Gruppo G, quello meno incerto degli otto: Brasile e Portogallo dopo le precedenti due uscite giocavano solo per definire la loro posizione, chi sarebbe arrivato primo e chi secondo; ai lusitani occorreva vincere per scavalcare i cugini sudamericani, alla fine ne esce fuori un pareggio senza gol che qualifica i verdeoro in vetta al raggruppamento con sette punti e gli europei dietro con punti cinque. Secondo pari per 0-0 per Cristiano Ronaldo e compagni che confermano di avere una difesa più che buona e un cinismo, marchio di fabbrica della gestione Queiroz, che non ricordavamo appartenere a questa selezione. Il Brasile si conferma squadra solida, poca samba e molto pragmatismo.
I due tecnici, a dire il vero, hanno messo in campo undici competitivi e le squadre sul terreno di gioco hanno cercato di vincere; la Seleçao con un possesso palla tanto arzigogolato quanto, in molte occasioni, sterile, il Portogallo affidandosi alla velocità di capitan Ronaldo e all’ottima verve dei vari Danny, Raul Meireles e Tiago, anche oggi positivo. Primo tempo nervoso, un sacco di cartellini gialli e occasioni vere alla spicciolata: è il Brasile la squadra più pericolosa con Nilmar (palo) e Dani Alves, mira poco precisa e comunque non tantissimo lavoro per Eduardo. Nella ripresa invece nettamente più Portogallo, con Meireles che ha avuto sui piedi la palla più ghiotta per segnare. Sul finale grande Eduardo su un tiro di Ramires deviato.

A parte i fasti degli anni ‘60 con Eusebio e una deludente apparizione in Messico nell’86, forse non tutti sanno che il Portogallo è appena alla quinta partecipazione a una fase finale dei Mondiali, la terza di fila. Negli ultimi anni questa squadra è cresciuta molto e nonostante il calcio lusitano sia segnato da un marchio inconfondibile di chilometrico possesso palla senza guizzi capaci di andare a rete, le ultime prove di questa Nazionale sono state più che soddisfacenti. A parte la finale persa agli Europei casalinghi del 2004, anche agli scorsi Mondiali tedeschi questa selezione riuscì ad arrivare fino alla semifinale, poi persa contro la bestia nera Francia, capace di eliminare il Portogallo sempre in semifinale anche agli Europei del 2000. Quest’anno l’obiettivo è fare bene, sognare in grande e sorprendere tutti come già accaduto meno di un lustro fa.
L’allenatore è un portoghese nato in Mozambico, un 57enne che dopo aver girato il mondo tra Stati Uniti, Giappone ed Emirati Arabi Uniti è diventato noto per aver guidato il Real Madrid, oltre ad aver fatto a lungo il vice di Ferguson al Manchester United; stiamo parlando ovviamente di Carlos Queiroz che si trova tra le mani una formazione piena di stelle e che ha dovuto dunque operare scelte anche difficili lasciando a casa giocatori di fama internazionale. Convocati in principio 24 giocatori, ha “silurato” il difensore del Deportivo La Coruna José Castro, ma a parte questo anche prima di presentare la lista alla Fifa aveva operato scelte discutibili: non c’è il portiere del Betis Siviglia Ricardo (forse ha pagato il campionato nella B spagnola), ma neanche altri storici componenti della Nazionale, da Moutinho a Nuno Gomes, da Postiga a Viana, fino al Trivela interista Quaresma.
Poco male, i 23 che saranno di scena in Sudafrica sono giocatori di tutto rispetto che difficilmente faranno rimpiangere gli assenti: in porta un 27enne reduce da un grandissimo anno con lo Sporting Braga, ovvero sia Eduardo; in difesa da Carvalho a Pepe, da Miguel a Ferreira tutta la retroguardia può avvalersi di giocatori di esperienza e qualità. Per non parlare del centrocampo: Miguel Veloso e Deco non hanno bisogno di grandi presentazioni, c’è anche l’ex juventino Tiago e il caldissimo Raul Meireles autore di una doppietta nella recente amichevole vinta per 3-1 dai lusitani contro il Camerun. E in attacco il potenziale è notevolissimo: Cristiano Ronaldo la stella assoluta, ma anche Danny dello Zenit e il Red Devil Nani sono giocatori che potranno rivelarsi devastanti, non dimenticando Simao e Almeida, rispettivamente dell’Atletico Madrid e del Werder. Insomma, tanta roba.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




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La punta di diamante del Fulham, avversario di coppa della Juventus, crede nelle possibilità della sua squadra di ribaltare il risultato a Craven Cottage. Bobby Zamora sa che non sarà affatto facile, ma non ci sta a partire già sconfitto. Una cosa è però la fiducia nei propri mezzi, un’altra è quella di perdere di vista la realtà. L’inglese non cade in questo errore, neanche per un attimo si sogna di sottovalutare l’avversario, soprattutto i difensori con cui se la vedrà da vicino, e non crede nella favola che vuole il calcio inglese nettamente superiore a quello italiano.
La cosa che più lo preoccupa è proprio il confronto con la linea difensiva bianconera, l’intelligenza dei difensori delle squadre italiane è superiore a quella degli altri campionati. Zamora porta come esempio la sfida tra Inter e Chelsea e quello che è successo durante la partita dello Stamford Bridge:
“I difensori italiani sono sicuramente più pragmatici. Sono sicuro abbiate visto Chelsea - Inter l’altra notte. È esattamente quello di cui parlo. La cosa più simile ad un italiano con cui confrontarsi qui è probabilmente Ricardo Carvalho del Chelsea. Lui è un giocatore molto intelligente, non eccessivamente forte o veloce ma conosce i momenti giusti per commettere un fallo. Credo che gli italiani siano molto intelligenti in questo. Molte delle loro partite sono tattiche, questa a suo modo è un’arte.”
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Non ha mai giocato granché bene Ross Turnbull, checché se ne dica: è dunque una notizia il fatto che il terzo portiere del Chelsea con tutta probabilità sarà il guardiano della porta dei Blues contro l’Inter nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League martedì prossimo a Stamford Bridge. Brutta gatta da pelare per Carlo Ancelotti che perse Petr Cech per un infortunio muscolare proprio nella gara d’andata contro i nerazzurri; fiducia al portoghese Henrique Hilario, non un mostro sacro quale estremo difensore, ma comunque con una certa esperienza ed affidabilità. Niente da fare, la cattiva sorte si è impadronita dei portieri del Chelsea e ieri è andato ko anche il lusitano.
Problemi all’inguine per lui, così domani contro il West Ham il portiere del Chelsea sarà proprio Turnbull. Chi è costui? Venticinquenne inglese, è stato per anni legato ai colori del Middlesbrough: giovanili e promozione in prima squadra, sebbene in sette anni da professionista ha vestito in pochissime occasioni la maglia del Boro. Un sacco di prestiti in giro per l’Inghilterra, con pochi alti e tanti bassi. Quindi il passaggio ai Blues a parametro zero la scorsa stagione, una sfida per Turnbull che arrivato a Stamford Bridge ha da subito dichiarato di voler mettere in difficoltà il nuovo mister, Carlo Ancelotti. Questi, comunque, lo ha relegato a terza scelta tra i pali.

Evviva, avranno esultato in Inghilterra dove i quotidiani hanno potuto scrivere di tutto e di più all’indomani della presentazione di Roberto Mancini quale nuovo allenatore del Manchester City. Innanzitutto il passato recente del club, con l’esonerato Mark Hughes che sta pensando di ricorrere agli avvocati: “Vista la velocità con la quale si sono affrettati ad annunciare il mio successore, è chiaro che il club aveva preso questa decisione tanto tempo fa. All’inizio della stagione, i proprietari avevano accettato il fatto che il sesto posto, o i 70 punti, sarebbe stato un obiettivo realistico ed è questo che abbiamo detto anche ai giocatori. Ed eravamo perfettamente in linea con il progetto quando sono stato licenziato” le parole del gallese. Che critica l’atteggiamento della società.
Garry Cook aveva in mente di esonerarlo già da settimane, ma non gli era ancora stato comunicato niente perché al nuovo allenatore, Mancini per l’appunto, gli si voleva affidare il team partendo con match più soft (esordio con lo Stoke City). Cook ha smentito, non Mancini che con un imperdonabile gaffe ieri nel corso della presentazione ha ammesso i contatti a inizio mese. Il trainer jesino, povero, si trova a fronteggiare uno spogliatoio caldo con alcuni giocatori rimasti legati a Hughes e che male hanno preso la notizia del cambio di tecnico: “Chi non gioca per me se ne può anche andare” ha tuonato il nuovo allenatore dei Citizens, a cui è stato dato un budget di 100 milioni di sterline per aggiustare la squadra. Che secondo Mancini potrà arrivare al quarto posto, in Champions League.




Comincia nel migliore dei modi l’avventura di Carlo Ancelotti sulla panchina del Chelsea. I Blues conquistano infatti il primo trofeo della stagione, piegando ai calci di rigore i Campioni d’Inghilterra del Manchester United nel Community Shield. Dopo un palo colpito in avvio da Drogba, la prima frazione di gioco è tutta di marca Red Devils, che passano dopo dieci minuti con Nani, lesto a trafiggere un Cech non attentissimo nell’occasione. Dopo il vantaggio, gli uomini di Ferguson continuano a dominare, andando in più occasioni vicini al raddoppio, ma l’estremo difensore ceco riscatta l’errore precedente diventando insuperabile tra i pali.
Nella ripresa, dopo un inizio ancora appannaggio del Manchester, i londinesi si scatenano, trovando prima il pari con Ricardo Carvalho di testa e poi addirittura il vantaggio, al termine di un’azione molto contestata dagli avversari: Ballack mette a terra Evra, ma l’arbitro lascia correre e con il francese a terra Drogba lancia in rete Lampard, mentre gli avversari chiedono invano al direttore di gara di fermare il gioco. Sembra il colpo del ko, ma lo United trova la forza di reagire, pareggiando a tempo scaduto con Wayne Rooney in sospetto fuorigioco su splendida apertura dell’eterno Ryan Giggs.
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Colpo a sorpresa dell’Inter che ha acquistato il difensore del Bayern Monaco e della nazionale brasiliana Lucimar Ferreira da Silva, noto come Lucio. Ad annunciarlo è stato prima il direttore generale della squadra tedesca Ulrich Hoeness, e successivamente anche il sito ufficiale del club, che ha salutato il campione brasiliano dopo cinque stagioni trascorse nel Bayern. L’operazione non prevede alcun indennizzo per il club tedesco, che ha preferito di rinunciare ad incassare dei soldi pur di liberarsi dell’ingaggio pesante del calciatore che non rientrava nei piani del nuovo allenatore Van Gaal. (La Gallery Fotografica di Lucio)
Arriva dunque a Milano sponda nerazzurra, il centrale che tanto Josè Mourinho aveva chiesto al suo presidente Massimo Moratti per rafforzare un reparto difensivo che comunque lo scorso anno si era già ben comportato. L’allenatore portoghese avrebbe probabilmente preferito il fedelissimo Ricardo Carvalho, ma non potrà certo lamentarsi per l’acquisto a sopresa messo a segno da Branca ed Oriali. Il calciatore, che è rientrato a Monaco dopo la vittoria in Confederation Cup con la sua nazionale, raggiungerà con tutta probabilità la squadra ad Ucla nei prossimi giorni.
Secondo le indiscrezioni il capitano della nazionale brasiliana si legherà all’Inter con un contratto di tre anni, per il quale ancora non sono ancora state rese note le cifre. L’Inter anche quest’anno ha davvero migliorato in modo significativo la rosa acquistando un calciatore di qualità per reparto come Milito, Thiago Motta e appunto Lucio. Con questo grande colpo probabilmente i dirigenti interisti volevano ristabilire, almeno sulla carta, le distanze che c’erano con la Juventus nello scorso campionato.
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50 milioni di sterline più i cartellini di Deco e Carvalho. E’ l’offerta per Ibrahimovic di Roman Abramovich, patron del Chelsea; una cifra e un conguaglio tecnico che faranno sicuramente gola a Massimo Moratti. L’anticipazione arriva dal quotidiano inglese News of the World e all’indomani dell’incedibilità dello svedese (”Ibra era fuori mercato anche prima per la cifra che abbiamo chiesto e per quello che può essere il peso di Ibrahimovic. E poi perché l’unica squadra che comprava, il Real Madrid, aveva bisogno di giocatori con caratteristiche diverse. Quest’anno esploderà anche in Champions League, perchè il giocatore è maturato e quindi sarà più facile questo torneo per lui, ndr”) annunciata dal numero uno nerazzurro.
Ma è anche indubbio che Deco e Carvalho sono due giocatori richiestissimi da Josè Mourinho…Sarebbero due cattivi affari i due portoghesi, secondo Moratti (parole pronunciate ieri): “Non ho individuato personalmente questi obiettivi. Ma ora sono sempre più difficili da raggiungere, perchè si tratta di giocatori che diventano di grandissima utilità solo se hanno un adeguato peso economico. Altrimenti rischiano di essere degli acquisti sbagliati. Servono tempo e attenzione. È un anno di grandissima crisi che tutte le industrie hanno sentito e che forse è finito, ma la coda darà degli effetti ancora peggiori durante l’anno e quindi credo che il calcio ne risenta”.
Massimo Moratti lancia nuovamente l’assalto alla Champions League. Il presidente dell’Inter, in un’intervista rilasciata oggi alla Gazzetta dello Sport, si è mostrato ottimista sul fatto che quest’anno possa essere quello buono per riportare nella bacheca di via Durini il massimo trofeo continentale, che manca al club nerazzurro dal lontanissimo 1965. Il patron dei milanesi ha infatti dichiarato a proposito:
Credo che non sará difficile né miracoloso fare meglio dell’anno scorso in Coppa Campioni. Non credo che siamo così distanti dalle altre. L’unica squadra che ha fatto grandi acquisti è il Real, che però dovrà far convivere grandi stelle. Credo anche all’esperienza dell’allenatore che sa bene quale è il tipo di giocatore di cui necessita; da questo punto di vista lo seguo e quindi vedremo. Tutti partono per vincere ed è importante non commettere errori.
Ha poi rassicurato i tifosi interisti, ribadendo che la stella della squadra, il capocannoniere dello scorso campionato Zlatan Ibrahimovic, resterà a Milano anche la prossima stagione:
Zlatan Ibrahimovic è assolutamente fuori mercato. Era fuori mercato anche prima per la cifra che abbiamo chiesto e per quello che può essere il peso di Ibrahimovic. E poi perchè l’unica squadra che comprava, il Real Madrid, aveva bisogno di giocatori con caratteristiche diverse. Quest’anno esploderà anche in Champions League, perchè il giocatore è maturato e quindi sarà più facile questo torneo per lui.

Primo giorno dopo le vacanze per José Mourinho, il tecnico portoghese è tornato da pochissimo in Italia, e arriva subito il momento della prima conferenza stampa della stagione. Lo Special One non ama i giornalisti, almeno questa è quello che vuole farci credere, ma come al solito è in grado di far arrivare il messaggio a chi lo ascolta. In questo caso il messaggio è per il presidente Moratti e suona come un avvertimento, cordiale quanto si vuole, ma pur sempre un avvertimento: “Lavorerò al massimo, ma questa non è la rosa che sognavo due mesi fa e non sono Harry Potter“.
Insomma, anche se la rosa dei nerazzurri può contare su un Thiago Motta ed un Milito in più, Mourinho non ha soddisfatto e sogna ancora il duo Carvalho-Deco, una trattativa che sembrava praticamente fatta, ma che l’Inter ha bloccato perché non intende sottostare alle condizioni del Chelsea che a ben vedere non sono certamente proibitive. Di sicuro non sarebbero state proibitive per l’Inter di qualche anno fa. L’allenatore non ha comunque intenzione di fare le bizze, almeno non contro la sua società, ed individua nei 28 giocatori in rosa, troppi, la maggiore difficoltà per arrivare al difensore centrale e al trequartista che sogna.
Non è invece positivo avere 28 giocatori in rosa, soprattutto se c’è gente non gradita. La mia idea non cambierà. Con la società abbiamo pensato ad otto giocatori in uscita e quattro in entrata in posizioni e funzioni specifiche per far crescere la squadra nella nostra direzione. In questo momento, non è una critica al mio club, di otto giocatori ne sono usciti quattro, e di questi tre erano in scadenza di contratto e uno è andato in prestito. Significa che il mercato ha portato alla cassaforte dell’Inter zero euro. E quando la società non fa soldi l’allenatore deve essere molto pragmatico. Lavoro di più ma non posso fare miracoli, Harry Potter non sono io. Non parlo di giocatori che qui non ci sono né di quelli che possiamo avere o volere. Se arriva un trequartista o un difensore centrale bene, ma non credo che accadrà.
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