
La notizia l’ha comunicata ai giornalisti Bento Kangamba. Un nome per niente familiare, ma si tratta del presidente del Kabuscorp di Luanda, vice campione di Angola, il club che sta per ingaggiare Rivaldo: “Tutti gli altri si stanno rafforzando e non possiamo rimanere a guardare - ha spiegato - E’ sorta questa opportunità di ingaggiare Rivaldo e ci siamo fatti avanti. Si parla molto della sua età ma un calciatore della sua qualità e della sua esperienza ha ancora molto da dare al calcio e, speriamo, all’Angola”, ha spiegato l’angolano. L’ex giocatore brasiliano di Barcellona e Milan ha ancora voglia di giocare e si prepara per un’alta, anomala sfida, alla veneranda età di 40 anni.
Altre operazioni di mercato estere. Il Psg, secondo la Gazzetta dello Sport, sta insistendo per avere anche Kakà: il Real Madrid chiede 25 milioni. Il club francese ieri ha preso Maxwell, che è atteso oggi a Parigi, ceduto dal Barça per 3 milioni e mezzo, e adesso vuole anche Thiago Motta e Maicon. L’attaccante irlandese Robbie Keane è stato ceduto in prestito per due mesi dai Los Angeles Galaxy all’Aston Villa. Lilla e il Chelsea sono in trattativa per il trasferimento in Inghilterra di Eden Hazard. Si parte da una base di 30 milioni, mentre il Lilla ne vorrebbe almeno 40.
Secondo l’edizione online de L’Equipe la possibilità che Ronaldinho, in rotta con il Flamengo (non riceve stipendi da 5 mesi), possa tornare in Europa è alta. Il fratello e agente dell’ex rossonero, Roberto de Assis ha rilasciato le seguenti parole al quotidiano francese: “Ronaldinho è al top, è in grande forma e ha anche ricevuto un’offerta concreta da una squadra italiana, ma anche da un club spagnolo e da uno brasiliano che gioca la Libertadores”.
L’Uzbekistan è una Nazione che ci tiene, e non poco, al calcio: il Bunyodkor, squadra di Tashkent, ha Rivaldo e Scolari (come allenatore), avevano tentato di prendere Eto’o e la Federazione spera di far crescere, sempre di più, il calcio nazionale. Così ogni anno organizzano degli incontri tra i giovani calciatori uzbeki e un campione di fama internazionale: l’anno scorso fece una visita da quelle parti addirittura Lionel Messi, quest’anno altro super fenomeno del calcio mondiale, Cristiano Ronaldo. La stella di Real Madrid e Portogallo martedì è atterrato nella capitale uzbeka (nella foto con gli abiti tradizionali), visita alla sede della Federcalcio, quindi conferenza stampa insieme a Scolari.
L’ex ct di Brasile e Portogallo, nonché recente allenatore del Chelsea, è stato allenatore di Ronaldo proprio ai tempi della selezione portoghese (di recente Felipao è stato anche accostato alla Juve). Dopo l’incontro con la stampa, sull’agenda del già Pallone d’Oro era in programma la consegna di alcuni diplomi a giovani e promettenti calciatori dell’Uzbekistan. Detto fatto, quindi per la delizia degli occhi dei tanti presenti il lusitano ha strabiliato la folla con un paio di giochetti dei suoi. Ma un piccolo e bravissimo “collega” del numero 9 delle merengues lo ha messo in seria difficoltà: il classico caso dell’allievo che supera il maestro. Il video che segue è davvero niente male…

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Testa a testa avvincente, Quaresma e Felipe Melo si sono dati battaglia ieri durante le elezioni del Bidone d’Oro 2009; sarcastico premio ideato nel 2003 dalla trasmissione di Radio Rai Due Catersport, l’edizione di quest’anno aveva la novità di consentire le votazioni nella sola giornata di ieri tramite SMS, internet e in onda. Ebbene, con 4289 voti ha vinto l’ex Almeria e Fiorentina Felipe Melo, ad oggi flop colossale da 25 milioni di euro della Juventus.
Aveva tentato il bis Ricardo Quaresma, che si è fermato a 3868 voti: più squadra riserve che Stamford Bridge nei sei mesi al Chelsea, il suo ritorno all’Inter è fino adesso passato inosservato. Terzo Tiago, secondo juventino, che ha racimolato il 10% dei consensi; ancora Brasile nella top 5 con Dida (Milan) e Mancini (Inter), dal sesto al decimo posto “gloria” per Huntelaar, Ronaldinho, Poulsen, Carrizo e Julio Baptista.




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Con l’avvicinarsi del Natale e dell’assegnazione dell’ambito Pallone d’Oro di France Football torna puntuale come ogni anno il Bidone d’Oro, speciale e poco ambito premio istituito dalla trasmissione Catersport in onda su Radio 2. Il concorso, che l’anno scorso ha visto trionfare il nerazzurro Quaresma, quest’anno si presenta con due novità: i candidati, scelti da una giuria di esperti, sono solo 10 anziché 50 e i voti si concentreranno soltanto nell’arco di 24 ore nella giornata di domenica 13 dicembre. Il premio sarà assegnato al giocatore di qualsiasi nazionalità che peggio ha fatto nel campionato italiano nell’ultimo anno solare.
Tra i nominati ben la metà vengono dallo stesso paese, il Brasile, fatto che ha suscitato clamore anche al di là dell’Atlantico tanto da far parlare del concorso anche il quotidiano Globo Esporte che ha dedicato alle sue “cinque stelle cadenti” un servizio. Il club con più nominati è il Milan che ne può vantare ben tre, ai brasiliani Nelson Dida e Ronaldinho si aggiunge il nuovo acquisto olandese Klaas Jan Huntelaar. Segue la Juventus con due nomination e mezzo, il mezzo è dovuto a Felipe Melo che nel 2009 oltre al bianconero ha vestito anche il viola della Fiorentina, a fargli compagnia i due immancabili Christian Poulsen e Tiago. L’Inter si ferma a quota due con il campione in carica Quaresma e il verdeoro Mancini. Chiudono la lista le due romane rappresentate da Julio Baptista, attaccante giallorosso, e da Juan Pablo Carrizo, ex estremo difensore argentino della Lazio ora al Real Saragozza.
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Calcolatrice alla mano resta José Mourinho, con i suoi 11 milioni annui, l’allenatore più pagato al mondo, ma Felipe Scolari conquista di diritto la seconda piazza. Il giornale portoghese Economico ha rivelato i dettagli economici del suo ultimo ingaggio: l’ex ct della nazionale lusitana, pochi mesi fa defenestrato da Abramovich, guadagnerà la bellezza di 13 milioni di euro nei 18 mesi che dovrebbe trascorrere a guidare il Bunyodkor di Tashkent, sconosciuta squadra Uzbeka.
Una cifra folle per andare ad allenare nell’ex repubblica centroasiatica sovietica, un paese con il 146° Pil procapite al mondo (appena 1920 dollari l’anno per abitante), un regime dittatoriale guidato dallo stravagante Islom Karimov e un calcio di livello tecnico molto modesto. Il Professional Futbol Klubi Bunyodkor ha soldi da spendere, tanto da aver ingaggiato l’ormai ex giocatore Rivaldo, aver avuto come allenatore il brasiliano Zico ed essere stato al centro di un caso di calciomercato per la super offerta da 40 mln per Samuel Eto’o.
Felipao ha colto la palla al balzo, tanto più che il suo lavoro non sembrava essere complicatissimo: il Bunyodkor lo scorso anno ha vinto il suo primo titolo e quando Scolari è atterrato a Tashkent i suoi ragazzi avevano già giocato 11 gare del nuovo campionato senza perderne nemmeno una. Ad oggi, dopo altri due mesi di intensissime gare, le statistiche stagionali recitano “20 partite giocate, 20 vittorie, 0 pareggi e 0 sconfitte, 61 gol fatti e 7 subiti“, un dominio. Insomma, non si tratta di una sfida esattamente proibitiva anche per uno come Scolari che viene da sei mesi in Premier League decisamente bruttini.
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Nel luglio del 2008 il Bunyodkor, allora denominato Kuruvchi, balzò agli onori delle cronache mondiali perché annunciò d’aver trovato un accordo per sei mesi con Samuel Eto’o: da quel giorno l’Uzbekistan, fino ad allora sconosciuto calcisticamente, affermò prepotentemente la sua presenza nel mondo del pallone grazie soprattutto a questa ambiziosa squadra di Tashkent. L’affare alla fine saltò nonostante il camerunense si recò personalmente nella città uzbeka, ma comunque il Bunyodkor non si deprimette e in un anno ha comunque messo a segno colpi incredibili.
Rivaldo ad esempio (nella foto con la maglia dei campioni uzbeki) e subito dopo Zico (che ha allenato la squadra per qualche mese prima di andarsene al CSKA Mosca): l’ex Pallone d’Oro di Barcellona e Milan ha anche rinnovato il contratto, sintomo che a Tashkent si trova bene. Con lui altri tre brasiliani e un cileno, anche se da ieri s’è unito alla ciurma un allenatore ex Campione del Mondo col Brasile e appena 12 mesi fa sulla cresta dell’onda per il suo passaggio al Chelsea: Felipe Scolari è già in Uzbekistan e ha già condotto il primo allenamento come coach del Bunyodkor.
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Non ci è dato sapere i termini dell’operazione, ma visti i quasi 40 milioni di ingaggio annuale che il Kuruvchi aveva offerto Samuel Eto’o si può ipotizzare un contratto faraonico per l’ex pallone d’oro brasiliano: Rivaldo sarà un giocatore del Bunyodkor, per qualche ragione oscura alla nostra mente occidentale lo stesso team che cercò il camerunense ma che ora si chiama con un nome diverso. Rivaldo nei prossimi giorni atterrerà a Taškent, capitale uzbeka, e poi si immergerà in questa nuova e singolare avventura.
Eppure solo pochi giorni fa lo vedemmo abbastanza in forma giocare con la maglia giallonera dell’AEK Atene, in un amichevole contro il Bologna: nella capitale ellenica il brasiliano ha disputato la sua ultima stagione, siglando 11 reti in 33 gare, dopo le tre annate all’Olympiakos Pireo (70 presenze e 36 gol, non male). Contro il Bologna era andato anche in gol, pareggiando il vantaggio felsineo di Adailton con un bel fendente sotto la traversa dopo il passaggio delizioso di Juan Fran. Ora è tempo di fare le valige e così spiega la sua scelta ai tifosi ateniesi:
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La Lazio di Delio Rossi inizia la sua avventura nella Champions League 2007/08 da Atene, in trasferta nella tana dell’Olympiakos Pireo. Dopo il turno preliminare superato non senza sofferenza contro la Dinamo Bucarest i biancocelesti sono volati in grecia per la prima partita di un girone eliminatorio dal quale contano di poter uscire a testa alta e con un piazzamento che valga l’accesso agli ottavi di finale.
Se i Campioni di Spagna del Real Madrid targato Schuster sono inarrivabili, anche alla luce della partenza sprint nella Liga (9 punti in 3 giornate, 10 gol fatti 2 subiti), la Lazio ha buone possibilità di imporre nel doppio confronto il proprio gioco contro il Werder Brema in confusione ed in sofferenza dopo la partenza di Miroslav Klose e contro i greci dell’Olympiakos.
La trasferta ad Atene non nasconde per una volta volta l’insidia del “caldo pubblico greco” che sarà costretto a seguire la prima partita del girone da casa per la squalifica del campo, un vantaggio che la Lazio dovrà capitalizzare al meglio contro una squadra che non sembra avere solo questo problema. L’Olympiakos, dopo aver vinto tutti i campionati ellenici dal 1997 al 2007 (fatta eccezione per il 2004), ha sostanzialmente rifondato la squadra.
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L’ Inter vi aveva scatenato qui. Ora tocca al Milan.
Anche qui ho preso in considerazione un periodo ben definito, l’era Berlusconi; un periodo abbastanza lungo costellato di successi, ma anche di qualche bidone che qualcuno avrà forse dimenticato. Come per i cugini, ho eliminato coloro che sono venuti con meno ambizioni e minore esborso economico, come Bogarde, Andersson o Julio Cesar, e soprattutto coloro che ancora giocano in maglia rossonera, come Oliveira che promette molto.