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Dopo l'aggressione subita i giocatori del Torino minacciano di non scendere in campo

pubblicato da Cesare Rinaldi


L’aggressione subita dai giocatori del Torino la sera del 6 gennaio potrebbe avere pesanti strascichi. I granata stanno pensando ad una clamorosa mossa, cioè quella di non giocare domani contro il Cittadella: troppo scioccati per scendere in campo, questa la motivazione. Intanto ieri si è tenuta una conferenza stampa attraverso la quale gli stessi calciatori, attraverso la voce di David Di Michele, hanno dato la loro versione dei fatti accaduti al ristorante torinese “I Cavalieri”.

I granata erano riuniti a cena per festeggiare il compleanno a sorpresa dello stesso di Michele, alla fine della serata Rolando Bianchi e Riccardo Colombo sono usciti dal locale per andare a prendere le auto quando sono stati attorniati da un gruppo di circa 25 tifosi a volto coperto e armati di cinture. I due sono stati colpiti con schiaffi e le loro automobili sono state prese a calci. Lo stesso gruppetto è poi entrato nel ristorante per attaccare gli altri giocatori, sono molti i granata coinvolti: Aimo Diana, Marco Pisano, Francesco Pratali, Massimo Loviso, Matteo Rubin, Paolo Zanetti, Angelo Ogbonna e David Di Michele.


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Torino, finisce l'avventura di Colantuono: pronto Beretta

pubblicato da Cesare Rinaldi

mario beretta, torino

È giunta al capolinea l’avventura di Stefano Colantuono al Torino, fatale per lui è stata la sconfitta contro il Crotone rimediata ieri, la sesta stagionale nonché la terza tra le mura amiche dell’Olimpico. Il suo esonero era nell’aria già da ieri, dopo la partita l’allenatore non si era presentato in sala stampa adducendo un forte mal di testa come motivazione del forfait. Era presente invece Urbano Cairo che aveva fatto capire di non essere per niente soddisfatto e che in serata avrebbe analizzato la situazione dei granata con Rino Foschi.

Ancora non si conosce il nome del sostituto ma tutti gli indizi sembrano portare a Mario Beretta, secondo alcuni già ieri sera c’è stato un incontro a Milano per definire i punti dell’accordo. Altri candidati sono Cagni e Arrigoni, ma l’ex allenatore del Siena sembra essere in pole position e l’annuncio del suo arrivo sulla panchina granata dovrebbe arrivare a breve. Si capisce ora anche il motivo del rifiuto di Beretta quando era stato chiamato a salvare le sorti della sua ex squadra un paio di settimane fa. In Toscana avrebbe dovuto lavorare in condizioni davvero difficili e lui stesso non aveva nascosto di non riuscire a garantire la salvezza ai bianconeri.

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Altri due nomi per l'attacco della Roma, Inter su Otamendi

pubblicato da Celephais


Il nuovo tecnico della Roma, Claudio Ranieri, considera una priorità assoluta l’inserimento di una nuova pedina nell’attacco della sua squadra. I dirigenti del club giallorosso si stanno dunque muovendo in questa direzione e oltre a due uomini di esperienza come Luca Toni e Ruud Van Nistelrooy, sono nel mirino anche alcuni attaccanti più giovani che potrebbero offrire maggiori garanzie in vista del futuro. Il più gettonato è il russo del Tottenham, Roman Pavlyuchenko, ormai in rotta con il londinesi e alla ricerca di un club che gli garantisca più spazio per conquistare, in caso di vittoria della Russia nello spareggio in programma la prossima settimana contro la Slovenia, la maglia da titolare in nazionale.

Piace molto anche Rolando Bianchi, giocatore del quale però il Torino difficilmente si priverà, visto il suo ruolo finora decisivo per tenere in vita le ambizioni di promozione dei granata, anche se i romanisti sarebbero intenzionati in questo senso a proporre uno scambio con un giovane promettente come Okaka. L’Inter torna invece a lavorare sul mercato sudamericano, sul quale gli emissari del patron Massimo Moratti guardano con particolare interesse al campionato argentino, soprattutto al difensore del Velez Sarsfield, Nicolas Otamendi, giocatore molto duttile, capace di giocare sia come centrale che come terzino, e considerato da quelle parti un erede di Walter Samuel.

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Posticipo di B, Torino-Lecce 2-2: gol ed emozioni sulla sirena

pubblicato da vieni_127


Partita divertente quella giocata ieri sera all’Olimpico di Torino: da un lato i granata padroni di casa allenati da Stefano Colantuono, dall’alto il Lecce di Gigi De Canio supportati da ben un migliaio di tifosi salentini saliti fino in Piemonte. Posticipo della 13esima giornata, match ad alta quota, le due squadre hanno giocato per i tre punti e per la vetta: alla fine ne è uscito un 2-2 che tutto sommato è stato giusto così, un pari scaturito nel finale in cui i tanti spettatori hanno potuto mettere a dura prova l’efficienza delle proprie coronarie. Si diceva, partita bella ma anche strana; se i giallorossi hanno avuto il merito di mostrare il miglior calcio, il Toro ha avuto però le migliori occasioni.

Il gioco proposto dai padroni di casa fa ancora fatica a risultare oleato in tutte le sue componenti, ottima invece la manovra dei pugliesi anche se, di contro, sotto porta il Toro ci arriva di più, salvo poi mostrarsi impreciso. E’ così che va nella prima frazione: Di Michele e Bianchi sfiorano il vantaggio a più riprese, anche se con lampi sparuti, il Lecce passa; Belingheri rinvia alla meno peggio, raccoglie Angelo che crossa, Corvia anticipa tutti e batte Sereni. Nella ripresa Colantuono allora inserisce Leon, i granata avanzano il baricentro e il Lecce ha il demerito di preoccuparsi troppo della fase difensiva. Il pari di Bianchi, così, appare scontato: Di Michele viene atterrato da Rosati in area, giallo per il portiere leccese e rigore che Bianchi segna con potenza.

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Anticipi di Serie B: Torino corsaro a Salerno, l'Ascoli piega il Brescia

pubblicato da vieni_127


La quinta giornata di Serie B accende i riflettori al venerdì, due succosi anticipi che confermano quanto visto nei primi 360 minuti di cadetteria. Per esempio che l’Ascoli è una squadra solida che si trova ai piani alti della classifica non per caso, che il Brescia deve trovare continuità altrimenti saranno guai, che il Torino rimane la squadra più forte del lotto delle 20 e che la Salernitana, ultima a 0 punti dopo 5 partite, è davvero in crisi di risultati e di identità. Tanto che l’allenatore Fabio Brini alla fine del match perso dai campani 0-3 in casa è stato esonerato (al suo posto si parla di Mandorlini, ma fuori anche i nomi di Iachini, Colomba e Cosmi), prima panchina a saltare delle 38 tra A e B.

Partiamo in ogni modo dal rotondo 2-0 dell’Ascoli ai danni delle Rondinelle, un risultato che non ammette repliche e che evidenza i mille limiti fin qui mostrati dei lombardi. Di contro ottima la squadra di mister Pane che ieri ha chiuso la pratica in un quarto d’ora: doppio gol di Antenucci, uno battendo Arcari in uscita, un altro di testa lasciato inspiegabilmente solo. Tanti i gialli per la squadra di Cavasin, zero le occasioni vere da rete, invece i marchigiani potevano in più occasioni fare il tris, soprattutto con Lupoli che ha anche sbagliato un calcio di rigore. Le zone alte della classifica sono ora la dimensione dei bianconeri, vera rivelazione col Frosinone di questo avvio.

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Giudice sportivo severo con il Torino, sette gli squalificati

pubblicato da Cesare Rinaldi


Come prevedibile è arrivata puntuale la stangata del giudice sportivo Gian Paolo Tosel dopo il convulso finale dell’incontro tra Torino e Genoa. La rissa selvaggia scatenatasi dopo il fischio dell’arbitro costerà probabilmente molto cara alla squadra granata visto che sono ben sette gli squalificati. Una grana in più per Camolese che dovrà imbastire la formazione che affronterà la Roma facendo a meno di pedine molto importanti del suo schieramento.

I giocatori maggiormente sanzionati sono Ogbonna e Pisano, per entrambi i turni di stop sono quattro. Tutti e due hanno colpito un avversario violentemente, il primo con un calcio alla gamba, mentre il secondo con un pugno al petto. Due turni sono stati comminati a Rolando Bianchi, Aimo Diana e Francesco Pratali, i primi due per comportamento aggressivo e intimidatorio nei confronti dei giocatori del Genoa, il terzo per essere entrato in campo, senza autorizzazione, per ingiuriare il quarto uomo. Come se non bastasse a queste cinque sanzioni si aggiungono quelle normali di gioco a Dzemaili e Abate, entrambi si dovranno fermare per un turno.

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Torino-Genoa 2-3: vittoria inutile per Gasperini, granata sull'orlo del baratro

pubblicato da Celephais


Una vergognosa rissa (qui le foto) chiude nel peggiore dei modi la sfida dell’Olimpico tra Torino e Genoa. I granata dicono così probabilmente addio alla massima serie, mentre gli avversari conquistano tre punti inutili per la corsa al quarto posto, visto il pari in extremis della Fiorentina a Lecce, e dovranno accontentarsi dell’Europa League, al termine di una stagione comunque straordinaria. Partita rocambolesca, che conferma ancora una volta le grandi qualità del team di Gasperini, trascinato come sempre da Diego Milito, autore di una doppietta. Ai granata non basta invece la solita grinta, oggi insufficiente a sopperire al netto divario tecnico nei confronti dei rivali.

Dopo un quarto d’ora di studio, gli ospiti prendono decisimanente le redini dell’incontro, prima sfiorando la rete in un paio di occasioni e poi trovando il vantaggio con un calcio di rigore, trasformato dal bomber argentino in seguito a un fallo di Pisano su Marco Rossi. La reazione dei padroni di casa è però repentina e la prima frazione si chiude in parità dopo il gol di Franceschini su assist di Ogbonna. In apertura di ripresa arriva però un’altra doccia fredda per i tifosi del Toro: perfetta punizione dell’ex-juventino Olivera e nuovo vantaggio rossoblù. Solo un minuto più tardi gli uomini di Camolese trovano però nuovamente il pari con un preciso pallonetto di Bianchi.

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Bagarre-salvezza: vincono tutte tranne il Lecce

pubblicato da vieni_127


Nelle partite di fine stagione spesso le motivazioni differenti delle squadre fanno scaturire risultati che qualche giornata prima non sarebbero successi: come è possibile che il Torino, mai vittorioso in trasferta quest’anno, espugni il San Paolo (teatro delle capitolazioni di Inter e Juve)? O che la Reggina metta sotto un Cagliari, di solito sempre battagliero? I complottisti avranno da ridire anche quest’anno, certo è che le tre sfide “calde” per non retrocedere quest’oggi sono state belle e spettacolari, non propriamente “pilotate“. Partiamo proprio dal Toro che se ha portato a casa i tre punti deve ringraziare san Sereni.

Sotto di un gol a fine primo tempo (rete di Pià al primo tiro in porta per i partenopei), nella ripresa i granata hanno tentato in tutti i modi di ribaltare il risultato: ok, è vero, la marcatura di Cannavaro sul gol del pari di Bianchi era alquanto leggerina, ma è pur vero che la punizione dell’1-2 di Rosina è stata davvero bella. Mannini, esterno dei partenopei, è stato l’ultimo ad arrendersi: suo il tiro che ha impegnato Sereni (con Datolo e Denis incapaci di metterla dentro sulla respinta), suo il cross che ha chiamato il portiere torinista a un altro grande intervento. E ancora Sereni ha compiuto alla scadere un miracolo sulla deviazione di Stellone nella propria porta.

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Milan - Torino 5-1: il Diavolo asfalta il Toro, ma per lo scudetto è troppo tardi

pubblicato da vieni_127


Grande calcio a San Siro: il Milan travolge il Torino con un netto 5-1, un risultato rotondo che fa il pari con le sei sberle che il Diavolo rifilò agli avversari 7 anni fa. Il riferimento non è casuale: il Torino faceva risultato nel capoluogo lombardo, sponda rossonera, proprio da quel giorno e oggi come allora sulla panchina dei granata c’era Giancarlo Camolese. E ancora, passano gli anni ma non gli interpreti delle vittorie milanista: tripletta dell’immortale Inzaghi, un rapace d’area di rigore che ormai è leggenda. Torna al gol anche Kakà, Ambrosini suggella il risultato: inutile il gol di Franceschini a partita compromessa, il Milan aggancia la Juve e torna a sorridere (Fotogallery).

Ancelotti arretra Flamini sulla fascia, Maldini recupera al centro della difesa, c’è Beckham ma non Ronaldinho; Camolese si affida a Bianchi e Rosina, in difesa ancora fiducia a Franceschini. Il Milan parte subito a mille e sin dalle prime battute si capisce che gli ospiti avranno da sudare per tornare in Piemonte indenni; Beckham ha il piedino caldo, Inzaghi in avanti fibrilla, la difesa granata scricchiola. L’asse Beckham-Inzaghi sarà quello letale: nel primo tempo l’inglese pennella al centro e SuperPippo si incunea tra le maglie allentate della retroguardia torinista.

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