
Qualche giorno fa Pelè rispose con una battuta alla precisa domanda su un paragone tra lui e Messi: “Se Leo Messi potrà superare Pelè? Per riuscirci dovrà fare più di 1.283 reti…” . O Rey ha continuato “benedicendo” Neymar, gioiello del Santos, tirando in ballo nuovamente Messi: ” E’ un giocatore di grande talento. Speriamo non gli succeda quel che è capitato a Messi col Barcellona, dove gioca molto bene, cosa che non fa con la nazionale argentina’.
Quest’oggi, interpellato da un cronista di un programma tv brasiliano, Pelè ha aggiustato il tiro su Messi: “È un giocatore eccellente, lo porterei al Santos senza neanche pensarci“. Il più grande calciatore brasiliano di sempre tira però le orecchie a Romario:
“Romario ha segnato mille gol in carriera? Conteggia anche i gol che ha fatto in spiaggia…”. E infine la stilettata più velenosa non poteva che essere indirizzata a Diego Armando Maradona: “A Maradona non darei un passaggio in macchina neanche in un giorno di pioggia“.




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Lionel Messi giura amore eterno al Barcellona. O quasi. Il talento argentino non ha alcuna intenzione di cambiare squadra e se lo farà sarà solamente per tornare nella sua Argentina, magari per chiudere la carriera. Non a caso il club catalano preparò per la pulce un contratto con clausola rescissoria inaccessibile per qualsiasi altro club.
“Se lascio il Barcellona è solo per ritornare a giocare in Argentina e poi ritirarmi. Sono felice al Barcellona e voglio giocare lì fino al mio ritorno in patria”, ha affermato la ‘Pulce’ in un’intervista al quotidiano colombiano El Pais. Per Messi il migliore tra Maradona e Pelè è il suo connazionale: “Maradona è il migliore. Non ho visto giocare Pelè, ma non ce ne sarebbe neanche bisogno“.
E dichiara di non apprezzare il lato comportamentale di Cristiano Ronaldo: “A me non piace mostrarmi come si mostra lui, non è il mio carattere“. Messi ha poi smentito i rumori che gli avevano aggiudicato alcune avventure amorose appena sbarcato in Argentina: “Si sono dette molte cose, tutte bugie“.




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Continua la consueta polemica a distanza tra i due miti del calcio, il brasiliano Edson Arantes do Nascimento, meglio conosciuto come Pelè e l’argentino Diego Armando Maradona. L’ex campione carioca ha infatti risposto alle frecciatine del rivale argentino, che alcune settimane fa, dopo l’exploit del suo pupillo Lionel Messi nella semifinale di Champions League contro il Real Madrid, aveva definito il fantasista blaugrana l’unico in grado, nel caso in cui la sua carrierà dovesse mantenersi sempre su questi livelli, di contendergli il titolo di miglior giocatore della storia del calcio.
Secondo Pelè, Messi sarebbe infatti indubbiamente il miglior calciatore oggi in circolazione, ma non si avvicinerebbe minimamente alla classe di numerosi campioni del passato, tra i quali ad esempio Johan Cruyff, Michel Platini o Alfredo Di Stefano. Queste la lapidaria sentenza emessa da O’Rey nei confronti della Pulce del Barcellona, alla quale, ne siamo certi, l’ex allenatore dell’Albiceleste non tarderà a replicare da par suo:
“Lionel Messi è oggi il miglior calciatore del mondo, ma altri furono molto meglio. La gente ama fare paragoni e sembra aver già dimenticato Johan Cruyff, Michel Platini o Alfredo Di Stefano, che furono migliori di Messi. Oggi Messi è il miglior giocatore del mondo, ma bisogna vedere quanto durerà. E poi rende meglio nel suo club che con l’Argentina. In Nazionale è un altro giocatore; la differenza è che il Barcellona è una squadra ben attrezzata.”
Nell’Eskisehirspor, squadra di prima divisione turca, non si può certo dire che i rapporti tra compagni di squadra siano idilliaci. Succede che una punizione dal limite diviene il motivo di un ridicolo litigio tra Pelé, ex Inter, e il suo compagno Sezer Ozturk. I due si spintonano per battere il calcio piazzato e la scena assume i contorni di una partita tra ragazzini all’oratorio. Sezer Ozturk alla fine cede per primo e lascia, suo malgrado, il pallone a Pelè che segna. Ma Sezer Ozturk non esulta, anzi sembra proprio contrariato quando tutti i compagni abbracciano Pelè.

I tifosi del Gremio non hanno gradito il tradimento di Ronaldinho e ormai lo considerano un nemico pubblico, l’ormai ex attaccante del Milan ha infatti preferito la proposta economica del Flamengo, voltando le spalle a quella che è stata la sua prima squadra quando tutto ormai lasciava pensare ad un suo ritorno. Ieri sera il calciatore era in una discoteca di Florianopolis dove si era recato dopo aver assistito ad un concerto di Amy Winehouse, nel locale erano presenti anche alcuni sostenitori del Gremio che, scorgendolo, hanno dato vita ad una contestazione nei suoi confronti.
Alla fine Ronaldinho è stato costretto a lasciare il locale notturno sotto scorta, per evitare complicazioni maggiori. Il Gaucho però potrebbe addirittura non poter far ritorno a Porto Alegre, sua città natale, questo se passerà la mozione che il deputato Gilmar Sossella presenterà nei prossimi giorni. Il politico alla prossima assemblea legislativa dello stato Rio Grande do Sul proporrà di dichiarare il calciatore “persona non gradita” nel suo stato e a quanto pare in molti sono pronti a votarla. Il deputato spiega che Ronaldinho ha tradito per la seconda volta il Gremio, la prima volta era accaduto nel 2001, quando aveva firmato un precontratto con il Paris Saint Germain che gli aveva permesso di volare in Francia a parametro zero.
Se ancora ci fossero dubbi circa la delusione dei sostenitori del Gremio, la manifestazione che si è tenuta ieri pomeriggio presso lo stadio Olimpico di Porto Alegre dovrebbe fugarli definitivamente. Un buon numero di tifosi si è radunato con il solo obiettivo di contestare il Gaucho, davanti alle telecamere sono state bruciate banconote per sottolineare come la scelta del calciatore sia stata puramente economica. Forse il giocatore baderà poco a quello che è successo e felice inizierà la sua nuova avventura al Flamengo, intanto però deve incassare anche le critiche di Pelè che ha detto che avrebbe dovuto giocare al Gremio anche gratis, come fece lui per il Santos.

Argentina-Germania è già cominciata. Maradona torna a parlare della finale di Italia ‘90, in cui i tedeschi batterono, grazie ad un rigore molto discutibile, i sudamericani tra mille polemiche. Maradona inizia la sua invettiva parlando del mare di fischi (vergognosi) rivolti dal pubblico italiano all’inno argentino: “Era una notte particolare, una serata che non dimenticherò mai. Non posso perdonare chi ce la rovinò. La finale con la Germania fu una farsa . Fin dall’inizio. Non dimenticherò mai gli insulti e la totale mancanza di rispetto nei confronti della nostra nazione durante l’esecuzione dell’inno che fu sommerso dai fischi. La mia foto apparve sul grande schermo e allora ho detto, molto chiaramente ‘Bastards’. L’ho fatto così, lentamente, in modo che tutti potessero capire. Volevo dirlo nell’orecchio di ogni spettatore, ero pronto a venire alle mani con ognuno di loro. Avevo promesso a mia figlia Dalma che sarei tornato a casa con la coppa del Mondo ma mi ritrovai a spiegarle qualcosa di molto più brutto e doloroso: nel calcio esisteva la mafia”.
Sul fronte Germania Bastian Schweinsteiger raccoglie la sfida verbale e rilancia accusando i giocatori di scarsa correttezza: “I giocatori argentini sono scorretti e provocatori. Manchino di rispetto nei confronti degli avversari, e non dobbiamo cadere in provocazioni. La provocazione inizia anche prima della partita. Basta solo vedere come gesticolano e come cercano di influenzare l’arbitro. Questo non fa parte del gioco. E’ una mancanza di rispetto. Ma loro sono così. Spero che l’arbitro veda bene chi è che provoca chi. Già si è visto cosa è accaduto nella prima parte della gara contro il Messico. Un simile atteggiamento dimostra il tipo di carattere e di mentalità di una squadra”.

Si tratta di una sommaria raccolta di storici e bellissimi goal realizzati nelle fasi finali del campionato del mondo. Tra i 20 (non di più per ovvi motivi di spazio e scorrevolezza del post) video selezionati in ordine sparso non potevamo non iniziare con l’incredibile e interminabile serpentina di Diego Armando Maradona , quando il pibe de oro segnò il goal del 2-0 nel 1986 all’Inghilterra. Immancabili gli altri nomi che hanno portato in alto, con le loro gesta, il football e la competizione più importante: si va da Pelè a Zidane, da Roberto Baggio a Cruyff.







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