
Il Genoa non ha avuto pietà del Brescia, lo ha stritolato (e inguaiato) senza batter ciglio: il popolo del Ferraris ha esultato, Preziosi si è mostrato raggiante. Felicità per la salvezza raggiunta? Pare pochino, considerato anche che con un ko contro le Rondinelle avrebbe dato un’ulteriore spinta ai rivali della Samp verso il burrone della Seria B. La soddisfazione è quella di aver battuto Giuseppe Iachini, un nemico di presidente e tifosi genoani. Così Enrico Preziosi a fine gara:
“Il tecnico del Brescia Iachini? Gli ho tolto il saluto e la parola sei anni fa, per me non esiste come persona, mi ricorda cose non belle. Hanno fatto bene a fischiarlo dagli spalti. Mi ricordo che sei anni fa esultò come un forsennato, mancando di rispetto a quindicimila tifosi genoani. Ancora oggi Iachini mi dovrebbe spiegare il motivo della sua incontenibile gioia: i tifosi del Genoa oggi hanno fatto bene. Iachini dice che in Inghilterra una cosa del genere non sarebbe nemmeno un caso, ma la normalità? Iachini non allenerebbe mai in Inghilterra…”.
Il riferimento è alla partita del 5 giugno del 2005, un 2-2 al Garilli con gol di Pepe e Di Vicino per i padroni di casa del Piacenza, Stellone e Rossi per il Grifone; quel pareggio compromise l’accesso diretto dei liguri in A, che comunque poi vinsero in casa contro il Venezia per 3-2 assicurandosi la promozione: peccato che Preziosi combinò la frittata facendosi beccare con una valigetta piena di soldi prima della partita, da cui la retrocessione diretta in terza serie.
In ogni modo non è tardata ad arrivare la replica di Iachini, allora alla guida del Piacenza e oggi trainer bresciano:
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Cinque punti in sei partite, evidentemente troppo pochi per il vulcanico presidente del Grosseto Piero Camilli che quest’oggi ha sollevato l’allenatore Luigi Apolloni dall’incarico di allenatore della squadra maremmana. Un mangia-allenatori coi fiocchi, Camilli, che ha avuto il merito di portare il club dalla Serie D alla cadetteria, ma che in una manciata di anni di presidenza ha silurato una decina di “mister“, da Allegri a Pioli, da Gustinetti a Cuccureddu.
Oggi è toccato all’ex difensore del Parma Luigi Apolloni, reduce da un anno e mezzo più che positivo a Modena, ma che è stato sin dall’inizio sotto esame; avvio con due pari, quindi un paio di ko e, una settimana fa, vittoria per 1-0 allo Zecchini contro il Piacenza (che, sebbene abbia 1 punto ha ribadito la fiducia totale ad Armando Madonna). Sabato però terzo stop stagionale, perso il derby a Empoli con gol di Lorenzo Stovini, e allora Apolloni ha potuto iniziare a fare le valigie.
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Per via del Palio di Siena, i bianconeri toscani hanno giocato la loro partita del secondo turno di Coppa Italia giovedì scorso: 2-0 alla Ternana (Reginaldo e Carobbio) e qualificazione alla partita successiva. Per il resto tutte le partite di questa seconda tornata di Coppa sono state disputate tra sabato e domenica: poche le sorprese, sicuramente non nei risultati. Al massimo hanno sorpreso le vittorie solo ai tempi supplementari del Torino (3-1 al Cosenza, nell’extra-time decisivi Obodo e Belingheri) e del Piacenza (5-3 dopo 120 minuti, decisivo Cacia). Dal prossimo turno entrano in scena anche le squadre di Serie A (tranne le prime otto dello scorso campionato).
12/08 Siena-Ternana 2-0
14/08 Portogruaro-Südtirol 2-1
14/08 Como-Varese 1-3
14/08 Modena-Sorrento 4-1
14/08 Piacenza-Virtus Lanciano 5-3 dts
14/08 Atalanta-Foligno 3-1
14/08 Cittadella-Verona 2-0
14/08 Crotone-Triestina 1-0
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Arrivati a questo punto, è normale che si voglia continuare a sognare: Uruguay e Olanda sanno benissimo che sono a 90 minuti dalla storia, a una sola partita dal riscriverla la storia, per far vivere giorni magici ai propri tifosi, per regalare anche ai più giovani emozioni che ormai sembrava non potessero essere più vissute. La Celeste fa parte di quell’elitario gruppo di sette che hanno vinto un titolo Mondiale: il primo in assoluto nel ‘30 e poi quello pazzesco venti anni dopo battendo il Brasile al Maracanà. Poi nulla più, neanche tanto strano per una Nazione che in fondo ha solo 3 milioni di abitanti: “Ci sono nazioni che hanno più gente che gioca a pallone di quante persone ci sono in assoluto da noi” ha fatto notare Tabarez.
Strana storia quella dell’allenatore uruguagio che in Italia abbiamo conosciuto per aver allenato Cagliari e Milan: coi rossoneri andò però male, con i titoli di coda già al primo di dicembre con la cartolina del gol di Luiso quando il Piacenza piegò il Diavolo per 3-2. Si parla di una vita fa. Ma non è che poi abbia allenato tanto da allora in poi, con l’ultima squadra di club il Boca Juniors all’inizio del Nuovo Millennio, salvo poi riprendersi la Nazionale dopo l’esperienza di quindici anni prima, quando guidò la Celeste anche nei Mondiali italiani del ‘90. Per strappare il ticket per il Sudafrica ha dovuto battere, non senza fatica, la Costarica negli spareggi, poi l’inserimento nel Gruppo A con Francia, Messico e i padroni di casa.
“È stato un Mondiale pieno di sorprese, non vedo perché non dovrebbero essercene altre. Noi continuiamo a segnare. Quando è stato sorteggiato il nostro gruppo eliminatorio, tutti ci facevano le condoglianze. E invece… Pochi pensavano anche che l’Olanda potesse battere il Brasile, ma questo è il calcio. Il Mondiale non incorona la squadra più forte in assoluto, ma chi è più forte in questo determinato momento, e in questo torneo” ha asserito con saggezza il tecnico 63enne che ha messo su una bella squadra, formata da giovani e più anziani reduci, chi più chi meno, da ottime annate. E poi la fortuna ha fatto il resto, non tanto con la Corea quanto contro il Ghana e lo sciagurato rigore di Gyan.

Se Bisoli va al Cagliari e Allegri al Milan, due operazioni (soprattutto la prima) ufficiose, allora il quadro panchine in Serie A sarà completo: anche il Cesena ha scelto il condottiero per la prossima stagione e il suo nome è Massimo Ficcadenti. Così Igor Campedelli, presidente dei romagnoli, circa la scelta effettuata per sostituire Pierpaolo Bisoli: “Ficcadenti è un allenatore motivato e che ha grande determinazione. Il suo pensiero coincide perfettamente con il nostro progetto sportivo. Le informazioni che circolano su di lui nel mondo del calcio, lo descrivono come un predestinato e penso che Cesena possa essere la piazza giusta per dimostrare il suo valore“.
L’ex allenatore di Reggina e Piacenza, presentato allo stadio Manuzzi, ha così commentato questa grande opportunità accordatagli: “Ringrazio la società, per me allenare il Cesena è un onore ed al tempo stesso una grossa responsabilità. Sono rimasto colpito dal grande entusiasmo che ha accompagnato la squadra nell’ultima e decisiva trasferta di Piacenza. Qui c’è un pubblico appassionato e competente, e noi dovremo dare il massimo per non deludere le sue aspettative. Ho sposato con grande entusiasmo il progetto sportivo del presidente perché ritengo che qui ci siano tutte le condizioni per costruire qualcosa di importante e duraturo“.
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Ora mancano solo tre pezzi e poi il mosaico sarà completo: dopo che anche il Chievo ha ufficializzato il nuovo allenatore per la prossima stagione, le uniche squadre di Serie A di cui ancora non si conosce il nome del tecnico sono il Milan (ma verosimilmente sarà Massimiliano Allegri), il Cagliari (Pierpaolo Bisoli al 99%) e il Cesena (???). Dopo l’addio di Domenico Di Carlo, la società clivense ha scandagliato il mercato degli allenatori e alla fine la premiata ditta Giovanni Sartori e Luca Campedelli hanno optato per un ritorno di fiamma, ossia Stefano Pioli. Quasi dieci anni fa, ormai, fu il tecnico della Primavera dei veneti, e nel 2003 salutò tutti per andare a Salerno nella prima avventura da allenatore di prima squadra.
Poi Parma, Modena, e ancora Grosseto e Piacenza, prima dell’esperienza di quest’anno a Sassuolo con tanto di quarto posto e miracolo sfiorato nella semifinale dei play-off, coi neroverdi eliminati dal Torino. “Sono molto contento di andare al Chievo, per me è una bella occasione e non me l’aspettavo, ma ci speravo. Il Sassuolo mi ha dato tanto, io ho fatto un buon lavoro, ma devo ringraziare sia la società che i giocatori. Grazie a loro sono riuscito ad arrivare fino qui” le prime parole da nuovo tecnico dei clivensi di Pioli, che poi ha aggiunto: “So come si lavora qui, conosco la competenza, la serietà e l’organizzazione che regna in questo ambiente. Ci sono le basi ideali per fare bene“.
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L’anno scorso la rivale era la Pro Patria, quest’anno è stato il Brescia: grande cuore Cesena, in due soli anni è passato dall’inferno al paradiso completando un piccolo miracolo sportivo frutto di partecipazione, serietà e progettualità. Ieri la vittoria di misura a Piacenza, quinta consecutiva a completare una rimonta incredibile su cui pochi credevano a inizio anno; neopromossa, esordio casalingo con sconfitta contro la Reggina, poi pian pianino vittorie pesanti e un girone d’andata da classifica medio-alta. Il ritorno però non comincia nel migliore dei modi: tra la seconda giornata e l’ottava solo sette punti e appena due gol segnati. Quindi la rinascita, ultima sconfitta contro l’Empoli, infine 15 punti su 15 col successo allo scadere in casa del Lecce momento clou di questa impresa.
Che era arrivato il tempo di riprendersi quella Serie A che mancava dal 1991 si poteva però intuire, forse non in tempi così brevi: dopo anni di egemonia della famiglia Lugaresi squadra al giovane Igor Campedelli, allenatore ambizioso come Pierpaolo Bisoli (ex Cagliari, Brescia e Perugia), direttore sportivo Minotti prima e Recchi poi, acquisti mirati ma non banali. Nessuna prima donna, il cannoniere è il centrocampista Do Prado con appena 10 centri, ieri l’eroe ha risposto al nome di Parolo. E poi l’astro nascente Schelotto, Djuric e Giaccherini a sacrificarsi da attaccanti umili, il vecchio Antonioli tra i pali e anche un prossimo partecipante ai Mondiali, Petras dalla Slovacchia. Insomma una cooperativa affiatata che ieri ha potuto godere con gli 8000 cesenati arrivati sino al Garilli di Piacenza.
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Sono Lecce e Cesena le due squadre promosse in serie A, con i pugliesi che vincono per la prima volta della loro storia il campionato cadetto. Per il Lecce è un pronto ritorno dopo la retrocessione dello scorso anno, il Cesena manca dalla serie A dalla stagione 1990-1991. Ai play-off vanno Brescia, Sassuolo, Torino e Cittadella: una di queste quattro salirà nel massimo torneo calcistico. RETROCESSIONI - Già retrocesse da tempo Salernitana e Gallipoli, è il Mantova a scendere in Lega Pro 1. La quarta squadra uscirà dal play-out tra Padova e Triestina.
RISULTATI: Ancona-Mantova 2-2; Crotone-Ascoli 1-2; Empoli-Grosseto 2-2; Frosinone-Triestina 2-2; Lecce-Sassuolo 0-0; Modena-Gallipoli 3-2; Padova-Brescia 2-1; Piacenza-Cesena 0-1; Reggina-Albinoleffe 3-1; Salernitana-Vicenza 0-1; Torino-Cittadella 1-0. CLASSIFICA FINALE - Lecce 75 punti, Cesena 74, Brescia 72, Sassuolo 69, Torino 68, Cittadella 66, Grosseto 61, Crotone 60, Ascoli 57, Empoli 56, Albinoleffe 55, Reggina e Modena 54; Vicenza, Piacenza e Frosinone 53, Ancona 52, Padova e Triestina 51, Mantova 48, Gallipoli 40, Salernitana 17.
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Risultati e marcatori della quarantaduesima giornata di serie B:
Ancona - Mantova 2-2
9° Bellodi (A, Aut.), 32° Pellicori (M), 65° Pellicori (M), 69° Matronunzio (A)
Crotone - Ascoli 1-2
27° Russotto (C), 30° Bernacci (A), 67° Ilari (A)
Empoli - Grosseto 2-2
16° Tosto (E), 30° Esposito (G), 33° Carobbio (G), 66° Eder (E)
Frosinone - Triestina 2-2
12° Troianiello (F), 21° Testini (T), 57° Stellone (F), 90°+1 Siligardi (T)
Lecce - Sassuolo 0-0
Modena - Gallipoli 3-2
11° Della Penna (G), 49° Artistico (G), 50° Bruno (M), 83° Giampà (M), 87° Spezzani (M)
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Risultati e marcatori della quarantunesima giornata di serie B in tempo reale:
Albinoleffe - Padova 1-2
43° Italiano (P), 45°+2 Torri (A), 73° Cuffa (P)
Ascoli - Frosinone 1-2
32° Troianiello (F), 36° Santoruvo (F), 56° Luci (A)
Brescia - Salernitana 3-0
19° Caracciolo, 29° Rispoli, 58° Taddei
Cesena - Modena 2-1
45°+1 Do Prado (C), 52° Malonga (C), 63° Catellani (M)
Cittadella - Crotone 3-0
9° Bellazzini, 32° Ardemagni (Rig.), 56° Quadrini
Gallipoli - Piacenza 1-4
4° Foti (P), 16° Guzman (P), 52° Artistico (G, Rig.), 66° Foti (P), 74° Tonucci (P)