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Calciopoli: Il Csm censura la Casoria, processo a rischio

pubblicato da Gabriele Capasso

Il collegio giudicante di Calciopoli con la Casoria, la Pandolfi e la Gualtieri in aula
La sentenza di primo grado del processo di Calciopoli è a rischio. Il giudice Teresa Casoria è stata censurata del CSM per le intemperanze verbali nei confronti di alcuni suoi colleghi. Per quanto il presidente della nona sezione sia stata assolta dai capi d’imputazione più gravi questa decisione rischia di condizionare la Corte d’Appello che il 20 maggio prossimo, a seguito di un rinvio apparso strategico, deciderà finalmente sull’ennesima istanza di ricusazione presentata dai PM del processo Calciopoli Narducci e Capuano.

A memoria è difficile ricordare una doppia istanza di ricusazione contro un giudice da parte di pubblico ministero nello stesso processo, ma nel procedimento contro Moggi e gli altri presunti appartenenti alla “cupola” del calcio italiano c’è anche questa anomalia. Narducci e Capuano sono stati oggi testimoni contro la Casoria di fronte al Csm.

L’istanza di ricusazione di fronte alla Corte d’Appello si basa paradossalmente proprio su questo: il fatto che i due abbiano testimoniato delle intemperanze verbali che regalano i burrascosi rapporti all’interno della nona sezione del tribunale non renderebbe sereno il giudice quando sarà chiamato a pronunciare un giudizio sulla vicenda di Calciopoli.

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Calciopoli - La controffensiva dei PM è su telefonate già note (Prima Parte)

pubblicato da Gabriele Capasso


Annunciata da qualche giorno, in risposta alla richiesta di acquisizione di 75 nuove telefonate da parte della difesa di Moggi, arriva la controffensiva del PM Narducci. La sorpresa c’è, ma è al contrario: le 4 telefonate di cui si parla, pubblicate in questo articolo della Gazzetta, sono già agli atti del processo, incluse nelle informative dei carabinieri del 2005 e valutate in sede di processo sportivo. Scopo principale è dimostrare che anche Moggi parlava con gli arbitri come si è scoperto facessero anche Leonardo Meani, Adriano Galliani e Giacinto Facchetti.

La prima è in realtà una chiamata fra Bergamo e Moggi dell’11 novembre 2004, ore 12,21. Il direttore generale della Juventus comunica al designatore le 16 cifre per ricaricare un’utenza non intercettata, gli inquirenti suppongono si tratti di una sim svizzera. In quella chiamata Bergamo fa riferimento alla “giustificazione” che darà nella rubrica che teneva insieme a Gigi Pairetto su La Gazzetta alla mancata espulsione di Thuram nel finale di uno Juventus - Fiorentina.

…no lo so, ma c’era l’espulsione di Thuram, …ma io dirò tutta una cosa vedrai come te la scrivo bene…

Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010

Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010

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Calciopoli - La controffensiva dei PM è su telefonate già note (Seconda Parte)

pubblicato da Gabriele Capasso


Ecco le telefonate che la Procura di Napoli vuole utilizzare per respingere l’offensiva della difesa di Moggi che ha richiesto l’acquisizione di 75 nuove telefonate. La prima parte la potete leggere qui.

2) Si tratta di una telefonata fra Moggi e un’amica del 3 Dicembre 2004. Anche in questo caso Moggi risponde ad una seconda chiamata su un numero non monitorato. Non si conosce l’interlocutore, ma si captano queste parole:

…oh, la peggiore che ti poteva toccà, eh !….però tu fa la partita tua, regolare, eh? …no, senza regalà niente a nessuno, con…con tranquillità perché qua a me mi serve per la…eh? …Ok ! ……DONDARINI (ndr arbitro di Juventus-Lazio) !……eh, ma a me quello che mi serve è…è…è FIORENTINA-BOLOGNA……in modo particolare ……apposta !…il minimo…eh…eh…quello, quello mi serve in particolare e poi…ehm…ehm…mi serve …eh…il MILAN, di avanzare …ehm…ehm…nelle…nelle ammonizioni per far fare le diffide, insomma !…Vabbè Tanto comunque ne parliamo stasera poi !…oh, sentiamoci stasera, verso le 21,30 così 21,00-21,30 !…Ok…”.

Gli inquirenti suppongono dalla frase “oh, la peggiore che ti poteva toccà, eh! però tu fa la partita tua regolare” che dall’altra parte del filo ci sia un arbitro. Supposizione più che ragionevole. Moggi rivela le sue due “priorità”. Vediamole.
La prima è Fiorentina - Bologna, arbitrata da De Santis, una delle gare al centro di Calciopoli sin dal 2006. Si tratta della partita delle famose “ammonizioni strategiche” di Nastase e Petruzzi. I due rossoblù, non titolari in quella stagione essendo entrambi “sotto” le 18 presenze in un anno, saranno squalificati per la successiva sfida con la Juventus a seguito delle ammonizioni comminate da De Santis. In quella gara c’era anche un altro diffidato nel Bologna, Leonardo Colucci, che non verrà sanzionato mentre scatteranno due gialli innocui dal punto di vista delle squalifiche per Gamberini e Meghni. Su quella gara, inoltre, c’è già la pronuncia della CAF che parla di impossibilità a dimostrare l’illecito.
La seconda priorità di Luciano, apertamente dichiarata, è quella di “far avanzare il Milan nelle ammonizioni per far fare delle diffide“.
In quella giornata, la 14°, il Milan gioca a Parma, arbitrata da Tiziano Pieri accostato alla “Cupola”. I rossoneri vincono per 2 a 1 con reti di Pirlo, giocatore in diffida già da Brescia - Milan di tre settimane prime, e Kakà. Pieri non ammonisce nessun calciatore di Ancelotti. Alla supersfida con la Juventus, prevista per la 16° giornata, il Milan si presenta a ranghi completi, infortunati a parte.

Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010

Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010

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Calciopoli, Moggi: "O Tutti innocenti o tutti colpevoli" - La Procura: "Si vuole fare disinformazione"

pubblicato da Panda


Dopo la pubblicazione di quelle che sembrano essere solo le prime intercettazioni tra Moratti e Bergamo in possesso della difesa di Luciano Moggi per il processo di Napoli, è arrivato il commento dell’ex direttore generale della Juventus: «La cosa è semplice: qui o sono tutti innocenti o tutti colpevoli. Secondo me sono tutti innocenti. Forse non si aspettavano queste novità. Invito tutti a riflettere. In molti forse non pensavano che vi fossero altre cose, ma i fatti parlano da soli. Comunque aspetto sereno le valutazioni della giustizia, non voglio aggiungere altro. Rischierei di ripetermi e di dire cose già dette a proposito della cosiddetta Calciopoli».

Anche l’avvocato Prioreschi alza il tiro e rivolge domande inquietanti alla giustizia sportiva prima ed a quella ordinaria poi: «A Luciano Moggi è stata contestata la violazione dell’articolo 1 ossia la violazione del dovere di lealtà: mi chiedo e chiedo alla Federcalcio, e lo chiederò al Tribunale di Napoli, perché ciò non è stato fatto per il presidente dell’Inter Massimo Moratti che parla al telefono con il designatore arbitrale che chiede al presidente il gradimento di un arbitro (Gabriele, ndr), a designazione diretta non a sorteggio, dopo aver chiesto la stessa cosa a Facchetti?… In Calciopoli si sono usati due pesi e due misure. Nelle telefonate tra altri dirigenti del calcio e designatore si parla di incontri riservati, incontri tra Moratti e dirigenti, di cene come quella di Facchetti con Bergamo.».

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Processo Calciopoli: 3 anni a Giraudo per associazione a delinquere

pubblicato da Gabriele Capasso

Processo Calciopoli: 3 anni a Giraudo per associazione a delinquere
Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juventus, è stato condannato oggi a 3 anni di reclusione nel processo con rito abbreviato per Calciopoli. Giraudo è stato riconosciuto colpevole di “associazione a delinquere” finalizzata alla truffa sportiva. Condannati anche Tullio Lanese, ex presidente dell’associazione italiana arbitri e Paolo Dondarini, ex arbitro attualmente vicecommissario CAI (Commissione Arbitri Interregionale) a 2 anni per Tiziano Pieri (ex arbitro) 2 anni e 4 mesi.

Assolti con formula piena gli arbitri Stefano Cassarà, Giuseppe Foschetti, Marco Gabriele, Domenico Messina e Gianluca Rocchi (ancora all’opera sui campi di A e B) e i guardalinee Alessandro Griselli e Duccio Baglioni. Il giudice per le indagini preliminari, De Gregorio, ha accolto quindi parzialmente la tesi accusatoria dei PM Narducci e Beatrice. La condanna di Giraudo rimane un elemento importante anche per valutare il processo ordinario che si sta svolgendo parallelamente sempre a Napoli visto che l’ex ad bianconero non compariva in alcuna delle famose intercettazioni che diedero il via all’inchiesta.

Si attendono naturalmente le motivazioni, ma allo stato dei fatti per l’arbitro Pieri (l’unico condannato insieme a Dondarini) parrebbe sia bastata la prova di aver comunicato con Luciano Moggi attraverso le schede svizzere il cui contenuto non è intercettabile. Restiamo pronti ad aggiornare in caso di ulteriori sviluppi.

Calciopoli: Il sorteggio truccato? Forse no. Milan - Juve e il colpo di tosse (Seconda parte)

pubblicato da Gabriele Capasso

pairetto sorteggi arbitrali tosse bergamo
Eccoci alla seconda, ed ultima parte per ora, della nostra piccola contro-inchiesta sull’interrogatorio di Manfredi Martino, ex segretario della CAN, nel processo di Napoli su Calciopoli. Nell’articolo pubblicato ieri ci siamo concentrati sulle incongruenze della dichiarazione del teste sulla circostanza di due misteriose partite nelle quali gli sarebbe stato ordinato di mettere biglietti con i nomi di alcuni arbitri in palline riconoscibili. Qui invece ci occuperemo dell’altro elemento che tanta eco ha avuto sui media nazionali: “la tosse di Paolo Bergamo durante il sorteggio di Milan - Juventus“, gara di ritorno del campionato di Serie A 2004/05.

L’elemento del colpo di tosse, curioso ed in quanto tale in grado di alimentare la morbosità, è stato il più citato nelle ricostruzioni giornalistiche. Il motivo in realtà è un altro ed è più semplice: questa è l’unica circostanza nella quale Manfredi Martino tira in ballo la Juventus e con lei Luciano Moggi. Chiaro, solare, che ci sia pochissima “ciccia” nelle altre contraddittorie risposte del testimone dell’accusa visto che in quel caso manca la squadra bianconera, secondo la vulgata (e secondo le sentenze sportive, dettaglio non secondario), l’unica squadra ad aver effettivamente beneficiato dei “magheggi” e delle trame ordite da Luciano Moggi in combutta con i due designatori.

Ora, aldilà dei giudizi sulla consistenza di Calciopoli, sugli scudetti sottratti alla Juve e sulle penalizzazioni subite che ancora animano il dibattito a distanza di tre anni, quello che interessa qui è capire il meccanismo che ha portato gran parte dei media italiani a proporre la verità “sorteggi truccati provati dalla tosse di Bergamo su Milan - Juventus“. Vi anticipo la risposta: non c’è niente da capire, non c’è nessuna verità. Il dettaglio sulle raucedini del designatore è quanto di più surreale si possa sentire in un’aula di tribunale, basta leggere le parole dal vero di Manfredi Martino che siamo in grado di proporvi grazie al prezioso lavoro di Antonio Corsa e del suo blog.

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Calciopoli: Il sorteggio truccato? Forse no. Manfredi Martino e il suo interrogatorio (Prima Parte)

pubblicato da Gabriele Capasso


Quello che i giornali non dicono“, verrebbe da titolare così questo pezzo, trattandosi di fatti proposti in maniera quanto meno parziale. Sarebbe ancora più corretto parlare di “quello che i giornali dicono, mentendo“. Andiamo con ordine. Innanzitutto un ringraziamento a titolo personale e da parte di Calcioblog va ad Antonio Corsa, autore e direttore del blog “Uccellino di Del Piero“, che si è preso la briga di ascoltare l’audio delle 4 ore e mezza dell’interrogatorio di Manfredi Martino al Processo di Napoli su Calciopoli. Il suo lavoro è unico, non solo perché oggettivamente gravoso, ma soprattutto perché mette a disposizione di tutti le trascrizioni con le risposte del teste al Pm Narducci, ma anche agli avvocati della difesa. Cose delle quali evidentemente in pochi hanno voglia di parlare. Qui potete trovare il post con le trascrizioni di cui vi parlerò in Pdf.

Veniamo ai fatti. Il 6 novembre scorso, dopo mesi di silenzi, le stampa sportiva e non torna ad occuparsi improvvisamente del Processo che si sta celebrando a Napoli sulla vicenda di Calciopoli. Su Gazzetta.it (basterà la rosea come esempio, ma il tenore dei pezzi è simile su tutta la stampa italiana) esce questo articolo a firma di Maurizio Giraldi. Il titolo è inequivocabile: “Calciocaos, nuove rivelazioni - Quei sorteggi con la tosse“. Il giornalista ci ragguaglia sulla testimonianza di Manfredi Martino, segretario della CAN all’epoca dei fatti, e l’obiettivo è chiarissimo. Dimostrare che aldilà di ogni ragionevole dubbio i sorteggi arbitrali di quegli anni erano truccati. Noi, nel nostro piccolo, non proporremo semplicemente una ricostruzione “diversa”, ma una basata su quello che è stato effettivamente detto nell’aula del Tribunale di Napoli.

Due sono gli elementi a sostegno di questa tesi. Vista la lunghezza e la necessità di essere precisi affronteremo separatamente la vicenda, la prima parte in questo post, la seconda in uno che verrà pubblicato domattina. Partiamo dal primo punto: Martino dice “Bergamo e Pairetto in due occasioni mi dissero i nomi di arbitri e partite da mettere nelle palline riconoscibili“.

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