
La stampa svedese continua a far uscire crudi estratti della biografia di Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante del Milan conferma di essere un bel rompiscatole e ne ha un po’ per tutti, dopo aver attaccato duramente Guardiola. “Nella rissa con Onyewu mi sono rotto una costola ma non abbiamo detto niente. Ci siamo quasi ammazzati“, avrebbe scritto lo svedese.
Nello scontro Ibra si sarebbe rotto una costola, infortunio messo a tacere dal club rossonero. La rissa tra i due scoppiò durante una partita di allenamento e dopo uno scontro di gioco piuttosto duro. Per dividere Ibrahimovic e il possente difensore statunitense servì l’intervento di una decina fra giocatori e membri dello staff tecnico del Milan.
Lo svedese confessa anche che l’insulto al guardalinee nella partita con la Fiorentina che gli costò tre giornate di squalifica era veramente rivolto a Nicoletti e non a sé stesso, come scritto nel ricorso presentato dal Milan. “Il club - racconta Ibrahimovic - mi chiese di dire una bugia”.
Ibra non fa sconti a nessuno: Lars Lagerback, ex ct della Svezia, viene definito un “codardo“, mentre Fredrik Ljungberg, stella dell’Arsenal di Arsene Wenger, è liquidato come “prima donna“.
Prima ne espelle 36, 11 titolari più le 7 riserve di ciascuna squadra, poi guarda il Dvd assieme alla commissione disciplinare e cambia idea ammettendo che non tutte e due le formazioni andavano sanzionate, ma solamente 7 giocatori. E’ accaduto in Argentina, dove Claypole e Victoriano Arenas, si sono affrontate in una partita della Primera D (quinta divisione).
Una spaventosa e violentissima rissa a fine gara ha coinvolto quasi tutti giocatori delle due squadre: dopo aver visto le immagini risulta comprensibile la confusione mentale del direttore di gara che ha sanzionato con il cartellino rosso tutti i tesserati.
Una maxi rissa è scoppiata in Perù durante la partita Leon de Huanuco-Universidad San Martin. Il match, valido per la finale di andata della coppa nazionale, è degenerato al 33′ del primo tempo. Tutto nasce quando due giocatori si contendono un pallone sulla linea di fondo e si spintonano fino all’arrivo dei compagni. La zuffa prosegue per qualche minuto fino all’intervento della polizia sul terreno di gioco. La partita viene sospesa per un quarto d’ora e alla fine l’arbitro sarà costretto a espellere quattro giocatori. Per la cronaca il match è terminato 1-1, la gara di ritorno è in programma il 19 dicembre.
Succede in un campionato arabo di calcio femminile. Le calciatrici protagoniste della spaventosa rissa (praticamente tutti i componenti delle due formazioni) si sono fronteggiate con calci, pugni e altri colpi violenti. Desta stupore l’indifferenza dei dirigenti delle due squadre che rimane pressoché impassibile di fronte allo spettacolo poco edificante.

Ancora folli risse di calcio d’estate. Stavolta “tocca” agli ultras entrare in azione, dopo le performance da dimenticare delle zuffe tra giocatori in Cagliari-Bastia, Catania-Iraklis Salonicco e Brescia-Larissa. E’ di 22 fermati e 10 tra feriti e contusi il bilancio degli scontri avvenuti nel pomeriggio all’esterno dello stadio di Chiusi (Siena), tra tifosi del Pisa e della Viterbese, tutte formazioni di serie D (il Pisa è stato proprio oggi ripescato in Prima Divisione). I fermati sono tutti tifosi viterbesi, perché ancora non sono stati rintracciati i tifosi nerazzurri. Nell’impianto sportivo era in programma un incontro triangolare tra le due formazioni e l’Hinterreggio, tutte squadre di serie D.
Per sedare la rissa i poliziotti hanno dovuto sparare alcuni colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio. I feriti della rissa tra tifosi del Pisa e della Viterbese non sarebbero gravi. In base a quanto ricostruito dalla polizia, prima dell’inizio della partita, fra la tifoseria della Viterbese, che era fuori dallo stadio, e quella pisana, che era dentro, sono iniziati a volare insulti e grida. A quel punto, una ventina di ultrà nerazzurri è uscita dall’impianto sportivo, iniziando lo scontro con il gruppo dei supporter avversari, che erano una quindicina. Nella rissa, oltre a pugni e calci, sono state usate cinture e mazze e sono comparsi anche dei coltelli.
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Non si è arrivati ai livelli di Cagliari-Bastia o di Catania-Iraklis, ma nemmeno i minuti finali dell’amichevole tra il Brescia ed il Larissa sono stati un bello spettacolo. Alla fine nessun problema particolare di ordine pubblico, nè si sono registrati contusi: restano però le immagini di quella che per certi versi è stata una caccia all’uomo. Un ‘‘tutti contro tutti” in piena regola, in cui sono stati coinvolti anche alcuni tifosi del Brescia che al termine della gara hanno scavalcato le recinzioni dello stadio ‘Grilli’ di Storo per cercare di raggiungere i giocatori della squadra greca del Larissa, squadra della serie A greca che era salita i Trentino per mettere alla prova la bontà del lavoro pre-campionato del Brescia.
Oggetto della rabbia dei tifosi, ma anche di alcuni dei giocatori del Brescia, che hanno ceduto a quella che è stata l’incredibile escalation di provocazioni messa in atto dagli ellenici, sono stati il numero 4 Dabizas (campione d’Europa 2004) e il numero 8 Puri. Rei rispettivamente di aver innescato la scintilla e di aver fatto incendiare definitivamente gli animi. Al 20′ della ripresa Dabizas si rende protagonista di un brutto fallo su Hetemaj. Risultato: Dabizas espulso e primo accenno di parapiglia con il gioco che riprende soltanto 5 minuti dopo. Fallo dopo fallo, i greci arrivano a pareggiare il gol di Caracciolo al 37′ con Puri. Il quale pensa bene di girarsi verso la tribuna e di rivolgersi al pubblico con il dito portato alla bocca per zittirlo. Un gesto che fa irritare notevolmente i tifosi.
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Ieri a Villacidro il Cagliari ha affrontato il Bastia in amichevole: la partita è finita 3-0 per i ragazzi di Pierpaolo Bisoli, ma questo match molto poco “amichevole” verrà ricordato soprattutto perché non è durato 90 minuti, ma 75 per via della sospensione dell’arbitro a causa di una gigantesca rissa. TuttoCagliari.net ha intervistato il mister dei rossoblu Pierpaolo Bisoli, che a caldo, immediatamente dopo la gara sospesa Cagliari-Bastia, ha assolto la sua squadra puntando maggiormente il dito contro le provocazioni e le aggressioni dei giocatori corsi:
“Il Cagliari ha giocato una partita onesta, leale. Abbiamo provato a giocare a calcio, il Bastia no. Io ho provato a distendere gli animi, ma nonostante ciò loro hanno picchiato e sono volati anche degli insulti. Comunque abbiamo disputato un’ottima gara mantenendo il ritmo alto e giocando con intensità, proprio come avevo chiesto ai miei giocatori“.
Continua a leggere: Video intervista a Bisoli dopo la mega rissa: "Ci hanno aggrediti"
L’Inter ha vinto il primo trofeo stagionale battendo la Roma in finale di Coppa Italia in una partita ricca di emozioni e di battaglie. E’ successo davvero di tutto in questa partita che di certo rimarrà nella memoria dei tifosi italiani per molto tempo, soprattutto per le cose brutte, troppe, che si sono viste. Si è salvato soltanto il sano agonismo che in alcuni fasi di gioco si è visto in campo oltre naturalmente al bellissimo gol di Milito




La risposta della curva romanista agli striscioni e al tifo contro fatto dai tifosi della Lazio durante la partita contro l’Inter di domenica sera.




I cazzotti di Mexes a Materazzi; durante un azione di calcio d’angolo il francese ha colpito il difensore nerazzurro con due cazzotti nel costato e per sua fortuna l’arbitro non ha visto la scena.




Tutta la frustrazione di Totti che nel finale si è fatto espellere per aver rifilato un calcione a Balotelli.




La rissa finale, l’invasione di campo di un tifoso giallorosso e Chivu che ha mostrato il dito medio alla Tribuna Tevere.




La festa della squadra nerazzurra, prima in campo e poi negli spogliatoi.




Gli scontri fuori dallo stadio con 11 arresti e un accoltellato.





Momenti di tensione allo stadio Olimpico di Torino, durante il primo tempo di Juventus-Bari. Le tifoserie delle due squadre sono venute a contatto nel corso della sfida, quando alcuni tifosi del Bari sono saliti sulle transenne che li dividono dai tifosi bianconeri, dopo che questi ultimi avevano tirato un petardo nel settore degli ospiti. Tra i due settori sono volati cinghie, bastoni e oggetti di vario genere; la polizia è intervenuta in un secondo momento portandosi via uno dei facinorosi. All’inizio della partita è scattata l’ormai usuale contestazione alla dirigenza bianconera: “Proprietà sei un disonore per il nostro grande amore” era la scritta sullo striscione che campeggiava nella curva dei tifosi juventini e “Ve ne andate si o no?” è stato invece il coro dedicato alla dirigenza.




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Sono state pubblicate su You Tube le immagini degli scontri avvenuti ieri in corso De Stefanis fra i tifosi della Sampdoria e della Lazio prima della partita poi vinta dai blucerchiati. Alcuni residenti dalla finestra di casa hanno ripreso quattro minuti dei concitati momenti nei quali le due fazioni sono venute a contatto prima che intervenissero le Forze dell’Ordine. Dalle immagini, riprese dall’alto, non si capisce l’esatta dinamica dell’accaduto, ma si vede come i tafferugli siano andati avanti per alcuni minuti fra le macchine e le strade cittadine con gli abitanti della zona come unici testimoni. (Guarda il Video)
Un centinaio le persone coinvolte inizialmente, poi ridottesi di numero e quindi fuggite all’arrivo della polizia. La riscostruzione delle forze dell’ordine spiega che un gruppo di 30-40 tifosi della Lazio, arrivati a Genova con auto proprie, non hanno seguito le indicazioni previste per raggiungere lo stadio, transitando in corso De Stefanis dove non avrebbero dovuto passare secondo i percorsi di sicurezza e di separazione delle tifoserie. In questa zona hanno incrociato i tifosi sampdoriani. Dopo una serie di scambi di insulti è esplosa la rissa a calci, pugni ma anche con bastoni e sassi raccolti per strada e con alcuni arredi urbani. Nei tafferugli è rimasto lievemente ferito un tifoso laziale poi medicato dal pronto soccorso della Croce Rossa del Ferraris.
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