PAOK - Rubin Kazan 1-1 | Video Gol e Highlights Europa League
15 Dicembre 2011 - Dopo le tante qualificazioni decise all’ultima partita nella giornata di ieri il turno odierno dell’Europa League aveva ancora poche situazioni ancora davvero in bilico. All’Udinese è bastato il pari casalingo con i Celtic per passare il turno, un risultato che rispetta i pronostici della vigilia. Chi invece deve assorbire un’eliminazione clamorosa è il Tottenham di Henry Redknapp rimasto fuori dai sedicesimi con PAOK di Salonicco e Rubin Kazan che vanno avanti a braccetto.
Gli inglesi erano impegnati contro i modesti irlandesi dello Shamrock Rovers (fermi a quota 1 punto nel girone) e vincono con uno scarto netto senza sudare troppo. In gol vanno Pienaar, Townsend, Defoe e Kane nel finale, ma per superare il turno i londinesi avevano bisogno che il Rubin Kazan perdesse sul campo del PAOK. I russi rimangono in 10 dopo 13 minuti di gioco per l’espulsione di Ryzhikov e vanno sotto nel punteggio subendo il rigore calciato da Vieirinha. Nonostante l’inferiorità numerica trovano il pari con Valdez al terzo minuto della ripresa e tengono un punteggio che gli consente di qualificarsi.
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Tottenham-Rubin Kazan 1-0 e Rennes-Celtic 1-1 | Video Gol e Highlights Europa League
Uno spettacolare calcio di punizione di Pavlyuchenko, al 34′, permette al Tottenham di battere il Rubin Kazan e di portarsi in vetta alla classifica del gruppo A di Europa League, con 7 punti. Il club inglese precede di due punti il Paok Salonnicco e di tre il Rubin Kazan. In coda e quasi del tutto fuori dai giochi anche a causa di una pessima differenza reti, gli irlandesi dello Shamrock Rovers con 0 punti.
Nel girone I, quello dell’Udinese (vittoriosa nel pomeriggio contro l’Atletico Madrid), il Rennes pareggia in casa contro il Celtic Glasgow per 1-1. In realtà è un pari che non serve a nessuna delle due squadre che rimangono entrambe ultime con 2 punti, dietro all’Atletico Madrid, nel gruppo guidato dai friulani con 7 punti. Da guardare il pasticcio difensivo del Celtic, un’autorete comica di Cha-Du-Ri che regala il vantaggio ai francesi. Gli scozzesi pervengono al pareggio grazie ad un colpo di testa di Ledley, al 70′.

Domenica sera si giocherà un’inutilissima Juventus - Napoli: merito, si fa per dire, della posizione in calendario, ultima giornata e giochi già decisi (sì, la Roma almeno un punto in casa contro la Sampdoria lo fa!). E allora ci volevano le parole di Fabio Quagliarella, ex di lusso che però non farà parte della partita, ad infiammare la vigilia; il centravanti di Castellammare di Stabia ha deciso di togliersi, tramite Sky Sport, alcuni sassolini che gli sporcavano il cammino da quasi un anno:
“Su di me s’è detto di tutto a Napoli, migliaia di falsità e cose non belle. Dopo un anno è giusto parlarne: far sapere ad esempio che durante il Mondiale mi avevano venduto al Rubin Kazan, mi avevano tradito. Tutti i dirigenti dicevano che loro valutavano una proposta, dopo avermi detto di trovare squadra. Cose mai state dette da me. Si diceva poi che arrivavo tardi agli allenamenti e che litigavo coi compagni: chiedete ai miei compagni di questi dieci anni, io sono un tipo allegro a cui si vuole bene. Ogni cosa era colpa mia: mi squalificavano e non facevano neanche ricorso. La società ha fatto una cosa brutta: se dovevo andare via, non andavo certo al Rubin Kazan, così ho scelto la Juve. La Società mi ha buttato in pasto alla piazza, in pasto ai lupi: la verità è questa, hanno detto cose cattive gratuite”.
Così Quagliarella, ora che sente vicino il riscatto alla Juve, manda messaggi d’amore alla sua attuale squadra: “Ho dovuto pensare alla mia carriera: la gente e il club alla Juve ha puntato su di me, anche durante l’infortunio. Ho sentito il loro affetto“; pur non dimenticando quel pizzico di diplomazia che da sempre lo contraddistingue: “Una volta che noi eravamo fuori dai giochi, sono stato contento sia stato il Napoli a raggiungere la Champions. Chiudo qui, coi complimenti per un grande risultato“.
Una papera incredibile di Giedrius Arlauskis, portiere del Rubin Kazan. Il pallone giunge rasoterra all’estremo difensore dopo un passaggio di un suo compagno prima della frittata. Il portiere, con lo sguardo alto verso i compagni per rilanciare il pallone e con imperdonabile eccesso di sicurezza, non riesce a stoppare il pallone che passa sotto la suola della scarpa e finisce in rete. L’errore, per sua fortuna, si rivelerà ininfluente perché il Rubin riuscirà a batter 2-1 il Krasnodar.
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Quarantaquattro presenze (tutto compreso), undici gol: questo il (misero) bottino di Ricardo Kakà con la maglia del Real Madrid; falcidiato dagli infortuni, sotto tono e all’ombra del catalizzatore mediatico Cristiano Ronaldo, visto ma non poi così tanto da José Mourinho, il brasiliano pare sia arrivato anzitempo al capolinea della sua avventura madrilena. Il sondaggio proposto dal popolare quotidiano sportivo iberico As, lascia adito a pochi dubbi: i tifosi delle merengues sono disposti a lasciar andare Kakà? Sì, lo sostiene il 70% del popolo blanco. Percentuale preoccupante per uno che era arrivato nella capitale spagnola per la bellezza di 67 milioni di euro, il cui rendimento è stato però “a dir poco deludente” (As dixit).
In poche parole, Kakà farebbe bene a preparare le valigie. E a metterci dentro panni pesanti. Perché il club che per primo ha bussato alla porta del Real è stato il Rubin Kazan: i russi hanno sparato alto, 45 milioni tondi tondi al club e contratto “in bianco” al sudamericano. Il club tataro, guidato da un volpone turkmeno di nome Berdiyev, è ambizioso, ricco e ha tre le sue fila già un brasiliano (Carlos Eduardo, ex Gremio ed Hoffenheim), lo spagnolo Cesar Navas, l’argentino Cristian Ansaldi e soprattutto il nostro Salvatore Bocchetti. L’ambientamento non sarebbe traumatico come per l’amico Roberto Carlos. Però c’è anche un’altra ipotesi, che consentirebbe di alleggerire un po’ il bagaglio.
E’ il Milan, con tutte le conseguenze mediatiche e non solo di questo clamoroso ritorno di fiamma. Lunedì sera a San Siro c’era Bosco Leite, anche noto come il padre di Kakà. Che ci faceva seduto nelle tribune del Meazza? “Per ora non c’è nessuna ipotesi, vedremo. Bosco Leite è un amico, come il figlio, e non abbiamo parlato di lui. Se mi piacerebbe un suo ritorno? Vedremo, ora dobbiamo pensare solo al campionato” si è affrettato a precisare Adriano Galliani. Un “vedremo” dietro il quale si sono poco convintamente trincerati anche lo stesso signor Bosco e Massimiliano Allegri. E in Inghilterra stanno alla finestra: Manchester City e Chelsea hanno fatto timidi sondaggi, sterpaglia da tabloid, va bene, ma ulteriori indizi: Kakà cambierà squadra. O no?
Benfica - Stoccarda 2-1
21° Harnik (S), 70° Cardozo (B), 81° Jara (B)
Rubin Kazan - Twente 0-2
77° De Jong, 88° Wisgerhof
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La Federcalcio russa (RFS) ha deciso per una vera e propria rivoluzione dei calendari del massimo campionato nazionale. Come tutti sappiamo, a causa delle avverse condizioni meteorologiche durante la stagione invernale, la Premjer Liga si gioca dalla primavera all’autunno, da marzo a novembre di ciascun anno. Spesso questa motivazione ci ha portato a fare considerazioni tecniche sullo stato di forma di eventuali avversari russi quando il sorteggio li ha messi di fronte ad una squadra europea: è evidente che queste squadre si presentino ai nastri di partenza delle competizioni continentali con un vantaggio dal punto di vista fisico, allo stesso modo però non sono preparatissime quando le coppe entrano nel vivo e cioè in primavera.
Anche per questo si è deciso quindi di modificare la storica formula per arrivare, attraverso una transizione graduale, ad un perfetto allineamento con i maggiori campionati continentali. Il prossimo campionato, che avrà inizio nella primavera del 2011, si concluderà regolarmente a novembre ma le 16 squadre che vi prenderanno parte saranno divise, secondo il posizionamento in classifica, in due gruppi da otto. Nella primavera del 2012 le prime otto si sfideranno per il titolo e per l’accesso alle coppe europee, le altre invece per non retrocedere. Le ultime due di questo raggruppamento retrocederanno direttamente in seconda divisione, mentre terzultima e quartultima sfideranno terza e quarta della serie inferiore per cercare di rimanere nella top class.
Giornata importante, quella appena passata, per quanto riguarda il calciomercato: Quagliarella alla Juve, Ibrahimovic a un passo dal Milan, il Napoli ha quasi preso Sosa, Burdisso alla fine ce l’ha fatta ed è di nuovo della Roma. Ma accanto a queste operazioni altisonanti, se ne sono concluse delle altre, comunque interessanti. Innanzitutto l’addio al nostro calcio di Salvatore Bocchetti (sì, è proprio lui nella foto): il centrale difensivo napoletano ha salutato il Genoa e si è trasferito al Rubin, nella lontana Kazan per la cifra di 11 milioni di euro. Ottimo l’affare di Preziosi e soci, ma buono anche il tornaconto del giocatore: per lui contratto triennale a tre milioni netti a stagione.
Notizia non di giornata, ma comunque degna di nota: ieri si è presentato Alessio Cerci, nuovo acquisto della Fiorentina (giunto dalla Roma per circa 3 milioni di euro, contratto quinquennale per lui). Molto l’entusiasmo dell’attaccante: “Sto bene e sono già pronto a giocare. Ho fatto molto bene a Pisa qualche anno fa perché avevo la fiducia dell’allenatore. Poi qualche infortunio di troppo ha bloccato la mia esplosione. Spero di farlo a Firenze“. Operazione in uscita in casa Inter: i nerazzurri, proprio ieri sconfitti a Montecarlo nella finale di Supercoppa Europea contro l’Atletico Madrid, prima della partita hanno ceduto in prestito Victor Obinna al West Ham United.
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