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Adriano vicino all'accordo con il Corinthians

pubblicato da Celephais


Secondo il quotidiano sportivo brasiliano Lance sarebbe vicinissimo il passaggio di Adriano al Corinthians, prestigiosa squadra di San Paolo nel quale ha militato in questi ultimi anni anche Ronaldo. Il giocatore, che poco più di due settimane fa aveva risolto in maniera consensuale il suo contratto con la Roma, ponendo fine alla sua fallimentare seconda esperienza nel campionato italiano, avrebbe infatti trovato un accordo di massima con i dirigenti del Timão.

Il giocatore percepirebbe un ingaggio di trecentomila reais (circa centotrentamila euro) al mese, ma il club sarebbe intenzionato a tutelarsi con una clausola che prevederebbe la rescissione o multe molto salate nel caso in cui l’attaccante dovesse in quale modo, come già accaduto più di una volta in passato, infrangere i propri doveri nei confronti della squadra o indulgere a uno stile di vita eccessivamente “allegro”.

Per il perfezionamento dell’accordo si attende però il ritorno in patria proprio di Ronaldo, che tramite la sua agenzia di marketing 9ine gestirà l’immagine dell’amico. Il procuratore dell’Imperatore Gilmar Rinaldi, ha dichiarato per il momento di non sapere nulla sulla conclusione o meno della trattativa. Bocca cucita anche da parte del presidente dei paulisti, Andres Sanchez, il quale ha però ribadito la promessa che arriveranno quattro rinforzi (sulla stampa brasiliana si vocifera, tra gli altri, anche di un interessamente per il difensore romanista Juan) per rendere la squadra competitiva in vista dell’inizio del campionato.

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Ronaldo torna a Milano per riabbracciare i vecchi amici e si diverte ad indovinare come finirà il derby

pubblicato da Cesare Rinaldi

ronaldo

Da quando Ronaldo non è più un calciatore professionista ha un sacco di tempo libero in più, approfittando proprio di qualche giorno di libertà il brasiliano ha deciso di fare una capatina in Italia, più precisamente nella sua amata Milano. L’ex Fenomeno è tornato nel nostro paese per riabbracciare i vecchi amici, sia nerazzurri che rossoneri. Così ha fatto visita al suo vecchio presidente Massimo Moratti ma anche ad Adriano Galliani, a Tronchetti Provera e al suo connazionale Alxandre Pato, di cui in futuro potrebbe diventarne anche procuratore. Ovviamente non è mancato il tempo per concedersi ai giornalisti, molte testate tra cui Sky e Gazzetta dello Sport hanno approfittato dell’occasione per fargli qualche domanda.

Dal momento che la febbre da derby a Milano sta crescendo la domanda più ovvia da fare a Ronaldo, uno che ha indossato entrambe le maglie delle milanesi, riguarda il pronostico per la prossima sfida. Il campione brasiliano non è stato diplomatico, ha deciso di sbilanciarsi scegliendo la sua favorita: “È una partita a sé ma credo che vincerà l’Inter. Perché ha ritrovato il suo gioco, ma soprattutto la fiducia. Ecco: vedo un’Inter più fiduciosa del Milan, e questo può contare”. Secondo lui, in caso di vittoria fra dieci giorni, i nerazzurri sarebbero anche i favoriti per la vittoria finale, merito soprattutto della mentalità che è riuscito a trasmettere il suo grande amico Leonardo.

Con l’allenatore brasiliano Ronaldo ha in comune il tradimento, seppur in direzione opposta: “Cambiare squadre così con grande rivalità è sempre una scelta difficile, la persona deve avere anche il coraggio di accettare questa sfida. Le scelte vengono valutate dopo, alla fine”. L’ex attaccante ha però voluto chiarire di essere legato ad entrambe le squadre, con l’Inter non c’è alcun rancore, ne è dimostrazione il giro di visite e saluti effettuato anche dalle parti della Pinetina. Restando in tema di derby gli è stato chiesto di scegliere il suo preferito tra i simboli dei due club: “D’istinto mi verrebbe da scegliere Ibrahimovic, perché ha più fantasia, colpi più imprevedibili. Però non c’è nessuno che ha vinto come Eto’o, nessuno che sa vincere le partite che contano come Eto’o. Se potessi, li prenderei tutti e due”.

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Tentazione russa per Ronaldo, offerta milionaria dal Terek

pubblicato da Cesare Rinaldi

ronaldo

Ronaldo ha annunciato da pochissimo il suo addio al calcio giocato, le sue lacrime nel corso della conferenza stampa hanno fatto il giro del mondo e commosso molti tifosi. C’è qualcuno però che vorrebbe convincerlo a scendere nuovamente in campo, è il presidente del Terek Grozny che pur di averlo nella sua squadra sarebbe disposto ad una follia economica. Ramzan Kadyrov, questo il nome del ricco imprenditore ceceno, ha progetti in grande per il suo club, basti pensare che meno di un mese fa ha ingaggiato come allenatore Ruud Gullit.

Per convincere il fenomeno a rimettere gli scarpini sono stati messi sul piatto 8 milioni e mezzo di dollari per un anno e mezzo di contratto. Un’offerta del genere difficilmente si può rifiutare, anche se il caso di Ronaldo è leggermente diverso, il giocatore è sembrato davvero stanco della vita da calciatore, resa più difficile anche dai tanti infortuni subiti in carriera e dai problemi di salute che ha confessato di avere. Kadyrov spera di riuscire a convincerlo il prossimo 10 marzo quando a Grozny scenderanno in campo i campioni del mondo brasiliani del 2002 per affrontare una partita con una rappresentativa cecena.

In quella speciale occasione lo stesso presidente del Terek sarà in campo e indosserà la fascia da capitano, sarà l’occasione giusta per scambiare due chiacchiere con l’attaccante e provare a convincerlo ad abbracciare il progetto. In Cecenia Ronaldo potrebbe raggiungere il suo connazionale Roberto Carlos che appena dieci giorni fa ha accettato l’offerta dell’Anzhi Makhachkala, un altro club che ha grandi ambizioni per il futuro, chissà se a investimenti così importanti seguiranno risultati altrettanto positivi.

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Pelè punzecchia Ronaldo: "Molti più forti di lui"

pubblicato da vieni_127

Ronaldo è ormai un ex calciatore: in tutto il mondo si sono sprecati gli articoli, i video e i ricordi, giusta celebrazione di un campione che ha appassionato milioni di sportivi. Calmatesi le acque, ecco che però Pelé dice la sua circa il suo connazionale, e le parole del mitologico attaccante verdeoro non sono per niente benevole. Il Fenomeno, infatti, non è stato così forte, almeno secondo il parere di Pelé:

Ronnie è stato uno dei più grandi calciatori della storia grazie anche al fatto che ha giocato nell’era delle telecomunicazioni, però oltre a me, migliori di lui sono stati sicuramente Garrincha, Tostao e perfino Falcao, che è stato veramente il re di Roma. Loro sono ricordati anche se, quando giocavano, non c’era tutta la copertura mediatica di oggi. Comunque se io fossi stato al posto di Ronaldo mi sarei ritirato nel 2009, era il momento ideale. Comunque non si può certo dire che abbia fallito“.

Stoccatina niente male e solito ego abbastanza robusto d’O Rey. Che poi si preoccupa anche del Brasile, inteso come Nazione, che nel 2014 ospiterà gli attesissimi Mondiali di calcio, un evento che a quelle latitudini manca dal 1950:

“Il Brasile sta correndo il grande rischio di farci fare una figuraccia, per il modo in cui sta portando avanti l’organizzazione dei Mondiali del 2014. Ho parlato con Platini ed un suo gruppo di persone: anche loro sono preoccupati. I principali problemi sono legati alla costruzione degli stadi che è in ritardo, ad esempio San Paolo che non ha ancora cominciato a muoversi per il suo impianto, e poi tutti i problemi che abbiamo con gli aeroporti. Anche la gente della Fifa si chiede cosa stia accadendo in Brasile”.

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Sfogo Leonardo, l'allenatore dell'Inter replica alle critiche dopo la sconfitta di Torino

pubblicato da Cesare Rinaldi

leonardo

Leonardo ha tenuto oggi la conferenza stampa della vigilia, in attesa della delicata sfida tra Inter e Fiorentina. Il brasiliano per la prima volta da quando è in nerazzurro ha smesso il suo tradizionale sorriso e la sua cortesia per mostrarsi ai giornalisti con un piglio che qualche mese fa avremmo visto meglio addosso a Mourinho. Evidentemente la sconfitta con la Juventus ha lasciato qualche traccia tra gli interisti, le mille critiche piovute sulla squadra allenata dall’ex milanista hanno infastidito non poco il tecnico che ha quindi ribattuto colpo su colpo.

Una sconfitta, per altro su un campo tradizionalmente ostico, non può rovinare quanto di buono fatto fino ad ora. Leonardo difende a spada tratta i suoi ragazzi che non esita a definire i migliori del mondo: “Una settimana fa c’era la grande Inter che faceva spettacolo, ora la squadra è logora, mille problemi. Io ho la mia idea di calcio, non entro in queste cose qui. Voglio un bel calcio, io punto ad un’Inter che giochi bene. L’Inter è la migliore squadra del mondo, non dimenticatevelo, non c’è niente da piangere: dopo il Barcellona giochiamo un grande calcio, io penso ad un calcio offensivo, siamo sul tetto del mondo e non scordatevelo”.

Difesa d’ufficio anche per Samuel Eto’o, protagonista in negativo nei minuti finali della sfida dell’Olimpico, il suo errore sotto porta e a dir poco clamoroso e non solo perché si sta parlando di lui, lo sarebbe stato anche se avesse portato la firma di un suo collega meno quotato. Questo però non deve essere un pretesto per attaccare il giocatore o per sollevare un caso, Leonardo sta decisamente dalla parte del camerunese: “Ci vuole coraggio a criticare Eto’o. Lui ha fatto 27 gol, può capitare anche un secondo in cui non trovi lo spazio o il colpo giusto, parlare di problema Eto’o non esiste, lui sta benissimo ed è un giocatore esperto, figuratevi se si abbatte per una cosa del genere”.

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Video e Foto - L'addio al calcio di Ronaldo

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Nella conferenza stampa di addio, preannunciata in questo articolo che omaggia la carriera di uno dei più forti giocatori della storia del calcio, Ronaldo Luís Nazário de Lima non ha saputo trattenere le lacrime: “Non ce la faccio più - ha detto il brasiliano davanti ai giornalisti, a San Paolo - vorrei continuare, ma non ce la faccio. Penso ad una giocata ma non mi viene come vorrei. E’ giunto il momento di lasciare, è stato bellissimo“.

Ronaldo è apparso visibilmente emozionato: «Come potete immaginare, io oggi sono qui ed ho una emozione grandissima che non riesco neanche a parlare, per annunciare che sto chiudendo la mia carriera come calciatore professionista. Una carriera che è stata bellissima, meravigliosa, emozionante. Ho avuto molti problemi ma grandi e infinite vittorie».

La questione infortuni: “Ho avuto molti amici e non ricordo di aver costruito in carriera dei nemici. Ebbene sto chiudendo anticipatamente la mia carriera per alcuni motivi che credo siano importanti. Tutti qui sanno quello che ho passato e tutti conoscono il mio passato. Negli ultimi due anni ho avuto una lunga sequenza di infortuni che mi hanno colpito da una gamba all’altra, da un muscolo all’altro e questi dolori mi hanno costretto ad anticipare il mio ritiro“.

Le Foto della Carriera di Ronaldo Luís Nazário de Lima

Le Foto della Carriera di Ronaldo Luís Nazário de LimaLe Foto della Carriera di Ronaldo Luís Nazário de LimaLe Foto della Carriera di Ronaldo Luís Nazário de LimaLe Foto della Carriera di Ronaldo Luís Nazário de Lima

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Iuliano: "Il rigore su Ronaldo non c'era"

pubblicato da Gabriele Capasso


Nel giorno del ritiro di Ronaldo dal calcio giocato, evento luttuoso per tutti gli amanti del calcio, Tuttosport si premura di contattare l’ex bianconero Mark Iuliano. Il difensore bianconero ha legato, in maniera indissolubile, il proprio nome al Fenomeno per via del famoso rigore non concesso dall’arbitro Ceccarini in uno Juventus - Inter 1-0 del 26 Aprile 1998. La gara, che anche in caso di vittoria dei nerazzurri non avrebbe consegnato il sorpasso sui bianconeri che guidavano la classifica fra le polemiche per i tanti episodi arbitrali contestati, è considerata l’emblema dei “furti” della Juventus di Luciano Moggi nell’anno di Baldas designatore.

Il giudizio di Iuliano è lapidario. Per l’ex difensore bianconero, attualmente in forza al San Genesio Calcio in prima categoria, quel rigore non c’era:

So di essere passato alla storia anche per quel fallo contestatissimo. E’ stato l’avversario più forte contro cui abbia giocato, un ragazzo eccezionale: ricordo un suo gol col Real contro la mia Juve nella semifinale di Champions nel 2003, una roba pazzesca che Buffon non ha ancora capito come avesse segnato. Sul fatto di Juve-Inter io, però, ancora oggi dico: sfondamento tutta la vita. Io ero fermo e lui mi ha travolto come un tir, guardavo la palla giuro. Eppoi il casino è venuto perché sul ribaltamento Ceccarini diede un rigore a noi. Cosa faccio ora? Gioco in prima categoria e sto per vincere un altro campionato, come quello conquistato con la Juve nel 1998.

Juve - Inter non finisce mai…

La fine di un'epoca: Ronaldo oggi annuncia il suo addio al calcio

pubblicato da Cesare Rinaldi

ronaldo

Ci sono uomini destinati a restare nella storia di questo meraviglioso sport che è il calcio, giocatori che per il loro modo di interpretare questo gioco hanno fatto da apripista per dei cambiamenti tecnici e tattici impensabili prima della loro comparsa sulle scene. Pensiamo a Johan Cruijff e alla sua Olanda che con il loro calcio totale hanno di fatto inaugurato l’era del calcio moderno, pensiamo agli splendidi attori del Milan di Arrigo Sacchi, una squadra che ha incantato il mondo mentre nel frattempo vinceva tutto quello che c’era da vincere, con un Van Basten stella assoluta in mezzo a tanti altri campioni.

In questa ristretta élite un posto spetta sicuramente a Ronaldo, il primo e originale Fenomeno del calcio. Quando quel ragazzino brasiliano comparve sul palcoscenico del calcio tutto andava ad una velocità ridotta, è stato lui ad alzare l’asticella un po’ più in alto e se guardiamo alle straordinarie doti dei campioni di oggi, non possiamo non pensare al brasiliano. Da giovanissimo, con le maglie di PSV Eindhoven e Barcellona, era semplicemente imprendibile, mai i difensori si erano dovuti confrontare con un attaccante così esplosivo, che alla forza fisica abbinava una tecnica sopraffina.

Negli anni ‘90 il calcio italiano contava molto più di ora, naturale allora che il giocatore più forte del mondo approdasse nella nostra Serie A. Ha vestito la maglia dell’Inter con la quale ha vinto una Coppa Uefa, ma di quella Inter lui era il simbolo, nonché spesso il trascinatore assoluto, la sua storia in nerazzurro si chiuse con le lacrime sulla panchina dell’Olimpico di Roma quel 5 maggio famoso. Andiamo poco più avanti nel tempo, fino al luglio 2002, tutti avevano ancora negli occhi l’immagine di Ronaldo che scendeva dall’aereo barcollando dopo aver perso la finale dell’ultimo mondiale francese. Ebbene il Fenomeno riuscì a stupire ancora una volta tutti, con otto goal guidò i verdeoro alla conquista del mondiale nippocoreano, riuscendo a nobilitare un colpo, il tiro di punta, considerato il meno nobile del gioco del calcio, trasformandolo in un’arma micidiale in grado di freddare i portieri.

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Adriano prolunga le vacanze brasiliane, la Roma smonta il caso

pubblicato da Cesare Rinaldi

adriano

Quando si parla di Adriano è facile che un semplice disguido possa trasformarsi in un caso politico, il giocatore ha ritardato il suo rientro dalle vacanze natalizie, sarà in Italia soltanto il 31 dicembre mentre i suoi compagni sono già al lavoro. Tutto poteva lasciar pensare che si trattasse della solita bravata dell’Imperatore, non nuovo a questo tipo di comportamenti, a gettare acqua sul fuoco però ci ha pensato la stessa Roma con un comunicato diffuso attraverso il suo sito ufficiale.

La società giallorossa ha fatto sapere: “Il calciatore Leite Ribero Adriano, scusandosi con la Società per il disguido, ha chiesto di posticipare il rientro in Italia – previsto inizialmente per la giornata di domani (ndr. oggi per chi legge) - in quanto in attesa del visto di espatrio sul passaporto del figlio minorenne, che necessita delle firme congiunte dei genitori”. Nessun caso quindi, Adriano ha chiesto regolarmente due giorni di permesso per risolvere le pratiche burocratiche relative ai documenti del figlio. Sempre la Roma ha poi specificato che il suo rientro è previsto per l’ultimo giorno dell’anno.

Il caso è stato poi definitivamente archiviato con le parole del suo procuratore Roberto Calenda intervistato da Sky: “E’ in attesa del nuovo passaporto che gli era scaduto ed i tempi si sono protratti, ad ore dovrebbero rilasciarlo con la doppia firma della mamma del suo bimbo. Con i minori di mezzo è normale che ci si impieghi di più. Tornerà in Italia appena sarà in possesso del nuovo passaporto, dovevano rilasciarlo ad inizio settimana, poi complici le vacanze di Natale la consegna è ritardata”.

L’agente ha poi smentito le voci relative ad un possibile ritorno del giocatore in Brasile, in questi giorni si era parlato infatti di un interessamento del Corinthians: “Resta alla Roma? Bisogna ascoltare le parole di Adriano, è stato ben chiaro più di una volta in Italia prima di partire, poi in Brasile. Poi se altri parlano per suo conto ormai siamo abituati a sentir parlare con il nome di Adriano”. L’attaccante ha spiegato che in questi giorni si è sentito telefonicamente con il suo connazionale Ronaldo, ma che la telefonata era amichevole e che i due non hanno parlato in nessun modo di mercato.

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Vasectomia per Ronaldo: "Chiudo la fabbrica di figli"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


In un’intervista al quotidiano Folha de San Paulo l’ex Fenomeno, Ronaldo, ha dichiarato di essersi sottoposto ad un intervento di vasectomia per evitare di far incappare la sua partner in una gravidanza indesiderata. “Ho chiuso la fabbrica, ho fatto la vasectomia“, ha detto il Fenomeno. Ronaldo ha già quattro figli: Ronald, di 10 anni, figlio di Milene Domingues, Alex (5 anni), avuto da Michelle Umezu, quindi i due figli della moglie attuale Bia Anthony Maria Sophia (2 anni) e Maria Alice (9 mesi). “Adesso ho due coppie e quindi tutto perfetto. Ho sempre avuto il sogno di avere molti bambini e ora l’ho realizzato“.

Alex è stato riconosciuto da Ronaldo solo quest’anno, dopo che Michele Umezu (brasiliana di origine giapponese che in Giappone faceva la cameriera in un bar) ha ottenuto in tribunale il riconoscimento della paternità. “È un peccato che abbiamo perso questi anni di convivenza, però Michelle è andata direttamente in tribunale senza farmi sapere niente, e la giustizia è molto lenta, così ci siamo conosciuti solo adesso - ha detto Ronaldo al quotidiano -. Mio figlio è entrato a far parte della famiglia nel modo più naturale, e adesso siamo una famiglia ancora più grande. Però adesso basta, così ho deciso di chiudere la fabbrica“.

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