressione che finalmente qualcosa possa cambiare. Poi la squadra scende in campo e mette in mostra il solito campionario di brutture a cui ci ha abituato quest’anno. Così anche contro l’Udinese arriva una sconfitta, la dodicesima di questa stagione, mai la Juventus era riuscite a collezionarne tante e mancano ancora sei giornate. La partita viene decisa, senza troppa fatica, dal tridente offensivo friulano: in gol vanno Sanchez, Pepe e, come al solito, Antonio Di Natale. (Tabellino - Video)
La serata prende la sua piega già dopo nove minuti, tanti ne servono ai friulani per sbloccare il risultato: Di Natale con una girata colpisce il palo, il più lesto ad arrivare sul pallone è Sanchez che mette alle spalle di Manninger. La Juve fa possesso palla ma non riesce a far male, Del Piero sulla sinistra prova a inventare qualcosa ma di idee buone proprio non se ne vedono. Proprio il capitano juventino ci prova con una punizione dal limite, Handanovic riesce ad arrivarci. Pasquale in chiusura della prima frazione di gioco ci prova dalla distanza, anche Manninger si fa trovare pronto.
La Roma supera anche lo scoglio Udinese, i giallorossi hanno sofferto più del previsto per avere la meglio della squadra di Marino. Passano in vantaggio con Luca Toni e si portano addirittura sul 2-0 grazie a Mirko Vucinic, la squadra di Ranieri subisce però la rimonta dei friulani grazie alla doppietta di Antonio Di Natale che sale a quota 21 marcature in campionato. La partita viene reindirizzata sul binario giusto, da punto di vista romanista, proprio dal montenegrino Vucinic che riesce prima a riportare in vantaggio la sua squadra dagli undici metri, poi a chiudere definitivamente i conti con il suo terzo gol di serata. Per lui si tratta della prima tripletta con la maglia della Roma, la seconda in Serie A, in precedenza era riuscito nell’impresa vestendo la casacca del Lecce in una partita contro la Lazio (Tabellino - Video).
Claudio Ranieri deve fare a meno di molte pedine importanti, mancano infatti, oltre a Totti, gli squalificati De Rossi, Taddei, Pizarro e Mexes. Dal primo minuto si vede in campo la coppia d’attacco composta da Toni e Vucinic, con il supporto di Menez alle loro spalle. Pasquale Marino come al solito opta per il tridente, insieme a Di Natale e a Floro Flores in campo c’è Sanchez. I bianconeri partono subito forte e provano a fare la partita, Pasquale impegna con un tiro dalla distanza Julio Sergio, dall’altro lato è Vucinic a sondare i riflessi di Handanovic. Dopo un quarto d’ora di gioco sono però i padroni di casa a passare, Toni addomestica una palla al limite dell’area, si gira e di destro trova l’angolo alla destra del portiere friulano.
Soffrire con elasticità: letali in attacco, chiusi a riccio in difesa. E’ un’Inter cinica e compatta quella che ha espugnato il Friuli, uno stadio che ha sempre creato non pochi problemi alla banda nerazzurra; ma come detto pur senza quattro giocatori squalificati e col capitano della nave relegato in tribuna, la squadra creata a immagine e somiglianza di José Mourinho prende il malloppo e se ne torna a Milano soddisfatta. Finisce 2-3, non senza patemi: per il gol dello svantaggio iniziale siglato da Pepe, per una ripresa giocata in apnea con l’Udinese perennemente in attacco. Ma l’estrema praticità del reparto offensivo interista, con l’aggiunta di quello stantuffo instancabile di nome Maicon, hanno messo in cassaforte i tre punti: Balotelli, Maicon e Milito, tris d’autore che annichilisce il match. Il rigore di Di Natale serve per la classifica marcatori, il Milan è mantenuto a debita distanza (Tabellino di Udinese - Inter 2-3 - Foto di Udinese - Inter 2-3).
Emergenza o no, gli ospiti dalla cintola in su fanno comunque paura; Thiago Motta centrale di difesa, ruolo qualche volta ricoperto a Barcellona, è comunque una garanzia, Marino però vuole il bis dopo il successo sul Cagliari e pregusta una domenica trionfale quando dopo pochissimi minuti è subito 1-0: da Cuadrado a Di Natale, passaggio filtrante per Pepe che a tu per tu con Julio Cesar non sbaglia. E’ il preludio a un match vibrante, che Balotelli rimette subito sui binari della parità dopo pochissimi minuti: l’italo-ghanese stoppa palla al limite dell’area e, cadendo, scaglia un bolide di destro che trafigge Handanovic. Ma i fuochi d’artificio non si fermano qua; Maicon da il via a un’azione travolgente che lui stesso conclude: palla per Milito, quindi a Pandev che al volo serve il laterale brasiliano. Tiro al volo e sorpasso servito. E sul finire di tempo (da segnalare un punizione di Sneijder fuori di poco) tris: Balotelli imbecca Milito, incornata dell’argentino e 1-3.




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Sebbene a fatica, la Juve tiene la scia dell’Inter battendo 1-0 una buona Udinese: all’Olimpico di Torino il gol vittoria arriva ad inizio ripresa, lo realizza Fabio Grosso al primo centro con la maglia juventina. Serata di ritorni, quelli di Del Piero e Sissoko entrati nel secondo posto, di conferme, più che promossi Caceres e Poulsen, di qualche delusione, Felipe Melo in chiara serata no. I friulani dal canto loro hanno corso molto, aggressivi e ordinati in difesa, hanno però punto poco in attacco, pur col rientrante Floro Flores si sono sentite le assenze di Pepe e Di Natale. Eppure sul finire di gara grandi brividi per il popolo juventino, per poco gli ospiti non trovavano il pari; alla fine però sono altri tre punti in cascina per la Juve. L’Udinese continua a deludere e aspetta tempi migliori (Tabellino e pagelle - Le Foto di Juve - Udinese 1-0 - Il Video di Juve - Udinese 1-0).
Ferrara sceglie Giovinco, Del Piero in panca così come Sissoko, al posto del maliano Poulsen, per il resto formazione tipo per i bianconeri di Torino; Marino ha problemi in attacco ma recupera Floro Flores, accanto al napoletano Asamoah e Lodi, a centrocampo ecco Isla, Basta a destra in difesa. Non partita bellissima, friulani subito aggressivi e padroni di casa che fanno possesso senza però pungere particolarmente. Certo, quando il quartetto offensivo accende la luce allora sono dolori, ma Handanovic mette più di una pezza, prima sulla sventola da fuori di Diego, quindi sul tiro di Giovinco. Quando si affaccia in avanti, l’Udinese comunque riesce a mettere apprensione alla retroguardia juventini, ma Buffon non deve mai intervenire. Ed è di Amauri l’occasione più ghiotta della prima frazione, la sua “ginocchiata” a tu per tu con Handanovic finisce nel grembo del portiere sloveno.




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Il Torino spreca un’altra occasione per imprimere una svolta a questa sua travagliata stagione. Gli uomini di Novellino non giocano male ma pagano eccessivamente il cinismo di una Sampdoria apparsa tranquilla e vogliosa di divertirsi. Mattatori della giornata i soliti due, Pazzini e Cassano, autori di un gol a testa. Il secondo gol blucerchiato porta invece la firma di Sammarco. Inutile la rete di Rolando Bianchi che alla mezz’ora del primo tempo aveva accorciato le distanze replicando all’uno-due dei genovesi. (Video)
Novellino non potendo disporre di Rosina si affida all’estro di Gasbarroni per provare a scardinare la difesa avversaria, Rolando Bianchi è la punta di diamante dello schieramento granata. A centrocampo troviamo esperienza, qualità e quantità grazie a uomini come Dzemaili, Corini, Paolo Zanetti e Diana. Mazzarri si gode la partita dalla tribuna fumando una sigaretta dopo l’altra, al suo posto in panchina c’è Vittorio Russo balzato agli onori della cronaca dopo aver guidato la squadra in occasione della rotonda vittoria in Coppa Italia contro l’Inter.
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Filippo Inzaghi stacca momentaneamente Raul nel computo totale dei goal segnati nelle coppe europee (65 contro 64) e lo fa nel migliore dei modi, realizzando il goal qualificazione a Portsmouth, a pochissimi istanti dal fischio finale. Già nel primo tempo il cecchino del Milan fa vedere di che pasta è fatto colpendo un palo all’11esimo. Schevchenko, schierato a fianco di Inzaghi, tenta un’incursione in area al 18esimo. Al 26esimo è ancora Inzaghi, con un pallonetto a mettere paura alla squadra di Crouch e Kanu. (Fotogallery delle due squadre italiane)
Nella ripresa accade tutto nell’ultima mezz’ora. Un cross di Johnson al 17esimo trova la testa di Kaboul che sorprende la difesa rossonera. Johnson, ancora lui, è scatenato: dopo dieci minuti entra in area dopo un dribbling e serve Kanu che ribadisce in rete. Ancelotti corre ai ripari e fa entrare Pato e Ronaldinho al posto di Kakà e Schevchenko. Al 31esimo Inzaghi colpisce un altro palo di testa ma 8 minuti dopo Ronaldinho pennella una punizione coi fiocchi che finisce sotto l’incrocio dei pali. A completare l’opera ci pensa superPippo al 47esimo con la solita caparbietà e precisione sotto porta.