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Balotelli in compagnia della presunta ragazza di Bossi jr, tapiro d'oro per il Trota

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Una settimana fa Mario Balotelli (fidanzato ufficialmente con la modella greca Betty Kourakou) fu fotografato in compagnia della fidanzata di Bossi jr. Renzo Bossi, figlio del fondatore della Lega Nord e del celodurismo, e neo eletto al Consiglio regionale della Lombardia, raggiunto dal tapiro di Valerio Staffelli, smentisce ogni sorta di legame amoroso con Eliana Cartella, la ragazza paparazzata con Balotelli: “E’ una montatura di qualche giornale che voleva vendere qualche copia in più. Non è così. Quella non è la mia fidanzata. Non è lei. La conosco, siamo amici. E’ una ragazza di Brescia che ha un bar. Io sono un uomo libero“.

E sul suo famigerato soprannome
: “Mi piace il soprannome che mi ha dato mio papà. Sul mio profilo di Facebook, sotto la mia foto ho scritto ‘la trota’”. Ricevendo il Tapiro Bossi Jr. afferma: “Lo prendo volentieri, perché lo aggiungo alla collezione di famiglia, visto che anche mio papà lo ha ricevuto qualche anno fa”.

Le foto di Eliana Cartella e di Betty Kourakou
Le foto di Eliana Cartella e di Betty Kourakou Le foto di Eliana Cartella e di Betty KourakouLe foto di Eliana Cartella e di Betty KourakouLe foto di Eliana Cartella e di Betty Kourakou

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Renzo Bossi: "Al Mondiale non tifo Italia"

pubblicato da Gabriele Capasso


Nuova uscita spericolata di Renzo Bossi, il figlio del leader della Lega Nord Umberto, neo consigliere regionale lombardo. Il ragazzo, lento a finire le superiori, è rapido nello scatenare polemiche. L’ultima in ordine di tempo riguarda ancora la Nazionale. Dopo aver dichiarato di sperare in una partita fra l’Italia e la rappresentativa “Padana” si è sbilanciato nel dichiarare il suo “non tifo” in vista dei Mondiali in Sud Africa.

No, non tifo Italia. E poi bisogna intendersi su che cosa significa essere italiano. Il tricolore, per me identifica un sentimento di cinquant’anni fa, poi non conosco il meridione, non sono mai sceso a Sud di Roma.

A stretto giro la risposta di Gigi Riva, team manager della Nazionale azzurra:

Se non sta bene può anche andarsene dall’Italia, nessuno ne farà una malattia… E’ un’affermazione stupida e grave, se inizia così in politica non va molto lontano. Forse ha voluto farsi conoscere dicendo qualcosa di clamoroso, di esaltante. Ma l’Italia viene prima di lui e resterà anche dopo di lui. La Nazionale è sempre adoperata fuori luogo, ma è l’unica cosa che ancora unisce. La politica ha toccato il fondo. Nel 2006 la vittoria mondiale e il calcio hanno salvato il Paese. Hanno dato un’immagine positiva in tutto il mondo, cosa che la politica non ha dato.

L’uscita di “Trota” Bossi non meritava nemmeno una risposta.

Il neo-consigliere lombardo Renzo Bossi: "Sogno una sfida tra la mia Padania e l'Italia"

pubblicato da vieni_127


Forse mio figlio ha finalmente trovato la sua strada” parole di un padre felice e un pizzico orgoglioso del suo pargolo, quell’Umberto Bossi che ha dovuto svenare non poco per veder realizzare i sogni del suo “delfino“. Gli arcinoti problemi con lo scoglio maturità, un esame superato a fatica al terzo tentativo con 69/100 dopo i fiaschi precedenti e i vari ricorsi al Tar, quindi il parcheggio temporaneo quale team manager della Nazionale di calcio della Padania. Compito che al giovane e intraprendente Renzo Bossi non è mai dispiaciuto, come può notarsi anche nel servizio mandato in onda qualche tempo fa da Le Iene col solito inconfondibile graffio di Enrico Lucci (Clicca qui per il video).

Ma ora è tempo di diventare uomini e dopo un paio di cariche minori, retribuite comunque con stipendi mensili di circa 10mila euro (portaborse di Francesco Speroni, leghista, all’Europarlamento, rappresentante dell’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo, l’Expo di Milano), il buon Renzo ha finalmente deciso di intraprendere la carriera politica, quella vera. Prima tornata elettorale e subito trionfo per questo enfant-prodige padano, che s’accaparra da debuttante un prestigioso posto nel Consiglio Regionale della Lombardia. Ma l’amore per il calcio non si dimentica facilmente.

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