
Dov’è Mourinho, dov’è Mourinho cantavano i tifosi del Barcellona dopo il quarto goal. Il portoghese era seduto in panchina, affossato dalla valanga blaugrana che si è abbattuta in 58 minuti sull’impotente Real Madrid. Erano 4 gli schiaffoni che la squadra meno amata da Mou era riuscito a rifilare alle merengues, sono diventati 5 al 91esimo con il goal di Jeffren appena entrato, a rendere ancor più umiliante la sconfitta. Una partita iniziata nel segno del Barça: la squadra di Guardiola ubriaca i rivali appena Eduardo Iturralde Gonzalez decreta l’inizio delle danze con la solita, devastante, martellante, precisa e continua fitta rete di passaggi interminabili.
Dopo 5 minuti Messi si inventa un tiro da fermo e da posizione molto decentrata che si stampa sul palo. E’ un’avvisaglia: al 10′ segna Xavi su assist geniale di Iniesta, otto minuti dopo i catalani mettono in ghiaccio il risultato con Pedro servito da Villa. Tra i due goal il Real ci prova con Benzema, ma in realtà è già tramortito. Praticamente nullo l’apporto di Cristiano Ronaldo che si farà vedere solo per un paio di punzioni calciate fuori e per una spinta a Guardiola, reo di non avergli restituito il pallone.




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Il Barcellona va a vincere 3-2 sul terreno del temuto Siviglia, superando probabilmente l’ultimo ostacolo sulla strada per la conquista della Liga. Ai blaugrana, che questa sera hanno rischiato la clamorosa rimonta degli andalusi dopo essersi trovati in vantaggio di tre reti (primo gol di Messi sempre più capocannoniere), basterà ora una vittoria nell’ultima sfida in casa contro il modesto Valladolid, incontro comunque da non sottovalutare, visto che gli avversari saranno anch’essi costetti a conquistare i tre punti per sperare ancora nella la salvezza.
Stessa situazione per il Real Madrid, oggi vittorioso per 5-1 (a referto tra gli altri Cristiano Ronaldo e Higuain) sull’Athletic Bilbao con un gran finale dopo un primo tempo piuttosto sofferto: le Merengues faranno infatti visita al Malaga, altra compagine invischiata nella lotta per non retrocedere. In zona Champions, inaspettato ko del Maiorca a La Coruna, che condanna quasi certamente gli isolani ad accontentarsi dell’Europa League in compagnia di Villareal e Getafe. In coda, grande battaglia con quattro squadre appaiate al terz’ultimo posto.
Ennesima lezione di calcio della stagione, questa volta ai danni dei rivali del Real Madrid nel big match della trentunesima giornata della Liga, offerta dal Barcellona di Guardiola, che passa 2-0 al Bernabeu, portandosi a +3 in classifica e mettendo una seria ipoteca sul titolo di campione di Spagna. Nella tana delle Merengues sfida quasi mai in discussione, con i padroni di casa che riescono ad essere incisivi solo nei minuti finali, dopo l’ingresso in campo di Guti, quando ormai era troppo tardi per cambiare l’esito dell’incontro.
Primo tempo molto tattico con poche occasioni prima del vantaggio, messo a segno a cinque minuti dal termine della frazione dal solito straordinario Lionel Messi (quarantesimo gol stagionale per lui) su assist del forse meno appariscente ma altrettanto prezioso Xavi. Nella ripresa gli ospiti continuano a condurre il gioco senza rischiare nulla fino al raddoppio siglato da Pedro dopo un’esemplare azione di ripartenza rifinita ancora una volta dal giocatore con la maglia numero sei.
Video Champions League: Barcellona - Arsenal 4-1 del 6 Aprile 2010

Messi show al Camp Nou. Il fenomeno argentino segna 4 reti in una partita e il Barca vola in semifinale contro l’Inter già qualificatasi dopo aver battuto il CSKA nel pomeriggio. Spettacolare la gara, soprattutto nel primo tempo, con l’Arsenal decimato dagli infortuni che va in vantaggio prima di essere travolto dalla furia della Pulce catalana. Messi gioca semplicemente un altro sport rispetto agli altri. A Mourinho l’ingrato compito di trovare un modo per disinnescarlo.
La gallery del trionfo di Messi e compagni
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Al Camp Nou le speranze dell’Arsenal di riuscire a compiere l’impresa che gli avrebbe permesso di raggiungere l’Inter nelle semifinali di Champions League durano solo trentotto minuti. Gli uomini di Wenger comunque ci provano, andando anche in vantaggio con Bendtner, ma devono poi arrendersi all’uragano Messi: il fuoriclasse argentino riesce infatti nell’impresa di mettere a segno addirittura quattro reti, portandosi in un sol colpo al comando della classifica marcatori della competizione e dimostrando, se ancora ce ne fosse ancora bisogno, di essere il numero uno assoluto del calcio mondiale. Finisce quindi 4-1 per i catalani che si confermano la grande favorita per la vittoria finale, anche se con i nerazzurri di Mourinho sarà di sicuro una bella sfida.
I blaugrana partono privi della colonna difensiva Puyol, fuori per squalifica, ma sono subito padroni del gioco, creando anche due buone occasioni nei primi dieci minuti. Ma al 18° arriva la doccia fredda per i padroni di casa: bel contropiede di Walcott che serve Bendtner, il tedesco prima calcia su Valdes, ma poi riesce a ribadire in rete portando in vantaggio i suoi a sorpresa. Passano però solo tre minuti e il Pallone d’Oro mette la cose a posto con un bolide dalla distanza sul quale Almunia non può nulla. Al 31° l’estremo difensore dei Gunners si esibisce in un grande intervento, ma sei minuti più tardi arriva il vantaggio degli uomini di Guardiola con uno splendido pallonetto della Pulce, che approfitta di un precedente errore della retroguardia avversaria.
Nella serata in cui Zlatan Ibrahimovic sfodera finalmente una prestazione all’altezza della sua fama nella massima competizione continentale, il Barcellona spreca una grande occasione per chiudere già nel primo incontro il discorso qualificazione, facendosi rimontare due reti da un Arsenal mai domo, che sarà comunque costretto ad una vera e propria impresa tra una settimana al Camp Nou. Il 2-2 finale premia forse in maniera eccessiva gli inglesi, comunque bravi a non mollare in un momento nel quale gli avversari avevano dato l’impressione di poter dilagare.
Nel primo tempo, i catalani dominano in lungo e in largo, offrendo sprazzi di grande calcio, ma si trovano avanti un Almunia in serata di grazia che nega il gol agli uomini di Guardiola in almeno tre occasioni. La ripresa si apre subito con il vantaggio messo a segno da Ibrahimovic con uno splendito pallonetto su lancio lungo di Piqué. Al quarto d’ora, lo svedese concede il bis, ancora lanciato in profondità, questa volta da una sontuosa giocata di Xavi, che l’ex nerazzurro conclude con un destro violento sul primo palo che non lascia scampo all’estremo difensore avversario.
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Per la quinta volta consecutiva, il titolo di Campione del Mondo per club si deciderà in una sfida Europa-Sudamerica. Nel match disputato ad Abu Dhabi infatti, il Barcellona batte per 3-1 i non certo irresistibili messicani dell’Atlante e si qualifica per la finalissima della Fifa Club World Cup, dove affronterà l’Estudiantes di Veron. Nella prima frazione, i blaugrana soffrono però più del previsto, andando sotto dopo soli cinque minuti, quando Rojas approfitta di un liscio di Marquez beffando Valdes in uscita.
I messicani si chiudono però troppo presto a difesa del vantaggio, lasciando completamente l’iniziativa agli avversari, che dopo mezz’ora di attacchi ripetuti ma poco incisivi, vanno a segno con Busquets su azione da calcio d’angolo battuto da Xavi e prolungato da Touré. La svolta dell’incontro arriva però nella ripresa con l’entrata in campo del Pallone d’Oro, Lionel Messi: un solo minuto dopo essere entrato in campo, il fenomeno argentino colpisce su assist dell’altro fuoriclasse Zlatan Ibrahimovic.




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