
Una preziosissima intervista anonima condotta da Edmondo Pinna del Corriere dello Sport rivela particolari interessanti su Calciopoli, il processo sportivo che ha scombussolato la Serie A, qualche anno fa. L’investigatore che ha avuto un ruolo di prim’ordine secondo il quotidiano romano, ha chiesto all’intervistatore di preservare l’anonimato.
I telefoni intercettati all’inizio delle indagini erano appena due: “Parlavano di stupidaggini, niente di che…”, afferma l’investigatore. Poi spuntarono le utenze di Moggi. Auricchio, il tenente colonnello del Nucleo Investigativo dei Carabinieri e Di Laroni, maresciallo capo dei Carabinieri, decidevano quali passaggi mettere nell’informativa.
L’importanza del contenuto delle intercettazioni era contrassegnata dai “baffetti”, rossi o arancioni. Le telefonate cominciavano ad essere troppe e molte sono andate perse, conferma la voce anonima. Per negligenza, per “pilotare” l’inchiesta o semplicemente per mancanza di tempo non è dato sapere. L’investigatore conferma che molte telefonate ritenute di massima importanza non sono finite nell’inchiesta. La scheda svizzera intercettata era di Luciano Moggi, ma è rimasta spenta per svariati giorni.
Continua a leggere: Calciopoli, un'investigatore rivela al Corsport: "E' stata una cosa forzata"

Non si è fatta attendere la risposta di Franco Carraro alle dichiarazioni rilasciate ieri da Guido Rossi, l’ex presidente della FIGC ha replicato all’attacco sferrato da colui che fu commissario della federazione nel tormentato periodo in cui è scoppiato lo scandalo. Guido Rossi aveva affermato ieri:
“lo scudetto 2006 non l’ho assegnato io, lo ha assegnato Moggi con i suoi comportamenti. E adesso aggiungo anche Carraro che era presidente della Federazione quando questa è stata colpita dal più grande scandalo di sempre nella storia dello sport mondiale. Oggi tutto sembra dimenticato ma allora anche Carraro si era assunto le sue responsabilità”.
Ma nemmeno Carraro vuole assumere la paternità di questo benedetto scudetto che tutti rinnegano, ormai soltanto l’Inter, intesa come società, sembra essere affezionata a questo controverso titolo che in fondo nemmeno i tifosi nerazzurri, non tutti almeno, sentono loro. L’ex presidente federale replica e parla chiaramente di errore quando si riferisce alla decisione di Rossi di assegnare lo scudetto alla squadra di Moratti, inoltre difende il suo operato tirando in causa i vari processi in cui è stato coinvolto dal 2006 in poi:
Continua a leggere: Calciopoli 2 - La replica di Carraro: "Rossi ha sbagliato"

Aggiornamento: In serata è arrivata una nuova dichiarazione di Guido Rossi, evidentemente consapevole di aver commesso una mezza gaffe affidando ai cronisti quelle poche parole nel pomeriggio. Eccola:
Non l’ho assegnato io lo scudetto del 2006, lo ha assegnato Moggi con i suoi comportamenti. E adesso aggiungo anche Carraro che era presidente della federazione quando questa è stata colpita dal più grande scandalo di sempre nella storia dello sport mondiale. Oggi tutto sembra dimenticato ma allora anche Carraro si era assunto le sue responsabilità. Rifarei tutto quello che ho fatto, si dimentica troppo in fretta e si capovolge facilmente la realtà, ma quando si opera correttamente non bisogna preoccuparsi.
Insomma, era stato Moggi, sempre lui, ad assegnare lo scudetto all’Inter dopo quelli che “aveva assegnato” alla Juventus. Deus ex machina impenitente.
Chi ha assegnato lo Scudetto 2006 all’Inter? Non si sa. Ormai lo “Scudetto dell’Onestà” è senza padri e madri. Dopo la richiesta di revoca avanzata della Juventus di Andrea Agnelli (che ha chiesto anche ufficialmente il deferimento dei soggetti e delle società coinvolte nelle nuove intercettazioni, leggi “Inter”) si sfila anche Guido Rossi. L’ex componente del consiglio d’amministrazione dell’Inter, poi in Telecom, ora consulente per Fiat/Exor e nell’estate 2006 incidentalmente commissario della Federcalcio, non ritiene di essere stato lui a consegnare lo scudetto revocato alla Juventus di Moggi:
Lo scudetto 2006 non l’ho assegnato io, devono smetterla di dire queste cose. Io non intervengo mai, ma c’è molta gente che farebbe bene a tacere.
Continua a leggere: Calciopoli 2 - Guido Rossi: "Non l'ho dato io lo Scudetto all'Inter"

La Juventus ha chiesto la revoca dello Scudetto 2005/06 assegnato all’Inter dall’allora presidente federale Guido Rossi dopo lo scandalo di Calciopoli. Ora è tutto nelle mani del Procuratore Federale Palazzi che ha chiesto l’acquisizione delle nuove telefonate, mai trascritte fino ad ora, scovate dalla difesa di Luciano Moggi, ma non ha ancora intrapreso passi ufficiali per una revisione o riapertura dei processi sportivi.
Il lavoro di Palazzi sarà ancora più gravoso di quello che si immaginava visto che le famose 75 telefonate hanno superato quota 200. Con tutta probabilità domani, nella nuova udienza del Processo penale, gli avvocati Prioreschi e Trofino ne chiederanno la trascrizione. Queste continue evoluzioni consigliano prudenza al Procuratore che insieme ad un pool di collaboratori sarà impegnato nella valutazione di chiamate fra dirigenti dell’Inter, segnatamente l’allora Presidente Facchetti e lo stesso Massimo Moratti, designatori e arbitri in attività come De Santis.
Per questo il “processo all’Inter” non sarà veloce come quello subito da Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina nel 2006 e potrebbe non essersi concluso in tempo per l’inizio della prossima stagione. C’è il pericolo, piuttosto concreto, che i nerazzurri siano costretti ad aggiornare il loro albo d’oro due volte in pochi mesi: la prima aggiungendo un titolo settimana prossima, la seconda escludendone uno, proprio il contestato tricolore numero 14, quello della stagione 2005/06.

Ora è ufficiale, con tanto di comunicato sul sito pubblicato dopo la riunione del Consiglio d’Amministrazione: la Juventus presenterà un esposto al Coni per chiedere la revoca dello Scudetto 2005/06, quello tolto proprio ai bianconeri dopo lo scandalo di Calciopoli e consegnato all’Inter. L’iniziativa segue la rivelazione delle telefonate intercettate, ma mai trascritte prima, fra i dirigenti nerazzurri (l’allora Presidente Giacinto Facchetti e il patron Massimo Moratti) con i designatori Paolo Bergamo e Gigi Pairetto che stanno spuntando durante il processo di Napoli. Come ricorderete non si tratta della prima richiesta in tal senso, qualche settimana fa aveva fatto lo stesso Christian Vieri.
Questo il testo della nota stampa:
La Juventus chiede la revoca dello scudetto 2006Nel corso della seduta odierna, convocata per l’approvazione della terza trimestrale di bilancio, il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha deliberato di inviare ai presidenti di Coni e Figc, alla Procura Federale e al Procuratore Federale Capo un esposto nel quale si richiede la revoca della decisione di assegnare lo scudetto della stagione 2005-2006.Come aveva anticipato John Elkann lo scorso 29 aprile, la Juventus chiede dunque un trattamento equo. La premessa del documento è infatti che «il movimento sportivo si basi e si fondi sulla lealtà tra – e nei confronti de – gli affiliati, nonché sulla equità e parità di trattamento».
Continua a leggere: Inter: La Juventus chiede la revoca dello Scudetto degli onesti
Tra le 75 telefonate che verranno acquisite nel processo di Napoli su richiesta della difesa di Luciano Moggi, c’è n’è una del 24 Novembre 2004 tra i due ex designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto molto interessante. I due parlano della griglia da proporre per il sorteggio di una giornata di campionato ed anche del referto di Roma - Palermo 1-1 del 24 Ottobre 2004. Secondo quanto dicono i due, al termine della partita il capitano giallorosso Francesco Totti rivolse un insulto nei confronti dell’arbitro Trefoloni che il quarto uomo Ayroldi non riportò poi nel referto di gara. Se l’episodio fosse stato menzionato nel documento che gli arbitri consegnano al giudice sportivo, per Totti sarebbe scattata una squalifica che gli avrebbe impedito di giocare la partita Juventus - Roma 2-0 del 28 Ottobre 2004.
Qui l’Audio delle intercettazione
….
Bergamo: ”Ayroldi si è comportato male in Roma…Roma, Roma Roma… (Roma-Palermo 1-1 ndr) è successo questo alla fine della partita Totti lo ha mandato a ca***e, ha mandato a ca***e Trefoloni, ma lui non se ne è accorto…. e nello spogliatoio ha detto lui che doveva scrivere questa cosa. Ha fatto un discorso non chiaro, è stato ascoltato ma non da Matteo. Quando è stato ascoltato non da Trefoloni. Quando sono arrivato il giovedì successivo all’allenamento questo cretino di Ayroldi parlando con un altro arbitro ha detto: ‘oh meno male che non ho scritto di Totti… te lo immagini…. giocavano con la Juve, metti caso che lo squalificavano e perdevano davano la colpa che non c’era Totti. Matteo ha detto ‘ma che cazzo dici questa storia la sai te…”. Matteo con me non ne ha voluto parlare e mi ha detto ‘guarda questa cosa è una bruciatura detta cosi’ per lui per me”. Io ho detto a Matteo ‘noi non ne vogliamo parlare pubblicamente ma con Ayroldi ne parleremo io e Gigi al prossimo raduno perche’ la dobbiamo chiarire: se lui prende una iniziativa di questo tipo la deve concordare con noi non con se stesso, ne parlarne in presenza di altri…”.
Pairetto: ”E’ proprio un coglioncello… non è un malizioso,è da sciocchi parlare in presenza di altri…”
Bergamo: ”E’ un coglione non è un coglioncello…se c’è qualcosa prendi l’arbitro in disparte e dici: è successo questo…lo scrivo?”.

Un autentico fiume in piena. Le 75 intercettazioni di cui la difesa di Moggi ha chiesto la trascrizione al Processo di Napoli sono tutte online dal pomeriggio, in audio. Tante, tantissime, fra Facchetti e i designatori, ma ci sono anche quelle fra Moratti e Bergamo e la novità della telefonata fra Innocenzo Mazzini e Pradè, direttore sportivo della Roma, alla vigilia di Atalanta - Roma del 22 maggio 2005.
Online le trascrizioni non sono ancora complete, ma gli audio sono tutti reperibili. Ve li linkiamo qui nella maniera più completa possibile. Ci resta naturalmente il dubbio che abbiamo lanciato questo pomeriggio: Dove sono le intercettazioni fra Adriano Galliani e Pierluigi Collina?
Intanto, buon ascolto.
I protagonisti:
Paolo Bergamo, designatore arbitrale
Pierluigi Pairetto, designatore arbitrale
Massimo Cellino, presidente del Cagliari
Renato Cipollini, presidente del Bologna
Massimo De Santis, arbitro
Giacinto Facchetti, presidente dell’Inter
Innocenzo Mazzini, vicepresidente della Figc
Francesco Ghirelli, segretario Figc
Tullio Lanese, presidente dell’Aia
Gennaro Mazzei, designatore degli assistenti
Rino Foschi, d.s. del Palermo
Lillo Foti, presidente della Reggina
Adriano Galliani, a.d. del Milan
Leonardo Meani, addetto agli arbitri del Milan
Daniele Pradè, d.s. della Roma
Luciano Spalletti, allenatore dell’Udinese
Bergamo e Pairetto
“Ayroldi ha alterato il referto su Totti”, 24 novembre 2004
Cellino e Bergamo
12 maggio 2005
Cellino e Bergamo
“Mandami un arbitro”, 22 febbraio 2005
Cellino e Pairetto
22 febbraio 2005
Cipollini e Bergamo
7 marzo 2005
Cipollini e Bergamo
8 marzo 2005
De Santis
“Cerca biglietti e forse chiama Facchetti”, 26 febbraio 2005
Facchetti e Mazzini
“Il ragazzo domani gioca”, 26 maggio 2005
Continua a leggere: Calciopoli 2 - Tutti gli audio delle 75 intercettazioni inedite

Qui tutti gli audio delle intercettazioni!!!!
Se Facchetti abbia detto o meno “Collina” non può asserirsi con sicurezza, anche se pare come in alcuni audio sia più chiaro che in altri il suo pronunciare il nome dell’ex fischietto internazionale. Ma tra le 74 telefonate che saranno acquisite dal Tribunale di Napoli, ve n’è una che appare abbastanza compromettente più che per il “regalino natalizio” di Moratti a Bergamo, per la frase dell’ex designatore “è una situazione che vorrei proprio anch’io aiutarvi a raddrizzare“, in riferimento all’avvio a rallentatore dell’Inter nel campionato 2004/05 (una serie infinita di pareggi).
Facchetti: “Se tu chiami Moratti… son stato là anche ieri da lui… abbiamo parlato”.
Bergamo: “Io non ho più il suo numero, se tu me lo dai… infatti ricordi…ne avevamo parlato”.
Facchetti: “Sì dai perchè voleva…se passi di qui un giorno…”.
Bergamo: “Ma dov’è è a Forte?”
Facchetti: “In ufficio, no no a Milano se ti capita di venire giù perchè aveva là un regalino da darti”.
Bergamo: “Volevo sentirlo anche così anzi avevo piacere anche di incontrarlo, di incontrarvi, insomma per fare così qualche riflessione insieme”.
Facchetti: “E va bene”.
Bergamo: “È una situazione che vorrei proprio anch’io aiutarvi a raddrizzare…perchè insomma la squadra non merita la posizione che ha…”.
Facchetti: “Sono stati dodici pareggi incredibili…”.

Il quadro, ora, è completo. Le tre big Juventus, Milan e Inter in un modo o nell’altro parlavano di griglie arbitrali con i designatori. Fatto accertato, anche se per rossoneri e nerazzurri si è reso necessario un supplemento d’indagine lungo 4 anni prima di conoscere la verità. Come Luciano Moggi anche Leonardo Meani e Giacinto Facchetti avevano modo di scambiare opinioni con Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, ed in alcuni casi di dare “indicazioni”, su quali arbitri inserire nelle griglie predisposte per il sorteggio (lo ricordiamo, al momento assolutamente regolare secondo tutte le sentenze sportive e penali).
L’esercizio da fare ora è semplice: un bel confronto fra intercettazioni. Siete liberi di decidere qual è la più compromettente, ammesso che riteniate lo siano. Per quanto mi riguarda sospendo il giudizio e resto d’accordo con tutte le “ovvietà” (passate per anni come vili menzogne) affermate dal designatore Paolo Bergamo durante una trasmissione televisiva di T9 nel 2007. Per il video basta cliccare sull’immagine o andare nel continua. A voi la parola.
Luciano Moggi con Paolo Bergamo
Bergamo: vediamo chi ha studiato meglio… chi metti in prima griglia di squadre? Di partite?
Moggi: aspè… fammi piglià il foglietto. Perché io me la sono guardata oggi per bene, uhm… allora, io ho fatto: Inter-Roma
B: sì
M: Juventus-Udinese
B: sì
M: Reggina-Milan
B: sì
M: Fiorentina-Parma, che non può non esse messa qui, e Siena-Messina
B: sì
M: ho fatto di cinque, ma si po fa anche di quattro però! Non è che, però, Siena-Messina mi sembra una partita abbastanza importante. Mi sembra, eh?
B: Poi c’è anche Livorno-Sampdoria, che all’andata c’è stato casino. Comunque, vabbè! Vai avanti, tanto questo cambia poco
M: so squadre… so due squadre Livorno e Sampdoria che in pratica so un po’ tranquille
B: Uh, insomma! Mah, vabbè, vai. Tanto questo cambia poco, se ne po aggiungere anche una volendo, però arbitri per la prima fascia ce ne ho pochi. Dimmi
M: Io c’ho messo Bertini…
B: uh
Continua dopo il video in seconda pagina….
Controindicazioni di Calciopoli 2. Mentre arrivano novità dall’udienza del processo di Napoli in Belgio su diversi siti si sparano titoloni a dir poco imbarazzanti per l’Inter e il calcio italiano intero. I nerazzurri avrebbero “comprato arbitri in Champions League nel 2004” con particolare riferimento alla gara con l’Anderlecht attraverso l’intervento di Pierluigi Pairetto e Giacinto Facchetti, all’epoca presidente nerazzurro. La notizia è stata lanciata prima da Footgoal.net, ripresa da Belgiumsoccer (con tanto di intercettazione “probante”) ed infine dall’importante quotidiano fiammingo De Standaard.
Il riferimento è ad un paio di conversazioni fra il designatore italiano (nonché delegato all’Uefa) Pairetto e Facchetti che la Gazzetta dello Sport ha pubblicato qualche giorno fa nel tentativo di screditare la strategia offensiva degli avvocati di Moggi. Nell’articolo si riferiva di come i PM di Napoli sostengano sia falso che l’inchiesta di Calciopoli non contenesse intercettazioni riguardanti l’Inter. La prova? Una serie di telefonate contenute nel “rapporto dei Carabinieri del 2007” (comunque non nelle informative sulle quali si basò il processo sportivo del 2006).
In queste chiamate, molto simili ad una “scoperta” negli ultimi giorni e che abbiamo pubblicato qui con tanto di confronto Facchetti - Moggi, Pairetto informa il presidente dell’Inter di quali arbitri sono stati o verranno designati per gli incontri dei nerazzurri nel girone di Champions League nell’edizione 2004/05. In altre occasioni il designatore chiama per chiedere un paio di biglietti per una partita e delle tessere abbonamento, una prassi molto in voga e già nota nel 2006 quando a regalare tagliandi era Moggi.
Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010
Continua a leggere: Dal Belgio: "L'Inter comprava gli arbitri in Champions League"