
I canali tematici della piattaforma Sky, Juventus Channel e Roma Channel, chiudono, almeno per ora i battenti. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, lasciando gli abbonati privi di un prodotto per il quale ancora pagano un canone mensile. I due canali sono gestiti dalla società Blind Turn che produce per conto della Rai, proprio un contenzioso con l’emittente di stato ha portato all’interruzione dei programmi, nel frattempo i dipendenti non ricevevano lo stipendio da alcuni mesi.
È toccato prima al canale giallorosso, fortemente voluto da Franco Sensi: i dipendenti hanno indetto uno sciopero dopo aver lavorato per circa due mesi senza percepire nessuna forma di retribuzione. Per provare a risolvere la questione è intervenuta la stessa società capitolina senza successo. Ad oggi il canale è chiuso, dopo undici anni i tifosi della Roma restano completamente a secco di notizie dal ritiro estivo che quest’anno si tiene a Brunico.
Situazione simile per il canale bianconero. In questo caso i circa trenta dipendenti, molti dei quali precari, pur senza scioperare si sono trovati costretti a non recarsi sul luogo di lavoro a causa della decisione di Blind Turn di “sospendere l’erogazione del servizio di produzione e messa in onda”. Con una nota diffusa ieri il personale ha tenuto a precisare di essere impossibilitato a prestare servizio per volere dell’azienda. Pietro Gabriele, segretario piemontese della Cgil-Flc, ha tenuto a precisare:
“Da due mesi i dipendenti , tecnici e amministrativi, che hanno un contratto a tempo determinato fino al 2013, hanno fatto comunque ogni sforzo per garantire il servizio malgrado non percepissero lo stipendio. Siamo disponibili sia a continuare con questo gestore, che con un nuovo operatore, ma abbiamo bisogno di chiarezza, di sicurezza per il futuro e innanzitutto che vengano patate le spettanze dei dipendenti”.
Juventus Channel ad oggi trasmette un amichevole estiva dei bianconeri che si è tenuta durante il ritiro estivo a Bardonecchia ormai conclusosi.

La Rai ha comprato i diritti televisivi per la trasmissione di tutte le partite degli Europei 2012. In Ucraina ed in Polonia sono in ritardo con la costruzione degli stadi e delle infrastrutture promesse, intanto la nostra tv di Stato si porta avanti garantendo che almeno gli Europei siano un evento visibile nella sua interezza sulle reti in chiaro, senza bisogno di alcun abbonamento alla pay tv.
Se i Mondiali, anche quelli in Brasile nel 2014, saranno trasmessi da Sky con la Rai che potrà mandare in onda soltanto le gare dell’Italia e le partite più importante gli Europei si confermano terreno privilegiato per la tv pubblica che garantirà la copertura totale dell’evento.
Una buona notizia che fa il paio anche con l’acquisto, sempre da parte della Rai, degli Europei Under 21. Almeno per la massima competizione continentale per Nazionali non sarà necessario pagare nient’altro che l’obbligatorio Canone.

Mediaset batte tutti e si aggiudica buona parte dei diritti tv per le competizione europee del triennio 20012/2015. La novità più importante riguarda la Champions League con l’acquisizione in esclusiva di una partita di una squadra italiana ogni settimana, per esclusiva si intende che neanche Sky potrà trasmettere il match più interessante che l’emittente di Cologno Monzese via via sceglierà. E’ dal 2006, da quando cioè è la Rai ad avere i diritti, che questo non accadeva. Le partite in chiaro andranno in onda su Canale 5, saranno trasmesse inoltre le eventuali semifinali che vedranno in corsa formazioni del nostro paese e la finalissima.
Come al solito Mediaset Premium ha poi di nuovo puntato forte sull’Europa League, competizione che trasmetterà in esclusiva assoluta con tanto di partita settimanale in chiaro su una delle reti del network, praticamente la stessa formula proposta quest’anno. Per concludere anche la Supercoppa Europea sarà un’esclusiva dell’emittente di proprietà di Silvio Berlusconi, anche in questo caso non è una novità. La scelta di puntare sull’Europa League appare particolarmente lungimirante dal momento che dalla prossima stagione saranno soltanto tre, una con preliminari annessi, le squadra italiane a prendere parte alla Champions League, con un conseguente maggiore interesse per il secondo trofeo continentale.
In tutto ciò la Rai resta a guardare e resta praticamente a secco, sulla tv di stato non si vedrà nessuna partita europea, non solo, gli abbonati non potranno gustarsi neanche gli highlights, in chiaro, anche in questo caso, i diritti sono di Mediaset. Sky mantiene il controllo sull’intero pacchetto Champions League, ma per la prima volta non potrà vantare il primato di trasmettere tutta la competizione: nella fase a gironi dovrà infatti rinunciare ad una partita ogni settimana, danno non trascurabile dal momento che perderà in pratica tutti i big match delle italiane in giro per i campi più prestigiosi d’Europa.

Tra le molte novità che riguarderanno la nuova stagione televisiva della Rai e di Mediaset c’è anche un importante avvicendamento per ciò che concerne le telecronache della nazionale italiana. Sarà infatti Bruno Gentili, che ha esordito alla radio nel ‘78 come spalla di Ameri e Ciotti, diventando poi vice-direttore responsabile di Raisport nel 2007, a commentare gli incontri della nazionale azzurra fin dal prossimo impegno. Dall’11 agosto 2010 prenderà il posto di Marco Civoli, diventerà voce ufficiale degli azzurri per la Rai, e narrerà le gare della nuova nazionale di Prandelli. Firenzeviola.it ha intervistato Gentili che si è detto onorato per questa nuova avventura:
Prima di tutto, ci permetta di farle i nostri complimenti.
“E’ una grande responsabilità, si tratta di un’eredità difficile ma credo sia nel mio destino. Prima con Ciotti, poi con Civoli e tutti colori che mi hanno preceduto. Sarà un onore raccontare l’Italia”.
Via, dunque. Che Nazionale si aspetta?
“Un’Italia coraggiosa, figlia della filosofia di Prandelli. Coraggio nelle scelte e nel gioco, freschezza, gioventù ed intraprendenza, così come ha dipinto negli anni la sua Fiorentina. Ha sempre anteposto il gioco al risultato; per questo forse non è riuscito a mettere niente in bacheca ma sono molto fiducioso”.
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La Serie A TIM 2009-2010 si è conclusa con il record di presenze allo stadio negli ultimi diciassette anni. Gli spettatori che hanno affollato in questa stagione gli stadi della massima serie sono stati 9.642.640 e bisogna risalire al campionato ‘92-’93, quando furono 9.977.878, per trovare un risultato superiore. Il dato è ancora più significativo ricordando le partite nelle quali le restrizioni di ordine pubblico hanno limitato l’accesso allo stadio di un maggior numero di tifosi. La crescita è testimoniata dal trend degli ultimi tre anni: +250 mila rispetto all’anno scorso, +866 mila nei confronti di due anni fa e +2 milioni e 500 mila considerando il peggior risultato degli ultimi 40 anni, la Serie A di tre anni fa, orfana della Juventus.
Solo i primi tre campionati successivi al Mondiale italiano avevano portato più di 9,5 milioni di tifosi negli stadi di Serie A, dopodichè, per sedici stagioni, tale soglia non era mai stata oltrepassata. La media presenze per partita è stata di 25.375, con il primato della penultima di campionato del 9 maggio, quando in media ad ogni partita hanno assistito 34.129 spettatori (per questa giornata la media è stata calcolata su 9 incontri, essendosi disputata a porte chiuse la gara Genoa-Milan). L’Inter si aggiudica oltre al campionato anche la classifica tifosi, con 55.957 spettatori a gara, seguita da Napoli (47.049), Milan (42.809), Roma (40.925) e Lazio (36.515).
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Prima o poi doveva succedere, da quando è stata introdotta la regola che prevede la squalifica per chi pronuncia espressioni blasfeme in campo si aspettava soltanto la prima vittima. Gianluigi Buffon ci è andato molto vicino ma se l’è cavata tirando in ballo uno “zio sporcaccione” in famiglia. Non è andata altrettanto bene a Mimmo Di Carlo, l’allenatore del Chievo è stato squalificato per una giornata “per avere, al 3° del secondo tempo, proferito un’espressione blasfema”, l’infrazione è stata accertata da un collaboratore della Procura Federale presente al Bentegodi durante Chievo - Cagliari.
È andata meglio al suo calciatore, Michele Marcolini domenica è stato espulso e uscendo dal campo ha sfogato il suo nervosismo preferendo improperi. Il giudice sportivo Tosel, analizzando le immagini della partita, ha constatato che il centrocampista non aveva detto niente di blasfemo, per lui quindi soltanto la normale squalifica dovuta al cartellino rosso rimediato in campo. Ma i blasfemi sono presenti anche sui campi dei campionato minori ed è normale quindi che inizino a fioccare le squalifiche.

Il Centro Studi della Lega Calcio ha diffuso ieri i dati relativi al trend di spettatori allo stadio e di telespettatori delle partite di Serie A e B per questa prima metà di stagione. I numeri dicono che rispetto alla stagione scorsa la media di spettatori per incontro della massima divisione è leggermente calata, siamo infatti passati dai 24.717 ai 24.148, il dato è comunque superiore a quello relativo a due stagioni fa in cui la media era stata di 22.336 presente. La prima giornata del girone di ritorno, l’ultima presa in considerazione, ha fatto registrare l’ottima media di 29.000 spettatori, il primato in questo senso spetta però alla tredicesima d’andata in cui si contarono in media 406 spettatori in più ad incontro. Se il trend si confermerà nel girone di ritorno alla fine del campionato si saranno registrati più di nove milioni di spettatori allo stadio, cifra raggiunta soltanto in altre due occasioni in passato (2004/2005 e 2008/2009).
La Lega giustifica con l’arrivo di Mazzarri sulla panchina del Napoli l’aumento di presenze al San Paolo, i partenopei (41.574) ora sono secondi in classifica per media spettatori a partita nelle partite casalinghe, al primo posto sempre l’Inter, l’unica a superare la soglia dei 50.000. Sul gradino più basso del podio il Milan fermo a quota 41.574. Il Napoli deve accontentarsi della piazza d’onore anche in un’altra graduatoria, quella della percentuale media di occupazione dello stadio. La società di De Laurentiis sfrutta la capienza dell’impianto di Fuorigrotta per il 77.78%, poco più in basso ci sono i genoani. Al primo posto troviamo la Juventus con una percentuale di occupazione dell’85,48%, questo dato però va letto in funzione della capienza piuttosto limitata dell’Olimpico di Torino, appena 27.994 posti. Ottimo il piazzamento in terza posizione del Genoa.
L’eco delle proteste dei tifosi viola è giunto fino a Viale Mazzini, sede della Rai. L’azienda pubblica, colpevole di non aver dedicato nemmeno una diretta di Champions League ai tifosi della Fiorentina, si scusa con una lettera firmata dal direttore di Rai Sport, Eugenio De Paoli. Ecco il testo integrale della missiva:
“La felice qualificazione anticipata e l’incertezza per l’accesso dell’Inter agli ottavi di finale, ci ha obbligati a stravolgere la nostra programmazione. La Rai, in base al contratto sottoscritto con l’Uefa, ha diritto a trasmettere solo una partita del mercoledì. Dall’inizio dei gironi, la Fiorentina ha giocato di mercoledì sempre in contemporanea all’Inter: il 16 settembre le partite in programma erano Inter-Barcellona e Lione-Fiorentina, il 4 novembre Dinamo Kiev-Inter e Fiorentina-Debrecen, il 9 dicembre Inter-Rubin Kazan e Liverpool-Fiorentina”.
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Cinque vittorie di fila dopo il passo falso all’esordio, un gruppo, quello E, dominato e vinto meritatamente. Evidentemente questi numeri non sono ritenuti degni di interesse alla Rai, se è vero che di tre turni in cui la Fiorentina ha giocato di mercoledì mai ha avuto l’onore della diretta del primo canale. Evidentemente la maglia nerazzurra, Juve e Milan sono escluse perché mai in contemporanea con i viola, è ritenuta più appetibile in termini di indici di ascolto, magari è anche vero, peccato solo che si stia parlando di servizio pubblico, finanziato dai soldi dei contribuenti e quindi, in teoria, svincolato dalle logiche degli ascolti e dello share.
Così alla festa per la storica qualificazione si è aggiunta anche la rimostranza nei confronti dell’emittente pubblica. Ad accogliere i giocatori di ritorno da Liverpool, all’aeroporto di Peretola c’erano circa 500 tifosi che hanno inneggiato ai loro eroi ma hanno anche mostrato striscioni polemici contro la Rai, uno che ha raccolto molte ovazioni recitava: “Sono in sciopero della fame contro la Rai (ma ormai comincio dopo le feste)”. D’altra parte i viola sono abituati a questo trattamento, l’anno scorso quando giocavano in Europa League i tifosi dovettero accontentarsi del canale erotico Conto Tv.
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Il calciotelemercato, un termine testé coniato per indicare il mercato degli uomini di sport nell’ambito delle varie emittenti televisive, è sempre molto attento a nomi e situazioni; è passata appena una settimana dalle dimissioni di Luciano Spalletti dalla panchina della Roma, ed ecco che il tecnico di Certaldo ha avuto subito una bella proposta da Sky come commentatore televisivo: il pelato allenatore non ci ha pensato su due volte, così che è entrato in men che non si dica nella già nutrita “squadra calcistica” della tv di Murdoch.
Spalletti si unisce dunque ai vari Vialli, Mauro, Marchegiani, e la sua presenza non stupirà più di tanto visti i rapporti sempre amichevoli tra lui e i vari giornalisti Sky, col suo faccione sempre presente alla domenica spesso anche prima del fischio di inizio. Ci si chiede se a livello dialettico possa funzionare, dato che chi conosce Spalletti sa bene quanto contorti siano spesso i suoi ragionamenti impregnati di retorica, ma è anche certo che l’ironia e l’intelligenza non mancano al certaldese.
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