
Ronaldo ha annunciato da pochissimo il suo addio al calcio giocato, le sue lacrime nel corso della conferenza stampa hanno fatto il giro del mondo e commosso molti tifosi. C’è qualcuno però che vorrebbe convincerlo a scendere nuovamente in campo, è il presidente del Terek Grozny che pur di averlo nella sua squadra sarebbe disposto ad una follia economica. Ramzan Kadyrov, questo il nome del ricco imprenditore ceceno, ha progetti in grande per il suo club, basti pensare che meno di un mese fa ha ingaggiato come allenatore Ruud Gullit.
Per convincere il fenomeno a rimettere gli scarpini sono stati messi sul piatto 8 milioni e mezzo di dollari per un anno e mezzo di contratto. Un’offerta del genere difficilmente si può rifiutare, anche se il caso di Ronaldo è leggermente diverso, il giocatore è sembrato davvero stanco della vita da calciatore, resa più difficile anche dai tanti infortuni subiti in carriera e dai problemi di salute che ha confessato di avere. Kadyrov spera di riuscire a convincerlo il prossimo 10 marzo quando a Grozny scenderanno in campo i campioni del mondo brasiliani del 2002 per affrontare una partita con una rappresentativa cecena.
In quella speciale occasione lo stesso presidente del Terek sarà in campo e indosserà la fascia da capitano, sarà l’occasione giusta per scambiare due chiacchiere con l’attaccante e provare a convincerlo ad abbracciare il progetto. In Cecenia Ronaldo potrebbe raggiungere il suo connazionale Roberto Carlos che appena dieci giorni fa ha accettato l’offerta dell’Anzhi Makhachkala, un altro club che ha grandi ambizioni per il futuro, chissà se a investimenti così importanti seguiranno risultati altrettanto positivi.
Campioni del passato viola e rossonero, campioni del presente. Ma sono qui in veste di amici, persone che hanno conosciuto e frequentato Stefano Borgonovo quando tirava calci ad un pallone e che lo ritrovano, dopo tanti anni, immobile su una sedia. E’ Roberto Baggio, il compagno in viola di Stefano di fine anni 80, a prendere per mano Borgonovo e ad accompagnarlo in giro per lo stadio Franchi gremito in ogni ordine di posto. (foto serata)
Un eroe moderno è la definizione che utlizza Baggio. Difficile dargli torto. Stefano, più forte che mai, si rivolge al pubblico e invita a non incolpare il calcio e a continuare la battaglia contro la malattia che definisce stronza. Ruud Gullit non trattiene le lacrime così come succede a Sacchi e Ronaldinho.
Il pubblico di Firenze grida a più riprese il coro Borgogoal Borgogoal e applaude il coraggio e la dignità di Borgonovo, coperto dalla maglia numero nove. Sua figlia non lo abbandonerà mai per tutto l’arco della serata. E Stefano non perde la voglia di scherzare: “Roby, a vederti qui hai qualcosa dell’allenatore”, rivolgendosi a Baggio. “Non capisci niente!”, gli risponde bonariamente il divin codino. “Sei il giocatore più forte degli ultimi 50 anni”, dice Borgo.
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I Los Angeles Galaxy, un po’ il cimitero degli elefanti per quanto riguarda i campioni del calcio, sono stati colpiti da un fulmine a ciel sereno nella scorsa notte. Ruud Gullit, indimenticabile fuoriclasse del Milan di fine Anni 80, ha infatti annunciato improvvisamente che lascerà la guida del club, nonostante il contratto di tre anni.
Queste le prime dichiarazioni del Tulipano Nero:
“In realtá, per la mia famiglia si è rivelato un pò più difficile del previsto stabilirsi qui. Il club si è dimostrato molto conciliante e ha capito la mia decisione. Ringrazio giocatori e tifosi e auguro ai Galaxy tanti successi in futuro. Ora vorrei passare un pò di tempo con la mia famiglia prima di considerare altre possibili offerte nel mondo del calcio”
Anche Alexi Lalas, mediocre difensore a stelle e strisce che giocò anche in Italia, con la maglia del Padova, lascerà il club in cui ricopre il ruolo di General Manager. Terremoto dunque a Los Angeles, in una squadra costruita per fare innamorare gli americani del soccer e che, invece, continua a deludere.

Gli spagnoli, nonostante siano i favoriti contro l’Italia, almeno per quanto visto sino a questo momento, non l’hanno presa molto bene. Avrebbero preferito incontrare la Romania ai quarti. O forse mettono solamente le mani avanti nell’attesa di cancellare in un solo colpo la tradizione negativa contro gli azzurri. Marca, in un articolo tra il preoccupato e il sarcastico, titola “La stella dell’Italia non ha fine“, mentre As ricorda i dolorosi precedenti per le furie rosse (uno su tutti, il mondiale americano del 1994, quarti di finale, 2-1 per l’Italia con gomitata di Tassotti a Luis Enrique non vista dall’arbitro).
Complessivamente i precedenti sono 27: il bilancio e’ di 9 vittorie azzurre, 10 pareggi e 8 successi spagnoli. La Spagna non ha mai battuto l’Italia in una competizione ufficiale, se si eccettuano le Olimpiadi del 1920. As indica l’Italia come una vera e propria bestia nera e spera che il maleficio verrà spezzato anche per vendicare le lacrime di Luis Enrique, sanguinante dopo la gomitata di Tassotti. Il ct spagnolo Aragones non si fida degli azzurri:
“E’ campione del mondo e sappiamo tutti. E’ una rivale molto complicata da affrontare, ma in questa fase, chiunque è difficile. L’Italia è un team che sa fare grandi cose in cattivi momenti. E’ un accoppiamento che alla maggior parte degli spagnoli non è piaciuto, ma da adesso in poi chiunque può battere chiunque. Li abbiamo battuti in amichevole 3 mesi fa? Io non faccio riferimento alla partita di Elche. In questo Europeo, sembravano ormai morti, ma alla fine si sono qualificati”

Ruud Gullit è il nuovo tecnico dei Los Angeles Galaxy, squadra dell’MLS, il campionato professionistico statunitense di calcio in cui brilla (si fa per dire) la stella di David Beckham. L’Olandese Volante, com’era soprannominato quando calcava i campi, ha fattoe sperienza come allenatore sulle panchine di Chelsea, Newcastle United e Feyenoord, e prende il posto di Frank Yallop, che aveva dato le dimissioni dopo la mancata qualificazione dei Galaxy ai playoff.
La carriera di Ruud Gullit ha vissuto il suo massimo splendore a cavallo degli anni ‘80 e ‘90 con la maglia del Milan di Arrigo Sacchi, diventando il primo amore (ancor prima di un certo Marco Van Basten) del nuovo corso berlusconiano della tifoseria rossonera. Chi ha vissuto quegli anni ricorda ancora i berretti con le “treccioline” che spopolavano tra i chioschi fuori del Meazza, allo stadio e sulla testa di tutti i bambini (e non solo) milanisti.
Ruud Gullit nuovo allenatore dei Galaxy
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