
Una settimana fa l’ufficialità, passata a dire il vero abbastanza in sordina: la Juventus si è assicurata le prestazioni di due giovani giocatori (e fratelli) brasiliani, ma col passaporto comunitario, che hanno 17 e 18 anni. Il più forte dei due (nonché più giovane essendo nato nel settembre del ‘93, a differenza del fratello, un ‘92) si chiama Gabriel Appelt Pires e di professione fa il centrocampista: su di lui avevano messo gli occhi anche Liverpool, Villarreal e Inter, alla fine l’ha spuntata la coppia Marotta - Paratici che con un blitz torinese si è assicurato le prestazioni del mediano carioca, fino a dieci giorni fa in forza al Resende.
Squadra di un sobborgo poco fuori Rio de Janeiro, il Resende gioca nel campionato carioca dove, tra le altre squadre, battagliano anche Flamengo e Fluminense; proprio contro i rossoneri, Gabriel ha sfoderato una delle migliori prestazioni della sua fin qui giovane carriera, appiccicandosi come un mastino su Ronaldinho e, di fatto, non facendo fare granché al Gaucho (era febbraio). Dopo quell’exploit altre belle partite, cosicché alla fine il 17enne si è meritato le luci dei riflettori: la Juve ha accelerato in maniera decisiva, due milioni di euro più bonus per assicurarsi le sue prestazioni e quelle del fratello, il 18enne Guillermo, seconda punta di movimento.
I due giovanotti saranno a disposizione dal luglio prossimo, risultando di fatto i primi due acquisti del (ennesimo) nuovo ciclo juventino; e oggi hanno anche parlato mediante un’intervista doppia rilasciata a Sky Sport. Ne riportiamo alcuni stralci, rimandando al sito Tuttojuve.com per chi la voglia leggere per intero.
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Desta sempre curiosità: spulciare tra le cifre a sei zeri delle top star del pallone, stilare una classifica, fare i conti in tasca. Vedere chi guadagna di più. Armato di pazienza e calcolatrice, il sito Futebol Finance ha tirato su la classifica dei giocatori più pagati del globo: i risultati non destano grande meraviglia, non almeno per quanto concerne le prime posizioni. E così, eliminati tutti gli (ingenti) introiti derivanti da sponsor e similari, veniamo a conoscenza che il Paperon de’ Paperoni del mondo del calcio si chiama Cristiano Ronaldo (e che novità!), seguito dall’arcirivale Lionel Messi.
Medaglia di bronzo equamente bipartita tra Yaya Touré del City e Fernando Torres del Chelsea (quest’ultimo, di fatto, guadagna 5 milioni di euro per gol, quanto gli elargisce Abramovich per mezza stagione con i londinesi!). Poi via via tutti gli altri, con giocatori dei top club inglesi, spagnoli, italiani e tedeschi regolarmente nella lunga lista. Primo italiano, 19esimo, Mario Balotelli che percepisce 6,5 milioni all’anno. Ci sono i vari Totti, Pirlo, Buffon, Del Piero e Nesta, ma anche Amauri, Toni e De Rossi. E poi giocatori di campionati non proprio di grido.
A parte qualche “francese“, spiccano Ronaldinho e Deco (rispettivamente nel Flamengo e nel Fluminense) che quindi sanguisugano i bilanci dei loro club brasiliani, ma anche Kevin Kuranyi della Dinamo Mosca o Craig Bellamy del Cardiff City (squadra gallese nella Serie B inglese, tuttavia essendo in prestito dal Manchester City è facilmente ipotizzabile che ci sia come al solito lo zampino dei petroldollari dei Citizens). E poi i due emigrati negli Stati Uniti d’America: David Beckham ai Los Angeles Galaxy e Thierry Henry ai New York Red Bulls. Di seguito la lista completa.
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Finalmente lontano dallo stressante calcio europeo Ronaldinho ha potuto rilassarsi e divertirsi al carnevale di Rio. Il Gaucho prima ha ballato su un palco insieme ad alcune ragazze e poi è sceso in pista come ospite d’onore della scuola di Samba “Portela” per la quale ha indossato un completa bianco ed ha sfilato tra la folla in visibilio. Dopo ha anche incontrato la madrina della serata Gisele Bundchen e suo marito Tom Brady quarterback dei New England Patriots. Adesso Dinho lontano dalla grigia Milano è finalmente tornato a sorridere.




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Un’altra accoglienza da re per Ronaldinho. Dopo la presentazione al Flamengo l’ex milanista ha debuttato davanti ad un pubblico entusiasta, nel match contro il Nova Iguaçu vinto 1-0 dalla nuova squadra dell’asso brasiliano. Tutto esaurito nello stadio intitolato a Joao Havelange, scritte di benvenuto e maschere per Dinho. Una di esse prendeva tutta la tribuna centrale con la scritta “Bem-vindo (Benvenuto) R10“. Leonardo Moura, terzino destro, prima della partita ha consegnato a Ronaldinho la sua fascia di capitano.
“È stata una giornata diversa - commenta alla fine -. Non giocavo da tanto tempo e non avevo ritmo. Mi mancava ancora l’affiatamento con i compagni, ma devo ringraziarli. Tutti hanno un po’ di Flamengo dentro, e la mia parte è diventata ancora più grande dopo questa gara. Vedere tutta questa nazione … Lo stato di Rio de Janeiro si è fermato per seguire la partita, perciò lotto per dare allegria a questa gente”.




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La classe non è acqua e non c’è forma fisica calante che la faccia affievolire. Ronaldinho, tornato in patria da poche settimane, sembra aver ritrovato il sorriso e la felicità che lo contraddistinguevano. Giorni fa mostrò ai nuovi tifosi le sue deliziose proprietà di palleggio , incantando i compagni di squadra. Qualche ora fa, durante un allenamento del Flamengo, si è cimentato con una nuova sfida: il gol segnato da posizione impossibile, calciando, con effetto contrario, da dietro la porta.

Ogni anno la Gazzetta dello Sport, famigerato quotidiano sportivo italiano, e Marca, collega spagnolo, assegnano la Stella d’Argento al calciatore che più si è messo in evidenza nell’ultima edizione della Champions League. Nonostante sua già ricchissima bacheca personale, Cristiano Ronaldo si è giudicato ieri l’ultima edizione del suddetto premio e, nell’occasione, ne ha approfittato per rispondere alle domande rifilategli, per così dire, dalla rosea. Una raffica di inviti a esprimere giudizi su tanti personaggi del calcio e il lusitano non ha mancato di dire la sua un po’ su tutto e tutti. Confida, ad esempio, che quasi dieci anni fa la Juve andò vicinissima al suo ingaggio (la storia era già nota) e che, qualche tempo dopo, una squadra che non vuole citare (ma sempre italiana) si fece di nuovo sotto ai tempi del Manchester United.
Ma ci giocherebbe in Italia Ronaldo? “Sono affascinato dalla Liga spagnola. Al momento sto bene qui. Ma in futuro chissà, potrebbe succedere“, magari con Mourinho che “dalle cose che mi dice si capisce che gli piace molto. Ha un affetto particolare per i tifosi dell’Inter e quando racconta della squadra nerazzurra che ha allenato la definisce un gruppo davvero speciale“. Di strada ne ha fatta l’attuale numero 7 del Real Madrid, a quasi 26 anni può permettersi di dare consigli e giudizi sui colleghi più giovani. Per esempio Balotelli: “E’ un buon giocatore, ma deve parlare meno e giocare di più. In Premier, se saprà ascoltare e vorrà imparare, potrà diventare un grande. Io glielo auguro. Oggi però antepone alla professione troppe altre cose. E questo non va bene“, e Macheda: “E’ in prestito alla Sampdoria, lo so. Ho passato con lui un anno. Mi piace molto il suo modo di intendere il calcio. E’ un ragazzo professionale, si allena bene. Ha fatto una scelta giusta“.
E poi via a parlare di Ibrahimovic (”Mi piace molto: se ha fatto bene in ogni squadra dove ha giocato vuol dire che è un grande“), Ronaldinho (”Non è più quello di un tempo però tecnicamente rimane impressionante“) e Kakà (”Tornerà grande con noi a Madrid; è un ragazzo molto vicino alla Chiesa e gli piace lavorare tanto. Ed è anche uno dei migliori amici che ho nello spogliatoio del Real“). Immancabile la domandina sull’attuale Champions, molti riflettori sono puntati proprio sul Real che non passa gli ottavi di finale della competizione da più di un lustro: “Le mie favorite per la vittoria sono Real, Barcellona e Manchester United. Solo dietro metto Inter, Milan e Bayern Monaco. Il Chelsea? No, proprio no“. Inter e Milan in seconda fila? “Il Milan ha una bella squadra, con esperienza, ma è molto difficile che possa arrivare in fondo. Leonardo è un tipo spettacolare. Penso, però, che nemmeno la sua Inter arriverà sino alla finalissima“.
Sono frammenti del primo allenamento al Flamengo di Ronaldinho, in cui si intravedono tocchi e palleggi di alta classe. Il brasiliano accarezza il pallone a piedi nudi sul prato verde e lo ferma con la testa per alcuni secondi. Tre giorni fa l’ex milanista è stato accolto come un eroe dai tifosi del Flamengo e dalla società che lo ha blindato con una clausola di rescissione di circa 182 milioni di euro.
Ronaldinho si è fermato più di una volta nel corso del suo primo allenamento con il Flamengo, stravolto dalla fatica (complice anche le alte temperature e l’umidità opprimente). L’ex giocatore del Milan ha firmato il contratto più redditizio mai siglato nel calcio brasiliano. Secondo i calcoli della stampa sportiva sudamericana, arriverà a guadagnare 100 milioni di reais (circa 45 milioni di euro) nei quattro anni in cui rimarrà nel club più popolare del Brasile. Di questi cento milioni, 72 gli arriveranno sotto forma di stipendio e oltre 30 grazie ai contratti con vari sponsor.




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“Molti tornano in Brasile soltanto per concludere la carriera - ha detto ai tifosi Ronaldinho - Il mio obiettivo è invece di vincere con la nazionale il sesto mondiale. Dopo anni che sono stato lontano il Mondiale e le Olimpiadi 2012 mi hanno dato la motivazione per tornare. Voglio riportare il nome del Flamengo più in alto possibile vincendo più titoli possibili e ripagando questi tifosi del loro amore. Io voglio regalare loro la felicità“.
Almeno 20mila tifosi del Flamengo, secondo la polizia brasiliana, hanno accolto il neo acquisto Ronaldinho, presentato ieri allo stadio Gavea: “Grazie per l’accoglienza, spero di contraccambiare sul campo“. E il Flamengo esagera con la clausola di rescissione: ci vorranno 400 milioni di real, circa 182 milioni di euro, per acquistare Ronaldinho (la cifra più alta attualmente nel calcio brasiliano).




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Non si conoscono le cifre dell’operazione, tantomeno l’entità dell’ingaggio, fatto sta che da oggi e per i prossimi 4 anni Ronaldinho vestirà la maglia del Flamengo: accordo raggiunto tra Adriano Galliani, dirigente milanista di stanza in Brasile ormai da giorni, e Patricia Amorim, energica presidentessa del club carioca. Il Gaucho ha così definitivamente “tradito” per la seconda volta il Gremio e la sua gente, ha dato picche anche al Palmeiras e si è così concesso alla torcida rubronegra. Ronaldinho, 30 anni, torna dunque in Brasile ed è già carico a mille:
“Posso immaginare i tifosi in uno stadio pieno e possono aspettarsi il meglio da me. Sono tornato in Brasile a giocare con il Flamengo proprio per questo. Spero anche che le mie prestazioni in campo possano farmi tornare a vestire la maglia della nazionale ancora una volta. Qui a Rio de Janeiro sono stato accolto con tanto calore e la torcida può aspettarsi altrettanto affetto da parte mia”.
Queste ad oggi le prime e uniche parole dell’ormai ex numero 80 milanista, giocatore da qualche tempo ridimensionato dopo l’exploit incredibile nel 2005 quando coi colori blaugrana del Barcellona vinse Coppa dei Campioni e Pallone d’Oro. Soddisfatto anche il Flamengo, che per bocca della Amorim ne approfitta per complimentarsi anche con lo stesso Galliani:
“Sentivo che il giocatore voleva giocare nel Flamengo, sentivo che non avrebbe voluto chiudere la carriera senza giocare per il nostro club. Voglio ringraziare Galliani. Non abbiamo avuto pace a Natale e a Capodanno, ma è stato piacevole passare il tempo con lui. Abbiamo iniziato con l’acquisizione di un giocatore e andremo avanti. Mi piace la visione imprenditoriale di Galliani. Abbiamo imparato molto con lui, in una trattativa che è stata una maratona”.
Dopo due anni e mezzo di Milan e quasi un decennio di Europa, Ronaldinho chiude dunque con l’Italia: dalle parti di San Siro di certo non dimenticheranno i 26 gol in quasi 100 presenze complessive, senza dimenticare la trentina di assist forniti ai compagni. Se l’anno scorso con Leonardo in panchina aveva comunque dato più che discretamente il suo contributo (15 gol e 16 assist), quest’anno con Allegri non ha quasi mai trovato intesa, relegato spesso (se non sempre) in panchina e alla fine autore di un solo, per altro splendido gol, contro l’Auxerre, in Champions. Ciononostante proprio Allegri ha così commentato l’addio di Ronaldinho: “E’ una grave perdita, prima che per noi per l’Italia intera“.

I tifosi del Gremio non hanno gradito il tradimento di Ronaldinho e ormai lo considerano un nemico pubblico, l’ormai ex attaccante del Milan ha infatti preferito la proposta economica del Flamengo, voltando le spalle a quella che è stata la sua prima squadra quando tutto ormai lasciava pensare ad un suo ritorno. Ieri sera il calciatore era in una discoteca di Florianopolis dove si era recato dopo aver assistito ad un concerto di Amy Winehouse, nel locale erano presenti anche alcuni sostenitori del Gremio che, scorgendolo, hanno dato vita ad una contestazione nei suoi confronti.
Alla fine Ronaldinho è stato costretto a lasciare il locale notturno sotto scorta, per evitare complicazioni maggiori. Il Gaucho però potrebbe addirittura non poter far ritorno a Porto Alegre, sua città natale, questo se passerà la mozione che il deputato Gilmar Sossella presenterà nei prossimi giorni. Il politico alla prossima assemblea legislativa dello stato Rio Grande do Sul proporrà di dichiarare il calciatore “persona non gradita” nel suo stato e a quanto pare in molti sono pronti a votarla. Il deputato spiega che Ronaldinho ha tradito per la seconda volta il Gremio, la prima volta era accaduto nel 2001, quando aveva firmato un precontratto con il Paris Saint Germain che gli aveva permesso di volare in Francia a parametro zero.
Se ancora ci fossero dubbi circa la delusione dei sostenitori del Gremio, la manifestazione che si è tenuta ieri pomeriggio presso lo stadio Olimpico di Porto Alegre dovrebbe fugarli definitivamente. Un buon numero di tifosi si è radunato con il solo obiettivo di contestare il Gaucho, davanti alle telecamere sono state bruciate banconote per sottolineare come la scelta del calciatore sia stata puramente economica. Forse il giocatore baderà poco a quello che è successo e felice inizierà la sua nuova avventura al Flamengo, intanto però deve incassare anche le critiche di Pelè che ha detto che avrebbe dovuto giocare al Gremio anche gratis, come fece lui per il Santos.