
Giornata convulsa in casa Inter. Maicon eredita i mal di pancia di Ibra, gli spagnoli sostengono che per lo svedese ci sia già un accordo con il Barca sulla base di uno scambio con Samuel Eto’o (+ 10 milioni di euro) e Moratti che nel pomeriggio conferma, sibillino, le voci di non meglio specificate partenze.
Non è detto che dobbiamo vendere o comprare per forza. Non sto spingendo per vendere i giocatori, poi vediamo che offerte arrivano. Certamente, visto anche il periodo, qualcuno partirà. A breve, e con calma, arriveremo a una soluzione anche per Zlatan. Ibra da quando è con noi, e ormai sono tre anni, fa il suo dovere da grande professionista, e quindi credo si possa andare avanti così, a meno che non si vengano a creare situazioni che ci mettano in condizione di fare una buona cosa per noi, per il giocatore o per altri giocatori
Il “periodo” è un chiaro riferimento alla situazione di crisi economica, un riferimento sempre pertinente quando si parla di Inter perché la società nerazzurra è nettamente in deficit nel rapporto fra costi e fatturato. Fino a questo momento Massimo Moratti ha sempre compensato il deficit con corposi aumenti di capitale (quest’anno si parla di una cifra nell’ordine dei 100mln di euro), ma se volesse iniziare ad emulare il presidente “cugino” Berlusconi lascerebbe in un brutto guaio la sua Inter. Non pare essere questo il caso, ma Moratti potrebbe anche essere stanco di dover accontentare le sue star che con la tecnica dei “mal di pancia” continuano a chiedergli corposi aumenti d’ingaggio.
Continua a leggere: Maicon, Ibra o Cruz? Moratti sibillino: "Qualcuno partirà"
Continua a leggere: Video: La Finale di Champions League - Barcellona - Manchester 2-0

Il Barcellona vince la 54esima edizione della Coppa dei Campioni. La tripleta è arrivata: Liga, Coppa del Re e Champions League. Manchester United deludente e sconfitto, Eto’o e Leo Messi implacabili. Vittoria meritatissima in una gara non spettacolare. Il trionfo di Josep Guardiola, trionfo assoluto, senza discussioni, battendo un record unico: è il primo allenatore a centrare la storica tripleta nel calcio spagnolo. Tutto questo al primo anno, con uno stile ed una modestia dalla quale tanti colleghi dovrebbero imparare. Commovente la sua dedica a caldo, a nome di tutto il Barcellona, a Paolo Maldini: “se ci ripensa per lui c’è un posto in squadra“. (Foto)
Nella partita più attesa il Barcellona si presentava in formazione rimaneggiata, con pesanti assenze in difesa, il Manchester a ranghi completi. Guardiola sceglie di arretrare Yaya Tourè in difesa, spostando il capitano Puyol sulla destra. Si riveleranno scelte azzeccate. Sir Alex Ferguson, sconfitto sul piano tattico ed abbandonato dai suoi campioni nella partita più importante, sceglie una formazione prudente e lancia dal primo minuto Giggs, Park a sostegno di Rooney e Cristiano Ronaldo. Anderson dal primo minuto è un autentico suicidio, cercherà di rimediare invano.
Di fatto il Manchester United dura 8 minuti, il Barcellona è contratto e soffre la partenza grintosa dei Red Devils. Una punizione di Ronaldo è respinta in maniera goffa da Victor Valdes, ma Park viene anticipato al momento del tap-in da Piqué. Cristiano Ronaldo è ancora protagonista, di destro e di sinistro cerca la porta senza fortuna. Il Barca non si scompone, arretra ed è pronto a colpire al primo affondo. Eto’o riceve palla in area da Iniesta, si fuma Vidic con una facilità impressionante e con un colpo di punta anticipa l’uscita di Van Der Sar. Il gol dell’1 a 0 cambierà completamente il corso della partita.
Al cospetto di questa squadra stellare, signore e signori il Barcellona di Sep Guardiola, c’è poco da fare: se proprio si volesse trovare un punto debole nella corazzata catalana si dovrebbe cercare al di sotto della cintola ma quando centrocampo e attacco girano a meraviglia come questa sera, andata dei quarti di finale di Champions League al Camp Nou contro il Bayern Monaco, allora la difesa con annesso Valdes non ha nulla da temere. Il tridente che più di ogni altro sta facendo sognare l’Europa calcistica (85 gol in tre in questa stagione sommando tutte le competizioni), un francese, un argentino e un camerunense che sembra quasi l’inizio di una barzelletta, questo benedetto tridente, dicevamo, ha sgretolato come tsunami quel che ha retto della fragile squadra bavarese, a corto di alcuni uomini chiave ma comunque tanto, troppo fragile coi vari Butt, in porta, Breno, Demichelis, Oddo e chi più ne ha più ne metta. (Foto - Video)
Così nei primi 43 minuti di gara il risultato era già quello finale: 4-0, in pratica questo doppio confronto avrebbe dovuto durare 3 ore mentre dopo poco più di mezz’ora era già finito. Il Camp Nou è un campo grande, lungo e largo più della media, con un manto favoloso e questa sera a Barcellona pioveva; in più luci alte, ancor più luminose per il palcoscenico Champions, 90mila spettatori a strapiombo sul terreno di gioco, insomma c’era tutto perché la bomba ad orologeria scoppiasse in men che non si dica. Pronti, via e già Henry sfiora il vantaggio, superando Butt ma non Demichelis abile a salvare sulla linea; al 9° è però 1-0: Iniesta è meraviglioso, Eto’o pratico, la palla arriva a Messi che con un tiro chirurgico batte il povero Butt. Il portiere tedesco trascorre tre minuti ancora e ne becca un altro.
Continua a leggere: Barcellona - Bayern Monaco 4-0: blaugrana irresistibili, bavaresi a picco
Sorride Barcellona e piange Valencia. Entrambe le squadre del capoluogo catalano hanno battuto i rispettivi rivali nell’anticipo di ieri della 16° giornata della Liga e mettono pressione alle altre pretendenti al titolo finale. Successo di misura per i biancoazzurri di Valverde che riescono a sconfiggere in casa il Levante di De Biasi; l’Espanyol è una delle rivelazioni positive di questa stagione, si trovano in piena corsa per la zona Champion’s League ed è reduce da 12 risultati utili consecutivi. (Fotogallery)
La vittoria di ieri è giunta grazie ad un goal di Jarque, anche se la partita è stata in bilico fino agli ultimi minuti; merito del Levante che ha provato a reagire e a trovare il pareggio, ma tutti gli sforzi della formazione “colista” non sono stati premiati a dovere. La seconda squadra di Valencia è ancora ferma a 7 punti ed è fanalino di coda solitario della Liga. Il Bacellona domina il Valencia e si impone per ben 3 reti a 0 al “Mestalla”; la squadra allenata da Koeman non è mai entrata in partita e non ha mostrato nessun segnale di reazione.
Gran parte del pubblico, ormai sconsolato, ha abbandonato lo stadio dopo che Gudjohnsen ha realizzato la terza rete catalana grazie ad un’invenzione di Giovani Dos Santos. Il mattatore vero dello serata è stato Eto’o; il camerunese ha realizzato le prime due reti blaugrana e ha decretato in pratica la fine del match al minuto 26’ con il secondo goal.
Continua a leggere: Liga Spagnola: Barça ed Espanyol, due vittorie fondamentali