Un Manchester United distratto in difesa, impreciso nei passaggi e pressato a tutto campo da un Porto messo benissimo in campo, non va oltre un pericolosissimo pareggio con goal nella gara di andata dei quarti di finale. I portoghesi si presentano all’Old Trafford senza timori reverenziali, impaurendo gli uomini di Ferguson sin dal primo minuto: facendo un rapido resoconto delle azioni più importanti, a fine gara, si scopre che la squadra più meritevole della vittoria è sicuramente il Porto e non il Manchester United. Senza dimenticare la rabbiosa reazione dei bianco blu nei minuti finali, da grande squadra, con l’ex di Inter e Palermo Mariano Gonzales che insacca alle spalle di Van Der Sar pareggiando pochi minuti dopo il goal di Tevez. (Fotogallery) (Video)
Il Porto parte a tutta birra e dopo un tiro di Lisandro dalla distanza passa in vantaggio con Rodriguez al quarto minuto di gioco, grazie alla complicità della difesa inglese, non proprio impeccabile. Ci pensano gli stessi lusitani a riequilibrare l’incontro, al quarto d’ora, con un folle retropassaggio di Bruno Alves che innesca Rooney solo davanti all’estremo difensore per il pallonetto che vale l’1-1. Il Porto non si demoralizza e i Red Devils appaiono confusi sul piano della manovra. I lusitani mettono ancora paura ai tifosi inglesi e Van Der Sar deve fare gli straordinari.
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Finisce in maniera imprevista la sfida del pomeriggio di Coppa Italia tra Fiorentina e Torino, giocata al Franchi. I Viola padroni di casa, vengono eliminati da un goal di Bianchi dopo 19 minuti di gioco e così, il derelitto Torino di campionato si trova, a sorpresa, ai Quarti di Finale della competizione che regalerà alla squadra vincitrice, l’accesso alla prossima Coppa Uefa.
La Fiorentina apparsa in gran spolvero domenica era chiamata a rispettare un impegno molto sentito da Cesare Prandelli che, non più tardi di ieri, aveva dichiarato:
“Sarà una partita da vincere, la Coppa Italia è una competizione interessante. Alla fine tutti la vogliono vincere, ma per farlo bisogna arrivare alla fine. Sarà molto importante anche per il campionato. Per dare continuità di concentrazione.”
Da qui, giustificato il turnover limitato del Mister viola che ha presentato i soliti Mutu e Gilardino in attacco e Jovetic a supporto. Per i granata, tandem offensivo Bianchi-Amoruso. Avvio diesel per le due formazioni con il lampo decisivo al 19esimo quando, alla prima occasione, Rolando Bianchi, in spaccata, batte Storari. E’ l’1-0 decisivo.
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Lo scorso giugno Diego Pablo Simeone festeggiava con il suo River Plate il trentatreesimo titolo della storia dei Millionarios, sono passati pochi mesi e la situazione in classifica è cambiata totalmente. Dopo12 giornate del campionato d’Apertura la sua squadra è ultima in classifica con soli 9 punti frutto di una vittoria e sei pareggi, il resto sono sconfitte. Per capire la gravità del momento basti pensare che il River mai era sceso così in basso in tutta la sua storia.
Questi numeri certo non fanno felice Simeone che alla fine della partita contro il Colon Santa Fe, conclusasi con l’ennesimo pareggio, ha sfogato tutta la sua rabbia. L’allenatore, ex centrocampista di Inter e Lazio, in preda ad una vera e propria crisi di nervi, ha colpito ripetutamente e violentemente con un pugno una porta negli spogliatoi ferendosi la mano. La notizia è finita su tutti i giornali argentini mentre il buon Diego è fino all’ospedale per curarsi una ferita che i medici hanno definito “piuttosto seria“.
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Argentina e Brasile, le due strafavorite per il Torneo Olimpico di calcio, approdano in semifinale come da copione. Ciò che forse non era da copione, è la fatica e l’affanno, con le quali le due formazioni sudamericane hanno superato i Quarti di Finale. Certo, almeno loro li hanno passati, a differenza degli Azzurri, ma non senza brividi.
Entrambe hanno dovuto sudare per 120 minuti prima di avere la meglio sulle avversarie: Olanda per la squadra di Lionel Messi, Camerun per l’undici capitanato dal neo-rossonero Ronaldinho. I biancocelsti, oro ad Atene nel 2004, dove ci massacrarono in semifinale (3-0) superano la squadra orange per 2-1 grazie alle marcature dell’asso del Barcellona e il goal vincente di Di Maria al minuto 105, dopo che Bakkal aveva riportato la situazione in parità.
La Pulce incanta davanti agli occhi del suo pigmalione, quel Diego Armando Maradona che tanto ricorda, seduto in tribuna. E ci vuole il miglior Messi per aver la meglio di un’ottima Olanda, che in alcune occasioni va vicina al KO ma, in altre, sembra poter fare lo scherzetto ai campioni olimpici in carica.
In fondo in molti se lo aspettavano: la granitica formazione tedesca contro la scintillante selezione portoghese, una sfida tra la concretezza teutonica e il narcisismo lusitano, insomma non ci si scandalizza se alla fine dei 90 minuti a vincere è stata la Germania, capace di superare per 3-2 il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Assoluto protagonista Bastian Schweinsteiger, autore del gol dell’1-0 e di due assist su punizione per le marcature di Klose e Ballack, ma brava tutta la Germania, soprattutto Podolski, quantità, qualità e giovinezza. La squadra di Scolari invece cerca di rimanere in corsa col cuore, ma indubbiamente stecca la partita, soprattutto in difesa: Nuno Gomes e Postiga hanno accorciato due volte le distanze, invano. Ma vediamo nel dettaglio come è andata. (Fotogallery - Video)
Il match parte un po’ in sordina con le due formazioni che si studiano a centrocampo aspettando i guizzi dei campioni; le prime occasioni capitano ai portoghesi che con Ronaldo e Simao scaldano i guantoni all’attento Lehmann, quindi Moutinho non riesce ad indirizzare verso la porta un cross delizioso di Bosingwa. La squadra di Scolari pare più in palla ma bastano un paio di triangoli perfetti per trovarsi in seria difficoltà: è quanto accade al 22° quando Podolski scambia bene il pallone con due suoi compagni e se ne va sulla sinistra, per poi crossare basso per l’accorrente Schweinsteiger. Il biondo 23enne del Bayern non sbaglia, punendo il Portogallo esattamente come due anni fa, durante la finale per il terzo posto, quando siglò una doppietta.
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Domenica sera l’Europa intera guarderà con un pizzico di curiosità l’ultimo quarto di finale di questo Europeo: nel Prater di Vienna si sfideranno due squadre che non sono solite incontrarsi in competizioni ufficiali, due modi di fare calcio storicamente diversi, il vigore latino racchiuso in 22 atleti e un prato verde. Ma la partita di domenica sera, non andando a pescare dati da almanacco o concezioni filosofiche, concederà più di una risposta a una domanda che un po’ tutti si sono posti: vincerà ancora l’Italia pasticciona che dalle difficoltà si esalta e ne esce sempre con maestria o questa volta trionferà la gioventù, la sfrontatezza, la squadra favorita?
Perché la Spagna di Aragones, fino a questo punto, ha mostrato un calcio chiaramente migliore della truppa di Donadoni che anche contro la Francia ha vinto ma non convinto. Le Furie Rosse invece hanno affrontato con le riserve i campioni in carica della Grecia e hanno sfoderato la terza prestazione convincente di fila, facendo filotto di vittorie nel Girone D e impressionando addetti ai lavori e tifosi. Ma nelle partite secche, il calcio ci insegna, spesso non basta la brillantezza: basta un guizzo di Buffon o una incertezza di Marchena ed ecco che i pronostici si sovvertono in men che non si dica.

Tra Spagna e Svezia c’era in palio la leadership del gruppo D dopo che gli uomini di Aragonés avevano battuto la Russia e gli svedesi erano riusciti ad avere la meglio sui campioni in carica della Grecia. Ma questo non era il solo motivo di interesse di questa sfida: la presenza in campo del capocannoniere Villa, di Torres ancora a secco e di Ibrahimovich anch’esso in rete nella prima giornata hanno aggiunto fascino a questa partita.
Alla fine l’ha spuntata la Spagna in extremis, grazie proprio a David Villa che ha siglato la rete del definitivo 2-1 al in pieno recupero sfruttando l’incertezza di una difesa svedese immobile nell’occasione. Questa vittoria regala la qualificazione virtuale ai quarti alla Spagna, per la squadra di Lagerbäck invece ci sarà ancora da sudare, tutto si deciderà nell’ultima decisiva sfida contro la Russia di Guus Hidding che in serata affronta la Grecia (Fotogallery - Video).
Anche se nata nei primi anni ‘90 e dopo anni di guerra, la nazionale Croata ha già scritto pagine memorabili per la sua storia calcistica, il terzo posto nel mondiale ‘98 è qualcosa di speciale che tutti i croati portano nel cuore e nella memoria con la speranza, un giorno, di poter migliorare la piazza d’onore. Il primo europeo che la squadra bianco-rossa ha disputato è stato proprio il primo al quale poteva partecipare, Euro 1996 in Inghilterra, dove fu battuta nei quarti di finale dai futuri campioni della Germania. Euro 2000 fu un anno senza competizione continentale e quattro anni fa non sono riusciti a superare la fase a gironi chiudendo con due pareggi e una sconfitta. Ma i tempi sono cambiati.
Sorteggiata nel Gruppo E di qualificazione, la squadra deve combattere con l’Inghilterra, tutti si aspettano che la nazionale dei tre leoni la faccia da padrona e invece no. La Croazia si qualifica con una giornata d’anticipo e si permette di battere a Wembley la selezione d’oltre manica con il risultato di 3-2, gli inglesi sono costretti a vedere la competizione per televisione. Ma chi è l’artefice di questo capolavoro? Slaven Bilić, forte difensore centrale che ha vestito le maglie dell’Haiduk Spalato, Karlsruhe, West Ham, Everton e giocatore fondamentale nella favola del 1998. Ha costruito una squadra mista di esperienza e fame di emergere e lo ha dimostrato al mondo intero. Purtroppo per lui Edoardo Da Silva mancherà nel reparto offensivo ma le alternative non mancano (Fotogallery).
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L’urna di Nyon (Svizzera) ha stabilito gli accoppiamenti dei Quarti di Finale della massima competizione europea, rappresentata per l’Italia, dalla sola, splendida Roma di Spalletti.
I giallorossi se la vedranno ancora una volta con i Diavoli Rossi del Manchester United. Prima gara all’Olimpico, ritorno all’Old Trafford, esattamente come l’anno scorso segnato dall’incubo del 7 a 1. In un’eventuale semifinale, la squadra capitolina, affronterebbe la vincente di Shalke 04 - Barcellona.
I giustizieri delle milanesi invece, Arsenal e Liverpool se la vedranno in un Derby stellare, tutto british.
Questo il tabellone completo:
Q1 Arsenal-Liverpool
Q2 Roma-Manchester United
Q3 Shalke 04-Barcellona
Q4 Fenerbahce-Chelsea
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