
Zlatan Ibrahimovic ammette di averla fatta grossa e non cerca giustificazioni inutili. L’attaccante svedese, fermato dal giudice sportivo con tre giornate di squalifica per il ceffone rifilato a Salvatore Aronica durante Milan-Napoli, al momento della consegna del Tapiro d’Oro di Striscia la Notizia, si scusa prima di riporre tutta la fiducia verso i suoi compagni di squadra che, se il ricorso del Milan non andrà a buon fine, dovranno fare a meno di lui anche per la sfida scudetto contro la Juventus: “Ho fatto una cazzata. Succede, succede. Devo imparare quando sbaglio. Non servivano le telecamere per quello che ho fatto. Ho sbagliato. Ho fiducia nella squadra. Farà bene anche senza di me. Cosa mi ha detto Cassano? Si è messo a ridere“.
- Video Tapiro d’Oro ad Ibrahimovic -
Galliani prova a minimizzare l’episodio e chiede esplicitamente che la sanzione sia ridotta a due giornate:
“Ho rivisto le immagini, quello di Ibrahimovic era un buffetto, si tratta di condotta antisportiva ma non violenta. Per me sarebbero due giornate quindi, ma non faccio il giudice sportivo purtroppo. Abbiamo fatto ricorso, vedremo. Col giocatore ho un buonissimo rapporto mi aveva chiesto di chiamarlo appena ci sarebbero state notizie. Era dispiaciuto ma l’ho rincuorato. Nei prossimi otto giorni giochiamo tre partite in tre competizioni diverse e lui giocherà due su tre. Con la Juve i rapporti con loro sono buonissimi, come campioni d’Italia è giusto che noi siamo i favoriti, gli infortuni però ci penalizzano, con tutti questi giocatori in infermeria credo che i favoriti siano quelli della Juve”.

Il giudice sportivo Giampaolo Tosel ha formalizzato una squalifica di tre giornate per Zlatan Ibrahimovic alla luce dello schiaffo rifilato ad Aronica, ieri, durante Milan-Napoli. Il club rossonero ha già annunciato che si servirà del ricorso per alleggerire il peso della sanzione. Sul sito ufficiale della società è comparso il seguente comunicato: “A.C. Milan comunica che impugnerà la decisione del Giudice Sportivo che ha inflitto al proprio tesserato Zlatan Ibrahimovic la squalifica per tre giornate di gara“.
Quella che segue è invece la motivazione addotta da Tosel: “Squalifica per tre giornate effettive di gara Ibrahmovic Zlatan (Milan): per avere, al 19° del secondo tempo, a giuoco fermo, colpito un calciatore avversario con uno schiaffo al volto; infrazione rilevata da un Assistente“.
La altre decisioni del giudice sportivo
a) SOCIETA’
Il Giudice Sportivo
premesso che in occasione delle gare disputate nel corso della Terza giornata ritorno sostenitori
delle Società Genoa-Lecce-Milan-Napoli-Novara-Palermo-Roma hanno, in violazione della
normativa di cui all’art 12. n 3 CGS, introdotto nell’impianto sportivo ed utilizzato
esclusivamente nel proprio settore materiale pirotecnico di vario genere (petardi, fumogeni e
bengala);
considerato che nei confronti delle Società di cui alla premessa ricorrono congiuntamente le
circostanze di cui all’art. 13, n. 1. lett. a) b) ed e) CGS, con efficacia esimente,
delibera
di non adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti delle Società di cui alla premessa in
ordine al comportamento dei loro sostenitori.
Foto - Lo schiaffo di Ibrahimovic ad Aronica




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Si infrange in un soleggiato pomeriggio d’aprile il sogno del Napoli di raggiungere la Champions League. La squadra di Walter Mazzarri non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 contro il Cagliari e vede così allontanarsi, forse definitivamente, il tanto ambito quarto posto. Gli azzurri però non hanno demeritato, sono stati protagonisti di una partita di grande intensità alla quale è mancato solo il gol, merito anche di una prestazione assolutamente fantastica del portiere sardo Federico Marchetti il quale ha parato tutto. I rossoblu erano chiaramente intenzionati a conquistare un punto prezioso in trasferta e sono riusciti nel loro intento, pur non avendo giocato una partita memorabile.
La partita rispetta il copione che prevede un Napoli sicuramente più motivato a trovare il successo, il traguardo europeo è un grande stimolo e la cornice del San Paolo fa il resto. Nei primi minuti però i campani faticano a trovare spazi, merito anche della disposizione tattica del Cagliari, quello di Melis e Festa è molto più attento in difesa rispetto alla versione spumeggiante proposta da Allegri fino alla settimana scorsa, insomma il 4-4-2 regge bene l’urto dell’avversario. A complicare i piani dei padroni di casa arriva anche l’infortunio di Lavezzi che deve lasciare il posto a Bogliacino al 25′ a causa di una noia muscolare (Tabellino - Video).
Le migliori immagini di Napoli - Cagliari 0-0




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L’ultima vittoria è datata 24 gennaio 2010, a Livorno: praticamente due mesi, troppo per un Napoli che con Mazzarri aveva accarezzato l’idea di un incredibile quarto posto dopo le vacanze di Natale. Eppure il Palermo dista solo cinque punti, la Juve 4, e allora è inutile fasciarsi la testa; lavorare e ancora lavorare, questo il credo del tecnico di San Vincenzo che crede ancora nei suoi ragazzi. Quattro punti nelle ultime sette partite e appena 5 gol fatti, l’ultimo ko quello di sabato scorso contro la Fiorentina: domenica pomeriggio trasferta a San Siro contro il Milan, quindi giovedì sera San Paolo illuminato e pronto ad accogliere la Juve. Due partite campali, per tornare a cullare sogni europei.
“Abbiamo perso una finale, d’accordo, ma ce ne sono altre dieci e, soprattutto, altri trenta punti in palio. Siamo tutti vogliosi di arrivare più in alto possibile: guardate la partita con la Fiorentina, siamo riuscirti a mettere sotto una squadra forte, fortissima come i viola. E alla fine quel grande uomo e grande allenatore di Prandelli ha detto: ‘Siamo stati fortunati’. Ho una rabbia dentro pazzesca: sono due giorni che guardo e riguardo le immagini della gara… Anche i ragazzi erano affranti: perdere in quel modo fa male” ha analizzato lucidamente l’ex allenatore di Livorno, Reggina e Sampdoria, uno dei pochi in circolazione a non esser mai stato esonerato.




Il Bologna continua a stupire, anche il Napoli di Mazzarri si deve arrendere al momento magico dei rossoblu. La partita si decide tutta nel primo tempo, anzi nei primi minuti, grazie ad un micidiale uno-due della squadra felsinea. I padroni di casa passano in vantaggio con Zalayeta che devia una conclusione di Buscè, sono passati solo sette minuti, il raddoppio trecento secondi dopo grazie al solito Adailton che beffa la difesa del Napoli e De Sanctis su calcio piazzato. I partenopei si riportano in partita immediatamente grazie alla rete di Rinaudo. Nella ripresa il Bologna regge la pressione dei campani e porta a casa il terzo successo nelle ultime quattro gare, tirandosi fuori con decisione dalla zona calda della classifica (Il tabellino di Bologna - Napoli 2-1 - Il video di Bologna - Napoli 2-1).
Le due squadre scendono in campo in un gelido pomeriggio emiliano, nonostante ciò la partita regala subito molte emozioni. Nemmeno il tempo di sistemarsi in campo e i padroni di casa si portano subito in vantaggio, Buscé prova una conclusione da fuori, Zalayeta tocca quel poco che basta a beffare De Sanctis. Il Napoli accusa il colpo e il Bologna ne approfitta, il raddoppio però arriva in maniera abbastanza fortunosa: Adailton batte una punizione della destra, scodella il pallone verso il secondo palo, nessuno lo tocca e il rimbalzo a terra beffa il portiere azzurro non attentissimo nell’occasione.
Le migliori immagini di Bologna - Napoli 2-1




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Le partite tra Napoli e Roma raramente si rivelano noiose, nel rispetto della tradizione anche la sfida di oggi non ha mancato di emozionare i numerosi tifosi giunti al San Paolo. La squadra di Ranieri tiene alla vittoria per continuare il suo inseguimento alla capolista Inter, d’altra parte anche Mazzarri ha bisogno di punti utili per l’Europa. I partenopei giocano meglio, gestiscono la partita ma è la Roma a passare in vantaggio con un rigore trasformato da Julio Baptista. I capitolini sembrano aver chiuso la partita quanto Vucinic marca il raddoppio, ma esce fuori l’orgoglio dei campani che prima accorciano con Denis di testa e poi pareggiano, fissando il risultato sul definitivo 2-2, grazie ad un rigore trasformato da Hamsik (Tabellino di Napoli - Roma 2-2 - Foto di Napoli - Roma 2-2).
In attacco Ranieri schiera dal primo minuto Vucinic e Baptista, Toni e Totti ancora non sono disponibili e Menez è in panchina febbricitante; Mazzarri rispondo con Hamsik e Lavezzi in supporto a Quagliarella. La partita parte subito con un buon ritmo, le due squadre sembrano intenzionate a giocare a viso aperto, i primi minuti sono scoppiettanti, Rinaudo sfiora il vantaggio con Doni bravo ad alzare sulla traversa. Anche De Sanctis ha il suo da fare quando in due tempi deve bloccare una conclusione di Vucinic. Con il passare dei minuti per le due formazioni si prendono le misure e il risultato è una partita giocata per lo più a centrocampo, il ritmo non scende ma le occasioni da rete non arrivano a grappoli come l’inizio aveva lasciato supporre. Solo all’ultimo minuto della prima frazione si fanno rivedere sotto porta i partenopei, Maggio di testa schiaccia troppo a terra e la palla finisce oltre la traversa.





Parole roventi nel cuore del San Paolo, a pochi minuti dal fischio finale di Rosetti: 0-0 tra Napoli e Inter, partita intensa (ma non propriamente bella), alla fine da ambo le parti il bicchiere sembra mezzo vuoto. Ma a parte le dichiarazioni più o meno di rito da parte dei protagonisti, dai microfoni di Sky spicca la polemica a distanza tra il presidente dei partenopei, il “verboso” Aurelio De Laurentiis, e il tecnico nerazzurro, quel José Mourinho che non accetta critiche ma solo i complimenti. Così il magnate cinematografico se ne esce con un pittoresco: “Mourinho nella mia eventuale lista degli allenatore sarebbe l’ultimo. Io non cambierei Mazzarri con Mourinho nemmeno se me lo regalassero. Come attore invece lo prenderei“, e il lusitano dopo poco replica piccato.
“Quel signore piccolino che è stato a parlare con voi, che crede che il calcio sia Hollywood, parla parla parla, oggi gli è andata bene ma non sempre sarà così” col suo solito tono impavido al limite della provocazione. Ma come al solito, ormai non è una novità, nel post-partita lo Special One è particolarmente ispirato; così ne approfitta per parlare dell’operato dell’arbitro, come piace a lui: “Ho fatto i complimenti a Rosetti perché mi è piaciuto il suo atteggiamento e perché la panchina è troppo lontana da situazioni che non si possono vedere bene, però mi hanno detto che c’era un rigore nettissimo (presunto fallo di mano di Aronica su cross di Maicon, ndr), uguale a uno che Rosetti ha dato a Bari e che non ha dato oggi. Se dimentichiamo questo piccolo grande episodio ha fatto bene, purtroppo per noi ha sbagliato con noi anche oggi“.




Il Napoli non si ferma più e a Livorno fa 14, tanti sono i risultati utili consecutivi, l’ultima sconfitta è ormai un ricordo sbiadito e risale al 4 ottobre quando gli azzurri persero a Roma contro i giallorossi, fu l’ultima partita di Roberto Donadoni che due giorni dopo sarà sostituito da Walter Mazzarri. I campani, seppur in emergenza per alcune assenze importanti riesce a ottenere il massimo on Toscana grazie ad un gol meraviglioso di Christian Maggio e al raddoppio di Luca Cigarini. Sul risultato finale c’è però anche la firma di Morgan De Sanctis, decisivo il rigore parato a Cristiano Lucarelli quando la sua squadra ancora era avanti di un solo gol. La sconfitta ha portato in dote un grande sconvolgimento negli amaranto: a fine partita infatti Serse Cosmi ha rassegnato le sue dimissioni (Il Tabellino di Livorno - Napoli 0-2 - Il Video di Livorno - Napoli 0-2).
Senza i pezzi pregiati in attacco, sono indisponibili infatti Quagliarella e Lavezzi, il peso del reparto azzurro offensivo è sulle spalle di German Denis. Cosmi risponde con Cristiano Lucarelli affiancato dal neo arrivato Claudio Bellucci. La prima frazione di gioco non è stata molto emozionante. I padroni di casa hanno proposto come unica soluzione quella di mandare palle in avanti sperando nell’invenzione del capitano. Il Napoli versione operaia è manovriero a centrocampo e attento a non lasciare spazio agli attacchi livornesi. La svolta della partita arriva però allo scadere quando Aronica lascia partire un cross sulla sinistra, la palla arriva a Maggio che con un destro al volo indirizza la palla all’incrocio dei pali opposto. La marcatura, meravigliosa, ricorda molto quella che Marco Van Basten mise a segno nel 1988 contro la Russia, durante gli Europei che poi avrebbero visto l’Olanda trionfare.





Sette vittorie e cinque pareggi (per un totale di 26 punti) nelle ultime dodici partite (quelle con Mazzarri in panchina, ancora imbattuto), il Napoli chiude il girone d’andata con un prestigioso quarto posto che, se fossimo a maggio, vorrebbe dire incredibile Champions League. Oggi altri tre punti pesantissimi, firmati da quel German Denis spesso poco considerato dall’ambiente napoletano ma non di rado decisivo coi suoi gol; certo, la rete dell’argentino è stata viziata da un’uscita sciagurata di Fiorillo, entrato al posto dell’infortunato Castellazzi e sicuramente negativo nel suo esordio stagionale (la Samp sta per cederlo, in ogni modo, alla Reggina fino a giugno). Ma a parte l’episodio la vittoria dei campani è stata meritata, con una domanda che sorge spontanea: dov’è finita la Sampdoria? (Tabellino di Napoli-Samp 1-0 - Foto di Napoli-Samp 1-0 - Video di Napoli-Samp 1-0)
Sesta sconfitta consecutiva lontana dal Ferraris, la squadra blucerchiata è in chiara crisi di risultati e di identità; pochi si salvano come ad esempio l’immenso capitano Angelo Palombo, ma il 4-4-2 di Delneri non funziona più, Cassano è un latitante e se il genio di Bari Vecchia gira a vuoto Pazzini e Mannini, grandi protagonisti nelle prime giornate, ne risentono, negativamente. Eppure i liguri erano partiti bene, intensità e palleggio, seppur a fatica nei pressi di De Sanctis cercavano di fare la partita; il Napoli controllava un po’ in affanno, non riusciva a fare gioco e perdeva anche Lavezzi per un infortunio muscolare. Primo tempo, tutto sommato, non bellissimo, occasioni alla spicciolata: la più ghiotta delle palle gol è capitata a Maggio, superbo Castellazzi.




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