Video: Sintesi, Youtube Atalanta - Inter 1-1 del 13 dicembre Serie A 16° Giornata





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Giornata stramba questa sedicesima di campionato, risultati sui generis a cui non può non aggiungersi questo pari tra Atalanta e Inter, un 1-1 tutto sommato meritato per gli uomini di Antonio Conte che con tenacia, grinta e intelligenza tattica hanno saputo contenere i campionissimi interisti e alla fine sono stati premiati con un punto che fa classifica. Gara non bellissima ma interessante, senza gli allenatori in panchina (entrambi squalificati, Mourinho non ha perso il suo aplomb mentre Conte ha praticamente fatto lo show nel box dov’era relegato), match a un certo punto condizionato dall’espulsione di Wesley Sneijder, a metà ripresa (Tabellino Atalanta - Inter 1-1 - Foto Atalanta - Inter 1-1 - Video Atalanta - Inter 1-1).
Dopo un avvio sprint dei padroni di casa, è bastato un lampo del Principe, al secolo Diego Milito, per mettere a tacere i vivi animi atalantini: è il quindicesimo quando l’ex genoano fa praticamente tutto da solo (aiutato anche da un paio di rimpalli fortunati) e batte Coppola con un preciso tiro sul primo palo. Il cuore della Dea serve a collezionare calci d’angolo, Ceravolo e la sua verve costringono i difensori interisti a non abbassare mai la guardia, quando la buona sorte sembra sorridere ai bergamaschi ci pensa Julio Cesar a sventare i pericolo per l’undici milanese (grande parata su deviazione di Cambiasso nella propria porta). Prima del riposo Balotelli prima e Senijder poi sfiorano il raddoppio.




C’è una squadra, l’Atalanta, che da molti anni attua una politica votata all’attenzione verso il bilancio e il settore giovanile: il tetto massimo per gli stipendi è di 450mila euro (al netto li guadagnano solo Barreto, Acquafresca, Bellini e Doni) e il vivaio è in continuo fermento volto a tirar su un buon manipolo di calciatori solitamente a cicli. Appare dunque stranissimo come la famiglia Ruggeri si sia lasciata sfuggire di mano la situazione Costinha, il portoghese campione d’Europa col Porto nel 2004, che arrivò a Bergamo nell’estate del 2007 e che per mesi è stato un oggetto misterioso della rosa atalantina.
La Dea lo prelevò a parametro zero dopo una stagione in chiaroscuro all’Atletico Madrid: lo voleva Gigi Del Neri che ne aveva intravisto le ottime potenzialità quando allenò per un mese il Porto e fu così che la dirigenza orobica fece uno sforzo enorme per accontentare il suo mister. Già, perché il portoghese sottoscrisse un contratto di tre anni da 730mila euro netti a stagione, cifra di gran lunga superiore rispetto ai suoi compagni. “Io sono quello che permette al compagno con più fantasia di fare quello che vuole, perché se perde palla non deve rincorrerla. La rincorro io” si presentò alla stampa il primo settembre del 2007 Costinha.
Dopo 53 minuti contro il Parma, proprio il giorno dopo rispetto a quella dichiarazione, di Costinha si persero lentamente le tracce; un paio di infortuni ne minarono allenamenti e condizione fisica, quindi iniziò a farsi vedere sempre meno dalle parti di Zingonia, lavorando per di più a parte. Alla domenica in due interi anni come giocatore dell’Atalanta, si è visto raramente all’Atleti Azzurri d’Italia; anzi, spesso è stato avvistato a San Siro per assistere alle partite dell’Inter dell’amico Mourinho. Lo Special One senza Costinha e il suo gol all’Old Trafford nei quarti di finale della Champions 2004, forse non sarebbe diventato nessuno.
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La Germania beffa l’Italia con l’arma più brutta da vedere, ma anche la più redditizia: il catenaccio. I tedeschi trovano il goal partita dopo appena tre minuti del secondo tempo, al primo vero tiro in porta. Che sarà anche l’unico della partita. L’Italia domina inutilmente in lungo e in largo sia nel primo che nel secondo tempo e non riesce a trovare la via del goal. La sfortuna nei momenti cruciali e soprattutto uno scarso cinismo sotto porta condannano gli azzurrini che escono da una competizione sicuramente alla loro portata. (Fotogallery)
A fine gara Casiraghi, visibilmente commosso, non esclude l’addio. Non è immune da colpe, il buon Pierluigi: un po’ come successe alle Olimpiadi contro il Belgio, anche stavolta l’under 21 italiana non supera un ostacolo non insormontabile. L’Italia si presenta in attacco con il trio Balotelli-Acquafresca-Giovinco, sicuramente affascinante, ma poco amalgamato. Dopo una iniziale e fumosa sortita offensiva della Germania gli azzurrini cominciano a macinare gioco. Prima Motta e poi Acquafresca potrebbero segnare ma la traversa nega la gioia del vantaggio. I tedeschi soffrono maledettamente le palle inattive ma si arrangiano con il primo salvataggio sulla linea di Marin su Bocchetti.
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Davvero niente male il colpo di mercato messo a segno dall’Atalanta, squadra che l’anno venturo sarà allenata da Angelo Adamo Gregucci: il club bergamasco oggi ha praticamente chiuso col Genoa per il prestito oneroso di Robert Acquafresca. Il giovane attaccante piemontese ha ormai terminato la sua esperienza a Cagliari: deluso dall’Inter che lo ha aspettato senza convinzione fino a che lo ha usato per arrivare a Milito e Motta, ha dato picche a Ghirardi del Parma e alla fine ha scelto l’Atalanta, squadra che gli consentirà di giocare titolare dopo la dipartita di Floccari.
Già l’anno passato Acquafresca era stato vicinissimo ad indossare il nerazzurro degli orobici, poi però non se ne fece più niente per l’opposizione dell’Inter che preferì tenerlo per “parcheggiarlo” un altro anno al Cagliari; in quei giorni il ragazzo ebbe modo di respirare un po’ l’aria di Bergamo e di conoscere Carlo Osti, ds della Dea. Così, complici anche le ottime referenze fornitegli dal compagno di camera in Nazionale Under 21, il portiere atalantino Andrea Consigli, non ha avuto molti dubbi, l’Atalanta sarà la sua prossima squadra (con la remota possibilità che si inserisca la Juve che lo preleverebbe dal Genoa per poi comunque girarlo ai lombardi).
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I ragazzi dell’Under 21 hanno conquistato oggi a Helsingborg un importante successo contro i padroni di casa della Svezia. Gli svedesi all’esordio avevano stracciato la Bielorussia (5-1 il finale) e guardavano la classifica dall’alto in basso, per questo la partita di oggi per l’Italia era fondamentale per non dire cruciale. Questa squadra però ci ha abituato a venire fuori nei momenti critici e ha raccolto una splendida vittoria grazie alle reti di Balotelli e Acquafresca, impreziosita anche dal fatto di aver giocato in inferiorità numerica per quasi un’ora a causa dell’espulsione dello stesso attaccante interista.
I primi minuti dell’incontro sono da brividi, passano pochi secondi e Bocchetti sbaglia un retropassaggio, Berg ne approfitta e si invola verso la porta, decisivo il tempismo di Consigli nell’andare incontro all’attaccante riuscendo così a indurlo all’errore. Il portiere dell’Atalanta però non può riposarsi, i primi minuti sono tutti di marca svedese, i padroni di casa vanno vicini al gol in un altro paio di occasioni con Lustig e Elm. Con il passare dei minuti per fortuna gli azzurrini prendono coraggio e iniziano a creare gioco con maggiore continuità. Giovinco sembra in giornata e le sue giocate impensieriscono non poco i difensori avversari.

Il Genoa è grande protagonista del calciomercato. Nell’ambito dell’operazione che ha portato Diego Milito all’Inter ha ottenuto una prelazione su Robert Acquafresca, in prestito al Cagliari quest’anno, è stato ingaggiato dalla società del Grifone per 14 milioni di euro, ma è già pronto a ripartire per un nuovo prestito. Il Genoa è anche vicino all’ingaggio di Moussa Dembélé, attaccante belga classe ‘87 in forza all’Az Alkmaar, per una somma vicina ai 13 milioni.
Tornando ad Acquafresca, nazionale Under 21, ci sono diverse squadre pronte a puntare su di lui nella prossima stagione. In pole position Atalanta e Parma che si sono mosse con il procuratore del giocatore di tempo, ma nelle ultime ore si è fatta sotto la Lazio di Lotito, a caccia di un attaccante per sostituire l’ormai certo partente Goran Pandev. La Lazio potrebbe godere della preferenza, in questo caso decisiva, di Acquafresca che potrebbe voler raggiungere Ballardini, il suo tecnico nel primo anno cagliaritano, quello dell’esplosione prima che in questa stagione giungesse la definitiva conferma delle sue qualità da bomber di razza. Lotito per ottenerlo mette in campo il prestito oneroso e metà del cartellino di un altro giovane promettente, Lorenzo De Silvestri.
Altra ipotesi, che sembra essere sfumata, è quella della Juventus, anche tenendo conto di una misteriosa clausola che l’Inter avrebbe inserito nel contratto: Robert non può andare a rinforzare una diretta concorrente come i bianconeri. Preziosi avrebbe potuto usare la carta Acquafresca per compensare i due affari legati a Palladino e Criscito, soprattutto per il secondo il presidente punta ad un riscatto, per il primo è più orientato ad un rinnovo della stessa.

Dopo l’acquisizione di Paloschi (il dg parmense Pietro Leonardi oggi ha asserito che la comproprietà tra Milan e ducali per il giocatore è libera), il Parma sta per mettere a segno un altro importante colpo di mercato: manca l’ufficialità ma da oggi Christian Panucci e praticamente un giocatore del Parma. L’esperto difensore dal passato glorioso (ha militato nei più prestigiosi campionati d’Europa con le maglie più importanti), s’è ormai svincolato dalla Roma dopo una stagione dai molti chiaroscuri, con alcuni mesi passati addirittura da separato in casa.
S’è fatto così avanti Tommaso Ghirardi che ha convinto il giocatore, dettosi ormai pronto a trasferirsi in Emilia. Così l’agente di Panucci, Oscar Damiani: “Christian è svincolato, perciò non dobbiamo chiedere niente a nessuno. Lui sarebbe onorato di giocare nel Parma. Ci siamo incontrati e ci rincontreremo. Il Parma ha fatto capire che Christian sarebbe un tassello importante nel loro impianto di squadra. Entro la fine della settimana prenderemo una decisione” ha asserito interpellato circa il futuro del suo assistito. Trapelate anche le condizioni del contratto.

Da oggi è ufficiale, Davide Ballardini è il nuovo allenatore della Lazio, sarà presentato domani a mezzogiorno a Formello. L’ex allenatore di Cagliari e Palermo ha firmato un contratto biennale da 750 mila euro a stagione con un’opzione per la terza. In realtà tutto ormai sembra sicuro ma dalla società biancoceleste non è uscito nessun nome. Stamattina Claudio Lotito ha sibillinamente detto: “A mezzogiorno ci sarà una conferenza stampa nella quale comunicheremo il nuovo staff tecnico. Sarà un professionista che vive il campo 24 ore su 24 e con la professionalità giusta per una piazza complicata e particolare come Roma”.
Poco tempo dopo però è arrivato a Formello anche lo stesso Ballardini accompagnato dal suo vice Carlo Regno. Molto probabilmente l’incontro di oggi è stato un vero e proprio vertice per porre le basi della prossima stagione, dopo la firma del contratto infatti il neo allenatore e il presidente della Lazio hanno parlato di mercato. Argomento, quello dei giocatori in arrivo e quelli in partenza, toccato dallo stesso Lotito proprio oggi in compagnia dei giornalisti presenti.