
Continua la polemica legata all’iniziativa del ministero degli interni sulla tessera del tifoso. Il Ministro Maroni non è intenzionato a cambiare strada anche se l’idea non piace ai tifosi e anche se molte società di calcio non sono ancora pronte, lui comunque non torna indietro: chi non avrà la tessera nel gennaio 2010 non potrà seguire la propria squadra in trasferta. Per il 5 settembre è prevista una protesta nella quale i supporters di tutte le squadra scenderanno in piazza per far sentire la propria voce. Anche Marcello Lippi si è dichiarato contrario perché la giudica una schedatura dei tifosi a suo modo di vedere illegittima. All’allenatore della nazionale ha risposto l’Osservatorio Nazionale per le Manifestazione Sportive:
”Non è una schedatura. Questa idea è frutto di disinformazione, non sempre inconsapevole. Il rapporto che si instaura con la società sportiva è analogo a quello che ormai il mondo commerciale pone in essere quotidianamente con i suoi migliori clienti quando vende i propri prodotti. Tutti i dati personali comunicati dai tifosi sono conservati solo dalle società sportive ed utilizzati, come ricordato nell’esempio, per promuovere tutte le attività e le agevolazioni offerte ai propri clienti.”
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A Ferragosto il ministro degli Interni Roberto Maroni ha firmato una direttiva per prefetti e questori in merito alla stagione calcistica che ormai è alle porte: il passaggio più importante riguarda la tessera del tifoso, una card senza la quale dal primo gennaio prossimo gli ultras non potranno seguire la propria squadra del cuore in trasferta. Una card che non potrà essere rilasciata a chi è stato condannato, anche in via non definitiva, per reati commessi durante manifestazioni sportive. Inter e Milan si sono rivelate disponibili a collaborare in questo senso, altre società storcono il naso così come tutto il mondo ultras.
Corsie preferenziali per i possessori della tessera sia per l’acquisto di biglietti che per l’ingresso nello stadio, necessità di possederla se si vuole andare in trasferta nel settore ospiti. “La tessera del tifoso è un reale e incombente pericolo e per questo è necessario batterci per i nostri diritti, per la nostra libertà e per la nostra passione” hanno sottolineato i gruppi ultras di diverse squadre, ponendo l’accento sul fatto che suddetta tessera, come già ricordato, non è vendibile a chi è diffidato: “Dobbiamo restare tutti univocamente fuori dallo stadio con un unico striscione, accanto ai nostri fratelli diffidati che, con la Tessera del tifoso, non potranno mai più accedere a un impianto sportivo“.
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Dopo la recente “non decisione” dell’arbitrato del Coni che dichiaratosi incompetente in materia, ha di fatto confermato l’ultima giornata di squalifica alle curve del San Paolo, sono giunte oggi, direttamente da Napoli, le dichiarazioni del ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nessun passo indietro rispetto alle decisioni prese, nemmeno per il divieto di trasferta per tutto l’arco del campionato, è questo il succo dell’intervento di Maroni.
Una decisione che lascia l’amaro in bocca ai tifosi napoletani: sono troppi, secondo alcune fonti autorevoli, i punti oscuri e i fatti non provati di quel 31 agosto, il giorno di Roma-Napoli. Tuttavia Maroni non vuole sentire parlare di sconti e con fermezza ribadisce la linea dura adottata in principio:

Si attendevano decisioni drastiche e così è stato. I tifosi del Napoli non potranno seguire in trasferta la propria squadra del cuore per tutto l’intero arco del campionato. Lo ha annunciato il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, dopo la riunione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive al Viminale. Inoltre si è stabilito di individuare partite a rischio, “per le quali ci riserviamo di prendere provvedimenti fino alla disputa della partita a porte chiuse”.
Maroni ha bacchettato implicitamente anche la prefettura e la questura di Napoli riferendosi ad un’errata valutazione degli avvenimenti accaduti alla stazione partenopea. E si dice soddisfatto della marcia indietro del presidente De Laurentiis che in un primo momento aveva testualmente affermato di stare a prescindere con i tifosi del Napoli.
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Undici carrozze su quindici dell’Intercity Plus 520 (il treno “sequestrato” per il viaggio fino a Roma dagli ultras del Napoli) seriamente danneggiate, quattro ferrovieri contusi, freni di emergenza azionati ripetutamente a proprio piacimento durante il tragitto. Danni, secondo una prima stima di Trenitalia, che ammonterebbero a 500mila euro e che si aggiungono alla sfilza di ritardi subiti da altri convogli diretti in diverse località. (foto incidenti)
Il passatempo dei teppisti al seguito del Napoli è proseguito, una volta giunti a Roma, in direzione stadio Olimpico dove alcune decine di persone a volto coperto hanno sfondato i cancelli e lanciato diversi fumogeni e bombe carta. Un tifoso napoletano si è ferito alla coscia nel maldestro tentativo di scavalcare le inferriate dello stadio ed evitare il controllo biglietti.
Pausa semi pacifica dei teppisti all’interno dell’Olimpico durante lo svolgimento della partita (molti di loro sono entrati a partita abbondantemente iniziata) e poi nuovo round di violenza, stavolta in direzione stazione Termini.