Una spaventosa invasione di campo ha caratterizzato il derby viennese tra Austria Vienna e Rapid. Gli incidenti sono cominciati quando l’Austria ha segnato il secondo gol, al 26′ del primo tempo. Il derby è stato sospeso. Decine di ultras del Rapid, dall’aria minacciosa, sono entrati sul terreno di gioco dirigendosi verso la curva dei tifosi avversari.
La scellerata iniziativa rischiava di degenerare ulteriormente quando il gruppo di teppisti è arrivato a pochi metri dalla curva ed ha iniziato a tirare fumogeni verso i rivali. Il congruo cordone di polizia formato da 400 agenti ha evitato il peggio. Tre teppisti sono stati arrestati, due agenti sono rimasti feriti negli scontri.
Girone A
Ajax - Anderlecht 1-3
Dinamo Zagabria - Timisoara 1-2
Anderlecht 11
Ajax 11
Dinamo Zagabria 6
Timisoara 5
Girone B
Genoa - Valencia 1-2 (Video - Foto)
Lilla - Slavia Praga 3-1
Valencia 12
Lilla 10
Genoa 7
Slavia Praga 3
Girone C
Hapoel Tel Aviv - Amburgo 1-0
Rapid Vienna - Celtic Glasgow 3-3
Hapoel Tel Aviv 12
Amburgo 10
Celtic Glasgow 6
Rapid Vienna 5
Serata negativa per le due italiane (la Roma scenderà in campo domani sera) impegnate in questa prima tornata di incontri della quinta giornata della fase a gironi di Europa League. Eliminata la Lazio, sconfitta ancora una volta dal sorprendente Salisburgo e costretta così a cedere il passo agli stessi austriaci e al Villareal, nettamente vittorioso nella trasferta di Sofia (gran gol di Giuseppe Rossi per il vantaggio dei suoi).
Non brilla nemmeno il Genoa, che strappa un soffertissimo pari a reti bianche sul terreno dello Slavia Praga, risultato che consente comunque agli uomini di Gasperini di giocarsi tutto nell’ultima giornata, vista la contemporanea sconfitta del Lilla a Valencia.
Negli altri raggruppamenti, oltre alle già qualificate Ajax, Anderlecht, Hapoel Tel Aviv e Benfica, passano il turno l’Everton, vittorioso di misura ad Atene, l’Amburgo, che conquista anche la prima posizione del suo girone e potrà così continuare a cullare il sogno di disputare la finale della manifestazione davanti al pubblico di casa, e il Fenerbahce, corsaro sul campo dei temibili olandesi del Twente, ora costretti a giocarsi la qualificazione nell’ultima sfida con i moldavi dello Sheriff.
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Dopo il sorteggio per i gironi di Champions League arriva anche quello dell’Europa League, la nuova Coppa Uefa. La formula prevede ben 12 gironi da 4 squadre con gare andata e ritorno e il passaggio ai sedicesimi per le prime due classificate a cui si andranno ad aggiungere le 8 terze classificate della fase a gironi di Champions. Dal mega sorteggio vengono fuori verdetti in linea con la posizione nel ranking Uefa che le nostre tre rappresentanti portano in dote.
La Roma, testa di serie, terzo miglior coefficiente Uefa dalla competizione, trova un girone con Basilea, una delle più abbordabili nella seconda fascia, il Fulham, allenato da Roy Hodgson e il CSKA Sofia. Non è un compito proibitivo per i giallorossi classificarsi fra le prime 2 con avversarie del genere. La Lazio, che partiva in seconda fascia, pesca il Villareal fra le teste di serie, i bulgari del Levski Sofia dalla terza fascia e gli austriaci del Salisburgo.
Se gli spagnoli rappresentano una squadra di ottimo livello Levski e Salisburgo sono ampiamente alla portata della Lazio di Ballardini. Il girone più complicato lo pesca il Genoa, da tanti anni fuori dalle coppe ed inevitabilmente inserita in quarta fascia. Gasperini e i suoi se la dovranno vedere con un avversario del calibro del Valencia, ma preoccupano anche le altre avversarie: i francesi del Lille e i cechi dello Slavia Praga. Non è un’impresa impossibile puntare alla qualificazione, ma certo è decisamente un test impegnativo per le ambizioni europee del grifone.
Dopo il continua tutti i gruppi così come sono stati sorteggiati dall’urna di Montecarlo.
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Con le partite di ieri sera si è chiusa la fase degli spareggi di Europa League e non sono mancate le sorprese. La più clamorosa è l’eliminazione dello Zenit St.Pietroburgo, squadra nella quale milita l’ex granata Alessandro Rosina, che solo nel 2008 si era aggiudicato la competizione e aveva trionfato in supercoppa europea. La sfida contro il Nacional è terminata con un pareggio interno per 1-1 dopo la sconfitta per 4-3 subita in Portogallo. Altra squadra che lascia anzitempo la competizione contro i pronostici della vigilia è l’Aston Villa che non riesce a superare il Rapid Vienna, nonostante la vittoria casalinga per 2-1, a causa della sconfitta dell’andata per 1-0.
Non sono mancate le goleada in questo spareggio. La Roma ha vinto all’olimpico per 7-1 contro il Kosice (Foto), il Villareal ha battuto 6-1 gli olandese del Nac Breda dopo la vittoria per 3-1 dell’andata e il Basilea ha infierito sugli azeri del Baki con un 5-1. Passa il turno anche la Dinamo Bucarest che aveva perso a tavolino 3-0 la gara d’andata in casa a causa dei disordini dei suoi tifosi, ma è riuscita ad imporsi per 0-3 sul campo dello Slovan Liberec nei tempi regolamentari, pareggiando così il conto, e poi ha vinto ai rigori 9-8. Questa mattina alle 12:45 a Montecarlo si terra il sorteggio per comporre i gironi di Europa League.
Tutti i Risultati:
FC Shakhtar Donetsk - Sivasspor 2 - 0
FK Aktobe - Werder Bremen 0 - 2
FC Amkar Perm - Fulham FC 1 - 0
FK Qarabağ - FC Twente 0 - 0
Hapoel Tel-Aviv FC - FK Teplice 1 - 1

Ha aperto i battenti veri e propri la cuginetta povera della Champions League, la neonata Europa League figlia dell’ex Coppa Uefa e nipote dell’ormai nonna Coppa delle Fiere: chi vince si aggiudica poco più di 7 milioni di euro (sommando tutti i bonus per vittorie e passaggi del turno), praticamente meno di quanto la Fiorentina o l’Atletico Madrid incasserebbero (8 milioni) se dovessero accedere ai gironi di Champions. Ma tant’è, il fascino dell’Europa è sempre irresistibile e per le squadre piccole incontrare grandi club come Roma, Valencia o Zenit San Pietroburgo è una grandissima opportunità. Ieri si sono giocate le gare d’andata dei play-off, chi vincerà la doppia sfida accederà alla fase a gironi.
Le italiane non se la sono cavata male: la Roma ha pareggiato a Kosice per 3-3 (doppietta di Totti e Menez), la Lazio ha piegato all’Olimpico l’Elfsborg 3-0 con un grande Zarate (reti anche di Kolarov e Mauri, tutte e tre splendide realizzazioni). Bene anche il Genoa che ha battuto i danesi dell’Odense per 3-1, doppietta del redivivo Figueroa e autorete di Sørensen. Turno non difficile per le big ma, essendo moltissime partite, qualche sorpresa è venuta fuori: sconfitte Aston Villa (1-0 dal Rapid Vienna in gol dopo pochi secondi con Jelavic), Hertha (2-1 per opera del Brondby) e Zenit (4-3 in casa dei rumeni del Nacional). In gol Giuseppe Rossi nell’1-3 del Villarreal sul Nac Breda, sospesa la partita della Dinamo Bucarest per invasione di campo.

Oggi sono nati diversi giocatori che militano o hanno militato nella massima serie; tuttavia ci preme (chissà perché poi) dedicare l’appuntamento odierno di questa rubrica facendo gli auguri di buoni 40 anni a una meteora del nostro calcio, una delle più famose e delle più dibattute di tutti i tempi: Hugo Maradona, il fratellino di Diego Armando che poco più di 20 anni fa illuminò la Serie A con la sua storia surreale. La sua carriera da calciatore, infatti, può dirsi riassunta in una sola partita, disputata con la maglia dell’Argentina Under 16: doppietta spettacolare, complimenti a raffica, lo stesso Pibe de Oro affermò: “Diventerà più forte di me“.
Di nove anni più grande, il ben più famoso Maradona cercò di piazzarlo in tutti i modi nel nostro calcio: Pisa e Pescara non si fidarono, nonostante con l’Argentinos Juniors avesse anche messo a segno un gol. Si narra che il Napoli aiutò l’Ascoli a perfezionare il trasferimento del buon Hugo dall’Argentina all’Italia: imberbe 18enne, zero voglia di sacrificarsi, si tuffò nei piaceri carnali sin da subito. Ma Ilario Castagner, all’epoca tecnico dei marchigiani, dovette per forza dargli qualche chance: 3 presenze da titolare, 13 in tutto, nulla ma proprio nulla degno di nota. E pretendeva pure di giocare!
L’esplosione di un petardo lanciato dalla curva, durante il primo tempo del derby contro l’Austria Vienna del 24 agosto 2008, ha costretto il portiere del Rapid Vienna ad abbandonare l’attività agonistica. “Georg ha parecchio dolore e non ci sente. Non posso escludere danni permanenti al suo udito”, disse il medico sociale della squadra, qualche ora dopo il fattaccio. E l’infausta previsione si è puntualmente avverata: a causa dei persistenti problemi di equilibrio il 37enne tedesco Georg Koch ha dovuto rinunciare ad ogni velleità calcistica. (Guarda il Video)
Dopo aver studiato le immagini, la polizia fece sapere di aver arrestato un uomo, sospettato di aver lanciato il petardo. Ma la signorilità con cui Koch ha affrontato la vicenda è quantomeno esemplare: “Ho sperato a lungo di poter proseguire la mia carriera, ma purtroppo ho capito che questo tentativo non ha più senso. Due idioti sono la causa del mio ritiro. Non voglio ricavare dei soldi da questa vicenda, ma queste cose non doverebbero mai accadere. Il lancio di un petardo può avere pesanti conseguenze.”

“Questa non è una semplice sconfitta, è una catastrofe; in 50 anni di carriera, non avevo mai subito uno smacco simile” ha detto dopo qualche ora dalla fine della partita Giovanni Trapattoni, attuale allenatore dei Red Bull Salisburgo (ma futuro ct dell’Irlanda), squadra che fino a ieri era in testa alla Bundesliga austriaca. Fino alla partita di ieri appunto, il sentitissimo match-clou della 31esima giornata, quello tra il Salzburg e il Rapid Wien, prima e seconda in classifica, il migliore attacco e la miglior difesa contro i secondi della classe anche per quanto riguarda i gol fatti e quelli subiti.
Stadio gremito, ingresso spettacolare dei giocatori in campo (come potete notare nella sintesi che vedrete in fondo all’articolo), tutto era pronto per una giornata di calcio sui generis. Come alla fine lo è stato, ma per gli ospiti. Passano 11 minuti e inspiegabilmente è già 0-3: Erwin Hoffer, Stefan Maierhofer e Umit Korkmaz gelano il pubblico del Wals-Siezenheim (anche detto Bulls’ Arena), preludio di una giornata storta. A fine primo tempo i gol erano 5 (ancor Hoffer e ancora Maierhofer), a fine partita 7, grazie alla tripletta di Hoffer e al sigillo in extremis di Steffen Hofmann.
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