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Tutti gli articoli con tag roberto donadoni

Cagliari: esonerato Bisoli, sarà Donadoni il successore?

pubblicato da Cesare Rinaldi

pierpaolo bisoli

Si è conclusa nella tarda serata di ieri l’avventura di Pierpaolo Bisoli sulla panchina del Cagliari, per il tecnico sono state fatali le due sconfitte casalinghe rimediate nel giro di quattro giorni contro Napoli e Genoa. I sardi si trovano a soli due punti dall’ultimo posto in classifica, la casella delle vittorie stagionali è tristemente bloccata a quota due, quella con il Bologna e il roboante 5-1 contro la Roma della seconda giornata. Un ruolino di marcia che ha convinto Massimo Cellino della necessità di dare una scossa all’ambiente, il Cagliari è la seconda squadra a cambiare in corsa quest’anno, a inaugurare le danze ci aveva pensato il Genoa licenziando Gasperini.

Sul sito dei rossoblu si leggono le motivazioni di tale scelta, si sottolinea come l’allontanamento di Bisoli non sia in nessun modo da leggere come una bocciatura tecnica per l’allenatore, quanto piuttosto come una necessità di cambiamento per provare a uscire da questa brutta situazione:

“La società Cagliari Calcio nella sua massima espressione di vertice ed il tecnico Pierpaolo Bisoli hanno raggiunto in serata l’accordo che porta all’interruzione del rapporto di lavoro in essere.
Tale evento - sottolinea il Presidente Massimo Cellino - non rappresenta in alcun modo la bocciatura professionale inerente l’operato dell’allenatore cui va il più sentito riconoscimento e ringraziamento per l’ottimo lavoro sin qui svolto.
Purtroppo - prosegue il Presidente del Cagliari - troppo spesso nel calcio si è figli dei risultati e molte volte si è costretti ad assumere decisioni che contrastano con i sentimenti ed i rapporti umani. Bisoli è e sarà sempre più un grande allenatore, da questa avventura può uscire solo a testa alta per i meriti tecnici ed umani che gli vanno riconosciuti”.

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Hodgson in bilico ma non si dimette: per il Liverpool pronto Donadoni?

pubblicato da Celephais


In seguito al pari a reti bianche di Europa League con il Napoli, considerato deludente dalla stampa britannica, il tecnico del Liverpool, Roy Hodgson, ha escluso categoricamente le sue dimissioni, caldeggiate da molti oltremanica. L’ex allenatore dell’Inter ha infatti dichiarato oggi ai microfoni della stampa: Non mi dimetto. Le dimissioni non mi sono mai passate per la testa. Il mio lavoro è a lungo termine, sono venuto qui per aiutare a ricostruire la squadra. I giocatori sono tutti dalla mia parte.

L’esonero di Hodgson sembra però ormai questione di tempo e già si iniziano a fare i nomi per la sua successione, in particolare quello di Frank Rijkaard, che qualche giorno fa ha rescisso il suo contratto con i turchi del Galatasaray, nonostante l’olandese abbia già smentito in un’intervista rilasciata a Sky Sports. L’altro nome più gettonato per la panchina dei Reds sarebbe l’ex tecnico della Nazionale italiana Roberto Donadoni, disoccupato da più di un anno dopo la deludente esperienza alla guida del Napoli.


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Carmando: "Sono stato cacciato come un cane dal Napoli"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Salvatore Carmando non è stato solamente lo storico massaggiatore del Napoli per 35 anni, dagli anni dello scudetto fino all’amara retrocessione in B. Era considerato un’icona per giocatori e tifosi, un talismano irrinunciabile, per le sue qualità umane e per la lunga militanza nella squadra del cuore. Ha fatto storia il suo rapporto fraterno e folcloristico con l’amico Diego Armando Maradona. Il pibe de oro era solito eseguire un rito propiziatorio prima di ogni partita e cioè baciare sulla testa Carmando prima di ogni partita. Non solo: lo volle a tutti i costi al suo fianco durante i Mondiali dell’86, vinti dall’Argentina.

Ma Carmando balzò agli onori delle cronache anche per il famigerato aneddoto di Bergamo, quando Alemao, colpito da una monetina da 100 lire, si accasciò al suolo sotto il consiglio del massaggiatore (il Napoli vinse la partita a tavolino che fu decisiva per la conquista dello scudetto, anche se Carmando non ammise mai di aver suggerito ad Alemao di restare sdraiato sul terreno di gioco). Nell’estate del 2009 il Napoli gli diede il benservito all’età di 66 anni. Stasera Carmando è intervenuto ai microfoni di Lunasport, nel corso di “Zona Mista”, contestando il modo con cui la società partenopea lo ha allontanato:


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Hoffer al veleno: "Napoli? Bella, ma sporca e non mi hanno dato spazio"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Erwin Hoffer è stato ceduto in prestito circa venti giorni fa al Kaiserslautern. Per l’attaccante della nazionale austriaca è stata una parentesi da dimenticare quella napoletana: solo 8 presenze e 0 goal con la maglia azzurra, chiuso dalla concorrenza dei titolari della formazione partenopea. Intervistato dall’ufficio stampa del sito ufficiale del Kaiserslautern il 23enne si è tolto qualche sassolino dalla scarpa non lesinando critiche sia alla società che alla città campana: “E’ stato tutto così caotico e poco organizzato – ammette Hoffer - Napoli è una grande città, con posti molto belli, ma è anche molto sporca. La cosa peggiore per me è stato il cambio di allenatore”.

Hoffer ricorda i momenti difficili: “Tornai dalla nazionale e arrivò un nuovo staff tecnico. Andarono via tutti: allenatore, preparatore atletico, vice-allenatore. Il nuovo allenatore (Mazzarri, ndr) non mi conosceva per niente e non mi ha mai dato la possibilità di giocare, mi sono dovuto accontentare di poche apparizioni”.


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Thierry Henry saluta Barcellona: da oggi è un giocatore dei New York Red Bulls

pubblicato da vieni_127


Fatevi un salto sul sito ufficiale dei New York Red Bulls e potrete capire l’entusiasmo di questa squadra per l’acquisto di Thierry Henry: è un pullulare di foto, immagini e commenti in merito all’arrivo del fuoriclasse transalpino nella Grande Mela, il primo vero colpo di mercato di questa società da quando è stata acquisita dall’austriaca Red Bull nel 2006. Prima del 9 marzo di quell’anno, infatti, questo club si chiamava New York Metrostars e tra le sue fila avevano militato alcuni campioni del calibro di Youri Djorkaeff, Roberto Donadoni e Lothar Matthaus, senza contare gli statunitensi Tim Howard e Tony Meola.

In qualunque modo si chiamassero, comunque, questa squadra non è mai riuscita a vincere la Major League Soccer e dopo l’ingaggio di Henry, ancora relativamente giovane con 33 primavere e si dice molto motivato, la volontà è quella di provarci sul serio: per il miglior goleador della Nazionale francese ecco un contratto pluriennale. “Questo obiettivo è un nuovo capitolo della mia carriera e della mia vita. È un onore giocare per i New York Red Bulls. Sono perfettamente a conoscenza della storia del club e il mio unico obiettivo durante la mia avventura qui è aiutare la squadra a vincere il suo primo titolo” le prime parole dell’ex Arsenal.

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Italia eliminata, il fallimento di Lippi e il fantasma di calciopoli

pubblicato da vieni_127


Berlino, nove luglio duemilasei: l’Italia allenata da Marcello Lippi è campione del mondo 24 anni dopo il trionfo di Madrid. Il tecnico viareggino è sul tetto del mondo, la gioia dei suoi 23 gladiatori si trasferisce sulle smorfie gioiose di 56 milioni di italiani, è l’apoteosi del calcio italiano. Quattro anno fa all’Olympiastadion nella capitale tedesca fu il canto del cigno di un nugolo di giocatori sagacemente plasmati dal tecnico viareggino, fortunato all’occorrenza ma anche abile scacchista quando si trattava di aggiustare l’alchimia di squadra a partita in corsa. Sì, fu bello, siamo stati per quattro anni i più forti, fosse solo perché gli ultimi ad alzare la Coppa del Mondo.

Johannesburg, ventiquattro giugno duemiladieci: stesso allenatore, molti degli stessi giocatori, il fallimento è totale. Senza gioco e senza idee, senza orgoglio e senza fiato, l’Italia esce mestamente al primo turno dei mondiali africani arrivando ultima nel girone più facile degli otto. Ultimi! Prima di noi il Paraguay, e poi la Slovacchia, finanche la Nuova Zelanda. Il naufragio di un calcio che in Italia è dominata dalla squadra più internazionale del mondo, uno scempio immondo le cui radici sono disseminate qua e là, dall’immediato post-mondiale 2006, passando per l’Europeo austro-elvetico, e ancora la scorsa Confederations Cup e le amichevoli di qualche mese fa.



Le foto di Slovacchia - Italia 3-2

Le foto di Slovacchia - Italia 3-2Le foto di Slovacchia - Italia 3-2Le foto di Slovacchia - Italia 3-2Le foto di Slovacchia - Italia 3-2

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Milan, Berlusconi sceglie il tecnico: sarà Roberto Donadoni

pubblicato da vieni_127


Contestato e col dito indice puntato contro, Silvio Berlusconi non è tipo che si lascia intimorire dai malumori dei tifosi milanisti; al contempo il Premier sa benissimo che il Diavolo è materia da non sottovalutare e non ha nessuna intenzione di lasciare o di trascurare eccessivamente la squadra. All’epoca della “presunta” cessione di Kakà al Manchester City scese in campo in prima persona per trattenere il brasiliano in rossonero, abile mossa da uomo immagine qual è, così come la vendita dello stesso al Real Madrid gli fece perdere 4 punti percentuali alle Elezioni Europee (sue parole). Insomma, per la sua fama in campo politico e non solo, il “giocattolo Milan” serve eccome a Berlusconi che dunque ha deciso di intervenire per scegliere il prossimo allenatore.

Appurato l’addio di Leonardo, col quale il numero uno milanista non ha mai legato (e famosi anche gli screzi tra i due, con “Araujo” che non le ha mai mandate a dire), l’ad rossonero Adriano Galliani ha lavorato non poco nei giorni scorsi per fare una lista di nomi plausibili: il compito, affidare la panchina del Milan a una persona seria, brava e “milanista“. Ecco però l’intervento del Primo Ministro che ieri in una cena a Villa Gernetto ha dimostrato di gradire poco il duo, dato per super accreditato, formato da Filippo Galli e Mauro Tassotti. Non è convinto Berlusconi dall’inesperienza dei due, così come ha tenuto ad evidenziare lo scarso entusiasmo nei confronti di Massimiliano Allegri, un personaggio che il Premier non conosce di persona. Lui vuole gente fidata.

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Napoli sesto, De Laurentiis pensa alla prossima stagione: prenotato Guarente, ora vuole Pazzini

pubblicato da vieni_127


Non poteva che esserci soddisfazione in casa Napoli dopo il matematico conseguimento del sesto posto in classifica, un risultato ancor più onorevole se considerato l’avvio disastroso dei partenopei che nella prima parte di stagione erano allenati da Roberto Donadoni. Con Walter Mazzarri sono cambiate un mucchio di cose ed è ovvio che ora Aurelio De Laurentiis voglia sognare insieme al coloroso pubblico azzurro; col tecnico di San Vincenzo già prepara i fuochi di artificio del mercato estivo e il nome che insegue è di quelli importanti: “Aspettiamo Pazzini a braccia aperte” ha svelato il magnate cinematografico, che intanto ha già puntellato il centrocampo con Tiberio Guarente, ormai certo il suo trasferimento alle pendici del Vesuvio.

Ancora sul bomber della Sampdoria: “Pazzini deve soltanto decidere se accettare la sfida del Napoli e disputare la seconda competizione europea con noi, oppure se giocare la prima. La Champions. Dipende da lui: al Napoli piace Pazzini, bisogna vedere quanto il Napoli piace a lui” ha continuato il numero uno napoletano che coi suoi ragazzi domenica si recherà al Ferraris per sfidare proprio i blucerchiati del Pazzo. Una sfida che vale la Champions per i padroni di casa, ma che di certo il Napoli non sottovaluterà anche per via della vecchia amicizia che lo lega al Genoa, acerrimo rivale della Sampdoria. Sul terreno di gioco non potrà essere presente Ezequiel Lavezzi, squalificato in seguito ad un’ammonizione subita domenica scorsa contro l’Atalanta.

Le Foto di Napoli - Atalanta 2-0
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La nazionale russa pensa a Donadoni, in pole c'è Advocaat

pubblicato da Cesare Rinaldi

roberto donadoni

La federazione calcistica russa è alla ricerca di un nuovo allenatore per la nazionale dopo l’addio di Guus Hiddink, il vuoto lasciato dall’olandese non sarà facile da colmare, ma al più presto bisognerà nominare il suo erede. Secondo il sito russo Sport Express, la federazione avrebbe avuto nei giorni scorsi dei contatti con Roberto Donadoni per sondare la sua disponibilità ad intraprendere un’eventuale avventura sulla panchina della Russia.

L’ex ct dell’Italia, nonché allenatore di Napoli e Livorno, si sarebbe detto interessato a valutare eventuali proposte. In Russia troverebbe il suo collega e connazionale Luciano Spalletti che ha da poco iniziato la sua prima stagione con lo Zenit San Pietroburgo. In realtà però il nome di Donadoni non sembra avere tanto fascino tra i russi, in particolare non convince il curriculum dell’italiano che sulla panchina azzurra non ha di certo impressionato e che ha concluso la sua ultima avventura da allenatore con un esonero lo scorso ottobre a Napoli.

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Italia, toto-allenatore per il dopo Lippi: chi al posto del viareggino dopo i mondiali?

pubblicato da vieni_127


I mondiali sudafricani distano poco più di due mesi, speranze e sogni di milioni di italiani, addetti ai lavori compresi, si trasformeranno in incubo o in splendida realtà a seconda delle scelte del ct Marcello Lippi, fortunato e audace quattro anni fa in Germania, ma ad oggi poco credibile (anche alla luce della disastrosa Confederations Cup della scorsa estate) e anche un po’ svogliato. Lui assicura che i suoi ragazzi, rispetto ai giocatori delle altre nazionali, sanno qual è la formula per arrivare alla vittoria, ma nonostante proclami e iniezioni di autostima, parole al miele tra il viareggino ed Abete e chi più ne ha più ne metta, sembra inevitabile, per non dire scontato, che il secondo mandato di Lippi quale ct azzurro termini a luglio. E non ce ne sarà un terzo.

Ma chi al posto dell’allenatore toscano? (Partecipa al Sondaggio!) I nomi sono cinque, c’è da giurarci che alla fine si siederà sull’ambita panchina l’out-sider che non ti aspetti. Già, perché la situazione dei “magnifici 5” appare incociliabile con un incarico del genere, anche se nella vita, o meglio nel calcio, “mai dire mai“. Dunque, il primo nome è quello di Cesare Prandelli: ieri ha ribadito di voler rispettare il contratto con la Fiorentina fino al 2011, intanto gli alita sul collo la Juve, un arruolamento in azzurro appare poco probabile. Si autocandida, ma fra 3-4 anni, Claudio Ranieri: strapparlo alla Sensi, dopo la magnifica notte di sabato scorso (e non solo) appare difficile, se non impossibile. E Carlo Ancelotti, erede naturale di Lippi, difficilmente rinuncerà alle sterline di Roman Abramovich, benché tentato.

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