
Manca poco ormai alla chiusura del mercato e l’Inter si sta dando da fare per puntellare la rosa a disposizione di Mourinho, nelle ultime ore sono state portate a termine alcune trattative, sia in entrata che in uscita, che andavano avanti da tempo. Complice l’appuntamento di ieri nel principato di Monaco, dove erano presenti tutte le migliori società europee, i dirigenti nerazzurri hanno chiuso per quello che era l’obbiettivo numero uno: Ricardo Quaresma.
L’esterno portoghese in forza al Porto è ormai un giocatore dell’Inter, l’accordo è stato raggiunto ieri nella città del principato. Non si conoscono ancora i dettagli dell’operazione per i quali dovremo aspettare la firma del contratto che potrebbe arrivare già oggi. Si sa comunque che, in cambio del cartellino del portoghese, l’Inter ai soldi aggiungerà il prestito di Pelè, non è ancora dato sapere con che formula ma dovrebbe trattarsi di un prestito.
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Dopo la sonora sconfitta del Milan contro il Chelsea i rossoneri corrono ai ripari. Gaetano Fedele, agente del centrale della Lazio Guglielmo Stendardo, ha fatto sapere che il Milan sarebbe interessato ad acquistare il giocatore.
“Non c’è nulla di concreto - ha dichiarato Fedele - ma mi hanno detto che tra le due società c’è stato un contatto”. Ma il Milan ancora una volta dovrà subire la concorrenza dei cugini interisti già in trattativa con la società biancoceleste.
Trattativa che potrebbe prevedere inoltre uno scambio con Pelè. I rossoneri invece potrebbero inserire come contro partita tecnica Cristian Brocchi.

Se guardiamo bene, tutte le grandi d’Europa hanno grandi attaccanti nelle loro fila, campioni assoluti che hanno fatto le fortune dei club e che hanno regalato gioie infinite ai tifosi ma, come al solito, l’erba del vicino è sempre più verde e allora parte la caccia per avere ciò che non si possiede dimenticando quel che si ha. Le protagoniste assoluto di questo possibile valzer di punte sono Milan, Barcellona, Chelsea, Arsenal e forse la Juve.
In realtà basterebbe che un solo uomo si muovesse per attivare un eccitante effetto domino e, forse, sono proprio tutte in attesa di chi farà la prima mossa, di chi per primo scoprirà le sue carte e quindi il proprio gioco. Drogba, Eto’o, Adebayor e Ronaldinho i nomi che si ripetono da settimane e se per il brasiliano pare ormai certa la strada Milan, gli altri cosa faranno? L’ivoriano del Chelsea già a fine stagione aveva fatto sapere di voler cambiare aria e i rossoneri, insieme al Barça, avevano bussato alla porta di Keyon ma senza fortuna, richieste eccessive.
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Chi aveva strabuzzato gli occhi quando aveva visto mano nella mano la bella Canalis col modesto Reginaldo, questa volta non ci ha rimuginato molto su: la nuova coppia che vede uniti il centrocampista dell’Inter Vitor Hugo Gomes Passos, anche detto Pelé, con la showgirl Deborah Salvalaggio è qualcosa di strambo ma non di trascendentale. D’altra parte la ragazza di Latina ci aveva già abituato a storiuncole con giocatori del nostro campionato: è partita dalla difesa con Matteo Ferrari (ora unito a Ayda Yespica da cui presto avrà un figlio), quindi è balzata in attacco con Simone Inzaghi, ora si è stabilita al centro del campo col portoghese Pelé.
Nato ad Oporto nel 1987, il giovane lusitano è stato comprato dalla squadra di via Durini dal Vitória Guimarães, etichettato come centrocampista di belle speranze. Effettivamente Pelé ha ben figurato, soprattutto in Coppa Italia, e quasi sicuramente sarà riconfermato anche in vista dell’arrivo del connazionale Mourinho sulla panchina nerazzurra. Il suo flirt con la ragazza laziale all’inizio non aveva avuto conferme, anche per la nota relazione della Salvalaggio con l’imprenditore Niccolò Oddi (Fotogallery della showgirl).
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Questa sera in quel di Catania la Roma di Spalletti cercherà di difendere l’1-0 dell’andata assicurandosi così l’approdo alla finalissima di Coppa Italia: ad attendere la vincente della sfida di oggi c’è l’Inter che ieri ha raggiunto l’11esima finale della sua storia, la quarta consecutiva (4 i successi per la squadra nerazzurra). I nerazzurri hanno espugnato l’Olimpico battendo 0-2 una Lazio volenterosa ma stanca, incapace di centrare l’unico obiettivo stagionale rimasto e di dare una piccola gioia ai 60mila tifosi presenti. (Fotogallery del match e dell’udienza dal Papa)
A nulla è valso il tridente formato da Rocchi, Bianchi e Pandev: l’attaccante veneziano ha scheggiato un palo con un tiro dal limite e ha offerto un paio di spunti interessanti per i compagni, l’ex reggino non è praticamente mai entrato in partita, mentre il macedone ha scagliato un paio di sinistri contro un Toldo sempre attento e affidabile. Nella prima frazione anche un palo di Ledesma su punizione, primi 45 minuti che sono terminati sullo 0-0. Le emozioni sono arrivate nella ripresa.
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Diego Armando Maradona torna a far parlare di sè e ad aver a che fare con la Giustizia, stavolta però nelle vesti di “parte lesa” in una vicenda che riguarda gli oltre 600 cimeli raccolti nella sua carriera di calciatore per dare vita da una mostra itinerante. Trofei, premi, magliette, palloni, un patrimonio impressionante di ricordi tutti “spariti” e non più reperibili.
Maradona ha sporto denuncia contro Ernesto Texo, l’impresario incaricato di organizzare l’esposizione del museo itinerante in Sud America e in Europa. L’uomo si sarebbe reso irreperibile dopo di aver comunicato al Pibe de Oro la difficoltà nel ritrovare alcuni di questi cimeli. Secondo Texo parte di questi oggetti potrebbero essere rimasti bloccati negli uffici doganali fra un trasferimento e l’altro, ma Maradona è convinto delle malafede dell’impresario e chiede l’immediata restituzione di tutto quanto aveva concesso all’organizzazione delle mostra.
In caso di furto si tratterebbe di un bottino di tutto rispetto che comprende anche il trofeo come miglior giocatore dei Mondiali ‘86, quelli vinti proprio dall’Argentina di Maradona, la Scarpa d’Oro come miglior marcatore dei campionati europei, l’intero armamentario di divise di Barcellona e Napoli e le tante magliette dei campioni che hanno incrociato sui campi di calcio il fenomeno di Lanus. Fra gli altri oggetti ci sarebbero anche i regali destinati a Maradona dal suo amico Fidel Castro, il dittatore cubano che lo accolse nel suo paese qualche anno fa per aiutarlo a superare i suoi problemi di salute, e una cintura che El Pibe aveva ricevuto da Pelè.

La leggendaria maglia giallo-oro numero 10 indossata dal mitico Pelé durante la finale dei Mondiali del 1970 è stata venduta all’asta a Christies a Londra Mercoledì.
La cifra record con cui è stata aggiudicata è di 66.500 sterline (circa 92.500 €).
Edison Arantes do Nascimento, in arte Pelé, segnò il goal del vantaggio in quella storica partita che vide come co-protagonista (o sparring partner) l’Italia, travolta 4-1 dal Brasile. Con quel successo la formazione sudamericana si aggiudicò la Coppa Jules Rimet per la terza volta, potendola così conservare nella propria bacheca definitivamente.
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Chi è più forte, Pelé o Maradona? Domanda che spesso abbiamo sentito e ancora più spesso abbiamo ascoltato risposte del genere “imparagonabili, perché di due epoche diverse”. Ma in questi giorni si sta facendo largo una ipotesi suggestiva e quasi leggendaria per gli appassionati di calcio: una partita vera tra Boca Juniors e Santos in cui scenderebbero in campo anche O Rey e il Pibe de Oro. Solo fantasia? Pare di no.
La cronaca è questa: i due club sopra citati stanno cercando di organizzare due amichevoli, una a Buenos Aires e una a San Paolo, in cui i due giocatori più forti di tutti i tempi dovrebbero dare il calcio di inizio o al più giocare spiccioli di partita. Pelé però, sentito questo, ha rilanciato dichiarando di voler proprio scendere in campo: “Sto bene fisicamente, vediamo come sta lui” ha provocato il brasiliano.
Essere definiti “un buon giocatore” potrebbe non essere preso come un complimento per chi vuole figurare tra i migliori calciatori della storia.
Ma se questo “complimento” arriva da Pelè si può anche chiudere un occhio.
Certo, è una definizione riduttiva se pensiamo che, dai più, Cristiano Ronaldo è considerato il giocatore più forte e in forma del momento.
O Rei ha però spiegato il motivo adducendo alla giovane età del giocatore che dovrà dimostrare continuità e risultati negli anni avvenire: “è ancora molto presto per considerarlo uno dei più grandi al mondo. Diamogli tempo un paio d’anni e vediamo se saprà mantenere lo stesso livello“.
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Campionato ghanese. II Divisione. Ultima giornata dei playoff promozione.
In testa alla classifica ci sono il Nania, squadra di cui è padre e padrone Abedi Pelè, ex Olympique Marsiglia (quello corrotto e corruttore di Tapie) ed ex Torino, e il Mariners. La differenza reti sorride al Nania, ma di un solo goal
Le due contendenti ospitano le ultime della classe, rispettivamente l’Okwahu e i Jets, con l’obiettivo di vincere segnando il maggior numero di reti.