Strana sorte quella capitata al Siena durante il sorteggio del calendario del prossimo campionato di Serie A: la Montepaschi Arena accoglierà subito il Milan e la Roma (prima e terza giornata), mentre chiuderà i battenti con l’Inter (ultimo turno) dopo la trasferta di Firenze. Tutto ciò potrebbe rivelarsi vantaggioso per gli uomini di Giampaolo: affrontare subito il Milan e la Roma è di certo favorevole (si sa che le piccole contro le grandi non rodate non disdegnano il colpaccio), così come Inter e viola alla fine quando magari quota 40 punti è già stata raggiunta: “Sarà una stagione difficile, dalla prima all’ultima giornata. Trovare subito il Milan ci darà modo di entrare all’istante in clima campionato. Il nostro obiettivo è arrivare il prima possibile a 40 punti, per poi cercare di migliorare quanto di buono ottenuto l’anno scorso” ha spiegato la bandiera della Robur Daniele Portanova.
Ma per fare un buon campionato bisogna lavorare e ancora lavorare, prerogative che di certo non mancano al Siena e al suo allenatore Marco Giampaolo. Domani test amichevole contro l’Ibiza italiano, fra otto giorni primo Trofeo Montepaschi contro la Sampdoria, in notturna, mentre il counter abbonamenti segna quota 5619 (i prezzi sono molto molto abbordabili con una curva a 120 euro, poco più di 6 euro a partita). Ma il tecnico di Bellinzona sa che ancora c’è da puntellare qualcosa nella rosa dei toscani, sicuramente rinforzatisi con l’arrivo dei vari Fini e Reginaldo, ma anche un po’ disorientati dalla partenza di uomini chiave nello scacchiere tattico come Kharja, Zuniga e Galloppa: “Con la società eravamo d’accordo che ne sarebbero stati venduti due, invece sono partiti in tre. Sono perdite dolorose, comunque in ritiro mi i sono messo a lavorare per cambiare modulo“.
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Qualche anno fa le squadre che non erano mai retrocesse dalla Serie A alla B erano cinque: nel giro di un paio di stagioni ben tre di questi club hanno assaporato l’acredine di una retrocessione. Prima la Juve, poi il Chievo e infine il Parma; così a resistere stoicamente rimangono solo due società: l’Inter, che come risaputo non ha neanche mai disputato un campionato diverso da quello di Serie A, e il Siena. La piccola società toscana salì per la prima volta nella massima serie nel 2003 e da allora ha messo in fila sei salvezze; da due giorni è iniziato il pre-ritiro a Colle val d’Elsa, prima di partire per il Trentino lunedì e ivi rimanerci fino al termine di luglio.
“Abbiamo fatto un ottimo mercato. Abbiamo preso ragazzi che migliorano la rosa, spero che il pubblico sia contento. Siamo sicuramente più competitivi dell’anno scorso. Tutti gli anni diventa più difficile per una squadra come la nostra, andiamo avanti grazie lo sponsor (il Monte dei Paschi, ndr) e grazie alla bravura dei dirigenti che ci hanno consentito di fare alcune plusvalenze. Qualche separazione è stata dolorosa per noi, anche dal punto di vista affettivo, ma per il Siena è normale che sia così” ha detto il presidente Giovanni Lombardi Stronati, attivo più che mai insieme al ds Manuel Gerolin durante questa sessione di mercato.
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Marco Giampaolo ha voglia di cambiare aria, non ha intenzione restare un’altra stagione al Siena e vuole andare al Torino appena retrocesso di Urbano Cairo. Il presidente senese, Lombardi-Stronati, dovrà prendere in seria considerazione le intenzioni manifestate da Giampaolo, che già in passato ha dimostrato di saper rinunciare anche a dei soldi pur di fare solamente quello che vuole. Appena due stagioni fa infatti, rinunciò a tornare sulla panchina del Cagliari quando il presidente Cellino lo richiamò per la seconda volta a guidare la squadra perché come dichiarò, “l’orgoglio e la dignità non hanno prezzo” per lui.
A convincere l’allenatore nato a Bellinzona è il progetto propostogli da Urbano Cairo: tre stagioni sulla panchina granata a circa 850mila euro a stagione più Bonus in caso di promozione in Serie A e un ruolo centrale anche nelle strategie di mercato dei granata. Insomma si tratta di un’offerta che tutti gli allenatori emergenti vorrebbero avere; uno stipendio ottimo, in modo particolare per la Serie B e soprattutto tre stagioni per lavorare serenamente, che gli darebbero tutto il tempo di far crescere la squadra. L’insoddisfazione di Giampaolo nasce in particolare dal mercato senese che non lascerebbe troppi margini di crescita ad un suo progetto in Toscana.
I dirigenti senesi hanno concluso in questi giorni diverse operazioni di mercato che non hanno convinto il tecnico: il passaggio di Houssine Kharja al Genoa di Preziosi per 3,5 mln di euro e il doppio scambio con il Parma di Ghirardi appena promosso in Serie A, che vede passare Galloppa e Coppola dal Siena al Parma, mentre Reginaldo e Parravicini passeranno dal Parma al Siena, più un conguaglio economico a favore dei bianconeri. Lombardi-Stronati aspetta che sia l’allenatore a richiedere la rescissione perché dal canto suo Giampaolo è legato da un contratto fino al 2010 e lui sarebbe anche disposto a prolungarglielo vista la salvezza tranquilla conquistata dalla sua squadra in questa stagione.

Ci voleva lui, lo svedese Zlatan Ibrahimovic, per sbloccare il risultato del Tardini: sotto una pioggia incessante il numero 8 interista ha trovato la doppietta vincente nella ripresa. Partito dalla panchina e fuori da un mese e mezzo per infortunio, il protagonista alla fine risulta il giocatore che più di tutti ha segnato in questo campionato per la squadra di Massimo Moratti, un giocatore che ha letteralmente “regalato” lo scudetto all’Inter e che ha spedito il Parma in Serie B (prima storica retrocessione dalla A alla B per i ducali) (Fotogallery).
Il match è iniziato con i sentori di un clima teso e pesante fuori dall’impianto parmigiano: scontro fra tifosi e forze dell’ordine, oltre alla preoccupazione per una partita che vale una stagione anche il patema che dai piedi dei 22 in campo dipende la sicurezza fuori dallo stadio. In più ci si mette la pioggia che in Emilia batte forte, come in nessun altra parte d’Italia. Ma tant’è, Rocchi fischia l’inizio e così le due squadre affrontano la gara pensando solo ai 3 punti, necessari per entrambe le formazioni. Ma come preventivabile la gara è tesa, il terreno non aiuta, la posta in palio troppo alta; così le vere occasioni nella prima frazione sono solo due.
La prima capita sui piedi di Morrone sugli sviluppi di un calcio d’angolo: il centrocampista del Parma si trova la palla sui piedi in area piccola ma sparacchia su un superlativo Julio Cesar. Tanti gli interventi al limite della regolarità, Rocchi ha il suo bel da fare per tenere buoni gli animi, Manzo e Mancini dalle panchine si inzuppano; anche gli ospiti sfiorano il vantaggio con una bella iniziativa di Balotelli che mette in mezzo e Cruz per poco non ci arriva, poi Pavarini si salva. Il vantaggio romanista in quel di Catania dopo pochi minuti mette un po’ di strizza all’Inter, Rocchi fischia la fine del primo tempo e la Roma sarebbe campione d’Italia.
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Il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, è stato chiaro: “Semmai dovessimo scendere in Serie B i giocatori non si muoveranno da Parma“. Il giovane imprenditore alla guida dei ducali si fida di Cuper ma poco dei suoi calciatori che ultimamente stanno facendo lavorare più i giornalisti di cronaca rosa che quelli sportivi. Voci, ma pare non infondate. Come quella di Andrea Gasbarroni alle prese con Melita Toniolo del Grande Fratello 7, o come l’assodata coppia che unisce Bernardo Corradi a Elena Santarelli.
Proprio al compleanno del centravanti senese, lo scorso 30 marzo si sono conosciuti il brasiliano Reginaldo (ex Treviso e Fiorentina) e la bellissima Elisabetta Canalis (qui la Fotogallery dell’ex velina). Tra i due, a quanto pare, ci fu una simpatia poi approfondita: la showgirl è stata avvistata a Parma in un locale brasiliano e dalla poltrona di Controcampo si lasciò scappare che aveva seguito attentamente Parma-Napoli (anche se Reginaldo era squalificato).
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Dopo la batosta di ieri sera ecco che Hector Cuper deve incassare anche i colpi inferti dal giudice sportivo Giampaolo Tosel. Quello che ci va peggio, come ampiamente prevedibile, è il portoghese Fernando Couto reo di aver colpito al volto con un pugno Giorgio Chiellini allo scadere del primo tempo. In totale le giornate di squalifica sono quattro, tre per la prova tv che ha immortalato l’episodio prima descritto e una per il rosso rimediato dopo il terzo gol della Juventus.
Nella sentenza del giudice sportivo si legge: “Il gesto compiuto dal calciatore parmense è stato intenzionale stante l’innaturale dinamica del movimento e l’altezza a cui veniva portato il braccio, ed è altrettanto evidente l’idoneità lesiva dell’atto per la zona colpita”. Chiara dunque la sentenza ma vediamo di fare luce anche sul cartellino rosso che ha lasciato attoniti gli spettatori tv e che nemmeno i commentatori di Sky hanno saputo spiegare in diretta.
Couto è stato espulso per aver rivolto un ironico applauso all’arbitro Banti, questo è quanto si legge nel referto del giudice di gara. Come se non bastasse la pena va a intaccare anche il portafogli del portoghese che dovrà infatti versare la bellezza di 5000 euro, a tanto ammonta la sanzione pecuniaria. Squalificato per una giornata è anche il brasiliano Reginaldo, diffidato e ammonito nel corso della partita; un’ammenda di 1000 euro è stata comminata invece al capitano gialloblu Falcone.
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Un pareggio anche fuori casa. Il Milan ritrova Kakà dopo un periodo di appannamento ma il risultato resta a reti inviolate. Dida lascia il campo in barella a causa di un problema alla schiena. Per il momento i rossoneri hanno raggiunto il quarto posto della classifica in attesa della partita della Fiorentina di domani contro il Catania. (Foto - Video)
Il Parma conferma la gara dell’andata e costringe al pareggio i rossoneri penalizzati da una serie di infortuni e da defezioni degli uomini migliori. Il Milan veniva dal risultato di parità di mercoledì con il Livorno e si è presentato a Parma con il 4-4-1-1: Emerson e Serginho a centrocampo e Kakà dietro Inzaghi. Viceversa i ducali schieravano Lucarelli e Reginaldo.
Paolo Maldini ha raggiunto un traguardo invidiabile: 1000 partite giocate da professionista ma i rossoneri non hanno la grinta di regalare una vittoria al capitano festeggiato. Poco ritmo, Cafu e Serginho non danno quella spinta necessaria a sorpassare la metà campo, mentre il Parma sfrutta il pressing e impone il proprio gioco. Si segnalano per i ducali Reginaldo, Dessena e Pisanu che tra l’altro tolgono al Milan la prerogativa che di solito la caratterizza, ossia il possesso di palla. Ed è proprio il Parma a rischiare il vantaggio grazie a Pisanu che per fortuna dei rossoneri sbaglia davanti a Kalac. Inzaghi non pervenuto non viene ben servito dai compagni e il primo tempo termina con l’ennesima tegola per il Milan: Dida esce in barella per un dolore alla schiena.