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Tutti gli articoli con tag polizia

San Siro: colluttazione con gli agenti, grave tifoso genoano

pubblicato da Antonio D'Avanzo


C’è preoccupazione sullo stato di salute del tifoso genoano ricoverato in gravi condizioni al Policlinico di Milano in codice rosso. Massimo M., 38 anni ha battuto la testa sull’asfalto dopo una colluttazione con un agente alle 20.15 circa, prima di Inter-Genoa di Coppa Italia. Secondo la ricostruzione ufficiale dell’accaduto, fornita dalla questura, dopo avergli impedito l’ingresso, le forze dell’ordine lo hanno portato a un vicino posto di Polizia mobile per un normale controllo. È stato in questa circostanza che il tifoso genoano, per un motivo imprecisato o perché ubriaco, ha dato in escandescenze cercando di aggredire un agente.

Un collega della Polizia è quindi intervenuto per cercare di bloccarlo e durante la colluttazione entrambi sarebbero caduti a terra e ad avere la peggio sarebbe stato il giovane picchiando la testa e riportare un grave trauma. Soccorso in stato di semi incoscienza è stato trasportato d’urgenza al Policlinico, dove le sue condizioni sono in corso di valutazione. “È il brutto del nostro calcio e della nostra società. Quello di stasera è un episodio che non va bene. Bisogna andare allo stadio come al cinema o al teatro. Chissà se mai ci riusciremo“. Così l’allenatore dell’Inter, Claudio Ranieri, ha commentato l’episodio del tifoso finito in ospedale prima della partita tra Inter e Genoa.

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L'arresto di Cristiano Doni - Il Video della Polizia

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Le immagini di un video della Polizia di Stato riprendono il momento in cui Cristiano Doni esce dalla sua abitazione sotto stretta sorveglianza degli agenti. Secondo gli inquirenti Doni, che ora è in isolamento, all’arrivo delle macchine della polizia avrebbe provato a scappare raggiungendo il garage della propria abitazione. Il giocatore dell’Atalanta, già sospeso dall’attività agonistica per tre anni da parte della giustizia sportiva, assieme ad altri due indagati, Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento balneare a Cervia) e Nicola Santoni, ex preparatore atletico del Ravenna Calcio, sarebbe coinvolto nella combine di tre partite dell’Atalanta del campionato di Serie B della scorsa stagione.

- Leggi l’intercettazione “di Fantozzi” -

In un’intercettazione Doni esordisce parlando in codice con Santoni nominando il celebre personaggio interpretato da Paolo Villaggio: “Fantozzi è lei?”. Oltre all’ex atalantino Doni sono finiti in carcere anche altri tra calciatori e ex tra cui Luigi Sartor (già difensore di Parma, Vicenza, Inter e Roma), Carlo Gervasoni, in forza al Piacenza e attualmente sospeso, Alessandro Zamperini e Filippo Carobbio, nome nuovo dell’inchiesta, oggi milita nello Spezia l’anno scorso era a Siena.

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Paolo Scaroni, tifoso bresciano: "Massacrato dalla polizia"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Paolo Scaroni è un semplice tifoso bresciano in trasferta a Verona il 24 settembre 2005. Non sa che la sua vita sta per cambiare radicalmente in peggio, non può presagire l’assurdità di una giornata fatta di feroci colpi alla testa, di manganellate, di soprusi. Da persone in divisa. E di lunghissimi giorni silenziosi, in coma, passati sul lettino di un ospedale. L’agghiacciante vicenda narrata dettagliatamente da Paolo Biondani de l’Espresso , è salita alla ribalta delle cronache quando una poliziotta decide di vederci chiaro, di sollevare un tappeto fatto di insabbiamenti, coperture e bugie dei suoi colleghi.

Lo fa dopo aver ascoltato il racconto del ragazzo, quando miracolosamente si sveglia dal coma dopo 64 giorni nonostante la previsione dei medici che non gli davano scampo, se non di continuare a vivere come un vegetale. “Ci sono le prove che sono stato picchiato dalla polizia, da sette poliziotti che hanno fatto di tutto per uccidermi. Quando sono stato ricoverato a Verona non avevo nemmeno un livido sul corpo, ma mi hanno colpito solo alla testa. Volevano farmi male, ma io sono sopravvissuto. Mi hanno rubato la vita e adesso voglio giustizia”, diceva Paolo due anni fa.

E le aule di giustizia si apriranno oggi per il processo ad otto poliziotti della celere di Bologna. A Verona, 25 marzo 2011, dopo ben 4 anni di indagini. “La mia storia è simile a quella di Federico Aldovrandi, Gabriele Sandri, Stefano Cucchi, Carlo Giuliani… La differenza è che io sono ancora vivo e posso parlare“, dice Paolo Scaroni che oggi ha 34 anni e il 100 per cento d’invalidità civile. Paolo Scaroni ha un piede rimasto paralizzato, la voce sconnessa dovuta ai postumi del trauma e la memoria perduta in parte:

Oggi la cosa che mi fa più male è che mi hanno cancellato l’infanzia e l’adolescenza. Ho perso tutti i ricordi dei miei primi vent’anni di esistenza. Sono molto legato ai familiari di Aldovrandi. Suonava il clarinetto come me, nelle nostre vicende ci sono coincidenze incredibili. Io sono stato massacrato alle otto di sera, lui è stato ammazzato la stessa notte, sei ore dopo. Ora vogliamo fondare un’associazione: familiari delle vittime della polizia”. Gli altri particolari raccapriccianti sulla triste vicenda, documentati con foto e video dall’Espresso e ricostruiti dalle indagini, riguardano i pestaggi a 32 tifosi, tutti colpiti alla schiena, ad una ragazza con il seno tumefatto e ad altri due giovani con trauma cranico e mani fratturate.

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Lega Nord: proiettili di gomma contro gli ultras. Siete d'accordo?

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Proiettili di gomma e idranti contro gli ultras violenti. A chiederlo è la Lega Nord, con una interrogazione al ministro dell’Interno Roberto Maroni presentata alla Camera due anni fa, all’inizio della legislatura. La proposta non ha ancora ricevuto alcuna risposta dal ministro dell’Interno. Alcuni passaggi del testo ideato dal Carroccio, tra cui spicca la firma dell’attuale capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, spiegano che nel controllo delle sommosse, «potrebbe rivelarsi utile il ricorso ad armi non letali, come gli idranti e i proiettili di gomma», mai impiegate, aggiungono i deputati leghisti, sul campo. (Sondaggio: siete d’accordo?)

I firmatari dell’interrogazione sollecitano il governo a considerare l’ipotesi di autorizzare le forze di polizia ad utilizzare armi con proiettili di gomma, «anche in sostituzione del munizionamento tradizionale» con l’obiettivo di «meglio controllare i disordini che si verificano talvolta nelle piazze e negli impianti sportivi». Una svolta nell’ordine pubblico, questa, che sarebbe condivisa dal sindacato Polizia Nuova e che servirebbe, spiega uno dei dirigenti dell’organizzazione sindacale, Pasquale Di Maria, a «difendere quel che oggi è indifendibile: la sicurezza e l’incolumità del cittadino e delle Forze dell’ordine e di quel che anche non si tutela più: l’ordine e la sicurezza pubblica allo stadio».


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Balotelli alla polizia: "Le 5 mila sterline in tasca? Sono ricco..."

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Se in Italia, molte volte per sue responsabilità, non aveva spesso vita facile con stampa e tifosi, in Inghilterra, dove i media non perdonano praticamente nulla, i rapporti potrebbero rimanere tali. Soprattutto se le presunte marachelle di Mario Balotelli risultano più o meno passabili, come l’ultima raccontata un po’ troppo enfaticamente dal Sunday Mirror. In pratica il neo attaccante del Manchester City, dopo l’incidente automobilistico di una settimana fa (ironia della sorte, nell’incidente è rimasto coinvolto un tifoso del City, abbonato per 25 anni), avrebbe risposto…dicendo la verità ai poliziotti.

Negativo al test dell’etilometro, Balotelli, dopo essere stato interrogato dagli agenti della polizia intervenuti sulla scena li avrebbe insospettiti per il solo fatto che avesse in tasca cinquemila sterline, circa 6 mila euro. “Perchè ho tutti questi soldi in tasca? Perchè sono ricco“, è stata la risposta di Balotelli agli agenti inglesi. Nulla da eccepire, anche perché Balotelli guadagnerà al Manchester City 3,5 milioni di euro all’anno. Che equivalgono a quasi 10 mila euro al giorno…


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Daniele De Rossi contro la tessera del tifoso: "Perché non la tessera del poliziotto?"

pubblicato da vieni_127


Polemiche a non finire a seguito delle dichiarazioni di Daniele De Rossi in merito all’introduzione della tessera del tifoso dalla prossima stagione; nella stessa intervista in cui non chiude categoricamente la porta al Real Madrid, si lascia andare ad opinioni non proprio convenzionali sulla spinosa questione inerente ultras e Forze dell’Ordine. “Sono contrario alla tessera del tifoso, perché non mi piacciono le schedature. E poi, in alcuni casi viste le ultime vicende servirebbe anche la tessera del poliziotto. Non credo sia la soluzione del problema. Certo, se un ultras va in giro con un coltello e colpisce un’altra persona non è uno normale, non sta bene: ma non sta bene neanche un poliziotto che prende a calci un ragazzetto che non c’entra nulla” in riferimento all’episodio accaduto alla fine della finale di Coppa Italia.

Anzi, De Rossi difende i tifosi definendoli parte positiva del calcio: “Perché sono convinto che un pomeriggio come quello a Verona contro il Chievo, con 30.000 persone al seguito, non lo potremmo vivere più. Non trovo giusto schedare un tifoso prima che lanci un fumogeno o si azzuffi. Ovviamente chi lo fa va punito severamente. Gli incidenti dopo il derby? Chi gira con un coltello per colpire qualcun altro non è una persona normale. La tifoseria della Roma, negli ultimi tempi, è stata nel complesso serena. Se la tessera servisse a risolvere i problemi, d’accordo: ma se schediamo tutti i tifosi della Roma e 10.000 vanno a Napoli, io penso che le tensioni e il rischio di incidenti ci sono lo stesso. Il calcio italiano è ostaggio di tante cose: è ostaggio delle tv, è ostaggio degli sponsor, può essere anche ostaggio degli ultrà, dipende dalle piazze e dalle città. Ma gli ultrà, i tifosi dico, sono la parte positiva, una parte importante del calcio“.

Le foto più belle di Daniele De Rossi
Le foto più belle di Daniele De RossiLe foto più belle di Daniele De RossiLe foto più belle di Daniele De RossiLe foto più belle di Daniele De Rossi

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Parla Stefano Gugliotta: "Ho vissuto giorni tremendi, vorrei dimenticare"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Io urlavo le mie ragioni ma loro mi menavano, mi colpivano: saranno stati setto o otto, sono pieno di lividi“. Cosi Stefano Gugliotta, scarcerato ieri e ancora visibilmente scosso, ricorda quanto avvenuto la sera del 5 maggio quando fu arrestato nel dopo partita di Inter-Roma. Gugliotta, nel corso di una affollata conferenza stampa, ha, inoltre raccontato di aver dormito solo poche ore questa notte. Prima di uscire si è tolto un dente che gli avevano messo qui in carcere ed ha detto: “Ora andrò a farmi curare da un dentista vero“. “Proveremo a lasciarci la vicenda alle spalle, cercheremo di dimenticare, è l’unica cosa che posso fare“.

Poi un commento sulle forze dell’ordine: “Voglio dire una cosa per smorzare i toni: credo che la maggior parte degli agenti operino in buona fede e non compiano abusi di potere“, prima di raccontare i terribili momenti del pestaggio: “Mentre dicevo che non c’entravo niente uno mi ha colpito a bocca aperta con un pugno. Io urlavo le mie ragioni ma loro mi menavano, mi colpivano: saranno stati setto o otto, sono pieno di lividi. Tutto questo clamore mi ha colpito. Ora aspetto solo che la giustizia faccia il suo corso“. Il giovane ha voluto quindi ringraziare tutte le persone che, in questi giorni, sono stati vicini alla famiglia e in particolare Alfredo, che lui definisce “un angelo” che è la persona che “ha effettuato il video nel quale si vedono le fasi dell’arresto e il pugno sferrato da un agente“.

Caso Gugliotta: il Fotoracconto

Il fotoracconto del caso Stefano GugliottaIl fotoracconto del caso Stefano GugliottaIl fotoracconto del caso Stefano GugliottaIl fotoracconto del caso Stefano Gugliotta

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Caso Gugliotta: Indagato l'agente, il pm chiede la scarcerazione

pubblicato da Panda


Ci sono nuove evoluzioni nel caso di Stefano Gugliotta di cui vi avevamo già parlato nei giorni scorsi. Il giovane 25enne è stato picchiato selvaggiamente dagli agenti di polizia dopo la finale di Coppa Italia Inter - Roma e da un settimana è detenuto nel carcere di Regina Coeli. La procura della Repubblica di Roma ha indagato un agente di polizia reo di aver colpito con un pugno il giovane mentre si trovava in sella ad un motorino indifeso e disarmato. La cosa veramente paradossale è che Gugliotta non era neanche andato allo stadio ma si trovava soltanto nei pressi della sua abitazione attigua alla zona dello stadio.

Nei giorni scorsi due esponenti della minoranza, Emanuele Fiano del Pd e Stefano Pedica dell’Idv, avevano chiesto un intervento del Ministro Maroni per chiarire la vicenda. Oggi la questione è stata affrontata anche alla camera dei Deputati ed Elio Vito, Ministro per i rapporti con il Parlamento, rispondendo ad un interrogazione del Pd in merito ha informato che il Ministero dell’Interno sarebbe pronto a costituirsi parte civile: «Qualora venissero accertate, al termine delle indagini, responsabilità penali nei confronti di uno o più appartenenti alle forze dell’ordine, il ministero dell’Interno si costituirà parte civile».

Gli scontri dopo Roma - InterGli scontri dopo Roma - InterGli scontri dopo Roma - InterGli scontri dopo Roma - Inter

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E' polemica per il ragazzo scambiato per un ultras, pestato e arrestato dagli agenti

pubblicato da Antonio D'Avanzo


A Roma dopo la finale di Coppa Italia, il venticinquenne Stefano Gugliotta transita in sella ad un motorino in via Pinturicchio e viene avvicinato da un agente che lo schiaffeggia senza nessuna ragione. Poco dopo l’arrivo di altri poliziotti che lo accerchiano, continuano a picchiarlo e infine lo arrestano. Le immagini che stanno facendo il giro il giro del web e delle tv sono state girate dai residenti con un telefonino. Secondo gli avvocati della famiglia il giovane era stato scambiato per un tifoso che aveva partecipato ad alcuni scontri. Stefano Gugliotta si trova tuttora in carcere ed ha ricevuto la visita di molti esponenti politici. “Ha perso un dente ed ha sei punti sulla testa, ematomi al braccio e alla gamba sinistra. Ora si trova nell’infermeria del carcere“, riferisce Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino. (Video del pestaggio e intervista alla madre)

Quando sono stato portato in cella mi è stato chiesto di firmare un foglio con una X già sbarrata, dove si leggeva che avrei rifiutato visite mediche supplementari, ma mi sono opposto. Solo dopo ho potuto firmare un foglio con le caselle ancora vuote“. Queste le parole di Stefano Gugliotta riferite dal senatore dell’Idv, Stefano Pedica, che ha incontrato oggi il ragazzo in carcere. “Non riesco a capire perché gli agenti mi sono venuti addosso“, avrebbe ancora detto il giovane a Pedica precisando che prima di scendere da casa, avrebbe “bevuto due o tre birre”. Il senatore dell’Idv ha annunciato un’interrogazione parlamentare per capire “perché questo giovane incensurato è ancora in carcere“. Pedica ha detto che probabilmente “Gugliotta dovrebbe essere visitato anche alla colonna vertebrale“.

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Stasera Roma-Inter, finale di Coppa Italia: i tifosi giallorossi disturbano la notte interista

pubblicato da vieni_127


Ancora una volta Roma contro Inter: non bastasse l’accesa lotta per conquistare il tricolore, questa sera le due squadre si contenderanno la Coppa Italia, trofeo sempre bistrattato dalla maggior parte dei club ma mai da queste due compagini. Negli ultimi anni tra Coppa Italia e Supercoppa Italia, giallorossi e nerazzurri hanno regalato ai tifosi una infinità di finali, compresi alcuni sprint (come quello di quest’anno) per la lotta scudetto; dicevamo, questa competizione è abbastanza ambita da entrambe le contendenti: la Roma che così arriverebbe a quota dieci, unica in doppia cifra del calcio italiano, l’Inter, che cerca il triple e che col cannibale Mourinho non vuole lasciare nessuna briciola per strada. Ma la rivalità delle ultime stagioni potrebbe rendere il match molto, molto a rischio.

Ormai è guerra tra i tifosi (con compartecipazione dei laziali, odiati dai cugini e ben voluti dai meneghini), ma negli ultimi tempi piccate anche le frecciate lanciate vicendevolmente dagli allenatori (con Mou sempre più sfacciato del pur pacato don Claudio) e le bordate, fisiche e verbali, tra i protagonisti in campo. Tanti ingredienti per una vigilia in ogni modo ad alta tensione, in cui Ranieri, come testé riportato, si è limitato ad analizzare la partita sottolineando il fatto che non ci siano favoriti, mentre lo Special One ha cosparso di pepe le ventiquattro ore antecedenti l’evento. “Non abbiamo paura di notti insonni, le abbiamo già vissute a Barcellona” aveva assicurato il lusitano, riferendosi al rumore dei tifosi catalani sotto l’albergo dell’Inter nella notte prime della sfida di Champions.

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