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Squalifiche: 3 giornate a Felipe Melo, "solo" una a Giacomazzi

pubblicato da vieni_127

Giornata turbolenta quella di ieri, la 18esima e prima del nuovo anno solare; non tanto per i risultati, alcuni più eclatanti di altri, ma anche per il comportamento disciplinare di giocatori, dirigenti e tifosi. Un bel guazzabuglio, insomma, a cui ha dovuto metter mano questa mattina Gianpaolo Tosel che ha così emesso i suoi verdetti: 3 giornate a Felipe Melo che con un calcio in pieno volto aveva reagito alla tacchettata di Paci, mentre “solo” una per Giacomazzi, reo di aver rifilato un calcione nelle parti basse di Gillet alla fine del derby pugliese. Un turno di stop anche per l’espulso (ma con doppia ammonizione) Pinzi dell’Udinese, nonché agli ammoniti e precedentemente diffidati Ambrosini (Milan), Belmonte (Bari), Dias (Lazio), Kroldrup (Fiorentina) e Vass (Brescia).

Come di consueto, poi, ecco le multe alla società. Niente di che, appena 7 mila euro a Juveper avere suoi sostenitori turbato l’iniziale minuto di raccoglimento con grida ingiuriose per la squadra avversaria, con immediata dissociazione da parte della maggioranza del pubblico, e per avere inoltre, nel corso della gara, rivolto grida ingiuriose nei confronti dell’Arbitro») e Cagliariper via dei numerosi petardi fatti esplodere da alcuni tifosi rossoblu nel corso della partita giocata ieri contro il Milan, punizione tuttavia attenuata per avere la Società concretamente operato con le forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza»), ma da registrarsi ieri sera sono state i tafferugli tra napoletani e interisti fuori San Siro.

E poi i dirigenti, ammoniti o inibiti in retaggio di una Epifania molto fumantina. E’ stato inibito fino al 25 gennaio 2011 Pietro Leonardi, reo di aver attaccato l’arbitro a fine primo tempo della sfida con la Juve (quando De Marco aveva fischiato la fine di tempo su un contropiede dei ducali); punzecchiato anche l’inseparabile duo del Catania: ammonizione con diffida e ammenda di 5 mila euro a Pietro Lo Monaco, inibizione fino al 31 gennaio 2011 ad Antonino Pulvirenti, rei come noti di aver aspramente criticato l’operato dell’arbitro Brighi in occasione del secondo e del terzo gol della Roma, due reti che anche Ranieri ha ammesso esser scaturite da infrazioni (palla fuori sul cross di Riise, fuorigioco di Vucinic) dei propri giocatori. Ora via col prossimo turno.

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Ufficiale: Martinez alla Juve niente Krasic, al Catania 12 milioni

pubblicato da Panda


La Juventus ha messo a segno il secondo colpo del suo calciomercato. Dopo Pepe arriva un altro uomo di fascia per la nuova Juve di Del Neri; si tratta di Jorge Martinez del Catania. I dirigenti bianconeri hanno a lungo inseguito il serbo Milos Krasic senza però riuscire a trovare un accordo con i dirigenti del CSKA Mosca. Alla fine la scelta di Marotta è stata quella di virare, almeno per il momento, sul 27enne uruguayano. Ad annunciare la conclusione della trattativa è stato l’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco. Queste le sue parole:

“Affare chiuso, Martinez lo salutiamo perché è della Juve. Grande colpo, complimenti al giocatore che vestirà una maglia importante”

Questo acquisto non entusiasmerà molti tifosi juventini che avevano già pregustato l’arrivo di Krasic. Va comunque sottolineato che la Juventus, considerata la scontata partenza di Camoranesi, avrebbe bisogno ancora di uno o due esterni per consegnare a Del neri una squadra che possa reggere il suo 4-4-2 su tre fronti. Difficile da capire se la Juve continuerà ad insistere per Krasic, ma non si tratta di un ipotesi da scartare a priori dopo l’acquisto di Martinez.


Le Foto più belle di Jorge Martinez

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Catania, presentato Giampaolo: "Non illudo nessuno, ma dimostreremo il nostro valore"

pubblicato da vieni_127


Iniziano a mettersi al proprio posto i tasselli del puzzle: anche il Catania ha svelato il rebus allenatore, salutando Sinisa Mihajlovic (sarà lui con molta probabilità il successore di Cesare Prandelli alla Fiorentina) e affidando la squadra a Marco Giampaolo. Fermo praticamente da otto mesi, l’ex allenatore del Siena ieri è stato presentato ad Acicastello in tarda mattinata, a dispetto di quanto era apparso sul sito ufficiale degli etnei in cui veniva spiegato come la presentazione sarebbe avvenuta questa mattina alle 11. Tant’è, il tecnico nativo di Bellinzona ha subito mostrato grande entusiasmo per la nuova avventura.

Non voglio illudermi e illudere. Cominciamo a lavorare bene, strada facendo dovremo dimostrare il nostro reale valore. Non credo sia una questione di tattica e schemi, ma di impegno costante, quotidiano. Tutti al servizio del gruppo. Mascara, per citare uno dei giocatori in organico, è un ragazzo che si è messo sempre al servizio degli altri” ha esordito Giampaolo che ha firmato un contratto biennale. Non ha voluto parlare di mercato, ma con Pietro Lo Monaco e Antonino Pulvirenti l’avrà certamente fatto ed è cosciente che qualche pezzo pregiato della rosa debba andar via.

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Il calcio italiano esportato all'estero: una vecchia leggenda che non funziona più

pubblicato da vieni_127


Dieci anni fa: la Seria A? Il campionato più bello del mondo. Cinque anni fa: la Serie A? Il campionato più difficile del mondo. Oggi: la Serie A? Il quarto (forse) campionato d’Europa. Dalle stelle alle stalle in poche abili mosse. Com’è che la squadra più titolata sul pianeta, il Milan stellare che quando sentiva la musichetta della Champions si trasformava in corazzata spettacolare, ora deve pescare nella memoria per ricordare un successo casalingo a livello continentale? Era il 6 novembre del 2008, Milan-Braga 1-0. E ancora: sette “pappine” in due partite al cospetto di un Manchester United “così e così”, uno 0-4 europeo che rimanda allo storico poker del Deportivo al Riazor di La Coruna sei anni fa. Un lento inesorabile declino del club ammiraglia delle notti infrasettimanali italiane, almeno nello scorso decennio dove il Diavolo ha raggiunto ben tre finali di Coppa Campioni.

I petrol-euro di Massimo Moratti: a centinaia tra stipendi e acquisti, l’Inter ha partecipato consecutivamente alle ultime cinque edizioni della Champions League. Piazzamenti? Quarti di finale, quarti di finale, ottavi di finale, ottavi di finale, ottavi di finale. Ce la farà quest’anno a portare alta la bandiera tricolore del nostro calcio uscendo indenne dallo Stamford Bridge al cospetto del Chelsea di Carlo Ancelotti? Speriamo, difficile. E’ che altrove si gioca diversamente, e meglio, a partire dal campionato al sabato o alla domenica: zero quotidiani sportivi e zero moviole per cominciare, e poi corsa, pressing, agonismo, divertimento, stress ridotto al lumicino. E’ il calcio di oggi, quello dei quattro posti in Champions, quelli che merita la Germania.

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Mourinho torna a parlare: "Meglio pareggi onesti...", Lo Monaco del Catania lo bacchetta come di consueto

pubblicato da vieni_127


José Mourinho torna a parlare e a far parlare di sé, dopo che avevano suscitato polemiche e sciame di opinioni le sue “sceneggiate” durante Inter-Sampdoria e le sue tre giornate di squalifica. Quattro pareggi nelle ultime cinque uscite italiane dell’Inter, il momento della corazzata di Moratti non è dei migliori, con Milan e Roma che alitano sul collo della famigerata rivale: “Ci sono pareggi e pareggi. Quelli per colpa di errori degli altri, quelli che arrivano per colpa nostra. L’ultimo, contro il Genoa? Preferisco un pari così, in una partita onesta, in cui la mia squadra ha giocato bene e avrebbe meritato di vincere“. Contro il Grifone il lusitano si è lasciato andare al suo solito show: seppur squalificato ha guidato i suoi dalla tribuna.

Il presidente di Assoallenatori, Renzo Ulivieri, oggi ha espresso il suo dissenso nei confronti del più giovane collega: “La regola dice che un tecnico non deve svolgere la funzione di allenatore se è squalificato, ovunque, non solo nel recinto di gioco. Quella di Mourinho è stata una squalifica non scontata, ma nei suoi confronti c’è stata la tolleranza che solitamente c’è verso tutti“. Lo Special One dal canto suo spiega cosa significhi per un allenatore stare lontano dai propri ragazzi durante i novanta minuti di gioco: “Io non gioco, non segno, non paro. Se la squadra gioca bene, con l’atteggiamento giusto, non c’è bisogno dell’allenatore in panchina per vincere“. Ma allora quand’è che serve il tecnico?

Quando mancano concentrazione, intensità, aggressività: allora l’allenatore può cercare di aiutare la squadra ma se è lontano dai giocatori, non può fare niente” ha risposto Mourinho, che poi ha svelato quanto falsa sia stata la notizia per cui Balotelli fosse malato domenica sera: “Io e il dottor Combi sappiamo che Mario non aveva la febbre. Farlo giocare in quelle condizioni non sarebbe stato etico. La febbre di Mario è una bugia“. In ogni modo fra due giorni è di nuovo campionato, con l’anticipo al venerdì di un Catania-Inter che si prospetta di fuoco: al Massimino, ma non solo, gli etnei si stanno dimostrando osso duro. E poi c’è l’amministratore delegato dei rossazzurri, quel Pietro Lo Monaco che a Mourinho non le ha mai mandate a dire.

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Lazio, la sfortuna di Albano Bizzarri: stagione finita e mondiale addio

pubblicato da vieni_127


Dopo l’ottima stagione di Catania, in fondo ci sperava: Albano Bizzarri, portiere argentino della Lazio, aveva iniziato questa stagione carico a mille, conscio dei dubbi di Diego Armando Maradona nei confronti dei portieri della Selecion. Ma l’Argentina, a giugno, sarà in Sudafrica senza di lui, perché l’infortunio che l’estremo difensore patì il 5 novembre scorso al Madrigal di Villarreal s’è rivelato più tignoso del previsto, un baratro inesorabile da cui Bizzarri pareva esserne uscito nel dicembre scorso, salvo poi risprofondarci in questi giorni.

Una distrazione alla spalla, con elongazione tendinea, roba che sembrava dovesse guarire in un mesetto. Ma i dolori, in fondo, non lo avevano mai abbandonato, nonostante il suo procuratore assicurasse che la riabilitazione andasse più che bene; contatti con la Sampdoria, lui voleva giocare per 6 mesi per confondere le idee al ct dell’Argentina, ma gli ulteriori accertamenti della settimana scorsa sono stati una vera e propria doccia fredda. Il tendine è lesionato, lunedì è stato operato e ne avrà per quattro mesi: già domani volerà in patria per cominciare la riabilitazione.

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Catania: via Atzori, arriva Mihajlovic

pubblicato da Antonio D'Avanzo


La sconfitta (2-3) rimediata a Siena è risultata fatale all’ormai ex tecnico del Catania, Gianluca Atzori. La decisione presa dal presidente etneo, Nino Pulvirenti, e dall’amministratore delegato Pietro Lo Monaco, è ormai definitiva. I due, dopo aver rinnovato più volte la fiducia ad Atzori nelle scorse settimane, quest’oggi, alla fine di un consulto, hanno sciolto ogni dubbio propendendo per l’allontanamento di Atzori. Si chiude così dopo sole 15 giornate l’avventura del più giovane allenatore della serie A che ha raccolto solo 9 punti.(Video di Siena-Catania 3-2)

Per il nome del sostituto manca solamente l’ufficialità: Sinisa Mihajlovic è stato contattato in giornata dall’amministratore delegato Pietro Lo Monaco ed ha dato il suo assenso. Il serbo ha ottenuto delle garanzie per ciò che riguarda il calciomercato invernale. Pare infatti che a gennaio il Catania rimpinguerà la rosa con l’acquisto di un paio di elementi, tra cui un attaccante. L’unico nodo da sciogliere sembrerebbe la durata del contratto: l’ex allenatore del Bologna desidererebbe un accordo di durata biennale, mentre il Catania parrebbe orientato ad offrirgli un contratto della durata di un solo anno.

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Palermo, Zamparini vuole di più: Zenga a rischio?

pubblicato da vieni_127

Zenga, allenatore del Palermo

E’ stata una partita pessima, ho visto una squadra senza mordente e messa male in campo. Sono molto preoccupato. Sto analizzando tutta la situazione per vedere se riusciamo ad individuare quello che non va, se la squadra o il ‘manico’” disamina dura quella di Maurizio Zamparini, parole pronunciate come di consueto dopo una sconfitta del suo Palermo. Al patron rosanero non è piaciuto per niente l’atteggiamento dei suoi contro il Bologna domenica scorsa, un’evenienza che comunque accompagna il Palermo da un paio di stagioni, una serie di alti e bassi che evidentemente cruccia e non poco il presidente. Quale il problema? Zamparini si innamora e si disamora dei suoi allenatori in batter di ciglia (e dopo una sconfitta di troppo), non è da escludere che il sassolino nella scarpa si chiami proprio Walter Zenga.

Fra dieci giorni chi non si gusterà la partitissima del Barbera tra padroni di casa e Catania? Sarà un derby dai mille spunti di riflessione, con l’ex Uomo Ragno che in un sol botto affronta il proprio passato e schiarisce un po’ la sua situazione presente. Si vocifera infatti che la partita contro gli etnei farà capire se il matrimonio Z-Z potrà continuare o meno; certo, queste sono voci, poi arrivano le smentite ufficiali: Sabatini, ds palermitano, smentisce categoricamente uno Zenga sulla graticola, Zamparini idem e nega contatti con Delio Rossi. Men che meno con Zdenek Zeman, suo pallino di vecchia data. Ma la filosofia dell’ex numero uno del Venezia è sostanzialmente questa: i giocatori prima di tutto, se non vanno il problema è dell’allenatore.

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Carrizo in prestito all'Atletico Madrid e Bizzarri alla Lazio. Lo Monaco: "Se vuole può andare via"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


La Lazio, abituata a portieri del calibro di Marchegiani, Peruzzi e Sereni (e perché no, anche Ballotta), non ha trovato ancora l’estremo difensore capace di dare quel minimo di sicurezza alla propria porta. Carrizo, salutato (e aspettato per un anno intero) come l’erede di Peruzzi, ha sollevato più dubbi che certezze ed è stato accantonato, forse un po’ troppo bruscamente da Rossi, che a metà stagione gli ha preferito Muslera. Lo smarrimento tipico dei portieri sudamericani alla prima esperienza in Europa ha colpito entrambi i portieri biancocelesti; Muslera ha avuto la pazienza di aspettare mentre Carrizo ha mostrato una certa insofferenza, con dichiarazioni piccate dall’Argentina.

Ma il giovane uruguaiano, nonostante gli evidenti progressi, non sembra godere ancora di una fiducia totale necessaria per ogni estremo difensore titolare. Sta rimbalzando in queste ore di testata in testata la notizia di un accordo informale raggiunto tra Albano Benjamin Bizzarri, portiere del Catania, e la Lazio. Il club capitolino lascerebbe Juan Pablo Carrizo in prestito all’Atletico Madrid e punterebbe dritto ad un altro argentino, considerato “uomo chioccia” anche per Fernando Muslera. Pietro Lo Monaco, ad del club siciliano, nega qualunque contatto ufficiale tra le due società, ma precisa che a certe cifre il Catania non può trattare:

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Lo Monaco freme per Catania-Inter: "Mourinho sarà accolto bene ma avrà tutta la città contro"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Nessuna bastonata metaforica stavolta per Mourinho. Il vulcanico amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, ha inaugurato il pre Catania-Inter con dichiarazioni più soft verso i suoi avversari. Il dirigente etneo, metaforicamente parlando, vede però ancora rosso ogni volta che è chiamato ad esprimersi sul portoghese:

“Sia come persona che come tecnico non mi fa impazzire e non vedo la necessità di approfondire la sua conoscenza. Sarà accolto con il massimo perbenismo. Sarà squalificato, ma preferirei parlare solo di calcio giocato. Capisco che si tratti di un personaggio dall`effetto mediatico importante, ma tengo a dire che qui a Catania accogliamo tutti indistintamente con grande serenità, sia i club che alla fine hanno espugnato il nostro campo, sia quelli che hanno perso. Josè Mourinho e l’Inter mercoledì allo stadio ‘Massimino’ di Catania giocheranno contro la città intera, perché Catania si identifica da sempre con la squadra del cuore.

Un appunto sull’Inter, definita da Lo Monaco una “corazzata”:

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