
L’Atletico Roma Football Club, nota come Atletico Roma (di proprietà dell’azienda Cisco, era precedentemente conosciuta come Associazione Sportiva Cisco Calcio Roma, il quale aveva rilevato il titolo della Lodigiani), ha ufficializzato gli acquisti a parametro zero dell’ex laziale Roberto Baronio e dell’ex romanista Mauro Esposito. Il club del presidente Mauro Ciaccia è tuttora capolista a punteggio pieno del girone B della Prima Divisione di Lega Pro. Le prime parole di Baronio:
“Oggi ho trovato l’accordo con loro, inizia una nuova sifda per me. Mai mi sarei aspettato di ricominicare dalla Lega pro dopo un campionato buono per me come quello dell’anno scorso. Speravo di poter trovare una squadra di serie A o comunque una squadra importante, ma le offerte ricevute non erano allettanti e quindi ho preso questa decisione. Mi hanno fatto un’offerta quasi irrinunciabile, che poco ha che fare con i paramentri della Lega Pro. Il progetto è ambizioso hanno acquistato anche Daniele Franceschini e sembra anche Mauro Esposito. Per me è una sfida nuova e spero di fare bene“.
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Vivono il mese di agosto da disoccupati, aspettano che il telefono squilli, si allenano con amici in squadre dilettantistiche, alla fine il mercato si chiude e rimangono a piedi: è la dura vita degli svincolati, giocatori abituati a passare l’estate tra le alture di qualche località montana per la preparazione pre-campionato, ma che a fine contratto si ritrovano a un tratto a casa, a sperare che qualcuno si ricordi di loro. Possono essere acquistati in qualsiasi momento, anche fuori dalle finestre di mercato (a meno che non abbiano rescisso il contratto, il caso di Enzo Maresca che ora è a piedi dopo il suo addio volontario dall’Olympiakos Pireo, era convinto di strappare un ingaggio in Italia), tra Serie A e B sono a decine, complici anche i fallimenti di Ancona e Mantova.
Ma vediamo quali giocatori, l’anno scorso chi più chi meno impiegati in partite di massima serie, ora sono sul divano di casa: Lazio, Cagliari e Bologna non hanno rinnovato i contratti di molti dei loro giocatori, coi felsinei sicuramente tra i gran protagonisti di questa epurazione a norma di legge. Da Lavecchia a Mingazzini, fino a Lanna, Zenoni e Marazzina; i biancocelesti hanno invece salutato Baronio, Dabo, Cruz e Siviglia, Cellino ha lasciato andare Parola, Barone e capitan Lopez. E ancora Dida del Milan, ma anche Franceschini della Sampdoria e Tonetto della Roma. Non è finita qua: i gemelli Filippini e quelli Zenoni (entrambi), Saudati e Vannucchi dell’Empoli, Mauro Esposito (l’ex Cagliari e Roma, l’anno scorso a Grosseto), il livornese Mozart. Fino a Nassi, Lanzaro, Belleri, Angelo, Calderoni.
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Il campionato si è concluso domenica con l’Inter che ha messo in bacheca il suo scudetto numero diciotto, le polemiche non accennano comunque a placarsi. Ha fatto molto discutere la partita del 2 maggio tra Lazio e Inter che ha visto i nerazzurri vincere per 2-0 in uno stadio Olimpico in cui anche i tifosi avversari facevano il tifo per loro. La procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta sulle presunte minacce subite dai giocatori laziali nei giorni precedenti la sfida, in particolare si vuole accertare se la squadra di Claudio Lotito abbia subito pressioni al fine di avvantaggiare l’Inter con lo scopo di penalizzare i rivali cittadini della Roma.
Il Procuratore della Repubblica, Luigi De Ficchy, sta procedendo anche per violenza privata. Il fascicolo è stato aperto d’ufficio sulla base delle notizie pubblicate il giorno dopo la partita. Il teatro della storia sarebbe il centro sportivo Formello, che ricade sotto la giurisdizione di Tivoli, lì la squadra e Claudio Lotito sarebbero stati minacciati da un gruppo di tifosi che gli avrebbero intimato di lasciar vincere l’Inter. In questi giorni è stato ascoltato come primo testimone il centrocampista laziale Roberto Baronio, non è escluso che altri suoi compagni vengano convocati nei prossimi giorni.
La Lazio conclude con un successo una delle stagioni più tormentate della sua storia recente, sicuramente la peggiore da quando il presidente è Claudio Lotito. I tre punti contro l’Udinese, un’altra delusa di questo 2009/2010, servono a poco ma almeno la squadra ha potuto salutare il suo pubblico in maniera decente. La squadra allenata da Edy Reja ha battuto i friulani per 3-1 grazie alle reti di Hitzlsperger, Floccari e Brocchi, utile solo per le statistiche la ventinovesima rete di Antonio Di Natale che porta provvisoriamente il risultato sull’1-1 (Tabellino - Video).
La mancanza di motivazioni in entrambe le squadre e le tante assenze hanno sicuramente influenzato la partita, tutto sommato il pubblico dell’Olimpico, circa 10.000 le presenze, ha potuto godere di una partita abbastanza divertente. Il risultato si sblocca dopo soli quindici minuti, l’1-0 è del tedesco Hitzlsperger: la sua conclusione dalla distanza trova la deviazione fortuita di Domizzi e beffa il giovane Romo, diciannovenne venezuelano all’esordio tra i pali. Il solito Di Natale pareggia il contro alla mezz’ora e si conferma capocannoniere della Serie A, la sua stagione è stata sicuramente da incorniciare.




Tra le due squadre più brutte del campionato non poteva che uscire fuori un pareggio: la “nuova” Juve targata Alberto Zaccheroni non riesce ad avere la meglio di una disastrata Lazio, alla fine di 90 minuti non eccelsi è pari e patta e non c’è motivo per sorridere da nessuna delle due parti. Forse il bicchiere mezzo pieno è per i capitolini, capaci di rimontare lo svantaggio grazie all’unico uomo capace di tirare verso la porta di Manninger: Stefano Mauri, che già nel primo tempo aveva impegnato il portiere austriaco, l’autore del pari. In precedenza vantaggio juventino con un rigore più che dubbio realizzato da Del Piero. Qualche sussulto per i bianconeri, ancora distanti anni luce dall’essere credibili, ma comunque un pelino più “convinti” (Il tabellino e le pagelle di Juve - Lazio 1-1 - Le foto di Juve-Lazio 1-1).
Nessuna rivoluzione tattica per il nuovo allenatore della Juve, l’undici è quello che con moltissima probabilità avrebbe scelto anche Ferrara; speculare lo schema adottato da Ballardini che in attacco da fiducia a Cruz insieme a Zarate. Bastano pochi giri d’orologio per intuire che non sarà certo uno spot per il calcio, anche Saccani rimane inoperoso. Cerca di dare una scossa alla situazione Diego con un paio di tiri ma Muslera c’è; Candreva pare in palla, anche l’ex Livorno prova un paio di conclusioni da fuori ma la mira del centrocampista non è delle migliori. Molti tiri rimpallati dalla difesa biancoceleste, gli ospiti hanno un sussulto sul finire di tempo con una staffilata da fuori di Mauri che impegna Manninger.




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L’arbitro Rizzoli al 13esimo minuto ha sospeso il derby Roma-Lazio per 8 minuti a causa del lancio di petardi in tribuna Tevere. La decisione è stata presa su richiesta del rappresentante delle forze dell’ordine. Sono state circa una ventina le esplosioni nel primo quarto d’ora della partita e due gruppuscoli di opposte fazioni sono venuti a contatto in Tribuna Tevere, sfondando il cordone di steward. Numerosi i fumogeni lanciati da un settore all’altro. L’intervento della polizia si è reso necessario per riportare un minimo di calma nel settore. (Le foto degli Scontri - Le Foto della Partita - Le Foto degli Striscioni )
E’ invece di una decina di fermati il bilancio degli incidenti avvenuti prima del match sotto la Tevere: le due tifoserie hanno lanciato contro gli agenti petardi, sassi e bulloni. Secondo le forze dell’ordine a cominciare sarebbero stati i tifosi giallorossi, che hanno tentato di scontrarsi con gli agenti, i quali hanno risposto anche sparando candelotti lacrimogeni. Ai romanisti si sono poi uniti, sempre contro i poliziotti che si stavano frapponendo tra le due tifoserie, i laziali, con un lancio di oggetti e un tentativo di carica.
















Nervosismo in campo alla fine della partita. Totti e Baronio riportano la calma.
48′ - Triplice Fischio di Rizzoli. La partita è finita. Vince la Roma per 1-0.
47′ - Cross di Foggia pericoloso. Libera la difesa della Roma.
46′ - Fallo di Dabo su Totti. La Roma guadagna tempo.
45′ - Saranno 3 i minuti di recupero.
44′ - Cambio anche nella Roma, esce Vucinic ed entra Taddei.
43′ - Forze fresche per la Lazio. Esce Baronio ed entra Dabo a centrocampo.
43′ - Fallo di Pizarro su Zarete, doppi giallo per lui ed espulsione. Roma in dieci.
42′ - Totti lancia in profondità Vucinic che tira in porta ma non centra lo specchio.
Noia e sbadigli nel pur caloroso San Paolo di Napoli: partita densa di significati alla vigilia, al fischio finale di Saccani l’impressione è che Napoli-Lazio non passerà alla storia del nostro campionato. Dopo il ritiro imposto da Claudio Lotito, i biancocelesti volevano smuovere morale e classifica nella trasferta napoletana, i padroni di casa invece cercavano i tre punti per agganciare la Fiorentina, sentire profumo d’Europa e sfatare un paio di tabù (da 13 anni il Napoli non batte la Lazio in casa e Mazzarri, in carriera, non ha mai battuto Ballardini). Finisce 0-0, un tempo per parte ma occasioni da gol ridotte al lumicino; pareggio giusto, punto che smuove la classifica delle due squadre ma che lascia l’amaro in bocca ai 50mila presenti a Fuorigrotta (Tabellino - Le foto di Napoli - Lazio 0-0 - Il Video di Napoli - Lazio 0-0).
Solita difesa a tre per il Napoli di Mazzarri, due cursori rispondenti al nome di Maggio e Zuniga, Hamsik dietro Quagliarella e Lavezzi; risponde Ballardini reinserendo Stendardo in difesa (risolti i suoi problemi con la società), dentro Cruz al posto di Rocchi che nella sfida dell’anno passato siglò la doppietta decisiva. Dopo le prime, inevitabili fasi di studio, la prima opportunità, più o meno ghiotta, capita sui piedi di Maggio che a tu per tu con Muslera si fa respingere il tiro dall’estremo difensore uruguaiano; poi crescono gli ospiti che tuttavia non riescono a impensierire più di tanto De Sanctis, sicuro anche in occasione della punizione di Kolarov dalla lunghissima distanza.




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Un buon numero di calciatori della serie A non ha ancora prolungato il contratto con la propria squadra di appartenenza. Alcuni di essi farebbero comodo a molte squadre, a partire dal macedone Goran Pandev. Ma è probabile che l’ormai ex attaccante della Lazio si accaserà all’Inter già da gennaio (Mourinho non ha mai nascosto il suo desiderio). Per Vieira questa potrebbe essere l’ultima stagione in nerazzurro: i piccoli screzi il tecnico portoghese costituiscono più di un segnale. (Lista completa)
Sculli, molto legato alla piazza ligure, è uno dei calciatori più interessanti della lista e appare tuttora difficile un divorzio dal Genoa. Bresciano e Simplicio dovrebbero rinnovare con il Palermo (anche se con Zamparini tutto può succedere), mentre Barreto del Bari è già adocchiato da 3 o 4 squadre. Criptica la situazione ed il futuro di Cassetti e Taddei nella Roma. Dida potrebbe restare a Milano dopo le ultime convincenti prestazioni. Particolare la situazione della Lazio che dopo aver accantonato Ledesma e Pandev si ritrova con altri 4 giocatori in scadenza, oltre al macedone (Baronio, Brocchi, Dabo e Siviglia).
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La Lazio non vince in campionato dalla fine di agosto e naviga in acque pericolosissime in classifica. L’illusoria vittoria casalinga di metà ottobre, contro il Villareal, non ha dato la scossa sperata nemmeno nel girone di Europa League: i biancocelesti sono crollati due settimane più tardi in casa degli spagnoli, rendendo complicatissima la qualificazione. Un bilancio finora deprimente per una squadra che tra maggio e agosto è riuscita ad alzare due trofei. Non è sbagliato considerare come una delle cause di questo tracollo la deficitaria campagna acquisti intrapresa da Lotito che ha sicuramente contribuito all’indebolimento della rosa.
Tralasciando le particolarità e le diversità dei singoli casi, è indubbio che perdere in un sol colpo Pandev, Ledesma, Rozenhal e De Silvestri impone, quantomeno, operazioni oculate e sensate di mercato per la loro sostituzione. Nulla di tutto ciò è successo e Lotito, meritevole per aver fatto quadrare in questi anni i disastratissimi conti della società, riuscendo ad ottenere un mix di austerità e buoni risultati sportivi, ma ormai sempre più schiavo del suo personaggio, ha pensato bene di azzardare nozze con i fichi secchi, riabilitando in toto Baronio, Dabo e Cribari (più un ormai logoro Siviglia, un impacciato Diakitè e un Cruz a corto di fiato perché privo di preparazione estiva nelle gambe).