
“Per la Roma non voglio essere un problema, se qualcuno pensa che io lo sia me lo dica e prenderò le mie decisioni“. Francesco Totti, in una lunga lettera pubblicata dal Corriere dello Sport, spiega le sue sensazioni sul momento negativo della squadra giallorossa e prova a chiarire la sua posizione di capitano, diventata più complessa da quando sono aumentate le critiche sul suo rendimento e sul ruolo di leader. Totti ha spaziato da un tema all’altro, facendo anche un breve riassunto della sua carriera e ribadendo il pensiero di non voler creare problemi alla squadra. Di seguito il testo integrale della missiva (questo è invece il link originario del Corriere dello Sport).
Avrei voluto riprendere questa rubrica in maniera diversa, con una posizione di classifica migliore, con risultati positivi rispetto a quelli che abbiamo conseguito fin qui, ma nello sport e nel calcio non sempre quello che si pensa di ottenere poi realmente si concretizza. Siamo partiti in maniera incostante, nella partita contro l’Inter avevamo dato segni di forte ripresa, ma purtroppo a Napoli siamo incappati in una nuova sconfitta. Avevamo concluso lo scorso campionato con una striscia di risultati di altissimo livello, che ci ha permesso di arrivare a sfiorare lo scudetto a pochi minuti dalla fine. Da lì dobbiamo ripartire senza pensare a quello che è accaduto, ma pensando a noi stessi, con la consapevolezza di avere una rosa di giocatori altamente competitiva. Mai come in questo momento ci sono state tante prese di posizione relative alla Roma e al sottoscritto.
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Sconfitta e beffata: la Roma conferma il suo momento negativo al Rigamonti di Brescia, i giallorossi lasciano l’impianto delle Rondinelle con zero punti in saccoccia e infinite recriminazioni. Fino ad ora la squadra allenata da Claudio Ranieri ha raccolto solo briciole, non vincendo mai in questo avvio di stagione: dopo il ko in Supercoppa Italiana contro l’Inter, battuta d’arresto anche in Champions all’Allianz Arena di Monaco di Baviera e appena due punti in quattro partite di campionato, pur essendo il calendario favorevole ai vice campione d’Italia. In terra lombarda il 2-1 dei padroni di casa è già di per sé pesante per il risultato, ma a questo va aggiungersi la furente recriminazione di tecnico e società per l’arbitraggio di Russo di Nola.
Il fischietto campano è accusato di non aver accordato un paio di penalty agli ospiti, salvo poi decretare la massima punizione per un intervento pulitissimo di Mexes sulla palla, per di più fuori area: ciliegina sulla torta il secondo giallo per il francese, con relativa espulsione. E, beffa delle beffe, in pieno recupero si fa male anche il portiere Julio Sergio, che esce a valanga su Kone e si infortuna ad una caviglia, lasciandosi andare in un pianto a dirotto molto suggestivo. Dopo il triplice fischio dell’arbitro (Hatemaj e Caracciolo per il Brescia, Borriello per i capitolini) esplode la rabbia di Ranieri, la Sensi e il ds Pradè, un unico coro velenoso che vuole puntare il dito sulla terna arbitrale, e non solo.
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La Roma è sempre più vicina al cambio di proprietà, Rotschild, l’advisor incaricato da Unicredit alla vendita del club, ha quasi pronto il dossier che sarà consegnato nelle mani degli interessati al rilevamento della società da Italpetroli. In questi mesi molti hanno manifestato in modo più o meno esplicito la volontà di acquisire le azioni della società, in questi giorni ci saranno quindi dei progressi decisivi in questa direzione. Tutti gli interessati riceveranno questo dossier e potranno fare un’offerta non vincolante. L’istituto di credito è fiducioso che tutte le operazioni possano concludersi entro la fine dell’anno.
Non mancherebbero i compratori. Rotschild comunicherà a Unicredit una “short list” dei soggetti interessati, la trattativa sarà però poi tra il compratore e Italpetroli, questo è quanto hanno fatto sapere i vertici dell’istituto bancario. Tra gli interessati ci sarebbero il fondo di risparmio Clessidra, ma anche gli imprenditori Angelucci, che convince poco, e Francesco Angelini, proprietario della nota casa farmaceutica. Ma i giallorossi fanno gola anche all’estero, un’offerta interessante potrebbe arrivare dall’Egitto, il tycoon Naguib Sawiris, Wind Italia, o da un fondo di investimenti di Abu Dabhi.
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Marco Borriello si è presentato alla stampa e ai suoi nuovi tifosi questa mattina poco prima dell’ora di pranzo, la sua conferenza stampa a Trigoria ha richiamato moltissimi giornalisti, tanto che lo stesso giocatore si è detto stupito di tutta l’attenzione a lui riservata in queste ultime ore. L’ex attaccante del Milan è apparso radioso, felice di una scelta che si può definire di vita, dopo aver speso l’intera vita in rossonero, era infatti arrivato la prima volta a Milanello all’età di 14 anni.
Tutti erano curiosi di conoscere le motivazioni che lo avevano portato a scegliere la Roma e a rifiutare la Juventus, i bianconeri nelle ultime ore di mercato avevano provato a portare la punta a Torino, alla fine però il giocatore ha prediletto la capitale. Sulla sua decisione ha influito il feeling che subito si è instaurato con la presidentessa giallorossa Rosella Sensi, a dirimere ogni dubbio residuo ci ha pensato poi Daniele De Rossi con un sms che ha colpito particolarmente Borriello:
“Se sono qui lo devo al presidente Rosella Sensi, mi ha convinto con la passione nelle sue parole, per me è stato importante, sono una persona sensibile. Poi anche De Rossi, che mi ha mandato un sms bellissimo, da pelle d’oca. Mi ha detto che sta iniziando l’avventura più bella della mia vita. E ha aggiunto “andiamo a vincere”. Mi ha colpito”.
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Improvvisa svolta nella trattativa che ruota attorno a Nicolas Burdisso. Il difensore argentino che l’Inter vuole cedere, ma non si accontenta dei 5 mln offerti dalla Roma che si fa forte della volontà del giocatore di tornare nella Capitale dopo l’ottima stagione trascorsa in giallorosso in prestito. La Juventus, che è a caccia di un difensore, si è inserita offrendo 8 milioni, proprio la cifra che l’Inter vorrebbe ottenere.
A questo punto nelle gerarchie nerazzurre i bianconeri avrebbero superato i giallorossi, ma manca ancora l’accordo fra Burdisso e la Juventus senza contare di possibili rilanci dell’ultimo secondo da parte della Roma che vuole a tutti i costi completare la sua difesa con l’argentino. Il commento caustico di Claudio Ranieri dice tutto sulla situazione “Burdisso? Non ce lo vogliono dare. Juve e Inter fanno come i ladri di Pisa, di giorno litigano e di notte si mettono d’accordo“.
L’incontro, stando alle indiscrezioni di Sky Sport 24, fra Juventus, Inter e Burdisso ha perfezionato l’accordo fra le due società. Mancherebbe a questo punto solo la firma del giocatore, alla faccia delle telefonate fra Rosella Sensi e Massimo Moratti. Pecunia non olet.

Nicolas Burdisso sarà presto un giocatore della Roma. La trattativa che segna l’addio dell’argentino, già nella scorsa stagione in prestito alla Roma, all’Inter ha finalmente avuto l’accelerazione decisiva. C’è voluta una telefonata fra i due presidenti, Rosella Sensi e Massimo Moratti, per arrivare ad un sì che ora i due direttori sportivi si dovranno limitare a mettere nero su bianco. La Roma pagherà circa 5 milioni all’Inter per l’intero cartellino del centrale difensivo che Claudio Ranieri avrebbe voluto in campo già per la sfida di Supercoppa di stasera.
Invece al momento Burdisso è un giocatore nerazzurro, anche se non è stato nemmeno convocato per la gara, ma lo resterà ancora per poche ore. Moratti, garantitosi i 5 milioni di entrata, ha già deciso come investirli. Questi soldi serviranno per strappare al Parma la comproprietà di Luca Antonelli (valutazione globale 10 milioni) che, avendo già in rosa Gobbi e Dellafiore, sarebbe anche pronto a girare Paolo Castellini alla Roma che sistemerebbe la difesa con un “vice” Riise.
Per Castellini la Roma dovrà ancora lavorare (i giallorossi vorrebbero un prestito con diritto di riscatto fissato, gli emiliani vogliono vendere), ma si può comunque godere il definitivo approdo di Nicolas Burdisso che andrà a fare compagnia al fratello, Guillermo Burdisso, altro difensore centrale arrivato dal Rosario Central. Il club argentino aveva rallentato l’invio del transfer, ma ora tutto è sistemato.
Nella serata di ieri il gruppo bancario Unicredit e Italpetroli hanno siglato l’accordo che prevedere l’azzeramento del debito del gruppo di proprietà della famiglia Sensi. Per quanto riguarda la componente calcistica, rappresentata dall’As Roma è prevista la costruzione di una nuova società, denominata Newco Roma, della quale i Sensi saranno proprietari del 51% della azioni e la banca del restante 49%, in vista della definitiva cessione affidata all’advisor Rothschild. Questo il testo del comunicato ufficiale rilasciato da Italpetroli a questo proposito:
Compagnia Italpetroli comunica, su richiesta della Consob che, in conformità alla Puntuazione dell’8 luglio scorso, è intervenuto tra le parti un accordo, previsto dalla Puntuazione stessa, avente ad oggetto la definitiva sistemazione dell’indebitamento finanziario complessivo del Gruppo Italpetroli. L’accordo prevede, con riguardo ad A.S. Roma S.p.A., il conferimento di mandato esclusivo all’advisor Rothschild S.p.A. per l’assistenza ai fini dell’avvio del processo di cessione del pacchetto di controllo della stessa A.S. Roma S.p.A.. Ciò nelle more della riorganizzazione del Gruppo Italpetroli, che comporta tra l’altro la costituzione, tramite scissione di Compagnia Italpetroli, di una società (”Newco Roma”) partecipata dalla Famiglia Sensi e da UniCredit, secondo le attuali quote azionarie detenute in Compagnia Italpetroli, rispettivamente, pari al 51% e al 49%. A tale società verrà assegnato il pacchetto azionario di controllo di A.S. Roma, con l’obiettivo di procedere alla valorizzazione e alla vendita dello stesso.
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Il Francesco Totti che si è presentato ai microfoni quest’oggi è da copertina: da Riscone di Brunico il capitano della Roma risponde foriero di dettagli alle tante domande che gli rivolgono i giornalisti, dichiarazioni non banali che abbracciano quasi tutto lo scibile calcistico. Si parte da dove si era chiusa la scorsa stagione, finale di Coppa Italia con calcione a Mario Balotelli, gesto forte con annesse critiche al romano: “C’è stato un momento in cui ho pensato di smettere per quello che era successo però alla fine parlando con delle persone importanti mi hanno fatto cambiare idea perché quando c’è la passione è difficile andare su altre strade. Balotelli? Dopo quell’episodio non ci ho più parlato. Se gli stringerò la mano quando lo incontrerò? La mano gliel’ho già stretta dopo quella partita, prima della premiazione. Ma nessuno se n’è accorto. Quello che hanno detto lui e il suo procuratore non è vero. È lui che m’ha insultato parecchie volte. Mi sono innervosito quando ha messo in mezzo i romani. Quando metti in mezzo il popolo, quando insulti una città e gente che ama veramente questa maglia, a me dà fastidio. È una cosa che non tollero“.
E poi la delusione del campionato, un tricolore buttato al vento dopo una splendida rimonta e un secondo tempo sciagurato contro la Sampdoria: “Che cosa ci è mancato? Il rush finale, è mancato il secondo tempo con la Sampdoria. Lì abbiamo perso lo scudetto, perché se avessimo vinto dopo sarebbe stato tutto in discesa. Comunque altre squadre sono più forti e hanno anche dei piccoli privilegi. L’Inter è tutelata. Da tutti. Come ai tempi della Juve, penso sia uguale, non è cambiato tanto. I torti ci saranno sempre. Poi cerchi sempre di pensare che gli errori siano in buonafede. È difficile, però ci pensi. Ma quest’anno il campionato l’abbiamo perso noi. Anche perché poi, ripensando a quella partita con la Samp, potevamo chiuderla nel primo tempo. Poi ci sono stati due episodi che hanno cambiato la gara. Penso comunque che sia stato giusto così perché se una squadra vince tre competizioni su tre merita un plauso“.
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Accordo raggiunto tra Unicredit e As Roma per il rientro del debito e il passaggio di proprietà della società giallorossa: «Le parti sono soddisfatte - ha dichiarato al termine dell’incontro davanti al collegio arbitrale Paolo Fiorentino, viceamministratore delegato di Unicredit Group -. Tutti abbiamo voglia di valorizzare gli asset, compresa la Roma che è quello di maggiore interesse». La società, ha continuato Fiorentino, «sarà gestita da Rosella Sensi». «Quest’accordo - ha detto Rosella Sensi al termine dell’incontro a Roma davanti al collegio arbitrale - è stato raggiunto con il consenso delle parti, ma soprattutto nell’interesse di salvaguardare l’As Roma, che è un qualcosa che appartiene alla città e a cui noi tutti teniamo molto». (Il Comunicato di Italpetroli)
Nodo cruciale è l’azzeramento del debito da 325 milioni di euro della Italpetroli. Dopo una lunga giornata di incontri, le parti hanno raggiunto l’intesa che sancisce la nascita di un nuova società di controllo dell’As Roma, Newco Roma, in cui verrà trasferito il 67% posseduto dai Sensi nell’As Roma e che avrà come obiettivo prioritario la vendita della quota nel club calcistico. In base alla bozza dell’accordo, che verrà chiuso entro dieci giorni, Rosella Sensi continuerà a mantenere la guida della società di Trigoria, almeno fino a quando non arriverà il nuovo compratore.
Sembrava ormai in dirittura d’arrivo l’accordo tra Rosella Sensi e Unicredit. La Roma aveva espresso parere favorevole all’accordo a sottoscrivere le condizioni della banca per la ristrutturazione del debito da 325 milioni di euro che Italpetroli, la holding proprietaria della Roma e di cui la Sensi è azionista di maggioranza, ha con UniCredit. Ma la riunione si è conclusa con un nulla di fatto ed ogni decisione è slittata ad un nuovo incontro che si terrà giovedì. Secondo Cesare Ruperto, presidente del Collegio arbitrale chiamato a dirimere la questione legata ai debiti contratti dalla Compagnia della famiglia Sensi con l’istituto di credito, è solo questione di ore:
“Ci aggiorniamo a giovedì perchè a quest’ora ci sono altri impegni. Pensavamo di finire, e invece non è stato così, ma questo non è un rinvio, solo una sospensione. Non ci sono dissensi, si sta solo puntualizzando tutto - ha quindi aggiunto il presidente del collegio arbitrale - Questa fase è definita ‘puntuazione’. Credevamo di chiudere in mezz’ora, e invece non è stato così ma ho fiducia che si possa chiudere“. Non esclude però il possibile ricorso al lodo arbitrale: “Finchè io non firmo non escludo nulla, ma c’è comunque una piena collaborazione tra le parti“.
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