
L’ultima amichevole giocata dal Milan nella tournee’ americana, contro il Montreal Impact, si e’ chiusa con un rotondo 4-1, a favore dei rossoneri. La squadra di Tassotti va in vantaggio al 12′ con Pato, cinque minuti dopo arriva il pareggio di Testo ma a meta’ primo tempo il Milan si riporta avanti con Inzaghi. Nella ripresa vanno a segno Seedorf (58′) e Ronaldinho su rigore all’81′. Tassotti, allenatore temporaneo, commenta la prestazione dei rossoneri a fine gara e accenna al futuro della panchina milanista:
“Sono soddisfatto per la prestazione della squadra. In qualche modo sembra che abbiano voluto rimediare alla sconfitta subita nella prima partita, perchè ho visto uno spirito che mi è piaciuto. Del resto non si può non mettere impegno ogni volta che si indossa la maglia del Milan. A questi colori bisogna portare rispetto. E’ altrettanto vero che gli avversari ci hanno permesso di giocare anche meglio. In ogni caso voglio ringraziare tutta la squadra per l’impegno che ci ha messo in questa trasferta-vacanza”.




Nel giorno dell’assemblea degli azionisti, il vicepresidente e amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, lo aveva anticipato: «C’è un patto tra me e Inzaghi, se andiamo in Champions League rimane». Archiviato il campionato con l’ingresso diretto nella massima competizione europea per club, sul patto è scesa anche l’ufficialità. «L’A.C. Milan - si legge infatti sul sito rossonero - comunica che il calciatore Filippo Inzaghi ha prolungato il suo contratto fino al 30 giugno 2011». Sulla sponda giallorossa della capitale, invece, si parla di un possibile approdo di Adriano nella formazione allenata da Claudio Ranieri.
“Adesso io non so nulla di Adriano e se sapessi qualcosa certamente non lo direi, questo è scontato. Ok mister, ma il brasiliano le piace come tipologia di centravanti? Però la mia vita è fatta sempre di scommesse. Ma…a prescindere da Adriano. Un giocatore come lui…Ma ce ne sono tanti…Villa, Milito, Eto’o, Balotelli…E’ chiaro che sono importanti per le loro squadre”, ha dichiarato Claudio Ranieri qualche ora fa. In casa Roma tengono banco anche alcune probabili cessioni come quelle di Mexes e Doni.

Il derby perso contro l’Inter continua a pesare nella testa dei giocatori del Milan, dopo l’eliminazione in Coppa Italia la squadra di Leonardo si deve accontentare, come all’andata, di un pareggio contro il Livorno. I rossoneri si sono portati in vantaggio allo scadere del primo tempo grazie a capitan Massimo Ambrosini. I labronici nella ripresa si svegliano dal torpore e dopo pochi minuti raggiungono il pari grazie a Cristiano Lucarelli. Poi, complice la poca precisione sotto porta delle punte milaniste, il risultato non si sblocca più. Serse Cosmi è felice per il fondamentale punto in chiave salvezza su un campo non certo semplice, Leonardo un po’ meno, ora i punti di distacco dalla capolista sono otto e non c’è neanche più il “vantaggio” della partita in meno (Il Tabellino di Milan - Livorno 1-1 - Il Video di Milan - Livorno 1-1).
All’ultimo momento Leonardo deve rinunciare a Dida bloccato dal mal di schiena, Abbiati può così tornare tra i pali. Anche Pirlo è fuori gioco per affaticamento, al suo posto il francese Flamini in coppia con Ambrosini, soltanto panchina per Gattuso, dentro dall’inizio anche Seedorf. Cosmi, tornato al timone degli amaranto, schiera un solido 3-5-2 con Lucarelli e Bellucci a formare la coppia d’attacco, con il secondo preferito a Tavano. Ad orchestrare la manovra al centro del campo il danese Bergvold in sostituzione dello squalificato Mozart.





Conferenza stampa per il tecnico brasiliano del Milan in vista dell’impegno esterno contro il Catania. Leonardo non appare preoccupato dallo pareggio in casa con il Marsiglia, la qualificazione non è eccessivamente in pericolo e la squadra sembra rispondere bene alle sue sollecitazioni. L’equilibrio della squadra sembra ormai acquisito, Ronaldinho quasi del tutto recuperato, Borriello si sta togliendo delle ottime soddisfazioni, Pato è già una garanzia e anche Dida sembra tornato quello dei tempi d’oro.
La grana, l’unica ma per nulla insignificante, è la posizione di Rino Gattuso. Il centrocampista ha manifestato tutto il suo malessere e l’intenzione, se dovesse continuare ad essere considerato una riserva, di lasciare il Milan. Nemmeno un incontro con Galliani lo ha tranquillizzato, ma Leonardo non si scompone e nel mentre gli manifesta tutta la sua stima ricorda (con il consueto garbo) che al momento è infortunato e che la sua forma non è certamente al massimo.
Se Gattuso ha questo in testa, cercherò di fargli cambiare idea. Conoscevo le sue parole prima che parlasse. Conosco bene Rino, ho giocato con lui e gli parlo sempre cercando di essere molto chiaro. Ci ho parlato ieri, oggi, mesi fa. Ora è infortunato e la cosa fondamentale è la guarigione. Adesso bisogna pensare a questo. Sta progredendo, ma avverte ancora qualche fastidio. Io cercherò sempre di mettere in campo il giocatore che sta meglio. Se davvero vuole andare via, cercherò di convincerlo del contrario. Perché, come ha detto anche lui, è Rino Gattuso. È sempre una questione di scelte. Seedorf, per esempio, non ha giocato le prime partite e non è stata certo una bocciatura. Gattuso è qui da undici anni, è normale avere un momento di riflessione. Per il rapporto che ha con me e con la società, non ci sono problem




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I grandi club della serie A iniziano ad attrezzarsi in vista del mercato di “riparazione” che partirà a gennaio. In prima fila Juventus e Milan, finora protagoniste di una stagione di alti e bassi nella quale hanno dimostrato di non essere ancora riuscite a colmare il gap nei confronti dei campioni d’Italia dell’Inter. Per i bianconeri, visto il lungo stop di Marchisio e i continui infortuni di Sissoko, la priorità sembra essere il centrocampo, per il quale il nome più gettonato pare l’argentino del Liverpool, Javier Mascherano, già nel mirino dei torinesi prima del suo passaggio alla corte di Benitez.
Il Milan, oltre agli arrivi di Adiyiah e Beckham, pensa soprattutto al reparto offensivo, nel quale Borriello e soprattutto il nuovo acquisto Huntelaar continuano a deludere. Oltre a risolvere la situazione di Pippo Inzaghi, al quale potrebbe essere offerto un nuovo prolungamento di contratto, in scadenza nel giugno prossimo, per evitare di farsi soffiare a parametro zero il prolifico attaccante piacentino, i milanesi sembrano guardare al promettente bomber del Tolosa, André-Pierre Gignac, già lo scorso anno capocannoniere della Ligue 1 e protagonista di ottime prestazioni anche in questo scorcio iniziale di campionato.
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Una sconfitta che pesa come un macigno perché ha evidenziato tutti i limiti del Milan, per giunta contro un avversario di seconda fascia. Ma è soprattutto una significativa battuta d’arresto che conferma la fragilità, fisica, tecnica e forse anche mentale del Milan nonostante le rassicurazioni, neanche troppo convinte, di Berlusconi. Il mercato estivo, tra un mal di denti immaginario (vedi mancato acquisto di Cissokho) e un bel po’ di proclami rimasti solo tali (come gli interessamenti per Dzeko e Luis Fabiano), è scivolato via senza far scomparire i dubbi sull’effettiva forza della logora squadra rossonera, orfana del suo gioiello, Kakà. (Sondaggio)
La fine di un’epoca (quella berlusconiana), dice qualcuno. Per ora a farne le spese sono i tifosi e forse…Leonardo. In serata, dopo il fischio finale dell’infausto match, si era diffusa la voce che indicava Leonardo come possibile dimissionario. Una chiacchiera non confermata, per ora. Galliani, da par suo, cerca di tirare su il morale ai suoi: “Leonardo ha la nostra fiducia. Andiamo avanti con lui. A momento le cose vanno storte, credo che il pareggio sarebbe stato stretto, dobbiamo andare avanti. Non so come ne usciremo”.
Il Milan dilapida in un batter d’occhio il patrimonio conquistato a Marsiglia perdendo malamente contro lo Zurigo. Gli svizzeri, quasi increduli di fronte a tanta bontà (basti pensare che solo due settimane fa vennero travolti in casa dal Real Madrid), ringraziano e raccolgono la prima vittoria storica nella massima competizione continentale. L’altro confronto del girone tra Real Madrid e O. Marsiglia si è concluso con la schiacciante vittoria (3-0) degli spagnoli sui francesi. E’ la seconda netta affermazione del Real che lascia intuire lo spessore, non certo trascendentale, delle squadre che compongono il girone C…
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Stavolta non è bastato ascoltare le note che compongono la musica della Champions League e nemmeno l’invocato cinismo del solito Pippo Inzaghi. L’attaccante rossonero, supportato senza troppo costrutto da Pato e Seedorf (nel primo tempo), non ha inciso ed è apparso più impreciso del solito sotto porta. Gli svizzeri ci mettono dieci minuti a pungere la distratta difesa milanista: Tihinen, difensore finlandese, trova un eurogoal colpendo di tacco un cross da calcio d’angolo, proveniente dalla destra. Il Milan spreca con Inzaghi, ma è solo un fuoco di paglia perché lo Zurigo fa sul serio e prova a raddoppiare con Margairaz e Djuric.
La Champions chiama, il Milan risponde. I rossoneri riassaporano il gusto della vittoria nella competizione più “familiare”, battendo a domicilio l’Olympique Marsiglia grazie al supporto della vecchia guardia. Un successo che porta i nomi di Clarence Seedorf, dell’attentissimo Alessandro Nesta, ma soprattutto del sempreverde Pippo Inzaghi, autore dell’ennesima prova maiuscola. Con questa doppietta Inzaghi raggiunge quota 68 reti nelle coppe europee, ad un solo goal da Gerd Muller. (Foto) (Video)
Leonardo inserisce Seedorf al posto del discusso Ronaldinho come suggeritore delle punte (Inzaghi e Pato). L’olandese ripaga il tecnico brasiliano con una prestazione eccellente cominciata con il primo assist allo scatenato Inzaghi, al 30esimo minuto. Superpippo ringrazia e porta in vantaggio i suoi. Il primo tempo scorre via senza troppi affanni, il Milan riesce a tenere abbastanza bene a bada la foga degli uomini allenati da Deschamps.
Dopo 4 minuti della ripresa i francesi trovano il pareggio con un colpo di testa di Heinze. Sembra il preludio ad un’altra sconfitta milanista, anche perché i rossoneri arretrano pericolosamente per una buona parte di secondo tempo. Ma l’Olympique non ha fatto i conti con il rinato Seedorf che pennella con assoluta precisione un cross per il solito Inzaghi. Il 2-1 è un gioco da ragazzi (o da rapaci dell’area di rigore) per l’attaccante rossonero.
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