
Odiato, osannato o che sia indifferente, Luciano Moggi quando parla si lascia ascoltare. E’ nel bene o nel male uno dei simboli del calcio italiano. Ieri era ospite del giovane e bravo Michele Criscitiello su Sportitalia, ne ha approfittato per dire la sua su eventi passati e attuali, battibeccando con un Maurizio Pistocchi in vena di attacchi puntuali. “Non sono venuto per confessarmi. L’altra volta non sono venuto qui perché non ero preparato? Cosa dovrei preparare? Sono venuto per parlare di calcio, se tu (Maurizio Pistocchi, ndr) vuoi farmi delle domande extra vieni al processo a Napoli, a Roma e a Torino mi hanno assolto e a Roma mi hanno condannato per non aver dato uno stipendio a un giocatore, pensate un po’. E’ stata un’azione giudiziaria voluta dai media perché la partita che dava più problemi era Lecce-Parma in cui io non c’entravo nulla” le parole di Moggi in merito al sempre caldo argomento calciopoli.
“Non abbiamo fatto niente di particolare se non difenderci da quello che abitualmente avviene nel campionato di calcio. Dal 2000 al 2006 non è successo quello che è successo dal 2006 al 2010: un casotto che non c’è mai stato prima. Faceva solo comodo far fuori la Juventus, Moggi, Giraudo e Bettega, anche se Bettega poi è rientrato. Siamo entrati nei pasticci come immagine dopo la morte di Gianni e Umberto Agnelli. Adesso si dice di abbassare i toni. La prima in classifica è la prima a non farlo. Zamparini dice che vuole perdere il quarto posto solo per demeriti della squadra e non per errori arbitrali. A Firenze appena saputo della designazione di Rosetti col Milan i giornali di Firenze hanno subito detto ‘Rosetti per carità’, dopo la partita il presidente della Fiorentina che aveva detto di abbassare i toni dice che Rosetti non deve più arbitrare la Fiorentina” ha continuato ad attaccare l’ex direttore sportivo di Juve e Napoli. Che poi dispensa opinioni prettamente calcistiche.
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E’ tumulto in quel di Firenze: ieri la Fiorentina ha perso contro il Milan, una sconfitta beffarda dacché l’arbitro Rosetti sul finale di gara non ha assegnato un netto calcio di rigore per fallo di Thiago Silva ai danni di Montolivo. Di lì a poco la doccia fredda del sorpasso milanista col gol di Pato. A una settimana dalla beffa in Baviera in cui l’esecutore delle malefatte ai danni della viola aveva la faccia e il nome di Ovrebo, ecco che i toscani ricascano in errori arbitrali sfavorevoli. E l’imputato si chiama ancora Roberto Rosetti: quello che non vide “la parata” di Zauri in una gara contro la Lazio, lo stesso che aveva negato un penalty sempre a Montolivo per un fallo di Favalli in un precedente scontro tra rossoneri e viola.
E c’è anche una curiosità: per il Milan era lo stesso arbitro di tre giorni prima, quando nella trasferta a Bari l’arbitro torinese negò il tiro dagli undici metri ai pugliesi per netta “cintura” di Bonera ai danni di Barreto. Premesse frizzanti, finale di partita infuocato: anche il mite Prandelli ha perso le staffe, il pubblico esasperato (oggi al Franchi sono stati esposti diversi striscioni e cartelli contro gli arbitri e Rosetti in particolare) e anche il primo cittadino, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, ieri si è lasciato andare in dichiarazioni ironiche e deluse: “Ma come fanno a farlo arbitrare ancora? La nuova regola inventata da Rosetti è che se Montolivo viene tirato giù non è rigore“.

Parole roventi nel cuore del San Paolo, a pochi minuti dal fischio finale di Rosetti: 0-0 tra Napoli e Inter, partita intensa (ma non propriamente bella), alla fine da ambo le parti il bicchiere sembra mezzo vuoto. Ma a parte le dichiarazioni più o meno di rito da parte dei protagonisti, dai microfoni di Sky spicca la polemica a distanza tra il presidente dei partenopei, il “verboso” Aurelio De Laurentiis, e il tecnico nerazzurro, quel José Mourinho che non accetta critiche ma solo i complimenti. Così il magnate cinematografico se ne esce con un pittoresco: “Mourinho nella mia eventuale lista degli allenatore sarebbe l’ultimo. Io non cambierei Mazzarri con Mourinho nemmeno se me lo regalassero. Come attore invece lo prenderei“, e il lusitano dopo poco replica piccato.
“Quel signore piccolino che è stato a parlare con voi, che crede che il calcio sia Hollywood, parla parla parla, oggi gli è andata bene ma non sempre sarà così” col suo solito tono impavido al limite della provocazione. Ma come al solito, ormai non è una novità, nel post-partita lo Special One è particolarmente ispirato; così ne approfitta per parlare dell’operato dell’arbitro, come piace a lui: “Ho fatto i complimenti a Rosetti perché mi è piaciuto il suo atteggiamento e perché la panchina è troppo lontana da situazioni che non si possono vedere bene, però mi hanno detto che c’era un rigore nettissimo (presunto fallo di mano di Aronica su cross di Maicon, ndr), uguale a uno che Rosetti ha dato a Bari e che non ha dato oggi. Se dimentichiamo questo piccolo grande episodio ha fatto bene, purtroppo per noi ha sbagliato con noi anche oggi“.




Un’altra (l’ennesima) classifica dell’Iffhs, l’Istituto mondiale di storia e statistica del calcio. Questa volta la graduatoria è meno bislacca del solito e l’unico appunto riguarda l’enigmatico criterio scelto dagli esponenti dell’Iffhs per isolare l’arco di tempo in cui portieri e arbitri più bravi del mondo hanno esercitato la professione: perché 22 anni e non 20? Ad ogni modo Gianluigi Buffon, con 87 voti, si aggiudica il riconoscimento di miglior portiere dal 1987 al 2009, seguito da Casillas, Schmeichel e Kahn. Altri estremi difensori italiani nella lista: Zenga (sesto), Toldo (20esimo), Pagliuca (22esimo), Peruzzi 35esimo, S. Rossi 45esimo, Marchegiani 70esimo. (Graduatorie Complete)
Per lo stesso ventennio Pierluigi Collina, con 86 voti, vince nettamente la classifica dedicata agli arbitri. Secondo il tedesco Merk, terzo il danese Mikkelsen. Altri arbitri italiani in graduatoria: settimo Pairetti, dodicesimo Rosetti, tredicesimo Agnolin, 36esimo Lanese, 76esimo Braschi.



La tredicesima edizione degli Oscar del Calcio AIC, trasmessa da Sportitalia, ha registrato la vittoria di Zlatan Ibrahimovic nella categoria “Miglior calciatore assoluto” del 2009. (Video Sportitalia - Albo d’Oro) Il fuoriclasse del Barcellona è stato premiato insieme ad altri campioni del calcio italiano. Ecco i risultati nelle altre sette categorie previste:
Oscar del calcio AIC 2009:
Miglior giocatore assoluto: Zlatan Ibrahimovic.
Miglior Calciatore Italiano: Daniele De Rossi.
Miglior Calciatore Straniero: Zlatan Ibrahimovic.
Miglior Calciatore Giovane: Pato.
Miglior Portiere: Julio Cesar.
Miglior Difensore: Giorgio Chiellini.
Miglior Allenatore: José Mourinho.
Miglior Arbitro: Roberto Rosetti.
Gol più bello: Fabio Quagliarella
Fan Award (Calciatore più amato dal pubblico): Diego Milito
Squadra dell’anno: Inter
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Al termine dello 0-0 di ieri sera tra Napoli e Palermo, partita non bellissima condizionata da un errore dal dischetto di Miccoli (fallo di Rinaudo su Cavani e superba parata di De Sanctis), il presidente dei partenopei Aurelio De Laurentiis ha puntato il dito contro il direttore di gara Orsato, reo di aver concesso un penalty quanto meno dubbio. Anzi, per il patron degli azzurri, inventato: “Se mi è piaciuta la partita di stasera? A me è piaciuto solo quello che hanno fatto i miei e soprattutto mi è piaciuta la parata del mio portiere. Quella parata mi ha evitato di aprire un caso. E’ inutile dire che il rigore è inventato e non c’era assolutamente. Però sono educato e accetto le regole“. Dichiarazioni, unite ad altre dello stesso tono, che non sono passate inascoltate alle orecchie del presidente del Palermo Maurizio Zamparini, uno notoriamente vulcanico e che non le manda a dire.
Intervenuto a Radio Radio, ha così risposto il collega che ieri s’era lasciato andare a quelle esternazioni soprattutto ai microfoni di Mediaset Premium: “Quello di ieri era un rigore netto e da cartellino rosso! De Laurentiis ha sbagliato a dire certe cose. Sono pronto a dare 100mila euro a chi mi dimostra che quello non è un rigore nettissimo. Io vi dimostro che al Palermo sono stati negati 9 rigori netti in questo campionato. Sono allibito dall’atteggiamento di De Laurentiis, mio carissimo amico, che facendo film non conosce il calcio. E viene influenzato da quelli che gli dicono che non è rigore. Quando De Laurentiis dice: ‘E’ questo ciò che succede nel calcio’, io mi sento offeso“.




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Sintesi e Gol della Semifinale del Mondiale per Club 2009 tra Pohang Steelers - Estudiantes 1-2



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Con una doppietta dell’esterno di centrocampo Leandro Benitez, gli argentini dell’Estudiantes si qualificano per la finalissima della Fifa Club World Cup, battendo la squadra campione d’Asia, i coreani del Pohang Steelers. I biancorossi di La Plata si portano in vantaggio nei minuti di recupero della prima frazione, fino a quel momento estremamente equilibrata, quando il centrocampista tocca leggermene di testa una punizione dalla destra calciata da Boselli, beffando il portiere avversario. (Il Video della partita.)
Nella ripresa, i sudamericani iniziano con il piede premuto sull’accelleratore e dopo soli otto minuti ancora Benitez è lesto a correggere in rete una palla vagante nell’area piccola degli avversari, grazie anche alla complicità della disastrosa difesa degli asiatici. La rete potrebbe chiudere l’incontro, anche perchè tre minuti più tardi, l’espulsione del falloso Jae Won per somma di ammonizioni, sembra rappresentare il definitivo colpo di grazia per le velleità di rimonta dei modesti coreani.



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Il giudice sportivo Giampaolo Tosel, dopo pranzo, ha dovuto pronunciarsi su alcune spinose questioni riguardanti le squalifiche di Serie A. Ebbene, l’ex magistrato triestino non ha fatto sconti a Maicon, possente terzino destro dell’Inter, infliggendogli due giornate di squalifica per le offese rivolte all’assistente di Rosetti, il signor Ayroldi, negli ultimi minuti di Bologna-Inter di sabato scorso. Il brasiliano, che paga un’ingenuità a cui Moratti e Branca volevano mettere un cerotto parlando di “malinteso“, salterà così non solo la sfida dei nerazzurri contro i viola, ma anche l’atteso derby d’Italia in programma il 5 dicembre prossimo. (Il Video dell’Espulsione di Maicon)
Proprio la Juve era l’altra osservata speciale dopo i cori riservati a Balotelli durante Juve-Udinese di domenica sera; se Mourinho si augurava di giocare la partitissima contro i bianconeri a porte chiuse o in campo neutro, non è stato accontentato da Tosel che a differenza della scorsa stagione ha “solo” imposto alla società juventina di pagare, come multa, 20mila euro. Pare sia stato provvidenziale l’intervento stigmatizzante dello speaker a “cori in corso”, oltre che l’assenza esplicita di riferimenti al colore della pelle del SuperMario nerazzurro.
Continua a leggere: Due giornate di squalifica a Maicon, salterà Juve e Fiorentina
Aspettando la decisione del giudice sportivo che stabilirà quante giornate di squalifica assegnare al terzino dell’Inter Maicon, lo stesso calciatore ha rilasciato un’intervista nella quale ha rivelato una cosa piuttosto insolita. Subito dopo Bologna - Inter nel corso della quale è stato espulso per aver insultato l’assistente Ayroldi, il brasiliano ha raccontato di essersi recato nello spogliatoio dei direttori di gara per chiarirsi con loro: “Sono stato nello spogliatoio dell’arbitro accompagnato dal mio direttore tecnico (Marco Branca n.d.r.) e non per scusarmi con il guardalinee. Volevo solo salutarlo e ribadire che non avevo offeso nessuno. Ho detto due volte ‘Vai tu’, perché Ayroldi per due volte mi aveva invitato ad andare via io. Questo è successo e questo ho ripetuto nello spogliatoio dell’arbitro. Io non sono un maleducato“.
Il fatto che Maicon abbia o meno insultato il guardalinee a questo punto passa in secondo piano perché è cosa molto sconveniente, in modo particolare dopo le vicende di Calciopoli, che dirigenti e giocatori si confrontino con i direttori di gara prima e dopo la partita. Con questo comportamento si può generare, per dirne una, il sospetto di aver voluto influenzare la terna nella compilazione del referto arbitrale, documento decisivo per stabilire quale dovrà essere la punizione disciplinare. A parziale discolpa di Maicon si può dire che rivedendo il filmato dell’episodio si ha l’impressione, nel limite del possibile visto che l’immagine non è frontale, che la sua versione dei fatti sia veritiera e che si sia trattato solo di un malinteso.
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