
Curioso e spiacevole episodio capitato quest’oggi al Renato Dall’Ara di Bologna, stadio in cui si è svolto il derby emiliano tra i padroni di casa e il Parma (finito per la terza volta di fila 0-0). Dopo un primo tempo da solito combattente (ha rimediato anche un cartellino giallo al minuto 23), il capitano dei ducali Stefano Morrone non è rientrato sul terreno di gioco per la ripresa; in effetti tutta la squadra ospite ha rimesso piede in campo con un ritardo di cinque minuti apparentemente inspiegabile. Fascia di capitano ad Alessandro Lucarelli e Gianluca Musacci in mediana, dopo poco si è capito il motivo di questa mossa. Morrone aveva infatti ricevuto la telefonata preoccupatissima della moglie per un problema respiratorio al figlioletto di pochi mesi.
Il pargolo aveva infatti ingoiato qualcosa che gli era andato di traverso, da cui il ricovero in urgenza all’Ospedale Maggiore di Parma e la terapia intensiva. Morrone, avvertito dell’accaduto negli spogliatoi, ha chiesto il permesso a Roberto Donadoni che, d’accordo col direttore generale Pietro Leonardi, ha lasciato andare il centrocampista per stare vicino alla moglie e al figlio. Come si è saputo successivamente i medici del nosocomio parmense sono intervenuti tempestivamente, facendo rientrare per fortuna l’emergenza. Il tecnico dei gialloblu Donadoni a fine gara ha spiegato ai microfoni come sono andate le cose:
“Mi sembrava la cosa più opportuna, la moglie era molto preoccupata e credo che per lei avere il marito vicino fosse la cosa più giusta. Il bimbo va decisamente al di sopra di ogni ragionamento”.
Foto | © TMNews

Il Parma ha ufficialmente cambiato allenatore: il presidente Tommaso Ghirardi e il direttore sportivo del club Pietro Leonardi hanno convenuto che sei partite senza vincere sono state troppe per i ducali, fermi a quota 19 punti e quindi evidente media salvezza. Il problema dalle parti del Tardini è capire se ci sia un progetto, quali sono gli obiettivi e cosa pretende Ghirardi che zitto zitto è al decimo allenatore in cinque anni, una media degna del miglior Zamparini. Contattato Luigi Delneri ma tentati anche dall’ipotesi traghettatore in attesa di Gasperini a giugno, alla fine i ducali hanno virato su Roberto Donadoni, reduce dalle due esperienze con molte ombre a Napoli e a Cagliari, che ha apposto la sua firma su un contratto fino al giugno 2013:
“Il Parma Fc comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra Franco Colomba. La società, ringrazia il mister e il suo staff per la professionalità e l’umanità sempre dimostrate e per il prezioso apporto alla salvezza conquistata la scorsa stagione. Il nuovo allenatore della prima squadra è Roberto Donadoni, già ct della Nazionale, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2013. Mister Donadoni dirigerà il suo primo allenamento in gialloblù al centro sportivo di Collecchio martedì 10 gennaio alle 15. Alle 11.30 nella sala stampa dello stadio Tardini di Parma il tecnico sarà presentato ufficialmente a giornalisti e tifosi. La presentazione sarà trasmessa in diretta da Fc Parma TV. La società tutta dà il benvenuto al nuovo allenatore crociato e augura a lui e al suo staff buon lavoro”.
Franco Colomba, che l’anno passato aveva rilevato Pasquale Marino, non ha fatto così male in terra emiliana, a patto che si capiscano le velleità di questa squadra alquanto indecifrabile, capace di perdere senza neanche provare a giocare contro Juve, Milan e Inter (subendo per altro la bellezza di 13 gol contro queste tre big) ma comunque a sette vittorie da una salvezza che dovrebbe rimanere, almeno a leggere la rosa, l’obiettivo anche di questa stagione. Ora si riparte dalla gara col Siena e da un mercato che sarà gestito anche da Donadoni, il quale pare abbia chiesto un rinforzo in attacco: i nomi che si fanno sono quelli di Luca Toni, possibile, e di Massimo Maccarone, un ritorno poco probabile ma comunque plausibile. Torna ai box dunque un Colomba che proprio sabato scorso, dopo la disfatta di San Siro contro l’Inter, aveva ammesso che i suoi giocatori ultimamente non lo seguivano: la mossa giusta è cambiare l’allenatore o riprendere con una bella ramanzina i calciatori?

Anche chi era nato negli anni ‘80 aveva imparato a conoscere Sergio Buso, un padovano del 1950 che da giovane faceva il portiere di calcio; aveva girato la penisola coi guantoni sempre nel borsone, anche se alla fine si era affezionato a Bologna (dove vinse anche una Coppa Italia e alla cui società rimarrà per sempre legato) e a Taranto, dove trovò moglie e dove alla vigilia di Natale si è spento per una grave forma di leucemia che non gli ha dato scampo (proprio nella città jonica domani, nel giorno di Santo Stefano, si terranno i suoi funerali). Nel 1988, all’età di 38 anni decise di smettere col calcio giocato, ma non smise mai la valigia che lo portò ad allenare (quando da vice o da preparatore dei portieri, quando da allenatore delle giovanili) in lungo e in largo, fino al 1999, l’anno in cui per la prima volta fece la prima donna, un ruolo che poco si addiceva a un uomo tanto silenzioso quanto spaventosamente esperto di calcio.
Fu proprio il Bologna a chiamarlo, dopo aver affiancato per qualche stagione Renzo Ulivieri alla guida dei felsinei; sostituì l’esonerato Mazzone e traghettò gli emiliani fino all’arrivo di Guidolin. Vinse un campionato di C2 con l’altro suo amore, il Taranto, quindi si unì prima a Prandelli a Venezia, quindi a Colomba a Napoli (che tra l’altro allenò per un breve periodo) che seguì anche a Reggio Calabria. Preparò i portieri a Firenze e quando, in A, Mondonico fu sollevato dall’incarico i Della Valle affidarono a lui i viola, salvo poi affidare la squadra a Zoff. Infine il sodalizio con Donadoni, a cui ha fatto il vice anche negli Europei austro-elvetici con l’Italia e a Napoli. Esperto, lavoratore, silenzioso, Sergio Buso si faceva amare e soprattutto amava il suo lavoro: malato e provato l’estate scorsa era lì, a Cagliari, ad aiutare l’amico Donadoni. Il calcio piange un gran signore, calcioblog si unisce al dolore della famiglia.

Come un fulmine a ciel sereno arriva da Cagliari l’esonero di Massimo Ficcadenti, dopo che la sconfitta di Bergamo non sembrava aver lasciato particolari strascichi. I sardi, dopo un buon inizio di campionato, sono rimasti un po’ fermi al palo con soli tre punti conquistati nelle ultime cinque partite e due sconfitte nelle ultime due uscite. Nonostante ciò sembrava che Cellino fosse propenso a tradire la sua indole e a voler sfruttare la sosta del campionato per concedere al tecnico ex Cesena ulteriore tempo per lavorare. Invece all’improvviso è arrivata la notizia del suo esonero attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul sito della società.
Ficcadenti è il secondo allenatore a lasciare la panchina del Cagliari quest’anno, in estate prima di lui era stato già licenziato Roberto Donadoni che non aveva nemmeno avuto l’occasione di iniziare la stagione ufficiale. Al suo posto subentrerà Davide Ballardini, ancora non c’è l’ufficialità ma questa dovrebbe arrivare nella giornata di domani. Per il ravennate si tratta di un ritorno in rossoblu, aveva seduto sulla panchina dei sardi nella stagione 2007/2008, subentrando a Nedo Sonetti e ottenendo una comoda salvezza ritenuta tuttavia impensabile a gennaio. La notizia sorprende un po’ tutti, soltanto poche settimane fa il Cagliari di Ficcadenti veniva elogiato per i risultati ottenuti e per l’ottimo gioco messo in mostra. Ma questo è il calcio e alcuni presidenti, e Cellino fa parte di questo gruppo, ci hanno abituato a colpi di testa di questo tipo.

Dopo nove mesi esatti finisce il regno di Roberto Donadoni, il nuovo allenatore del Cagliari è Massimo Ficcadenti. L’ex Cesena ha firmato oggi un biennale dopo l’inattesa rottura con l’ex ct della nazionale. Dopo la salvezza raggiunta in Romagna, Ficcadenti dovrà provare a ripetersi anche in Sardegna. Nella conferenza stampa di presentazione non c’è stato spazio per dichiarazioni altisonanti, piuttosto il nuovo allenatore ha fatto capire subito che ci sarà tanto da lavorare e ha illustrato quelli che saranno i dettami tattici:
“Ho accettato l’offerta del Presidente Cellino perchè non la considero una scommessa, ma piuttosto una sfida: per è una grande opportunità con a disposizione un’intelaiatura di base che fa del Cagliari una buona squadra. Conosco bene Cossu e Nainggolan per averli allenati, ma per ovvi motivi conosco molto bene anche il resto della compagine. È stata una trattativa veloce, iniziata nella serata di giovedì scorso. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, giocheremo con la difesa a 4 e il centrocampo a 3; davanti, vedremo…”.
Ficcadenti è cosciente che il mercato dei rossoblu è ancora aperto e che qualche pedina manca ancora al suo scacchiere, l’obbiettivo è comunque quello di fare qualcosa in più di una semplice salvezza stiracchiata:
“Dobbiamo pensare che si gioca per il Cagliari ed essere professionisti. Capisco che la squadra avrà subito lo scossone per il cambio di allenatore, ma dobbiamo pensare solo a lavorare. Il Cagliari da anni si salva in anticipo e poi cala nel finale. Io sono d’accordo col presidente, che vuol vedere la squadra giocar bene e arrivare il più in alto possibile”.
I tifosi del Cagliari possono comunque ben sperare, il calendario nelle prime due giornate ha riservato alla loro squadra i campioni d’Italia del Milan in casa e poi subito una trasferta a Roma contro i giallorossi alla seconda giornata. Lo stesso capitato l’anno scorso al Cesena, anche se a impegni invertiti: Ficcadenti riuscì a stupire tutto conquistando quattro punti su sei, chissà che la storia non sia destinata a ripetersi.

C’è moderato entusiasmo alle pendici dell’Etna: da ieri il Catania ha acquisito le prestazioni sportive di David Suazo, veloce attaccante honduregno che da un paio di stagioni s’era perso nella galassia Inter. Intricato caso di mercato quello che ha coinvolto il 32enne centravanti centroamericano: riaccolto al Cagliari come figliol prodigo qualche settimana fa, alla fine Cellino ha bloccato l’operazione in disaccordo tra l’altro col suo allenatore Donadoni (a cui è stato presentato il conto e sembra che la goccia che abbia fatto traboccare il vaso sia stata proprio questa).
Non si è ben capito cosa abbia fatto saltare tutto, tra l’altro Cellino ha smentito seccamente le dichiarazioni riportate da La Nuova Sardegna in cui il patron rossoblu pareva avesse asserito che “purtroppo David non è più lo stesso, è un giocatore zoppo e io non posso che pensare alla squadra“. Fatto sta che alla fine il Catania ha fiutato l’affare e si è preso il giocatore: ha firmato un contratto annuale con opzione per il secondo anno, sarà il primo honduregno della storia del club e ha già sostenuto visite mediche e il primo allenamento agli ordini di mister Montella. Queste le sue prime parole direttamente dal ritiro di Torre del Grifo:
“Ringrazio la società per avermi portato a Catania. Vengo con grandi aspettative e spero di ricambiare la fiducia dei dirigenti. Il mio obiettivo personale è quello di fare tanti gol. Voglio dimostrare che posso ancora dire la mia in Serie A. Spero di diventare un beniamino dei tifosi. Da due anni mi mancano le trasferte coni i compagni. Mi manca la spinta del pubblico. Qui a Catania so che il tifo è molto caldo, spero nel loro sostegno”.
Le prime avvisaglie in giornata si sono rivelate fondate e il Cagliari, con un comunicato ufficiale, ha esonerato il tecnico Roberto Donadoni. La nota del club sardo pubblicata sul proprio sito:
“La Società Cagliari Calcio comunica di aver sollevato dall’incarico l’allenatore Roberto Donadoni e il suo staff composto da Luca Gotti, Giovanni Andreini e Paolo De Toffol. La Società Cagliari Calcio ringrazia per il lavoro sin qui svolto e augura loro le migliori fortune per il prosieguo della carriera”.
Il primo esonero della stagione è quasi sicuramente frutto degli attriti tra il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, e Donadoni sul mancato ingaggio di David Suazo. L’attaccante ha preferito non firmare il contratto propostogli da Massimo Cellino, ritenuto troppo basso. L’indiziato numero uno per la panchina del Cagliari, per la stagione ormai alle porte, è Massimo Ficcadenti.

Si fa sempre più rovente il clima in Sardegna, dopo il caso Suazo adesso il ciclone potrebbe investire direttamente Roberto Donadoni. Secondo quanto racconta La Nuova Sardegna ormai il rapporto tra Massimo Cellino e l’allenatore si è definitivamente rovinato, tanto da far apparire molto probabile un suo esonero ancora prima dell’inizio del campionato. L’amichevole di oggi contro l’Arzachena, squadra che milita in Serie D potrebbe essere l’ultima per l’ex ct della nazionale azzurra.
Alla base di questa crisi tanto repentina quanto devastante ci sono probabilmente una serie di cause. Di sicuro l’affaire Suazo ha pesato molto, Donadoni ha provato a far trattenere l’attaccante ma Cellino non gli ha dato ascolto e lo ha scaricato. Il presidente dei rossoblu non si fida di Giovanni Branchini, procuratore di Suazo ma anche di Donadoni e Acquafresca, e può aver sospettato che il comportamento dell’allenatore non fosse negli interessi della società. Probabile anche che a Donadoni non siano andate giù le cessioni dei pezzi pregiati della rosa, da Matri a Lazzari fino a Marchetti e Acquafresca.
Per il momento è possibile soltanto avanzare delle ipotesi, i veri motivi della rottura, sempre che ci sarà, forse non li conosceremo mai fino in fondo. Fa riflettere il comunicato diramato oggi dalla società per smentire un virgolettato del presidente riportato in un articolo de La Nuova Sardegna a firma di Antonio Ledà: non viene infatti fatto nessun accenno al caso Donadoni, né tanto meno viene smentito quanto scritto. Pare che Cellino abbia già iniziato a pensare al nuovo allenatore, in cima alla lista delle preferenze del presidente rossoblu sembra esserci Ficcadenti, un altro nome papabile è quello di Bortolo Mutti, non è infine da escludere un clamoroso ritorno di Ballardini. I tifosi intanto aspettano che il mercato del Cagliari finalmente decolli, sperando di poter mettere da parte tutti questi veleni e queste polemiche.

Ci risiamo: come già accaduto nello scorso campionato, il Cagliari va in vacanza sin dal mese di marzo, adagiandosi su quanto di buono fatto nei primi tre quarti di campionato. Lo scorso anno questo atteggiamento fece andare su tutte le furie il presidente Massimo Cellino, che diede anticipatamente il ben servito ad Allegri sostituendolo con Roberto Donadoni. Il calo di tensione di quest’anno ha procurato lo stesso umore nel numero uno dei sardi che questa volta se la prende coi propri calciatori, ribadendo invece attestati di stima convinti nei confronti di Donadoni. Domenica scorsa contro il Cesena, alla 700esima partita da presidente degli isolani, uno 0-2 casalingo, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso:
“Il prossimo sarà un mercato parecchio movimentato, cambio otto giocatori, ma forse avrei dovuto farlo già l’estate scorsa. Donadoni è il punto di partenza, lui è molto meglio di quanto pensassi prima di conoscerlo. Deve giusto essere meno ragionatore e lasciare andare il suo istinto e la sua natura, che è vincente. Diverso il discorso per quanto riguarda la squadra. Purtroppo le ultime cinque partite mi hanno segnato. Devo saper leggere i segnali in campo, e non è semplice. Cali di tensione, forma fisica, ambizioni, mi sento come un uomo tradito che cerca in tutti i modi di non sembrare cornuto. Cambierò molti giocatori, tra l’altro c’è chi ha dimostrato di non aver piacere di restare, come Lazzari. Il che non significa che voglia lasciare il Cagliari, piuttosto vorrebbe giocarsi una grande occasione. Al Milan? Glielo auguro. Cossu? È legato al Cagliari più di me, è un tifoso esasperato, sarebbe potuto andar via e guadagnare molti più soldi”.
Oggi la replica a contorno della riunione di Lega. Per ribadire il concetto:
“Il nostro finale di campionato è stato patetico (1 vittoria, 3 pari e 5 ko, ndr). Tutto non si può cambiare, purtroppo… Quelli del Cagliari ultimamente mi fanno vergognare di essere il loro presidente, ma Donadoni resterà al 100% anche il prossimo anno. Resterà lui e resterò anch’io al Cagliari, anche perché ad andare via ci avevo pensato parecchio tempo fa. E quando alle cose si pensa troppo… Il progetto dello stadio va avanti e dovrebbe essere pronto per il campionato 2012-13. Matri? Spero che la Juventus non lo riscatti visto quello che sta facendo con i bianconeri (poi un sorriso ndr)”.
Continua a leggere: Cagliari, Cellino caustico: "Cambio tutto, non Donadoni"
Torna in pista Roberto Donadoni, già allenatore della nazionale italiana, del Livorno e del Napoli. Sostituirà Pierpaolo Bisoli, allontanato ieri dal club di Cellino in seguito ai risultati poco convincenti dei rossoblù in questo primo scorcio di campionato. Bisoli è il secondo allenatore esonerato in serie A, in questa stagione, dopo l’addio di Gasperini al Genoa. Donadoni si presenta così ai nuovi tifosi e alla stampa:
“E’ bastata una chiacchierata col presidente Cellino per convincermi. Mi ha chiesto se mi faceva piacere venire a Cagliari, e ho detto subito di sì. Ho apprezzato il modo di ragionare del presidente. Sono pronto a cominciare il lavoro. Credo che abbia costruito qualcosa di positivo. Bisoli? Ora attraversa un momento amaro della sua carriera, che non concella quanto fatto in precedenza. Ha cercato di trasmettere alla squadra la sua impronta caratteriale. Lo chiamerò volentieri nei prossimi giorni”.
Continua a leggere: Prime parole di Donadoni a Cagliari: "Mi ha convinto Cellino"