
Null’altro se non i tre punti: questo volevano e questo hanno ottenuto Ancona e Reggina, entrambe vittoriose ieri nei posticipi della settima giornata di Serie B. Due successi casalinghi (rispettivamente contro Modena e Piacenza) che da un lato proiettano i marchigiani a due soli punti dalla vetta, dall’altro donano una boccata d’ossigeno a una Reggina che così smuove la classifica e dà il primo segnale per uscire dalla crisi. I calabresi hanno sfruttato la serata no del portiere del Piacenza, il grande ex Puggioni, che ha pasticciato sia sul primo gol di Cacia, sia sul raddoppio di Pagano; tra le due reti amaranto il momentaneo pareggio del difensore scuola Juve Zammuto.
Al Del Conero, neanche a dirlo, è la serata di Salvatore Mastronunzio: il grande protagonista della scorsa salvezza anconetana ha ricominciato da dove aveva lasciato, dal gol. Doppietta ieri e quinto gol stagionale, una rete per tempo a regolare un Modena decimato dagli infortuni e mai realmente in partita: primo squillo al 34°, assist di Miramontes, calcia Mastronunzio che non dà nessuno scampo a Narciso. Nella ripresa la squadra di Salvioni chiude i conti: Surraco viene atterrato in area, rigore che batte (manco a dirlo) Mastronunzio e gol del 2-0. Partita finita, l’Ancona è autorizzato a sognare.
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Con una rete a dieci minuti dal termine del bomber Mastronunzio (diciannovesimo centro stagionale per lui) l’Ancona espugna il Neri di Rimini e conquista la permanenza nel torneo cadetto, condannando i romagnoli alla retrocessione nella Prima Divisione di Lega Pro. Dopo l’1-1 dell’andata alla squadra di casa basta un pari, ma i dorici prendono subito il controllo delle operazioni, sfiorando la rete in tre occasioni nei primi venti minuti di gioco, senza però riuscire a superare l’attenta guardia dell’estremo difensore Agliardi. Nel finale di prima frazione, proteste dei marchigiani per un brutto fallo di Milone su Mastronunzio lanciato a rete, che però il direttore di gara Gervasoni valuta solo da cartellino giallo; si va così negli spogliatoi ancora a reti bianche. (Video della partita)
Nella ripresa, dopo i primi quindici minuti che vedono sempre la supremazia dell’Ancona, l’incontro diventa più equilibrato, con occasioni su entrambi i fronti, sempre sventate però dai due portieri. La svolta arriva a poco più di dieci minuti dal termine quando, in seguito a un batti e ribatti in area, il miglior realizzatore stagionale dei marchigiani trafigge Agliardi, gelando il fino a quel momento caldissimo pubblico di casa e mandando in visibilio i tremila tifosi ospiti arrivati dalle Marche. Il Rimini retrocede così al termine di un campionato nel quale ha pagato oltremisura il netto calo patito nelle ultime settimane; quasi miracolosa invece la salvezza per gli uomini di Salvioni, dati per spacciati fino a pochi minuti dal termine dell’ultimo incontro della stagione regolare.
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Il derby dell’Adriatico, disperata doppia sfida che vale la permanenza in seconda serie, finisce in parità: allo stadio Del Conero Ancona e Rimini pareggiano 1-1, sabato prossimo se i dorici non riusciranno a vincere sarà di nuovo Lega Pro dopo appena un anno in cadetteria. Eppure la squadra di Salvioni ce l’ha messa tutta per regalare l’ennesima impresa ai propri tifosi, dopo il miracoloso 3-4 di Bergamo nell’ultima giornata di campionato contro l’Albinoleffe; tuttavia Agliardi e l’imprecisione sotto porta hanno messo ripetutamente i bastoni fra le ruote ai rossi marchigiani, consentendo al Rimini di sfiorare il colpaccio.
Merito dei ragazzi di Carboni quello di non andare mai in affanno, riuscendo pure a colpire alla prima vera azione da rete: al 16° La Camera pesca a perfezione Pagano che, sul filo del fuorigioco, si presenta di fronte a Da Costa battendolo con freddezza. Mastronunzio, Surraco e Miramontes sfiorano il pari, nella ripresa il copione è lo stesso anche se, come detto, il Rimini mostra autorità; Catinali va vicino per due volte al pari, gli ospiti si fanno pericolosi con Pagano e Paraschiv (a lui annullato un gol da Banti). E a 5 minuti dalla fine il gol del pari, tanto atteso: lo sigla il solito Mastronunzio, bravo a fiondarsi sulla palla proveniente da destra.
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