Il vice-presidente dei rossoneri Adriano Galliani, smentisce le voci che negli ultimi giorni davano per certo l’addio del brasiliano Ronaldinho al Milan, con destinazione il Flamengo. Il dirigente della squadra milanese ha infatti dichiarato a questo proposito in un’intervista rilasciata oggi:
Ronaldinho è del Milan e giocherà sicuramente nel Milan la prossima stagione. Ronaldinho è tranquillissimo, sta arrivando con suo fratello, ma non c’é mai stata nessuna sua richiesta di andare via, né mai alcuna offerta, il Flamengo non si è mai fatto vivo con il Milan: Ronaldinho arriva e va in ritiro normalmente, ha un contratto con il Milan per un anno ancora, senza nessuna clausola rescissoria a gennaio.
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“Con la Fiorentina, la mia prima squadra italiana, funzionava tutto a livello di gruppo, di collettivo e la mia stagione era stata buona. Nella Juventus il collettivo invece non ha mai funzionato, anche se sono contento di quello che ho fatto. A tutti i grandi club può capitare di non vincere una stagione, spero che il prossimo anno sia pieno di vittorie, magari riusciamo a fare quello che ha fatto l’Inter. Io mi prendo una piccola parte di responsabilità, ma le colpe sono di tutti. Qui nel Brasile è tutto diverso, qui c’è allegria ed è pieno di amici, di gente che ti può aiutare quando ti deve aiutare. Invece alla Juve sul piano del collettivo non funzionava nulla”. Felipe Melo torna a parlare di Juventus dal ritiro mondiale e non può fare a meno di sottolineare le difficoltà riscontrate della stagione bianconera disastrosa appena conclusa.
Gattuso, invece, annuncia il ritiro dalla nazionale: “È il momento di lasciare strada ai giovani. Un giorno vorrei poter diventare allenatore della Nazionale e guidarla ai Mondiali, ma ancora faccio il calciatore, mica l’allenatore. Ho passato una stagione durissima, è innegabile. Penso che il ct mi abbia dato una grande possibilità, sto facendo tutto per farmi trovare pronto anche se vengo da un annata non bellissima e non brillantissima”, dice dal ritiro della Nazionale.

Nell’ultimo test in programma prima delle convocazioni definitive per il Mondiale sudafricano, gli Azzurri si fanno imporre lo 0-0 dal Camerun, offrendo ancora una volta una prestazione piuttosto deludente. Non però per il commissario tecnico Marcello Lippi, che al termine dell’incontro ha commentato: c’erano tanti ragazzi che ho chiamato per la prima volta. Borriello già era stato in nazionale, Bonucci e Cossu hanno fatto una partita con buona personalità e autorità. È stata una partita molto utile.
Poco da dire su quanto accaduto in campo, a parte una buona prova dell’esordiente Bonucci che ha dichiarato ai microfoni della stampa: penso sia stata una prova positiva. Ho cercato di impostare l’azione come mi è stato detto in questi giorni. Spero sia solo un punto di partenza. Giocare vicino a tanti campioni è sempre più facile. Discreta anche la prestazione di Cristito e Cossu, mentre hanno abbastanza deluso le due coppie d’attacco Di Natale-Borriello e Quagliarella-Pazzini.
Sono molte le novità presentate dalla Panini per il lancio del nuovo album calciatori 2009/10. Nelle bustine della raccolta Calciatori 2009-10, Panini metterà a disposizione dei collezionisti 600 figurine autografate da 12 calciatori di serie A (50 a testa) che saranno distribuite in maniera casuale tra tutte le bustine messe in commercio. I giocatori hanno interamente devoluto il loro compenso all’associazione ” AIC per la solidarietà Onlus”.
(Elenco dei 12 calciatori che hanno aderito all’iniziativa)
E’ stato inoltre “riparato” con una figurina speciale l‘errore relativo al numero di scudetti della Roma. La nuova collezione comprende 734 figurine adesive, di cui 678 in carta e 56 speciali glitterate, sui giocatori di serie A e B, I e II divisione di Lega Pro, serie D e Serie A femminile. Queste figurine potranno essere raccolte in un album di 128 pagine che costerà 2,5 euro, mentre ogni pacchetto costerà 60 centesimi con 6 figurine (contro le cinque del vecchio pacchetto dal costo di 50 centesimi).
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Gennaro Gattuso prolunga il suo rapporto con il Milan fino al 30 giugno 2012. Lo annuncia la società rossonera: il contratto del giocatore calabrese, prima del prolungamento, scadeva nel giugno 2011 e la nuova firma cade nel bel mezzo di un periodo in cui Gattuso (32 anni a gennaio) aveva apertamente dichiarato il proprio malcontento per lo scarso minutaggio in campo. In realtà, dopo il derby di fine agosto, Gattuso si è fermato per due settimane a causa di una distorsione alla caviglia sinistra.
Come se non bastasse è arrivato un nuovo stop dopo la partita della nazionale contro Cipro di metà ottobre, in cui il centrocampista rossonero rimase di nuovo fermo fino al match di campionato contro il Parma di inizio novembre per i problemi al ginocchio operato nella scorsa stagione. Il procuratore Andrea D’Amico ha spiegato i dettagli dell’accordo a Sky Sport 24: “Gattuso si è ridotto lo stipendio (si parla circa del 30%, ndr) e resterà sicuramente nel Milan. È fuori dal mercato, concluderà la carriera in rossonero, entra nel club degli “immortali”. E’ una bandiera rossonera”.


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Conferenza stampa per il tecnico brasiliano del Milan in vista dell’impegno esterno contro il Catania. Leonardo non appare preoccupato dallo pareggio in casa con il Marsiglia, la qualificazione non è eccessivamente in pericolo e la squadra sembra rispondere bene alle sue sollecitazioni. L’equilibrio della squadra sembra ormai acquisito, Ronaldinho quasi del tutto recuperato, Borriello si sta togliendo delle ottime soddisfazioni, Pato è già una garanzia e anche Dida sembra tornato quello dei tempi d’oro.
La grana, l’unica ma per nulla insignificante, è la posizione di Rino Gattuso. Il centrocampista ha manifestato tutto il suo malessere e l’intenzione, se dovesse continuare ad essere considerato una riserva, di lasciare il Milan. Nemmeno un incontro con Galliani lo ha tranquillizzato, ma Leonardo non si scompone e nel mentre gli manifesta tutta la sua stima ricorda (con il consueto garbo) che al momento è infortunato e che la sua forma non è certamente al massimo.
Se Gattuso ha questo in testa, cercherò di fargli cambiare idea. Conoscevo le sue parole prima che parlasse. Conosco bene Rino, ho giocato con lui e gli parlo sempre cercando di essere molto chiaro. Ci ho parlato ieri, oggi, mesi fa. Ora è infortunato e la cosa fondamentale è la guarigione. Adesso bisogna pensare a questo. Sta progredendo, ma avverte ancora qualche fastidio. Io cercherò sempre di mettere in campo il giocatore che sta meglio. Se davvero vuole andare via, cercherò di convincerlo del contrario. Perché, come ha detto anche lui, è Rino Gattuso. È sempre una questione di scelte. Seedorf, per esempio, non ha giocato le prime partite e non è stata certo una bocciatura. Gattuso è qui da undici anni, è normale avere un momento di riflessione. Per il rapporto che ha con me e con la società, non ci sono problem




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C’è una cosa fondamentale da premettere parlando di Marcello Lippi: al nostro C.t. non manca il coraggio, quel coraggio che per i suoi immarcescibili critici è solo l’altra faccia della sua arroganza. Accettare di riprendere la Nazionale venuta fuori con le ossa rotte dopo l’Europeo condotto, in maniera imbarazzante, da Roberto Donadoni, non è una cosa che avrebbero fatto in molti. Parliamoci chiaro, uno come Lippi avesse voluto “capitalizzare” da un punto di vista economico il successo storico al Mondiale di Germania avrebbe trovato spazio in qualsiasi grande club, non l’ha fatto.
Ora si ritrova sulla panchina più difficile da gestire, con un gruppo di vecchietti che tanto gli hanno dato nel 2006 e che poco sembrano potergli dare nel 2010. Lui va avanti lo stesso, apparentemente senza farsi scalfire. Chiamare Gattuso e fargli fare due partite da titolare dopo un anno passato in infermeria, cosa è? Pensare che Cannavaro, uomo simbolo in Germania e grazioso “birillo” nell’ultima stagione a Madrid, possa essere ancora lo stoico capitano insuperabile, cosa è? Affidarsi ad un Toni che ha sempre deluso in Nazionale o ad un Pepe, onesto giocatore e nulla più, cosa è? Certo non sembrano esserci poi tante alternative migliori nel nostro calcio attuale, ma l’impressione è che andando avanti guidati dalla testardaggine e da un malinteso senso di riconoscenza nei confronti dei suoi campioni del mondo, non sia il modo migliore per spremere il massimo dall’apparente pochezza dei calciatori con passaporto italiano di questa generazione.
Soprattutto tenendo conto di quanti “giovani” restano lì a galleggiare in attesa di un grande salto che i nostri club, soprattutto quelle “grandi” imbottite di argentini e brasiliani, non hanno il coraggio di spingere. Tutto si può ricondurre alla scelta di un anno fa, 26 Giugno 2008, quando decise di tornare in azzurro per affrontare l’avventura del Sud Africa è una follia: quali sono le chance di fare meglio di 4 anni prima? Qualsiasi risultato che non sia la vittoria finale sarebbe una delusione, una sconfitta, una debacle, sarebbe l’occasione buona per vedersi scatenare contro i giornalisti sportivi e i tifosi. Sia quelli più lucidi nelle valutazioni tattiche, ma anche quelli più livorosi per il passato (e il presente) da “juventino” di Lippi e quelli con poca riconoscenza. Da qui, per assurdo, arriva il segnale migliore, la speranza per il futuro di questa nazionale italiana.
Carlo Ancelotti non dovrà affrontare l’assenza del suo centrocampista più fisico e più continuo solo in vista della sfida di domenica con la Juventus, per la quale sarebbe stato squalificato, ma rischia di non averlo a disposizione praticamente fino al termine stagione. Gli esami clinici a cui è stato sottoposto Rino Gattuso, infortunatosi durante Milan - Catania, hanno evidenziato una lesione al legamento crociato del ginocchio destro.
La circostanza assolutamente incredibile, per qualsiasi giocatore che non abbia il carattere di Gattuso, è che il numero 8 rossonero si è procurato l’infortunio al 4 minuto del match giocato domenica: nonostante questo ha portato a termine la gara fino al 90esimo con una semplice fasciatura. Probabile che già nei prossimi giorni Gattuso finirà sotto i ferri del Professor Martens, il chirurgo ortopedico belga al quale il Milan si affida da diversi anni.
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Non porta benissimo ai colori rossoneri questo torneo estivo. Per il secondo anno consecutivo, il Milan viene invitato al Russian Railway Cup e per la seconda volta l’esordio coincide con una sconfitta: lo scorso anno fu il PSV Eindovhen a prevalere dopo i calci di rigore, oggi è il Siviglia ad imporsi. 1-0 il risultato finale per gli spagnoli, premiati da un’autorete di Rino Gattuso.
Gara soporifera nei primi 45 minuti di gioco, con un’occasione per parte: un destro del brasiliano Luis Fabiano, respinto da Christian Abbiati, autore di un’altra prestazione positiva dopo il Trofeo Tim, e un destro del solito Clarence Seedorf ad un minuto dal riposo, con palla a lato di poco.
Meglio la ripresa, pur senza spellarsi le mani per gli applausi. Subito in vantaggio gli iberici, con un tragicomico tuffo di Gattuso che, di testa, va a deviare la punizione di Enzo Maresca, ingannando il numero 12 rossonero. Il Milan reagisce con Pirlo che impegna Palop su punizione e soprattutto con Christian Brocchi che, di testa, colpisce il palo su cross di Ambrosini.
Addio Europei per il capitano, Fabio Cannavaro. L’infortunio si è rivelato più grave del previsto e la prima diagnosi non lascia spazio a speranze di recupero: lesione ai legamenti della caviglia sinistra. Donadoni, in teoria, avrebbe tempo fino a domenica per decidere se chiamare o meno il sostituto di Cannavaro e tentare un ultimo disperato recupero del difensore “madrileno”. (Le foto dell’infortunio - Video dell’infortunio)
In realtà il ct azzurro ha già deciso di chiamare Gamberini considerando un’utopia il recupero di Cannavaro. Appurato (o quasi) l’impiego da titolare per Barzagli, c’è a sciogliere il nodo che riguarda il difensore che lo affiancherà: favorito sembra Materazzi ma non sono escluse sorprese dell’ultima ora. L’altro dilemma riguarderà la fascia di capitano e qui dovrebbero giocarsela Buffon, Gattuso e Pirlo. (clicca qui per i sondaggi)
Piccola consolazione: alla vigilia di Germania 2006 Gattuso si infortunò durante il ritiro di Duisburg e saltò la prima partita. Tutti sanno come andò a finire quel torneo. Peccato che la differenza è sostanziale perché Cannavaro non rientrerà come fece Gattuso al mondiale. A questo punto c’è da aggrapparsi all’innato spirito italico che da il meglio di sé nei momenti peggiori…