Ronaldo è ormai un ex calciatore: in tutto il mondo si sono sprecati gli articoli, i video e i ricordi, giusta celebrazione di un campione che ha appassionato milioni di sportivi. Calmatesi le acque, ecco che però Pelé dice la sua circa il suo connazionale, e le parole del mitologico attaccante verdeoro non sono per niente benevole. Il Fenomeno, infatti, non è stato così forte, almeno secondo il parere di Pelé:
“Ronnie è stato uno dei più grandi calciatori della storia grazie anche al fatto che ha giocato nell’era delle telecomunicazioni, però oltre a me, migliori di lui sono stati sicuramente Garrincha, Tostao e perfino Falcao, che è stato veramente il re di Roma. Loro sono ricordati anche se, quando giocavano, non c’era tutta la copertura mediatica di oggi. Comunque se io fossi stato al posto di Ronaldo mi sarei ritirato nel 2009, era il momento ideale. Comunque non si può certo dire che abbia fallito“.
Stoccatina niente male e solito ego abbastanza robusto d’O Rey. Che poi si preoccupa anche del Brasile, inteso come Nazione, che nel 2014 ospiterà gli attesissimi Mondiali di calcio, un evento che a quelle latitudini manca dal 1950:
“Il Brasile sta correndo il grande rischio di farci fare una figuraccia, per il modo in cui sta portando avanti l’organizzazione dei Mondiali del 2014. Ho parlato con Platini ed un suo gruppo di persone: anche loro sono preoccupati. I principali problemi sono legati alla costruzione degli stadi che è in ritardo, ad esempio San Paolo che non ha ancora cominciato a muoversi per il suo impianto, e poi tutti i problemi che abbiamo con gli aeroporti. Anche la gente della Fifa si chiede cosa stia accadendo in Brasile”.

Eric Cantona torna ad occuparsi di calcio, dopo anni spesi tra i set cinematografici e le spiagge più belle del mondo dove si è divertito a giocare a beach soccer. Lo fa andando a rivestire un ruolo dirigenziale, sarà infatti direttore tecnico dei New York Cosmos, la storica franchigia americana che può annoverare fra i giocatori che ne hanno indossato la casacca gente come Pelé, che del nuovo club sarà il presidente, e Franz Beckenbauer. Il francese è uno degli uomini chiave scelti dalla nuova dirigenza per rilanciare il club, assente dalle scene calcistiche dal 1985, queste le sue prime parole:
“Sono davvero onorato di entrare a far parte di un club leggendario. È un grande e meraviglioso progetto, i Cosmos sono fortissimi, hanno un grande passato e sono un mix di calcio e arte. Farò tutto il possibile per aiutare il club a riprendersi il primato negli Stati Uniti e poi diventare una delle migliori squadre al mondo”.
I Cosmos sono probabilmente la squadra americana di calcio più famosa di sempre, di sicuro sono la più titolata. La società fu fondata nel 1970 e in poco più di 15 anni di attività vinse ben 7 campionati NASL, la prima lega calcistica americana che fallì per mancanza di pubblico nel lontano 1984. A rendere i newyorchesi così celebri di sicuro hanno contribuito i tanti campioni che hanno giocato con quella divisa, tra tutti spicca appunto il nome di Pelé che proprio a New York chiuse la sua carriera, evento celebrato con un’amichevole con il Santos durante la quale il campione brasiliano indossò entrambe le maglie, una per tempo. Oltre a lui è possibile annoverare il già citato Beckenbauer, l’italiano Chinaglia, un altro brasiliano campione del mondo, Carlos Alberto.
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Finalmente questo pomeriggio abbiamo assistito a uno spettacolo degno di questo nome: l’affascinante sfida tra Germania e Inghilterra ha appassionato milioni di tifosi sparsi per tutto il globo, un match vibrante giocato a ritmi molto alti, una girandola di emozioni che alla fine ha decretato i tedeschi come vincitori indiscussi, un 4-1 pesantissimo che significa fallimento per gli inglesi guidati da Fabio Capello. I britannici non subivano quattro gol in una fase finale dei Mondiali dal lontano 1954, quando il poker riuscì all’Uruguay in terra elvetica; e ancora il 1954 ritorna parlando invece della Germania: questa incredibile Selezione è l’unica squadra che da 56 anni a questa parte raggiunge, in ogni singolo Mondiale, i quarti di finale.
La capacità teutonica di rialzarsi a ogni minimo cedimento ha origini profonde, radici che anche la Storia ha saputo mettere in evidenza: è un popolo, quello tedesco, che guarda sempre avanti, organizzato e preciso, e come seppe risorgere dopo i due fallimenti delle Guerre Mondiali, così, anche nel calcio, è stato in grado di ringiovanirsi quando tutti pensavano che la magica nidiata degli anni ‘90 non avrebbe avuto eredi degni già nel terzo millennio. E invece ecco che compare un Miroslav Klose, trait d’union generazionale, un attaccante capace di segnare ben dodici gol nei suoi tre Mondiali giocati, quarto giocatore di tutti i tempi a raggiungere questa cifra in coabitazione nientepopodimenoche con Pelè.
Le Foto di Germania - Inghilterra 4-1








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Nella notte se ne è andato Roberto Rosato, storico stopper di Torino, Milan e Genoa, oltre che della Nazionale italiana di calcio; il suo nome è legato indissolubilmente a quello del “gemello” Gianni Rivera, amico e compagno di squadra in rossonero e in azzurro, oltre che nato stesso giorno, mese e anno (18 agosto 1943) col “simpatico pirata“, nomignolo che Gianni Brera affibbiò a Rosato durante i Mondiali messicani del 1970. Non era titolare, Valcareggi gli preferiva Comunardo Niccolai che all’epoca era più giovane e veniva da una grande stagione a Cagliari con annesso scudetto; ma l’infortunio del compagno durante la prima partita spianò la strada a Rosato che si piazzò al centro della difesa insieme a Pierluigi Cera.
Alla fine della rassegna iridata, Rosato fu l’unico azzurro ad essere inserito nell’undici ideale della competizione da una giuria di giornalisti e conquistò l’affetto dei tifosi italiani; durante la storica Italia - Germania 4-3 salvò un gol sulla linea di Gerd Muller (che ha sempre dichiarato che il difensore più forte contro il quale ha giocato era proprio lo stopper piemontese) e nella finale di Città del Messico riuscì ad accaparrarsi la maglia di Pelé a fine gara vincendo la concorrenza agguerrita di altre 4 persone. Col Milan ha vinto tutto, finanche la Coppa Intercontinentale in una battaglia contro l’Estudiantes, poi dal 1973 s’accasò al Genoa e i riflettori iniziarono a spegnersi. I funerali nel Duomo di Chieri, martedì 22 giugno.

Sigaro in bocca, tuta di battaglia, lingua biforcuta e ancora tanta voglia di dare calci a un pallone col solo piede che sa usare, il sinistro: Diego Armando Maradona è il ct più discusso di questi campionati del mondo, lui e la sua Argentina sperano di riportare il titolo iridato a Buenos Aires 24 anni dopo l’ultimo successo. Ma per farlo ci sono da dribblare non solo i difensori di turno, ma anche giornalisti irriverenti, ex stelle del calcio che vogliono dire la propria, un pallone con le traiettorie strane e chi più ne ha più ne metta, col Pibe de Oro che prova a fare l’allenatore (ai posteri l’ardua sentenza sulla qualità del suo operato) ma che sicuramente sa fare il comunicatore.
Pelè si azzarda a dichiarare che Maradona ha accettato l’incarico di commissario tecnico solo per soldi? “Pelé torni al museo” replica laconico il ct della Seleccion, che ha una parolina anche per il presidente della Fifa Michel Platini che interrogato sulle qualità professionali dell’ex numero 10 del Napoli se n’è uscito soltanto con un “Maradona era un grande giocatore“. L’interpellato risponde: “Platini non mi sorprende perchè io e lui siamo sempre stati molto distanti. Non siamo in grandi rapporti, hola e arrivederci, niente più. Sappiamo come sono i francesi. Platini è francese e pensa di essere meglio del resto del mondo. Io non gli ho mai dato peso“.
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Leggenda vivente, Pelé ha segnato nel corso della sua carriera tutta in bianco e nero (dipanatasi tra Santos e, alla fine, New York Cosmos) qualcosa come 1300 gol. Alcuni sono rimasti nell’immaginario collettivo di milioni di appassionati, altri sepolti nel dimenticatoio dei pochi presenti allo stadio, in un’epoca in cui non c’erano le televisioni e le gesta eroiche del brasiliano venivano tramandate oralmente o, al più, affidate a qualche foto. A detta dello stesso O Reì, la sua perla migliore fu realizzata esattamente 50 anni fa contro la Juventus, nel corso di una partita del campionato paulista. I presenti allo stadio Rua Javarì, dove il Santos giocava in trasferta, dovettero sgranare gli occhi.
Nonostante i due gol già messi a segno dal fuoriclasse, i tifosi di casa continuavano a fischiarlo. Il Santos comandava con un sonoro 0-3, ma il poker dei bianconeri convinse anche i più scettici ad applaudire l’avversario: servito da Dorval, Pelè si smarcò di un primo avversario prima di effettuare tre sombrero di fila (l’ultimo ai danni del portiere della Juventus Mao de Onça, Mani di Pantera) e depositare la palla in rete con un colpo di testa. Fu un gol favoloso che il giocatore festeggiò col pugno alzato (un festeggiamento che poi lo rese noto) e il club avversario onorò con un busto dello stesse Pelé fuori dallo stadio.
Nel 2007, in occasione del documentario brasiliano “Pelé Eterno” la rete, impressa solo sulle retine degli spettatori ma su nessuna pellicola di cinepresa, fu ricostruita al computer cosicché il mondo intero potesse ammirarla. In fondo all’articolo potrete vedere la prodezza: buona visione!
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“Edin Dzeko: cento per cento Wolfsburg”. E’ la scritta che compare sul sito ufficiale del Wolfsburg e mette probabilmente la parola fine alla trattativa del Milan per acquistare l’attaccante bosniaco. “Da sabato, Dzeko è in ritiro a Sylt. Dopo un colloquio chiarificatore con i dirigenti, ora è sicuro: rimane al Wolfsburg“, prosegue la nota. Dzeko dichiara di trovarsi bene nel Wolfsburg: “Voglio dedicarmi al campionato e sono contento di poter giocare in Champions League. Nei prossimi anni giocherò al centro per cento per il Wolfsburg“.
Si profila un’inversione di rotta nel mercato rossonero. Due sono i nomi più inflazionati da radio mercato per l’attacco milanista: Luis Fabiano ed Emmanuel Adebayor. Per il 29enne brasiliano il Siviglia chiede 25 milioni di euro, sicuramente trattabili. Per il 25enne attaccante togolese la richiesta dell’Arsenal sarebbe pari a 30 milioni di euro. Il procuratore dell’attaccante sudamericano ha precisato che il suo assistito “è ai livelli di Ibrahimovic o Adebayor. I rossoneri sono come il Barcellona o il Manchester United, verrebbe volentieri. So dell’interesse del Milan e di Galliani per Luis Fabiano , ma non c’è stato alcun contatto ufficiale. Al momento però resta un giocatore del Siviglia. Non so dire se lo sarà anche la prossima stagione“.

Le dichiarazioni di Pelè a proposito dei problemi di droga di Robinho e Ronaldo avevano fatto molto scalpore. Il campione brasiliano aveva però dovuto ritrattare in seguito alla giustificata arrabbiatura dei personaggi coinvolti. In particolare l’attaccante del Manchester City aveva minacciato di querelarlo per diffamazione. In quella sua intervista Pelè aveva avuto qualche frase “gentile” anche per il suo nemico di sempre, Diego Armando Maradona, che aveva definito un pessimo esempio per i giovani a causa delle sue passate esperienze drammatiche con la droga.
Ovviamente il commissario tecnico argentino non l’ha presa tanto bene e ha approfittato della conferenza stampa alla vigilia della partita di qualificazione contro il Venezuela per rispondere al brasiliano. Le sue parole sono state molto dure: “Che volete che vi dica… ha perso la verginità con un uomo”. Maradona con questa frase ha voluto fare riferimento allo scandalo sollevatosi nel 2000 in seguito ad un servizio pubblicato da un tabloid inglese.
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Il “governo” del calcio mondiale, presieduto dagli allenatori e dai capitani delle squadre di 160 paesi affiliati alla Fifa ha deciso: è Cristiano Ronaldo il miglior giocatore dell’anno. La cerimonia si è svolta alla Zurich Opera House e Ronaldo, con 935 punti, ha preceduto di oltre 250 lunghezze Lionel Messi (678). Terzo Fernando Torres (203) e a seguire Ricardo Kakà (183) e Xavi Hernandez (155). Anche quest’anno il “Fifa World Player” se lo aggiudica il calciatore vincitore del pallone d’oro: Ronaldinho, Cannavaro e Kakà, nei tre anni precedenti, hanno conseguito la prestigiosa doppietta. (Albo d’oro FIFA World Player)
Il premio per la migliore giocatrice che è andato alla campionessa brasiliana Marta, numero 10 della nazionale carioca, mentre la statunitense Heather O’ Reilly ha ricevuto il premio alla carriera. Le prime, trionfanti parole parole di un emozionato Cristiano Ronaldo, dopo aver ricevuto il premio da Pelé: “È un momento speciale, uno dei più importanti della mia vita. Grazie alle mie sorelle, a mia mamma, a tutta la mia famiglia, ai miei compagni di squadra e ai tecnici”.
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Un tiramolla lungo un’estate, un corteggiamento d’altri tempi, una trattativa estenuante, alla fine l’acquisto all’ultimo minuto utile, prima che il sipario sul calciomercato estivo si chiudesse. Ora Ricardo Andrade Quaresma Bernardo può finalmente indossare la maglia nerazzurra ed entrare a far parte della numerosa corte dello Special One. Il centrocampista portoghese è atterrato a Milano nella tarda serata di Domenica e ad attenderlo oltre la macchina di un delegato di via Durini c’erano un manipolo di tifosi interisti ad intonare cori verso il loro nuovo beniamino.
Il ventiquattrenne ex Porto ma originario di Lisbona era pronto da giorni per arrivare in Italia, aveva già il biglietto aereo in mano, solo nella mattinata di Sabato però il patron Moratti ha deciso di chiudere il braccio di ferro con i biancoblu portoghesi. Ovviamente il disaccordo era sulle cifre, la modalità e i tempi di esborso del pagamento. Secondo quando comunicato da Datasport l’affare si è concluso per 18,6 milioni di euro, più i 6 milioni del cartellino di Pelè. A questi, a seconda delle prestazioni sportive del giocatore, l’Inter potrebbe dover versare altri 6 milioni, per un totale di 30,6, il tutto in 48 mesi e non i due anni come preferiva il dirigente portoghese Pinto da Costa.