
Il Catania ha concluso con un giorno d’anticipo il suo ritiro maltese, la squadra di Montella sarebbe dovuta tornare in Italia domani ma, dopo un’ultima seduta di allenamento, atterrerà in Sicilia già stasera. Alla base di questa decisione l’insoddisfazione per la qualità dei servizi prestati dalla struttura alberghiera che ha ospitato la squadra in questi giorni, definiti da Pietro Lo Monaco “non all’altezza”. L’amministratore delegato rossazzurro ha comunicato la decisione con una conferenza stampa tenuta nel pomeriggio in cui ha comunque fatto i complimenti alla federazione maltese per l’accoglienza ricevuta e per la buona organizzazione del quadrangolare:
“Lo staff dell’albergo non è all’altezza di ospitare una società come il Catania. Voglio però ringraziare la Federazione di calcio maltese per averci ospitato”.
Si chiude così un ritiro partito già sotto una cattiva stella: proprio nel giorno in cui il Catania sarebbe dovuto volare per Malta è scoppiata la grana Andujar, che ha portato all’addio a sorpresa del portiere argentino. Nel mezzo due partite che hanno mandato segnali incoraggianti a Montella, due vittorie per 2-0 prima contro i locali dell’Hibernians e poi contro il Torino, un buon punto da cui ripartire nel nuovo anno. In particolare gli incontri sono stati utili per valutare la tenuta dei sostituti di Andujar: Kosicky ha mostrato una discreta sicurezza, mentre Campagnolo ha fatto valere la sua esperienza, da rivedere il giovane Terracciano, un po’ troppo emozionato nonostante si trattasse di gare amichevoli.
Questa mattina i giocatori del Catania si sono allenati in palestra a causa delle cattive condizioni climatiche, nel pomeriggio era previsto un allenamento in campo a patto che il meteo fosse più favorevole. In serata si riparte per la Sicilia dove domani sono attesi da una doppia seduta a porte chiuse nel centro sportivo di Torre del Grifo. Gli etnei sono attesi dal Bologna in terra emiliana per una sfida molto importante in chiave salvezza.

L’improvvisa rottura tra il portiere Mariano Andujar e il Catania ha lasciato sconcerto e dubbi in seno ai tifosi etnei. Tante le domande dei catanesi: perché il loro storico estremo difensore, un beniamino dalle parti del Massimino, ha interrotto così la sua storia coi colori rossoazzurri? Chi lo sostituirà ora? A notizia fresca sembrava difficile riuscire a dare delle risposte ma man mano che passano i giorni il quadro diventa più nitido e gli scenari cominciano a delinearsi in maniera verosimile. Innanzitutto chiariamo i motivi per cui l’argentino ha deciso di rompere: si è parlato di divergenze insanabili dopo la partita di Parma, quella prima di Natale, tra lui e Pietro Lo Monaco. Plausibile, ma ieri il presidente Antonino Pulvirenti ha aggiunto a Sky Sport24: “Da tempo non era contento, credeva che Catania non fosse una piazza all’altezza del suo valore. Noi vogliamo giocatori che siano convinti di giocare con la nostra maglia“.
Per cui niente ritiro a Malta coi compagni e contratto in scadenza nel 2013 che è diventato di fatto carta straccia. Dalle parti di Via Magenta si cercano acquirenti per monetizzare (il ritorno in patria è difficile per via dell’ingaggio di 800mila euro annui che percepisce, è stato proposto al Malaga di Pellegrini ma occhio anche ai greci dell’Olympiakos), ma anche un sostituto per non far rimpiangere un comunque ottimo portiere. Gianluca Curci dalla Sampdoria? Michele Arcari del Brescia? Addirittura Alexander Manninger dalla Juve? Nomi e idee, alla fine Pulvirenti e Lo Monaco pare si siano accordati per la soluzione interna: puntare tutto su Tomas Kosicky, nato a Bratislava quasi 26 anni fa e da 4 numero 12 (ma in realtà è il numero 1) del sodalizio etneo. Giovanni Tateo, agente dello slovacco, non si sorprende della piega che hanno preso gli eventi e rivela a Itasportpress.it:
“La dirigenza etnea mi ha sempre detto che Tomas è un valido elemento e che prima o poi sarebbe arrivato il suo momento. La stima dell’ad Pietro Lo Monaco per Kosicky trova conferma nella scelta di prolungare il contratto tre mesi fa al giocatore fino al 2014 e di aver respinto le avances di molti club di serie B che volevano il mio assistito. Insomma non mi sorprenderebbe affatto l’eventuale decisione del club di affidare a Kosicky la maglia da titolare a partire dalla prossima partita di campionato contro il Bologna”.
Ancora pochi giorni e la cosa sarà ufficiale.

Come un fulmine a ciel sereno a Catania è scoppiato il caso Andujar, il portiere argentino è entrato in rotta di collisione con la società e non è stato convocato da Vincenzo Montella in occasione del ritiro che vedrà la squadra impegnata in alcune amichevoli a Malta. Secondo alcune indiscrezioni alla base del clamoroso divorzio c’è stato un acceso diverbio su questioni tecniche con l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco al termine dell’ultimo impegno prima delle vacanze, lo stesso dirigente ha poi confermato tutto ai microfoni di Sky Sport 24 dicendo: “A Parma, Andujar, ha giocato la sua ultima partita”. Ora il club etneo deve mettersi alla ricerca di una valido sostituto del portiere argentino che nel frattempo lascerà la Sicilia e si accaserà da qualche altra parte.
Uno dei nomi più caldi che sono stati fatti nelle ultime ore è quello di Michele Arcari del Brescia, il suo agente ha negato ogni contatto sia con il Catania che con il Lecce, altra squadra interessata a lui, ma la pista rimane calda. L’ipotesi più accreditata sembra quella della soluzione interna, scartato il giovane Pietro Terracciano, ancora troppo inesperto per un ruolo da titolare in Serie A, restano gli altri due portieri in rosa, Andrea Campagnolo e Tomas Kosicky. Il primo è dotato di esperienza ma gli etnei non sembrano puntare su di lui tanto che non gli è stato prolungato il contratto in scadenza, diversa la stima e la considerazione per lo slovacco classe ‘86: di recente ha prolungato fino al 2014, in quattro stagioni in Sicilia ha collezionato appena 6 presenze ma sembra pronto per il grande salto.
Riguardo a Mariano Andujar non è ancora chiaro il suo futuro. In un primo momento si era parlato di un suo ritorno in Argentina, magari proprio all’Estudiantes, il suo club di provenienza. Il problema però è legato al suo ingaggio, al Catania guadagna 800 mila euro, troppi per la maggior parte delle squadre sudamericane. Per questo sembra che alla fine lascerà l’Italia per volare in Grecia dove vestirà la maglia dell’Olympiacos che però è anche interessato al brasiliano Julio Sergio, il cui cartellino è sempre della Roma. Quando il mercato aprirà ufficialmente molti di questi nodi saranno sciolti.

Lunedì di dichiarazioni per Adriano Galliani: un anno volge al termine, il calciomercato invernale è alle porte e domani sarà di nuovo campionato per il Diavolo in quel di Cagliari; l’amministratore delegato dei rossoneri non può esimersi dal rispondere alle domande che gli vengono rivolte a Radio Anch’io Sport su RadioRai Uno. Argomento? Ma è chiaro, il calciomercato: chi sostituirà il convalescente Antonio Cassano nell’attacco milanista? Sarà Carlos Tevez come ventilato qualche settimana fa (s’erano fatti i conti senza l’oste, va bene l’ok dell’argentino ma Mancini e il “suo” City non vogliono certo fare regali ai meneghini) o un nome nuovo? Il di solito sibillini Galliani non lascia spazio a interpretazioni dubbie:
“Non ci sentiamo di prendere Tevez a titolo definitivo. La nostra proposta è il prestito gratuito con diritto di riscatto a giugno. Il giocatore vuole venire da noi, non vuole il Paris Saint-Germain. Speriamo che il City accetti la nostra offerta”.
La conferma arriva in serata a Desenzano sul Garda, Brescia, dove il pelato dirigente del Milan ha parlato prima di tuffarsi, per modo di dire, nella festa natalizia della Lega di Serie A:
“Sarà quasi impossibile per il Milan contare su Carlos Tevez già durante il ritiro a Dubai (che scatterà il 29 dicembre, stesso luogo ma un giorno dopo per la Juve, ndr). Giovedì ho un appuntamento con alcuni dirigenti del Manchester City ma non credo che quella sarà la giornata conclusiva per la trattativa”.
Dunque Tevez ni, anche perché oltre ai succitati parigini nei giorni scorsi pare si sia inserita, poco convinta a dire il vero, anche la Juve; in ogni modo Tevez è un top-player e questa volta i soliti affari a prezzi di saldo paiono un miraggio per lo scaltro Galliani. Che comunque lavora e non dispera, anche perché ha pronta l’alternativa:
“Maxi Lopez è la nostra seconda scelta, abbiamo già parlato con la sua squadra. Qui c’è anche il Catania e ho portato Braida anche per lavorare su queste cose. Vediamo cosa succede da qui al 31 gennaio”.
Continua a leggere: Milan, Galliani si scopre: "Se non è Tevez, sarà Maxi Lopez"

L’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco attacca Walter Mazzarri. Motivo della discordia è l’intervista post Catania - Napoli dell’allenatore toscano in cui Mazzarri lamentava una scorretta decisione arbitrale in riferimento all’espulsione di Santana che ha lasciato il Napoli in dieci uomini. Lo Monaco, dalle frequenze di Radio Crc, ha bacchettato Mazzarri:
“Mazzarri continua a parlare in riferimento agli arbitri, e questo non mi piace perchè non riesco a pensare che adesso il direttore di gara favorisce una piccola squadra quale è il Catania. Mazzarri mi pare stia facendo il Mourinho dei poveri. Il Catania ha vinto meritatamente. Al Massimino non perde solo il Napoli, perchè la squadra in casa riesce sempre ad elevare alla massima potenza il suo valore. Ci sta che il Napoli perda, è ovvio che debba fare delle scelte giudicando di partita in partita, essendo impegnata anche in Champions League, e ci sta che perda dei punti per strada”.





Può una società di recente fallita e declassata nelle infime pieghe della Serie D essere al centro del ciclone al 21 di luglio? La Salernitana può, se è vero che il club campano è stato indirettamente coinvolto anche nel deferimento dell’allenatore del Verona Andrea Mandorlini. Ma la notizia è che i granata da oggi hanno una nuova proprietà: la Morgenstern srl di Gianni Mezzaroma, padre di Marco (marito della salernitana Mara Carfagna, ministro delle pari opportunità) e suocero di Claudio Lotito (ricordiamo a titolo informativo che Massimo e Valentina Mezzaroma, proprietari del Siena, sono cugini di Marco). Lo ha reso noto il sindaco della città campana Vincenzo De Luca. Questa acquisizione coinvolge direttamente anche due club di Serie A: la Lazio e il Catania.
I biancocelesti capitolini, il cui presidente è Claudio Lotito, saranno verosimilmente il club di riferimento della Salernitana, come se quest’ultima diventasse una sorta di società satellite della Lazio (tra l’altro proprio di recente il Consiglio Federale ha riconosciuto la possibilità di creare questo tipo di collaborazione tra società di A e società di D, nel senso che le prime possono acquistare le seconde) e in questo senso Lotito ha già fatto sapere di essere “un uomo del fare” e di essere disposto a dare una mano alla derelitta Salernitana. Ma a tenere banco, soprattutto, è quanto accaduto a Catania. Perché? Presto detto: l’amministratore delegato degli etnei Pietro Lo Monaco aveva presentato, da privato e non coinvolgendo il club siciliano, un’offerta per acquisire la squadra di Salerno.
Mossa che evidentemente non è piaciuta al presidente del Catania Antonino Pulvirenti che aveva invitato Lo Monaco “a scegliere, o l’uno o l’altro club“. Più nello specifico queste le parole di Pulvirenti:
“La società Calcio Catania e il sottoscritto non hanno nulla a che vedere con la trattativa per l’acquisto della Salernitana di cui parla oggi la stampa. Non ne sapevo e non ne so nulla di questa trattativa e non nascondo che ci sono rimasto un po’ male dal punto di vista umano. Capisco, invece, da un punto di vista professionale la scelta che potrebbe fare Pietro Lo Monaco; al Catania il direttore è legato da un contratto e può accadere che prima o poi il rapporto si interrompa e che le nostre strade si dividano, a prescindere dalla vicenda Salernitana”.
Risentitosi, il dirigente catanese ha dato le dimissioni:
Continua a leggere: La Salernitana a Mezzaroma, ma a Catania si dimette Lo Monaco
Il giudice sportivo Tosel ha deciso di inibire il presidente del Catania Antonino Pulvirenti e di diffidare l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco oltre a punirlo con un’ammenda di 5000 euro. Al termine della partita Roma - Catania 4-2, Pulvirenti e Lo Monaco hanno protestato vivacemente, in campo con la quaterna arbitrale e con i giornalisti in zona mista, per i favori arbitrali ricevuti dalla Roma che ha segnato due gol viziati da due pesanti irregolarità; In occasione del gol del 2-2 giallorosso, segnato da Borriello, nel momento in cui Riise ha effettuato il cross la palla aveva già varcato la linea di fondo campo, mentre in occasione del gol del 3-2 di Vucinic, l’attaccante Montenegrino si trovava in posizione di fuorigioco.
Nonostante le pene inflitte da Tosel l’Ad Lo Monaco è tornato anche oggi sull’argomento confermando la sua indignazione per la direzione arbitrale: “Ieri abbiamo visto cose incredibili. Abbiamo perso la partita a causa della sudditanza psicologica della terna arbitrale nei confronti della Roma. La sudditanza psicologica ha rovinato la partita che è stata irregolare. La nostra è una denuncia contro il sistema. Non voglio fare polemica con la Roma, società con cui abbiamo buoni rapporti, ma non possiamo però assistere alle sceneggiate di diversi giocatori giallorossi che insultavano la terna arbitrale come se nulla fosse. Gli arbitri sono condizionati non solo dai grandi giocatori ma anche dai media. Proprio i media nazionali, poi, hanno minimizzato quando di ingiusto avvenuto ieri all’Olimpico. Ci sentiamo defraudati e gradiremmo lo stesso peso, la stessa misura per tutte le squadre“.
Continua a leggere: Catania, Lo Monaco: "Partita irregolare contro la Roma"

Giornata turbolenta quella di ieri, la 18esima e prima del nuovo anno solare; non tanto per i risultati, alcuni più eclatanti di altri, ma anche per il comportamento disciplinare di giocatori, dirigenti e tifosi. Un bel guazzabuglio, insomma, a cui ha dovuto metter mano questa mattina Gianpaolo Tosel che ha così emesso i suoi verdetti: 3 giornate a Felipe Melo che con un calcio in pieno volto aveva reagito alla tacchettata di Paci, mentre “solo” una per Giacomazzi, reo di aver rifilato un calcione nelle parti basse di Gillet alla fine del derby pugliese. Un turno di stop anche per l’espulso (ma con doppia ammonizione) Pinzi dell’Udinese, nonché agli ammoniti e precedentemente diffidati Ambrosini (Milan), Belmonte (Bari), Dias (Lazio), Kroldrup (Fiorentina) e Vass (Brescia).
Come di consueto, poi, ecco le multe alla società. Niente di che, appena 7 mila euro a Juve («per avere suoi sostenitori turbato l’iniziale minuto di raccoglimento con grida ingiuriose per la squadra avversaria, con immediata dissociazione da parte della maggioranza del pubblico, e per avere inoltre, nel corso della gara, rivolto grida ingiuriose nei confronti dell’Arbitro») e Cagliari («per via dei numerosi petardi fatti esplodere da alcuni tifosi rossoblu nel corso della partita giocata ieri contro il Milan, punizione tuttavia attenuata per avere la Società concretamente operato con le forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza»), ma da registrarsi ieri sera sono state i tafferugli tra napoletani e interisti fuori San Siro.
E poi i dirigenti, ammoniti o inibiti in retaggio di una Epifania molto fumantina. E’ stato inibito fino al 25 gennaio 2011 Pietro Leonardi, reo di aver attaccato l’arbitro a fine primo tempo della sfida con la Juve (quando De Marco aveva fischiato la fine di tempo su un contropiede dei ducali); punzecchiato anche l’inseparabile duo del Catania: ammonizione con diffida e ammenda di 5 mila euro a Pietro Lo Monaco, inibizione fino al 31 gennaio 2011 ad Antonino Pulvirenti, rei come noti di aver aspramente criticato l’operato dell’arbitro Brighi in occasione del secondo e del terzo gol della Roma, due reti che anche Ranieri ha ammesso esser scaturite da infrazioni (palla fuori sul cross di Riise, fuorigioco di Vucinic) dei propri giocatori. Ora via col prossimo turno.
La Juventus ha messo a segno il secondo colpo del suo calciomercato. Dopo Pepe arriva un altro uomo di fascia per la nuova Juve di Del Neri; si tratta di Jorge Martinez del Catania. I dirigenti bianconeri hanno a lungo inseguito il serbo Milos Krasic senza però riuscire a trovare un accordo con i dirigenti del CSKA Mosca. Alla fine la scelta di Marotta è stata quella di virare, almeno per il momento, sul 27enne uruguayano. Ad annunciare la conclusione della trattativa è stato l’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco. Queste le sue parole:
“Affare chiuso, Martinez lo salutiamo perché è della Juve. Grande colpo, complimenti al giocatore che vestirà una maglia importante”
Questo acquisto non entusiasmerà molti tifosi juventini che avevano già pregustato l’arrivo di Krasic. Va comunque sottolineato che la Juventus, considerata la scontata partenza di Camoranesi, avrebbe bisogno ancora di uno o due esterni per consegnare a Del neri una squadra che possa reggere il suo 4-4-2 su tre fronti. Difficile da capire se la Juve continuerà ad insistere per Krasic, ma non si tratta di un ipotesi da scartare a priori dopo l’acquisto di Martinez.




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Iniziano a mettersi al proprio posto i tasselli del puzzle: anche il Catania ha svelato il rebus allenatore, salutando Sinisa Mihajlovic (sarà lui con molta probabilità il successore di Cesare Prandelli alla Fiorentina) e affidando la squadra a Marco Giampaolo. Fermo praticamente da otto mesi, l’ex allenatore del Siena ieri è stato presentato ad Acicastello in tarda mattinata, a dispetto di quanto era apparso sul sito ufficiale degli etnei in cui veniva spiegato come la presentazione sarebbe avvenuta questa mattina alle 11. Tant’è, il tecnico nativo di Bellinzona ha subito mostrato grande entusiasmo per la nuova avventura.
“Non voglio illudermi e illudere. Cominciamo a lavorare bene, strada facendo dovremo dimostrare il nostro reale valore. Non credo sia una questione di tattica e schemi, ma di impegno costante, quotidiano. Tutti al servizio del gruppo. Mascara, per citare uno dei giocatori in organico, è un ragazzo che si è messo sempre al servizio degli altri” ha esordito Giampaolo che ha firmato un contratto biennale. Non ha voluto parlare di mercato, ma con Pietro Lo Monaco e Antonino Pulvirenti l’avrà certamente fatto ed è cosciente che qualche pezzo pregiato della rosa debba andar via.