
Curioso e spiacevole episodio capitato quest’oggi al Renato Dall’Ara di Bologna, stadio in cui si è svolto il derby emiliano tra i padroni di casa e il Parma (finito per la terza volta di fila 0-0). Dopo un primo tempo da solito combattente (ha rimediato anche un cartellino giallo al minuto 23), il capitano dei ducali Stefano Morrone non è rientrato sul terreno di gioco per la ripresa; in effetti tutta la squadra ospite ha rimesso piede in campo con un ritardo di cinque minuti apparentemente inspiegabile. Fascia di capitano ad Alessandro Lucarelli e Gianluca Musacci in mediana, dopo poco si è capito il motivo di questa mossa. Morrone aveva infatti ricevuto la telefonata preoccupatissima della moglie per un problema respiratorio al figlioletto di pochi mesi.
Il pargolo aveva infatti ingoiato qualcosa che gli era andato di traverso, da cui il ricovero in urgenza all’Ospedale Maggiore di Parma e la terapia intensiva. Morrone, avvertito dell’accaduto negli spogliatoi, ha chiesto il permesso a Roberto Donadoni che, d’accordo col direttore generale Pietro Leonardi, ha lasciato andare il centrocampista per stare vicino alla moglie e al figlio. Come si è saputo successivamente i medici del nosocomio parmense sono intervenuti tempestivamente, facendo rientrare per fortuna l’emergenza. Il tecnico dei gialloblu Donadoni a fine gara ha spiegato ai microfoni come sono andate le cose:
“Mi sembrava la cosa più opportuna, la moglie era molto preoccupata e credo che per lei avere il marito vicino fosse la cosa più giusta. Il bimbo va decisamente al di sopra di ogni ragionamento”.
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Il mercato di riparazione è già iniziato e negli ultimi tempi l’impressione è che le trattative nascono e vanno avanti praticamente per 12 mesi all’anno; il Parma si sta muovendo in anticipo e ha già ufficializzato un colpo per il suo centrocampo: al Tardini sin da gennaio arriverà David Löfquist, centrocampista proveniente dal Mjallby (dove è nato nel 1986) e di cui si dice un gran bene:
“E’ un sogno che diventa realtà, sono davvero felice, mi sembra quasi irreale. L’interesse del Parma è arrivato all’improvviso, a stagione finita, non stavamo trattando da molto tempo, come si è scritto. Ne sono rimasto lusingato ed ho deciso di accettare, e non l’avrei fatto se non credessi molto in me stesso. Sono molto contento, ho avuto un’ottima impressione del club e della città. L’Italia è un grande paese, sia come stile di vita sia per il livello del calcio, del cibo e del buon clima. Sono mentalmente preparato perché sarà un grande cambiamento. I primi mesi potranno essere difficili ma sono pronto, cercherò di adattarmi prima possibile, ma so che ci vorrà del tempo. Spero davvero che questa esperienza mi migliori come calciatore. Ho avuto offerte concrete da altri club all’estero, ma l’Italia è sempre stato la scelta numero uno per me e ora che ho avuto questa chance ho accettato senza pensarci un secondo”.
A rendere praticamente certa la buona riuscita dell’operazione, oltre al parole del ragazzo stesso, è stato il patron del Parma Tommaso Ghirardi a confermare il tutto: “Abbiamo preso Löfquist, al momento i dettagli della trattativa non li so. Penso abbia firmato per 2-3 anni“. Ma che giocatore è lo svedese? Centrocampista molto alto e muscolare, un mancino che può giocare sulla sinistra ma anche in posizione centrale, Löfquist ha speso tutta la carriera da professionista nel Mjallby dove ha giocato negli ultimi due anni solari per la prima volta nella massima serie svedese; tanta grinta ma senza eccedere (10 gialli e nessun rosso negli ultimi due campionati), ha un certo feeling col gol. Accostato in passato al Brescia, alla fine sono stati i ducali ad accaparrarselo a parametro zero: un colpo niente male per Pietro Leonardi che aveva il compito dichiarato di rinforzare un centrocampo apparso fin qui un po’ troppo leggerino.

Dopo la buona salvezza centrata dal Parma con Franco Colomba alla guida, adesso è già tempo di pensare alla prossima stagione. Il ds Pietro Leonardi, intervenuto a Speciale Calciomercato di Radio Manà Manà, ha fatto il punto della situazione a pochi giorni dalla fine della stagione. Il dirigente ha voluto prima di tutto tranquillizzare tutti i tifosi gialloblu a proposito del futuro di Sebastian Giovinco, in Emilia ha disputato un ottimo campionato e il suo destino resterà legato a quello dei ducali:
“Giovinco è in prestito con diritto di riscatto che noi eserciteremo per la metà, sarà un tesserato del Parma anche per la prossima stagione, poi nell’estate del 2012 ne riparleremo. Il resto sono solo chiacchiere”.
Sicuramente meno semplice la questione Amauri. L’italobrasiliano al Tardini sembra essersi rigenerato, i sette gol messi a segno hanno invogliato il Parma a cercare di trattenerlo per un altra stagione. Il giocatore era però arrivato a gennaio dalla Juventus con la formula del prestito secco, le due società dovranno quindi necessariamente incontrarsi per trovare una nuova intesa:
“Rispetto a Giovinco non c’è nessun diritto di riscatto, torna alla Juventus con la quale ha solo un altro anno di contratto. Il suo futuro dipenderà molto dalla volontà del calciatore. Da parte nostra se ci sarà la possibilità proveremo a riaverlo”.
Ma la società di Tommaso Ghirardi non dorme sugli allori e nel frattempo ha piazzato alcuni importanti colpi per coprire il reparto offensivo:
“Abbiamo già inserito nel nostro organico Pellè e siamo vicini alla chiusura per Borini, per il quale mancano solo alcuni dettagli. Floccari? E’ un giocatore molto valido, ma in questo momento è prematuro parlarne”.
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Pasquale Marino, a 7 giornate dalla fine del campionato, è stato esonerato dal presidente del Parma, Ghirardi. Due settimane fa gli emiliani sbancavano Genova e si portavano a 32 punti in classifica, una quota discreta a questo punto del campionato per sperare nella salvezza. Ma oggi è arrivata una brutta sconfitta interna contro il Bari, ultimo in classifica. Per il Parma è pronto il tecnico già bloccato un mese e mezzo fa (che anche per questo, secondo Eurosport, ha rinunciato al Padova la settimana scorsa).
Franco Colomba, bolognese doc, dovrebbe firmare nel giro delle prossime ore, a patto che rescinda in fretta con i rivali rossoblù. Il dg Pietro Leonardi, però, per ora nega: “Non abbiamo pensato al sostituto di Marino. Ma abbiamo preso una decisione molto difficile. Non dobbiamo giocare domani, quindi chiediamo un po’ di pazienza. Dobbiamo fare le cose con molta delicatezza soprattutto nei confronti della città. Siamo in difficoltà nei confronti della nostra gente. Se prendiamo una decisione lo facciamo per far vedere che ci siamo. Come abbiamo preso certe decisioni ponendoci in un certo modo verso le situazioni arbitrali”.

Il Parma è imbufalito. L’errore del guardalinee che ha convalidato il gol di Hamsik per il momentaneo 1 a 1 al 7′ del secondo tempo è evidente ed è ritenuto decisivo a fini del risultato di 3 a 1 che ha dato i tre punti al Napoli. Pietro Leonardi, amministratore delegato del Parma, scende in campo con parole pesanti per difendere la sua squadra:
Sono stato zitto per tutto questo periodo, adesso basta, adesso sono stanco. Avevo promesso questo quando c’eravamo riuniti alla categoria arbitrale, ma dopo nove calci di rigore, tre partite in cui siamo rimasti sempre in dieci e dopo aver ricevuto un torto arbitrale come quello di oggi, il Parma dice basta, almeno per quanto mi riguarda, dice basta. Siccome parlano tutti, hanno parlato questa settimana per cose molto meno evidenti, a questo punto non ci sta più bene. Il Parma è in totale disaccordo con quelle che sono le decisioni. Abbiamo battuti tutti i record: nove rigori contro, gol in fuorigioco, espulsioni partita dopo partita, ammonizioni soltanto da una parte, adesso basta. Lo dico con estrema forza perché il Parma si salva con le proprie forze, se merita va giù, ma adesso Parma tutta dice basta.
Per Leonardi il problema sta nella risonanza mediatica dei club che tendono a lamentarsi degli arbitraggi condizionando poi l’operato di chi viene designato la domenica successiva, il riferimento velato è alle proteste del Napoli per il calcio di rigore su Maggio non fischiato nella gara contro il Brescia che portò all’espulsione di Mazzarri oggi costretto a seguire la gara in tribuna:
Non ho bisogno di dire queste cose a Morganti, avevo promesso di stare in silenzio perché non ho mai voluto criticare, ma siccome qui mi rendo conto che tutti parlano, tutti aprono bocca per cose molto meno evidenti, adesso basta. Voglio vedere adesso che risonanza si darà a livello mediatico a come si è riaperta la partita, al gol netto in fuorigioco, voglio vedere come se ne parla, come si è parlato questa settimana per un mezzo rigore del Napoli. Succede che con i torti che vanno contro il Parma purtroppo non c’è la risonanza che si da’ agli altri. Non abbiamo mai parlato, ma a questo punto diciamo basta perché vorremmo essere giudicati come tutti gli altri. Come no? Però si deve contemplare che è un errore anche la domenica scorsa, anche la scorsa ancora. Io sono stanco di stare in silenzio, sono l’unico, qui parlano tutti.

Giornata turbolenta quella di ieri, la 18esima e prima del nuovo anno solare; non tanto per i risultati, alcuni più eclatanti di altri, ma anche per il comportamento disciplinare di giocatori, dirigenti e tifosi. Un bel guazzabuglio, insomma, a cui ha dovuto metter mano questa mattina Gianpaolo Tosel che ha così emesso i suoi verdetti: 3 giornate a Felipe Melo che con un calcio in pieno volto aveva reagito alla tacchettata di Paci, mentre “solo” una per Giacomazzi, reo di aver rifilato un calcione nelle parti basse di Gillet alla fine del derby pugliese. Un turno di stop anche per l’espulso (ma con doppia ammonizione) Pinzi dell’Udinese, nonché agli ammoniti e precedentemente diffidati Ambrosini (Milan), Belmonte (Bari), Dias (Lazio), Kroldrup (Fiorentina) e Vass (Brescia).
Come di consueto, poi, ecco le multe alla società. Niente di che, appena 7 mila euro a Juve («per avere suoi sostenitori turbato l’iniziale minuto di raccoglimento con grida ingiuriose per la squadra avversaria, con immediata dissociazione da parte della maggioranza del pubblico, e per avere inoltre, nel corso della gara, rivolto grida ingiuriose nei confronti dell’Arbitro») e Cagliari («per via dei numerosi petardi fatti esplodere da alcuni tifosi rossoblu nel corso della partita giocata ieri contro il Milan, punizione tuttavia attenuata per avere la Società concretamente operato con le forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza»), ma da registrarsi ieri sera sono state i tafferugli tra napoletani e interisti fuori San Siro.
E poi i dirigenti, ammoniti o inibiti in retaggio di una Epifania molto fumantina. E’ stato inibito fino al 25 gennaio 2011 Pietro Leonardi, reo di aver attaccato l’arbitro a fine primo tempo della sfida con la Juve (quando De Marco aveva fischiato la fine di tempo su un contropiede dei ducali); punzecchiato anche l’inseparabile duo del Catania: ammonizione con diffida e ammenda di 5 mila euro a Pietro Lo Monaco, inibizione fino al 31 gennaio 2011 ad Antonino Pulvirenti, rei come noti di aver aspramente criticato l’operato dell’arbitro Brighi in occasione del secondo e del terzo gol della Roma, due reti che anche Ranieri ha ammesso esser scaturite da infrazioni (palla fuori sul cross di Riise, fuorigioco di Vucinic) dei propri giocatori. Ora via col prossimo turno.

Se una squadra non vince da nove turni (più incredibilmente dalla prima giornata di campionato, è l’unica ad aver incamerato i tre punti in una sola occasione), segna col contagocce (è a digiuno da più di 300 minuti) tanto che risulta avere il peggior attaco (appena 6 gol in 10 partite) e il capocannoniere è un difensore (Zaccardo, con 2 reti), se questi numeri così negativi inevitabilmente risultano in un ultimo posto in classifica a un quarto di stagione, beh, vuol dire che non è un’eresia pronunciare la parola crisi: sì, il Parma è in crisi. Dopo l’ennesima disfatta, il ko del San Paolo contro il Napoli, il ds Pietro Leonardi era stato chiaro: “Si va in ritiro, e Marino per il momento non si tocca, non è giusto che paghi una sola persona per gli sbagli di molti“.
E anche il presidente degli emiliani, il rubicondo e simpatico Tommaso Ghirardi, la pensa come il suo direttore sportivo, a sua detta l’unico intoccabile: “Condividiamo tutto, lo stimo e lo prenderei nelle mie aziende. Se ha fatto degli errori, li ha fatti insieme a me“. Per il resto tutti, all’interno del clan gialloblu, devono sentirsi sulla graticola; i prossimi 180 minuti contro Sampdoria e Bari saranno fondamentali per tecnico e un manipolo di giocatori, secondo il loro datore di lavoro poco propensi al sacrificio: “Tutti sono sotto esame. Ora questo gruppo di giocatori deve fare una riflessione. Giochiamo giovedì e domenica, poi tireremo le somme. Io non dormo la notte per questi risultati, e mi scoccia parecchio perché ho anche altro da fare“.
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Aumentano le chances del Parma di aggiudicarsi il giovane fantasista bianconero Sebastian Giovinco, seguito nelle scorse settimane anche da Bari, Genoa, Atletico Madrid e Olympiacos Pireo. Nel pomeriggio di ieri infatti il direttore sportivo della Juventus, Beppe Marotta e il suo corrispettivo dei ducali Pietro Leonardi avrebbero avuto un colloquio telefonico nel quale sarebbe stato raggiunto un accordo per il passaggio del 50% del cartellino del giocoatore al club emiliano per 3,5 milioni di euro. A questo proposito il patron dei gialloblù, Tommaso Ghirardi, si è espresso però piuttosto cautamente:
Nel corso dell’ultima settimana, mentre eravamo in attesa di una risposta da parte della Juve, si sono profilate altre possibilità. Quindi ora dobbiamo valutare bene il da farsi e dipende anche dalla volontà del giocatore, che non deve essere convinto di venire a Parma, ma straconvinto. Altrimenti è meglio non farne nulla, perché per noi questa operazione equivale a quella Dzeko per la Juve o Balotelli per il Manchester City. Non possiamo sbagliare. E, soprattutto, curiamo i nostri interessi, pur con tutto il rispetto per quelli altrui.
La gallery di Sebastian Giovinco
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Il Parma è in ritiro a Levico Terme e ieri è stato omaggiato dalla visita del presidente Tommaso Ghirardi; il patron dei ducali è ottimista in vista della prossima stagione e sta lavorando (insieme al ds Leonardi) più che bene sul mercato, concentrandosi ad ora su molte operazioni interne come rinnovi di comproprietà o acquisizioni complete di atleti l’anno scorso solo per metà degli emiliani (Bojinov, Galloppa, Mirante, Dzemaili, Paloschi). Le partenze di rilievo rispondono al nome di Jonathan Biabiany e Davide Lanzafame, ad oggi la priorità per la dirigenza parmense è sostituirli degnamente: “Noi dobbiamo a livello tecnico ripristinare due giocatori come Biabiany e Lanzafame. Siamo alla ricerca di giocatori con queste caratteristiche. Una volta individuati la squadra è a posto“.
E oggi allora il primo puntello per il nuovo allenatore Pasquale Marino, per altro di grandissima qualità: ufficializzato Fernando Marques, centrocampista esterno proveniente dall’Espanyol. In rotta con la squadra catalana, nella seconda parte di stagione non ha giocato e si è così visto messo da parte da Vicente Del Bosque, che pure era intenzionato a inserirlo nella lista dei 23 futuri campioni del Mondo. Così l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio (Sky) sul giocatore: “Fernando Marques è il nuovo colpo del Presidente Ghirardi. Si tratta di un classe ‘84, arriva a parametro zero essendosi liberato dall’Espanyol mediante una causa al club. Domani sarà a Levico per firmare per 5 anni, si tratta di un centrocampista offensivo di qualità e velocità che può giocare come ala“. Sicuramente un ottimo giocatore che potrà rivelarsi una vera sorpresa.
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Dopo undici anni il Parma è tornato a vincere a Torino, sponda Juventus, facendo un bel regalo al presidente Ghirardi, che ha compiuto 35 anni il giorno dopo, il 10 maggio: “Andare a vincere a Torino contro la Juventus e’ stato per me un bel regalo di compleanno. Mi hanno fatto felice” ha detto il numero uno parmigiano. Fin qui tanti sorrisi e belle parole, ma la realtà è che c’è una piccola grana in casa ducale e i toni nel post partita non sono stati dei più morbidi. Il più polemico il direttore sportivo Pietro Leonardi che se l’è presa coi media rei di aver imbastito una fittizia campagnia “disinformativa” circa un presunto litigio tra lui e Guidolin che, negli ultimi giorni, pare abbia deciso di fare le valigie destinazione Udinese.
“Ce l’ho soprattutto con certe persone che magari hanno rancori, che hanno “pompato” una campagna “Leonardi vs Guidolin” sui giornali. Ma noi non abbiamo mai litigato, chiedetelo. Se dovesse andar via sarà per sue scelte professionali. E comunque se la comunità di Parma non mi vuole, sono pronto a lasciare anche da domani. E non so se - per via di tutte queste ipocrisie - domenica andrò allo stadio. Faccio gli auguri di buon compleanno al presidente Ghirardi e dedico la vittoria storica contro la Juve ai tifosi del Parma, attaccati allo stadio da dei vili e dei vigliacchi. La partita doveva essere vinta dai crociati a tavolino, mi aspetto che ora si prendano decisioni esemplari” ha tagliato corto Leonardi, visibilmente seccato anche dalla sua ex squadra, l’Udinese.
Le Foto di Juventus - Parma 2-3




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