Dopo gli incidenti di Genova causati dagli ultras serbi, il ministro degli Interni Maroni e il capo della polizia Antonio Manganelli si sono affrettati ad addossare tutte le responsabilità all’inciviltà fuori dal comune dei teppisti venuti dalla Serbia, sostenendo che la polizia, la tessera del tifoso, i tornelli e tutti gli altri provvedimenti adottati, non consentirebbero ad alcuno di creare il panico all’interno di uno stadio italiano durante una partita di Serie A, e che comunque dopo il campanello d’allarme di Genova i controlli sarebbe stati ancora maggiori. Naturalmente queste affermazioni hanno fatto sorridere i tifosi che allo stadio ci vanno tutte le domeniche, e che sanno perfettamente che le cose non vanno per niente come dicono Maroni e Manganelli.
A smascherare pubblicamente il ministro degli interni e il capo della polizia ci ha pensato Valerio Staffelli di Striscia la Notizia che questa sera ha mostrato quali sia la reale situazione all’ingresso e all’interno degli stadi italiani. Tre inviate sono state mandate negli stadi di Torino, Roma e Palermo in occasione delle partite giocate nell’ultimo fine settimana. Le tre attrici hanno acquistato tre biglietti dai bagarini (ma non dovevano non esserci più i bagarini caro ministro Maroni?) per entrare nello stadio, tagliandi “intestati” naturalmente ad altre persone, e sono entrate facilmente nel settore senza che nessun agente di polizia o steward impedisse loro di accedere e senza che nessuno chiedesse loro di mostrare un documento di identità.
Ma non è tutto qui visto che le tre inviate hanno anche nascosto sotto gli indumenti un oggetto dalla forma quantomeno sospetta. Nel caso di Striscia si trattava solamente un salame sottovuoto, ma sarebbe potuto essere tranquillamente un fumogeno, un petardo o un bastone.




Dopo la telefonata di scuse di Sanda Raskovic, ambasciatrice serba a Roma, al ministro Frattini per i disordine causati ieri sera dagli hooligans della nazionale balcanica, da parte del vicepremier serbo Ivica Dacic invece arrivano critiche per il lavoro svolto dalla polizia italiana che, secondo Dacic, non ha saputo prevenire quanto accaduto dimostrando scarsa organizzazione. Secondo Dacic è incredibile che “un piccolo gruppo di tifosi sia riuscito ad influenzare la sospensione della partita“, aggiungendo anche che la polizia italiana non avrebbe chiesto le informazioni necessarie per organizzarsi ad “accogliere” gli utras serbi nella maniera adeguata.
“Carota e bastone” da Dragan Tanasov, viceministro dello Sport serbo, che prima si è scusato per i disordini provati dai suoi connazionali e poi anche lui ha criticato la polizia italiana per non aver effettuato i giusti controlli della tifoseria ospite: “Come è stato possibile che gli hooligans abbiano potuto portare dentro quell’armamentario pirotecnico? I controlli, di solito, sono a tappeto e non si capisce come abbiano fatto ad entrare nello stadio con tutte quelle armi. Non si capisce, ancora di piu’, come prima della partita un gruppo di hooligans abbia potuto bloccare il pullman della nazionale serba e ferire il portiere“.




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Proiettili di gomma e idranti contro gli ultras violenti. A chiederlo è la Lega Nord, con una interrogazione al ministro dell’Interno Roberto Maroni presentata alla Camera due anni fa, all’inizio della legislatura. La proposta non ha ancora ricevuto alcuna risposta dal ministro dell’Interno. Alcuni passaggi del testo ideato dal Carroccio, tra cui spicca la firma dell’attuale capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, spiegano che nel controllo delle sommosse, «potrebbe rivelarsi utile il ricorso ad armi non letali, come gli idranti e i proiettili di gomma», mai impiegate, aggiungono i deputati leghisti, sul campo. (Sondaggio: siete d’accordo?)
I firmatari dell’interrogazione sollecitano il governo a considerare l’ipotesi di autorizzare le forze di polizia ad utilizzare armi con proiettili di gomma, «anche in sostituzione del munizionamento tradizionale» con l’obiettivo di «meglio controllare i disordini che si verificano talvolta nelle piazze e negli impianti sportivi». Una svolta nell’ordine pubblico, questa, che sarebbe condivisa dal sindacato Polizia Nuova e che servirebbe, spiega uno dei dirigenti dell’organizzazione sindacale, Pasquale Di Maria, a «difendere quel che oggi è indifendibile: la sicurezza e l’incolumità del cittadino e delle Forze dell’ordine e di quel che anche non si tutela più: l’ordine e la sicurezza pubblica allo stadio».
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Da parte dei media più importanti c’è uno strano silenzio sull’argomento. Tolleranza zero con l’avvento della tessera del tifoso? Difficile essere d’accordo, almeno stando ai primi, assurdi, episodi di cattiva organizzazione. Recarsi tranquillamente in trasferta, sprovvisti di tessera del tifoso, e posizionarsi nel settore riservato ai tifosi della squadra locale? E’ possibile ed è successo in molti stadi italiani ed è una circostanza che comincia a creare le prime preoccupazioni, sia tra tifosi che nelle forze dell’ordine. E’ un buco nero, una falla colossale di questa direttiva in vigore da questa stagione ordinata dal Ministero dell’Interno e il “vizio di forma”, come vedremo più avanti, è sapientemente sfruttato dai tifosi che non hanno sottoscritto la tessera del tifoso perché radicalmente contrari.
Gli ultras partono per seguire la propria squadra del cuore e vengono, di solito, posizionati nei settori occupati dalla tifoseria locale (la norma che ha introdotto la tessera proibisce ai tifosi ospiti di accedere al settore a loro riservato, ma non alle altre zone dello stadio). E’ successo ad Ascoli due settimane fa, quando una sessantina di tifosi modenesi ha innescato un parapiglia con tifosi ascolani e steward. L’intervista ad un un tifoso ascolano, ripresa da www.laprovinciamarche.it, è illuminante: “Dopo anni sono tornato allo stadio con i miei due figli, sia per i prezzi bassi praticati dalla società sia perchè credevo che ci si avviasse verso uno stadio più a misura di famiglia. Per questo ho sopportato pazientemente l’interminabile attesa e tutte le lungaggine per far sottoscrivere la tessera del tifoso ai miei figli di 6 e 8 anni e, poi, alla prima partita abbiamo rischiato seriamente di finire in mezzo al caos. Se questa è la situazione, anche se abbiamo sottoscritto l’abbonamento, non verremo più allo stadio”
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Ecco le immagini degli incidenti causati da un gruppo di ultras dell’Atalanta alla ‘Berghem fest’ di Alzano lombardo, nel Bergamasco, alla quale era intervenuto il ministro Roberto Maroni. Il gruppo composto da circa 500 facinorosi si è presentato alla festa padana per protestare, in modo non molto civile, contro la tessera del tifoso. Un paio di feriti, quattro auto date alle fiamme e cinque arresti il triste bilancio della spedizione ultras.
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E’ una proposta che ciclicamente torna al centro delle discussioni che riguardano la sicurezza negli stadi. Negli obsoleti impianti italiani transenne, barriere e reti di recinzione stazionano ancora in bella vista. Un pugno nell’occhio se si pensa ad altri stadi europei, anche se forse, prima di eliminare le barriere, sarebbe opportuno rimodernare gran parte dei brutti impianti calcistici italiani. “Il mio sogno è che nei prossimi tre anni, entro la fine della legislatura, vengano tolte tutte le barriere dagli stadi. Come accade in molti luoghi del mondo sono convinto che anche qui si possa arrivare a questo“, dice il ministro dell’Interno Roberto Maroni.
Nel corso della presentazione del protocollo tra Viminale, Ferrovie e Autogrill sulla tessera del tifoso, Maroni ha dichiarato: “Oggi è una giornata importante perchè viene siglata una convenzione che rappresenta un punto di svolta su una questione portante come la tessera del tifoso, che ha destato molte polemiche, preoccupazioni e parole di troppo. Chi è contro o non ha capito o fa finta di non capire o pensa che la violenza sia una cosa lecita“.
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Polemiche a non finire a seguito delle dichiarazioni di Daniele De Rossi in merito all’introduzione della tessera del tifoso dalla prossima stagione; nella stessa intervista in cui non chiude categoricamente la porta al Real Madrid, si lascia andare ad opinioni non proprio convenzionali sulla spinosa questione inerente ultras e Forze dell’Ordine. “Sono contrario alla tessera del tifoso, perché non mi piacciono le schedature. E poi, in alcuni casi viste le ultime vicende servirebbe anche la tessera del poliziotto. Non credo sia la soluzione del problema. Certo, se un ultras va in giro con un coltello e colpisce un’altra persona non è uno normale, non sta bene: ma non sta bene neanche un poliziotto che prende a calci un ragazzetto che non c’entra nulla” in riferimento all’episodio accaduto alla fine della finale di Coppa Italia.
Anzi, De Rossi difende i tifosi definendoli parte positiva del calcio: “Perché sono convinto che un pomeriggio come quello a Verona contro il Chievo, con 30.000 persone al seguito, non lo potremmo vivere più. Non trovo giusto schedare un tifoso prima che lanci un fumogeno o si azzuffi. Ovviamente chi lo fa va punito severamente. Gli incidenti dopo il derby? Chi gira con un coltello per colpire qualcun altro non è una persona normale. La tifoseria della Roma, negli ultimi tempi, è stata nel complesso serena. Se la tessera servisse a risolvere i problemi, d’accordo: ma se schediamo tutti i tifosi della Roma e 10.000 vanno a Napoli, io penso che le tensioni e il rischio di incidenti ci sono lo stesso. Il calcio italiano è ostaggio di tante cose: è ostaggio delle tv, è ostaggio degli sponsor, può essere anche ostaggio degli ultrà, dipende dalle piazze e dalle città. Ma gli ultrà, i tifosi dico, sono la parte positiva, una parte importante del calcio“.

Discutibile decisione del Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive che evita di prendere provvedimenti nei riguardi delle tifoserie di Roma e Lazio, nonostante i violentissimi scontri avvenuti prima, durante e dopo il derby romano (Guarda i Video). I tifosi della Roma potranno seguire la squadra a Parma il 1° maggio e quelli della Lazio potranno andare a Genova per Genoa-Lazio del 25 aprile. Il comunicato arriva dopo la riunione dell’Osservatorio presieduta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni e nella quale sono stati analizzati gli ultimi episodi di violenza verificatisi prima e dopo il derby Lazio-Roma. Ciascun tifoso ospite potrà acquistare un singolo biglietto.
Ok ai tifosi ospiti per Inter-Atalanta del 24 aprile, Roma-Sampdoria e Napoli-Cagliari del 25, Bari-Genoa e Chievo-Napoli del 2 maggio, mentre per Roma-Samp è stata disposta la vendita di un solo biglietto per tifoso ospite. Nel girone di ritorno c’è stato un aumento del numero dei feriti in particolare tra le forze di polizia, ma c’è stata una riduzione del 42% degli incidenti, mentre gli spettatori sono aumentati dell’8,5%. Questa la valutazione fatta nel corso della riunione straordinaria dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, presieduta dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha fatto il punto sul tema della violenza negli stadi.








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Stavano scherzando. Dopo mesi di strenua difesa dell’iniziativa, con tanto di perentori inviti alle società di calcio perché si attrezzassero in tempo da parte del Ministro degli Interni Maroni, arriva la soluzione all’italiana: la tessera del tifoso non partirà prima di un anno. La scadenza era stata fissata per il gennaio del 2010, ma nonostante gli Ultras avessero organizzato la loro manifestazione nazionale a Roma appena 6 giorni fa, era ormai chiaro che una dilazione del termine fosse alle porte.
Non ci si aspettava però un rinvio di un anno e soprattutto non un rinvio che rimettesse di fatto in discussione le modalità di applicazione della Tessera (con tutta probabilità anche molte di quelle contestate dai tifosi). La Lega Calcio ha infatti deciso di avviare un tavolo di lavoro per “perfezionare” l’iniziativa, composto da De Laurentis (Napoli), Sagramola (Palermo), Lotito (Lazio) e Marotta (Sampdoria). Tutti contenti, anche i presidenti di Serie A e B che non nel 99% dei casi non sarebbero mai stati pronti in meno di due mesi a creare la Tessera del Tifoso nonostante se ne parlasse da un anno. Il presidente della Lega, Maurizio Beretta, appare molto soddisfatto:
Questa è la vittoria della logica costruttiva e della ragionevolezza. È importante introdurre strumenti al servizio delle società e dei tifosi e questi mesi serviranno a concordare gli obiettivi e il percorso da fare per arrivare ad uno strumento più completo e interessante.


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“Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti” è lo slogan utilizzato dai tifosi che hanno partecipato alla manifestazione indetta a Roma contro l’introduzione della tessera del tifoso, lo strumento di identificazione che diventerà obbligatorio dal 2010 per seguire la propria squadra in trasferta, negli stadi italiani. Un argomento già trattato in più di un’occasione da Calcioblog, un provvedimento che, per ora, non mette d’accordo tutti (anche Lippi manifestò i suoi dubbi a riguardo).
A Roma la manifestazione (5mila partecipanti secondo la Questura) è filata via liscia, senza incidenti. Dal corteo si sono levati cori da stadio che hanno chiesto giustizia per Stefano Cucchi, il detenuto morto all’ospedale Pertini di Roma, e per Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso dall’agente Luigi Spaccarotella. I tifosi hanno scelto magliette bianche e “neutrali” (l’organizzazione ha chiesto ai manifestanti di non portare nessuna bandiera “di parte”). Al corteo hanno aderito gruppi di circa 300 squadre e tra i cori da stadio dei supporter, sono finiti nel mirino il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, i giornalisti e l’agente Luigi Spaccarotella.


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