
Angelo Palombo ha chiesto un incontro con il presidente Riccardo Garrone, il capitano della Sampdoria vuole fare da mediatore per cercare di risolvere il caso Cassano. Secondo alcune fonti sarebbe stato lo stesso attaccante barese a chiedere l’aiuto del suo compagno di squadra, a dimostrazione che lo spogliatoio dei blucerchiati è ancora molto unito, come testimoniato anche dall’allenatore Di Carlo. Ancora non si quando avverrà la chiacchierata tra il patron della Samp e Palombo, ma le solite fonti assicurano che non passerà molto tempo prima che il centrocampista venga ascoltato.
Intanto Antonio Cassano continua ad allenarsi nella sua casa di Quinto, segue tutte le partite in tv e spera di poter presto tornare a dar manforte ai suoi compagni. L’allontanamento del barese sta creando più di qualche problema a Di Carlo, senza il suo numero 99 la Sampdoria non sa più segnare, nelle ultime quattro partite è stato realizzato un solo gol, quello di Pazzini a Cesena al 92′, poi ci sono stati due pareggi casalinghi a reti bianche contro Metalist e Catania, infine è arrivata la sconfitta di ieri a Parma per 1-0.
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Non poteva mancare l’intervento di Striscia la Notizia sul caso Cassano. Valerio Staffelli si è recato a Genova e dopo aver interpellato invano alcuni giocatori della Sampdoria (in silenzio stampa) e il parroco che ha officiato la messa del matrimonio di Cassano, è riuscito, dopo un paio di tentativi, a parlare con il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone. I giocatori, tuttavia, hanno lasciato trasparire un certo gradimento verso un’eventuale riappacificazione tra Cassano e la presidenza doriana. Garrone, invece, non sembra molto propenso:
“Ieri ho camminato molto a piedi per Genova e non c’è stato né un sampdoriano né un genoano che mi abbia chiesto di far pace con Cassano - ha detto il n.1 blucerchiato -. Quello che ha fatto è stato troppo grave. Almeno me lo avesse detto a quattr’occhi…Le prime parole che ha usato sono quelle che avete letto sulla Gazzetta. Poi non ci ha più visto e ha continuato fino alla fine, a quel punto mi sono incavolato anch’io“.
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Antonio Cassano si è rifugiato in un triste silenzio dopo la burrascosa vicenda che ha indotto la Sampdoria a chiedere la rescissione del contratto. Dopo aver chiesto pubblicamente scusa al presidente Garrone il barese, constatato il distacco con cui la società ha reagito al gesto, ha avanzato un’altra proposta al club doriano: la decurtazione di un milione di euro dall’ingaggio, che ammonta a 2,7 milioni di euro, per provare a convincere la Sampdoria a ritirare il deferimento presso il collegio arbitrale della Lega. Nel frattempo il suo agente, Beppe Bozzo, ha chiesto alla Samp di potersi allenare regolarmente a Bogliasco insieme al gruppo.
Il presidente Garrone nel frattempo non ha voluto commentare le scuse pubbliche del giocatore. Al momento resta il silenzio stampa dei tesserati, presidente compreso, fino alla decisione dei giudici della Lega. Intanto il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, si offre “volontario” per la rieducazione di Antonio Cassano: “Cassano me prenderei volentieri io. Una volta lui mi ha detto: presidente mi prenda a Palermo. Se vuole venire, lo prendo subito“.
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Antonio Cassano ha rotto oggi il suo silenzio, l’attaccante della Sampdoria ha rilasciato un’intervista all’Ansa per poter dire la sua in merito alle vicende che lo hanno visto coinvolto in questi ultimi giorni. Il giocatore si è difeso, ha riconosciuto che la sua reazione è stata eccessiva, ma ha anche provato a spiegare i motivi di un tale comportamento. Poi sono anche arrivate le scuse pubbliche, dopo quelle negli spogliatoi in presenza dei suoi compagni di squadra, al presidente Garrone verso il quale, ha spiegato, prova grande affetto e riconoscenza.
È un Cassano quasi intimorito quello che parla all’Ansa, sul suo volto traspare tensione ed emozione. Il barese prova a spiegare quello che è successo, senza cercare di sottrarsi alle sue responsabilità, ma sperando almeno di trovare comprensione:
“I fatti descritti da alcuni organi di stampa, col chiaro intento di mettermi in cattiva luce, e ci sono riusciti anche questa volta. Non è questa la sede più opportuna per contestarli perché è roba da avvocati. Ma non tengono conto di quanto accaduto precedentemente e non tengono conto di quanto più volte da me spiegato alle persone che mi sono vicine, ovvero del particolare momento che sto vivendo insieme a mia moglie. Se voglio starle vicino il più possibile, compatibilmente con i miei tantissimi impegni agonistici, un motivo ci sarà. Ma non vedo motivo di rendere pubblica la mia privacy”.
Le Foto del Matrimonio di Cassano




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In questi ultimi giorni molti si sono chiesti cosa ci fosse di tanto grave dietro il litigio di Antonio Cassano con il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone. Il calciatore si era rifiutato di partecipare ad una serata organizzata da un club doriano nel corso della quale avrebbe dovuto ricevere anche un premio, la cosa aveva infastidito il patron, poi è seguita una discussione abbastanza accesa. Gli eventi successivi, la cacciata dalla rosa del barese, la richiesta della società ligure di rescindere il contratto, hanno suggerito che potesse esserci qualcosa di più, insomma che il battibecco fosse stato molto di più di un semplice scambio di opinioni.
Nell’edizione cartacea odierna la Gazzetta dello Sport ha fatto luce su quanto è davvero accaduto a Bogliasco martedì pomeriggio, confermando quanto si immaginava: Cassano questa volta ha davvero passato il segno rivolgendo espressioni molto ingiuriose nei confronti di una persona più anziana che è anche il suo datore di lavoro, motivi più che sufficienti per tenere un comportamento rispettoso o quanto meno educato. Gli epiteti del numero 99 sono molto duri, addirittura censurabili, ha mandato più volte a quel paese Garrone, definendolo un “vecchio di merda” e “figh’ de bocchin’”. Questa la ricostruzione del dialogo di martedì tra i due:
Garrone: “Vorrei venissi con me a Sestri Levante per il premio «Rete d’argento». Basta che lo ritiri, puoi anche non fermarti a cena”
Cassano: “No. Io a Sestri Levante non ci vengo”
Garrone: “Perché?”
Cassano: “Perché no. Eh sì che io vado a prendere un premio in quella merda di albergo”
Garrone: “Ma chi credi essere?”
Cassano: “Perché alza la voce?”
Garrone: “Non dirmi che sto alzando la voce, con te non l’ho mai fatto e lo sai bene”
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Antonio Cassano è ufficialmente fuori della rosa nella “sua” Sampdoria. Il litigio tra Fantantonio e il Presidente Garrone a seguito dell’assenza del giocatore alla consegna del premio “Rete d’Argento”, a Lavagna nel corso di una serata organizzata dal club “Gianni de Paola”, è decisamente degenerato. Il presidente non ha accettato le scuse di Cassano per non aver presenziato all’evento e la discussione di giovedì ha avuto un seguito anche oggi.
Nel pomeriggio, durante l’allenamento, a Cassano è stato notificato che non avrebbe potuto prendere parte alla trasferta di Cesena dei suoi compagni di squadra. In serata arriva il comunicato della Sampdoria che ha intenzione di perseguire il giocatore per il suo comportamento sospendendogli lo stipendio e la possibilità di aggregarsi alla squadra anche per gli allenamenti. Sarà il collegio arbitrale della Lega Calcio a dover decidere se, a causa del “comportamento gravemente offensivo e irrispettoso” del giocatore, lo stesso dovrà essere multato, dovrà subire un periodo di sospensione o addirittura se vedrà il suo contratto rescisso.
In riferimento all’episodio accaduto nella giornata di martedì 26 c.m. presso il centro sportivo “Gloriano Mugnaini” durante il quale il calciatore Antonio Cassano ha tenuto un comportamento gravemente offensivo e irrispettoso nei confronti del presidente dott. Riccardo Garrone, l’U.C. Sampdoria S.p.a. comunica di aver attivato presso gli organi competenti le richieste per i conseguenti provvedimenti disciplinari.
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Quella appena trascorsa è stata una giornata di grande tensione in casa Sampdoria. Il presidente blucerchiato Riccardo Garrone oggi si è recato al centro di allenamento di Bogliasco e ha avuto un lungo faccia a faccia negli spogliatoi con Antonio Cassano e il resto della squadra. Motivo del malcontento del presidente è ancora una volta il comportamento del fuoriclasse barese: il giocatore avrebbe dovuto ritirare un premio, la “Rete d’Argento”, a Lavagna nel corso di una serata organizzata dal club “Gianni de Paola”, ma ha deciso di snobbare l’evento non presentandosi.
L’emittente locale Telenord racconta di una Garrone dall’umore nero, il patron dopo un lungo incontro negli spogliatoi ha poi lasciato il centro sportivo scuro in volto, chiaramente contrariato per quanto successo. La società per il momento non ha confermato queste indiscrezioni, ma pare che presto saranno presi dei provvedimenti disciplinari nei confronti del numero 99 doriano, se si tratta di una multa o addirittura di una sospensione non è dato saperlo.
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Il patron della Sampdoria, Riccardo Garrone, rassicura i propri tifosi sulle voci di mercato che nelle ultime settimane avevano dato per partenti alcuni dei pezzi più pregiati della squadra che a sorpresa è riuscita a qualificarsi per il turno preliminare di Champions League. Il presidente blucerchiato, ha infatti dichiarato in un’intervista rilasciata a Portofino, al termine delle nozze tra Antonio Cassano e Carolina Marcialis, che il bomber Giampaolo Pazzini e il perno del centrocampo Angelo Palombo, considerati dalla stampa nel mirino di più alcuni grandi club, in particolare la Juventus, non sono in vendita.

Il cubo di Rubik delle panchine italiane, ogni anno un rompicapo intuire come muta lo scenario dei tecnici della Serie A, si arricchisce oggi di un nuovo passo in avanti ma, al contempo, di un nuovo rebus da risolvere: la Sampdoria ha trovato il suo condottiero, tutto come previsto a guidare i blucerchiati in Champions League ci penserà Domenico Di Carlo. Passato da centrocampista soprattutto al Vicenza, la giusta gavetta con exploit a Mantova, chiaroscuro a Parma, quindi ottimo lavoro a Verona; insomma credenziali giuste per Garrone e soci, che hanno voluto puntare su un usato sicuro. Oggi il tecnico laziale ha lasciato ufficialmente il Chievo Verona.
“Un’offerta che non potevo rifiutare. So di raccogliere l’eredità importante da Del Neri ma la responsabilità non mi spaventa. Certi treni passano e li devi saper prendere al volo; io volevo restare qui ma quando ti offrono di fare i preliminari di Champions League non puoi dire di no” ha detto il pelato allenatore, che già si strofina le mani per l’opportunità di avere un fenomeno come Antonio Cassano alle dipendenze. Anche se il barese non è tipino facile: “Per me non rappresenterà mai un problema, lo sarà semmai per chi lo deve affrontare” ha risposto serafico. E infine: “Tra poco comincerò ad allenare la Sampdoria, aspettiamo l’ufficializzazione”.
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Lavorare. Questo è l’unico verbo adatto a quello che da qui ad agosto dovrà essere il compito della Sampdoria e dei suoi volti nuovi: lavorare tanto, perché ci sono preliminari di Champions da giocare, perché l’ossatura tecnica è stata smembrata, perché c’è da sintonizzarsi su nuove frequenze. C’è la rosa, un calciomercato da condurre per puntellarla, il patron Garrone; ma non ci sono più Giuseppe Marotta e Luigi Delneri, al loro posto Sergio Gasparin e Doriano Tosi a fare il lavoro sporco tra scrivania e campo, tra telefoni e progettualità. E un mister che ancora non si conosce. Sinisa Mihajlovic è stato avvistato a Genova, ma prende tempo sperando chiami Moratti. E allora sotto con Domenico Di Carlo, e il Chievo già si è tutelato contattando Alessandro Calori. Dicevamo di Tosi, venerdì si è presentato.
Lo ha introdotto Gasparin, ex Vicenza e quest’anno all’Udinese: solo un anno in Friuli, poi via in Liguria con i bianconeri che non ne hanno fatto un dramma (vicino l’ingaggio di Larini, ds dell’Ancona, mentre Francesco Guidolin ha firmato quale prossimo allenatore). “Già il suo nome, Doriano, è tutto un programma. Semmai sarebbe stato un problema se si fosse chiamato Genoano. Scherzi a parte, comunque, Tosi è un professionista serio; l’ho fortemente voluto all’interno della nostra società, perché penso abbia le giuste qualità morali e di rispetto per questo compito” ha detto Gasparin a proposito del nuovo ds che poi ha preso la parola e ha tratteggiato la sua strategia per condurre i blucerchiati attraverso una stagione, la prossima, che si preannuncia esaltante.