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Tutti gli articoli con tag salary cap

L'Uefa avverte i club spendaccioni: "Occhio al fair play finanziario"

pubblicato da Gabriele Capasso


L’Uefa ha pubblicato sul suo sito in serata un comunicato che risponde “indirettamente” all’ultimo calciomercato invernale. Erano stati in molti ad interpretare le spese folli dei club inglesi come l’ennesima dimostrazione che il Fair Play finanziario non è percepito come una minaccia “reale” dalle società. Come noto l’Uefa si prepara ad introdurre gradualmente, a partire dalla prossima stagione per andare a regime nel giro 5-6 anni, nuove regole che impongono alle squadre di regolare i costi sulla base del fatturato evitando gli indebitamenti eccessivi e i casi di perverso mecenatismo che alterano in maniera evidente le competizioni.

Chi non rientrerà nei nuovi parametri sarà escluso dalle prestigiose (e redditizie) competizioni Uefa, senza appello. Pur senza citare casi specifici come è possibile che il super indebitato Liverpool sia riuscito a spendere nelle operazioni Suarez e Carroll più delle cifra stellare spesa da Abramovich per ingaggiare Fernando Torres? In piccolo lo stesso discorso si può applicare anche alle big italiane. Senza citare la Roma, finita in mano ad Unicredit a causa dalla gestione faraonica di Sensi padre, Inter e Milan hanno entrambe situazioni debitorie preoccupanti sempre ripianate dai patron Moratti e Berlusconi, eppure si possono permettere operazioni che ingrossano a dismisura il monte ingaggi (Ibrahimovic) e dispongono di liquidità per pagare cash giocatori molto ambiti (Pazzini).

Anche la Juventus (sulla carta messa meglio delle altre), dopo la gestione di Giraudo e Moggi durante la quale riusciva ad essere di fatto “autosufficiente”, sta progressivamente dilapidando il proprio patrimonio investendo in campagne di rafforzamento che non portano risultati e finiscono per far calare il fatturato.
Insomma, la Uefa avverte tutti, pur senza puntare il dito in nessuna direzione, con un monito che suona molto severo: Platini avrà la forza per portare avanti questo progetto fino in fondo?

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Napoli, De Laurentiis: "Di regali ne ho già fatti tanti, adesso bisogna lavorare"

pubblicato da Panda


Ieri sera a Sky Tg 24 il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha concesso una lunga intervista parlando del futuro della sua squadra, di Edy Reja e della sua scelta di andare ad allenare l’Hajduk Spalato, ed anche dei temi principali all’ordine del giorno nel mondo del calcio. Il sogno del presidente del Napoli, come anche per realtà emergenti come Genoa e Palermo, è quello di raggiungere una storica qualificazione in Champions League, magari alle spese di big come Roma e Milan che hanno operato un mercato non all’altezza del proprio blasone. Il Napoli ha speso molto bene e ha rinforzato la squadra in ogni reparto, ma adesso è arrivato il momento di passare ai fatti.

«Mi farebbe molto piacere vedere il Napoli in Champions, ma bisogna ancora aspettare e lavorare con grande umiltà. Abbiamo comprato nuovi elementi, vedremo quest’anno cosa farà Donadoni. Ora vedremo il debutto a Palermo e poi quella in casa e poi faremo un primo bilancio. Di regali al Napoli ne ho già fatti tanti. Non posso comprare, comprare, comprare…. Al di là di tutti le disquisizioni dei soloni del calcio, credo che per ora vada bene così. Poi se abbiamo sbagliato, io, Marino e Donadoni, ne pagheremo le conseguenze»

Napoli quindi adesso può sognare in grande, ma la squadra dovrà dimostrare sul campo che la società ha investito bene. Dello staff non farà parte l’ex allenatore Edy Reja, che ha lasciato la direzione del settore giovanile per tentare l’avventura all’Hajduk Spalato da primo italiano nella storia a cimentarsi nella realtà croata, al quale il presidente del Napoli augura ogni bene: “Eravamo d’accordo che se non avesse trovato un’altra squadra si sarebbe occupato del nostro settore giovanile. Cosa che rimane ancora a sua disposizione anche fra un anno, c’è un legame di famiglia.”. Dopo aver parlato di Napoli e dell’ex Reja, ecco il suo commento sulla vicenda Mourinho-Lippi:

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Platini contro le spese faraoniche di alcuni club promette il fair play fiscale

pubblicato da Cesare Rinaldi


La campagna acquisti maestosa di Florentino Perez se da una parte ha fatto andare in brodo di giuggiole i sostenitori dal Real Madrid dall’altra ha scatenato un malcontento generalizzato. Le critiche sono piovute un po’ da tutte le parti, dai rivali del Barcellona come da Sir Alex Ferguson, in ultimo dal quotidiano cattolico L’Osservatore Romano.

Al coro si aggiunge ora anche la voce autorevole del presidente della Uefa Michel Platini che in un’intervista rilasciata al settimanale L’Espresso ha manifestato le sue perplessità sul sistema calcio attuale e ha illustrato i progetti futuri per far sì che le cose cambino. Il francese ci tiene a precisare che comunque non ce l’ha con un club in particolare quanto piuttosto con l’abitudine diffusa delle società europee di spendere più di quello che le loro possibilità e il buon senso suggerirebbero. Fenomeno questo che non solo produce danni economici importanti ma che allo stesso tempo tiene lontani dal mondo del pallone i nuovi investitori:

“Se è poi vero che esistono investitori senza vincoli di bilancio, disposti a sperperare, è anche vero che molti imprenditori preferiscono non entrare nel calcio perché lo ritengono poco credibile. Un’industria che produce passivi non attira nuovi capitali. È necessario pertanto che vi siano delle regole, secondo cui ognuno dovrà farcela con le proprie gambe, senza aiuti esterni che favoriscono speculazioni di breve periodo. Urge puntare a un fair play finanziario con abbassamento dei costi (salari e trasferimenti in primo luogo) e aumento dei ricavi (merchandising, marketing e gestione impianti di proprietà).”

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Platini perplesso dal mercato promette: "Salary Cap in tre anni"

pubblicato da Gabriele Capasso


Michel Platini ne aveva fatto una sua bandiera nella campagna elettorale che lo portò alla guida de l’Uefa, nonostante fosse un tema piuttosto complesso e sul quale interessi troppo rilevanti andavano ad essere intaccati, Florentino Perez (o meglio la sua seconda venuta) gli consentono di dare una decisa accelerazione. Nel giro di due-tre anni la Uefa promuoverà un meccanismo di Salary Cup Cap, tutto da definire nei dettagli, e più in generale un principio di “Fair Play Finanziario“. (Chiedo scusa per l’imperdonabile errore, a furia di parlare di “Cup” capita di sbagliare spelling)

I 220 milioni di euro spesi di Perez quando si è appena concluso il primo mese di Calciomercato hanno reso chiaro a tutti che il sistema rischia di collassare, soprattutto per quello che riguarda la garanzia di una correttezza complessiva del sistema calcio. Troppa differenza nei mezzi, troppo diversi i regimi fiscali, troppa permissività sui debiti dei club, ingaggi e spese di gestione troppo alte rispetto ai ricavi reali.

Tutti meccanismi da correggere e l’Uefa inizierà a parlarne nel meeting di settembre (a Nyon, in Svizzera, il 14 e 15) inseguendo il principio della proporzione fra fatturato ed ingaggi dei calciatori, un principio che creerà problemi alle società della nostra Serie A, ma anche ai “ricchissimi” club di Liga e Premier League.

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