
Non si vive un bel momento in casa Foggia: la squadra, inserita nel Girone A della Prima Divisione di Lega Pro, è invischiata a metà classifica (con due punti di penalizzazione) e nell’ultimo turno è incappata in un inatteso ko casalingo contro il Tritium (gol di Sinato all’85° minuto); il pubblico ultimamente ha preso a contestare i giocatori in campo durante le partite; in più la stampa sottolinea spesso e volentieri i limiti della squadra di Paolo Stringara. Così si è arrivati al triste e increscioso episodio accorso ieri al 33enne portiere dei pugliesi Paolo Ginestra: al termine dell’allenamento in quel di Ordona, un gruppo di sedicenti tifosi foggiani ha avvicinato l’estremo difensore dei rossoneri con la scusa di rivolgergli due parole in merito alla situazione della squadra, salvo poi colpirlo in due occasioni con dei pugni in pieno volto. Ginestra è scappato verso l’antistante cimitero inseguito da alcuni balordi evidentemente fuori di testa.
Trasportato in ospedale gli è stato diagnosticato un trauma cranico e un edema all’occhio destro con 10 giorni di prognosi: “Ho temuto il linciaggio, sono sconvolto, non so se tornerò. Sono schifato, contestazioni c’erano già state ma non credevo che si arrivasse a questo punto, anche se so che Foggia è una città piena di problemi. Mi vergogno del clima che c’è intorno alla squadra, siamo stati insultati per tutto il tempo, cosa c’entriamo noi se ce l’hanno con Casillo?” ha detto ieri a caldo il portiere che oggi è tornato nella sua città, Pesaro, annunciando che non sa se tornerà in Puglia per continuare la stagione. Il capitano del Foggia Riccardo Perpetuini ha espresso la sua solidarietà verso il compagno: “In questo momento la squadra si sente molto vicina a Paolo. Tutti noi speriamo che receda dalla volontà di andare via e che continui a darci ancora una mano“.
L’allenatore Stringara, che ieri ha parlato a caldo in conferenza stampa, ha condannato come ovvio l’episodio: “Sono cose che niente hanno a che vedere con il calcio. Certo, venivamo da tre partite brutte, dove avevamo giocato male, ma proprio prima della seduta avevo detto alla squadra che dovevamo rialzarci. Adesso dobbiamo tutti impegnarci per abbassare la tensione“. Ma a mettere pepe alla vicenda è stato il patron Pasquale Casillo; mentre il giovanissimo figlio Gennaro aveva diplomaticamente dichiarato che “è assurdo, una cosa del genere non doveva succedere“, il padre ha irrotto in sala stampa mentre parlava Stringara accusando i giornalisti di aver fomentato la situazione.
Pronta la replica dell’Unione stampa sportiva della Puglia (Ussi) che tramite una nota ha ripreso Casillo senior:
“La sezione regionale pugliese dell’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) ha stigmatizzato e condannato l’atteggiamento inopportuno e aggressivo della dirigenza dell’U.S.Foggia ed in special modo del sig. Pasquale Casillo, il quale nel pomeriggio di oggi si è reso protagonista di un increscioso episodio verificatosi nella sala stampa dello stadio Zaccheria. Il patron rossonero, con fare minaccioso ed a tratti verbalmente violento ha prima accusato la stampa di aver fomentato le frange violente della tifoseria e poi ha cacciato in malo modo i giornalisti presenti, interrompendo la consueta conferenza stampa del martedì, tenuta dall’allenatore Paolo Stringara”.
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Di necessità virtù: è quanto deve fare l’allenatore della Lazio Davide Ballardini, alle prese con una coperta talvolta troppo corta. Capita così che manca Kolarov per la trasferta di Sofia contro il Levski e il tecnico ravennate deve scegliere chi far giocare al suo posto: in tempi normali avrebbe pescato De Silvestri, venduto illo tempore, o gli epurati Bonetto e Manfredini; di questi tempi invece deve adattare a quel ruolo giocatori non propriamente “difensivi“. Ci ha provato prima con Del Nero, in Bulgaria ha invece delegato il 19enne Riccardo Perpetuini: il ragazzo di Cisterna di Latina non ha deluso, anzi ha giocato un’ottima partita nonostante lui fosse un regista, e pure dai piedi buoni.
Punto fermo della Primavera di Sesena, Perpetuini aveva già esordito con la prima squadra proprio contro il Palermo, una partita di Serie A del maggio scorso; anche Delio Rossi lo aveva notato, ma forse quell’esordio servì più a Ballardini. “E’ un giovane molto interessante, mi era piaciuto molto anche quando l’avevo visto a Palermo nello scorso campionato. Possiede grande personalità. E ha giocato con attenzione. Non era facile perché gli abbiamo anche chiesto di giocare in una posizione non sua” ha spiegato il tecnico ravennate, che già gli aveva dato fiducia negli ultimi delicati venti minuti di Catania. A Sofia la conferma delle sue qualità.
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L’emergenza infortuni e squalifiche non ferma la Lazio che a Sofia raccoglie una convincente e rotonda vittoria. L’altro incontro del girone finisce 2-0 per il Salisburgo sul Villareal. Gli austriaci, dopo aver sbancato Roma (grazie soprattutto ai “regali” della difesa laziale) si concedono lo sfizio di superare la squadra di Giuseppe Rossi, apparsa sottotono, un po’ come sta accadendo nel campionato spagnolo. Ballardini conferma Bizzarri portiere di coppa e da fiducia, sin dal primo minuto, all’oggetto misterioso Eliseu (discreta partita) e al giovanissimo Perpetuini. (Foto - Video)
Il Levski Sofia ha mostrato evidenti lacune difensive di fronte all’attacco laziale. Matuzalem porta in vantaggio i capitolini al 22esimo sfruttando un intelligente passaggio di Zarate. La Lazio sfiora il raddoppio in più di un’occasione con l’argentino; il 2-0 arriva solo all’ultimo minuto della prima frazione di gara con un tiro dello stesso Zarate dal limite dell’area di rigore che va a concludere la sua traiettoria sotto la traversa, dopo un’inutile deviazione del portiere.